Come in una favola mi viene in mente  mia nonna che diceva ” non si butta via neppure una briciola di pane” …..era solo una cinquantina di anni fa!

Il Preside della facoltà di Agraria di Bologna  ha stilato un “libro nero” con i dati sul cibo che ogni anno dai campi, dai supermercati e dalle nostre case finisce nei rifiuti.

Numeri impressionanti…pensate ventimilioni di tonnellate  vale a dire trentasette miliardi di euro, il 3% del PIL ! Avrebbero potuto mangiarci (tre pasti completi al giorno) 44.472.914 persone , quasi una seconda Italia.  Tra quello che rimane sui campi, tra i prodotti scaduti e avanzati nei negozi alimentari e nei supermercati, tra i prodotti sprecati e lasciati scadere nelle nostre case si arriva a queste cifre, come dire spremiamo la Terra, ne estraiamo i frutti e poi felici e contenti scaviamo una buca, ce li buttiamo dentro e la ricopriamo. Credo serva a far crescere l’albero del PIL.

E non parliamo di quello che si getta nei ristoranti, pizzerie, navi da crociera ecc., li non conta quel che si mangia ma solo quel che si consuma, e paga.

E la famiglia? Quella che deve fare i conti con le entrate per arrivare a fine mese?

Pensate che ogni anno “mediamente” , una famiglia italiana butta via sull’acquistato: il 37% dei prodotto freschi, il 19% del pane, il 17% della frutta e  della verdura, il 9% degli affettati, l’8% dei prodotti in busta, il 4% della pasta, il 3% degli scatolami  e il 3% dei surgelati. Il conto penso sia al netto di quanto recuperato dai pensionati al minimo che alla fine del mercato fanno a gara con i netturbini.

I prodotti ortofrutticoli lasciati sui nostri campi sono equivalenti al fabbisogno annuale della Spagna, da dove importiamo gran parte dei prodotti che poi buttiamo via dopo avergli fatto fare una crociera. Come siamo generosi.

                                                                                                                      (Franco Muzzioli)

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