Mamma mia … che sprechi! (di Franco Muzzioli)

Come in una favola mi viene in mente  mia nonna che diceva ” non si butta via neppure una briciola di pane” …..era solo una cinquantina di anni fa!

Il Preside della facoltà di Agraria di Bologna  ha stilato un “libro nero” con i dati sul cibo che ogni anno dai campi, dai supermercati e dalle nostre case finisce nei rifiuti.

Numeri impressionanti…pensate ventimilioni di tonnellate  vale a dire trentasette miliardi di euro, il 3% del PIL ! Avrebbero potuto mangiarci (tre pasti completi al giorno) 44.472.914 persone , quasi una seconda Italia.  Tra quello che rimane sui campi, tra i prodotti scaduti e avanzati nei negozi alimentari e nei supermercati, tra i prodotti sprecati e lasciati scadere nelle nostre case si arriva a queste cifre, come dire spremiamo la Terra, ne estraiamo i frutti e poi felici e contenti scaviamo una buca, ce li buttiamo dentro e la ricopriamo. Credo serva a far crescere l’albero del PIL.

E non parliamo di quello che si getta nei ristoranti, pizzerie, navi da crociera ecc., li non conta quel che si mangia ma solo quel che si consuma, e paga.

E la famiglia? Quella che deve fare i conti con le entrate per arrivare a fine mese?

Pensate che ogni anno “mediamente” , una famiglia italiana butta via sull’acquistato: il 37% dei prodotto freschi, il 19% del pane, il 17% della frutta e  della verdura, il 9% degli affettati, l’8% dei prodotti in busta, il 4% della pasta, il 3% degli scatolami  e il 3% dei surgelati. Il conto penso sia al netto di quanto recuperato dai pensionati al minimo che alla fine del mercato fanno a gara con i netturbini.

I prodotti ortofrutticoli lasciati sui nostri campi sono equivalenti al fabbisogno annuale della Spagna, da dove importiamo gran parte dei prodotti che poi buttiamo via dopo avergli fatto fare una crociera. Come siamo generosi.

                                                                                                                      (Franco Muzzioli)

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Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

Pubblicato il 2 maggio 2011 su Ambiente Umano. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 12 commenti.

  1. Pochi giorni fa vidi in televisione un servizio proprio sugli sprechi che si fanno in Italia. Tutto quello che avanza alla chiusura delle pizzerie, ristoranti, invece di buttarli nella spazzatura, questi vengono preparati dai gestori in appositi contenitori, che poi raccolti da volontari di una associazione che li portano in una struttura di accoglienza di emarginati e poveri. Penso che sia un ottima cosa, se tutti gli enti benefici si organizzassero in questo senso. Lo spreco famigliare credo sia un’abitudine indipendentemente dalle possibilità economiche.

  2. Lo spreco del cibo è veramente un delitto nei confronti dell’umanità sofferente. Lo è sia direttamente nei confronti di chi ha fame o muore letteralmente di fame e sia come valore monetario per la nostra disastrata economia e sia perchè con le somme risparmiate si potrebbero aiutare intere categorie di persone che hanno bisogno di un aiuto finanziario in un momento di crisi come questo con milioni di lavoratori disoccupati o in cassa integrazione candidati alla disoccupazione e milioni di giovani sfruttati dal precariato inventato per truffare una intera generazione senza futuro.
    Personalmente, non tengo dispensa per i generi deperibili per più di 2 giorni potendomelo permettere perchè ho il tempo di andare a fare la spesa. Frutta e verdura, soprattutto, perchè come la carne, che odio ma che mi costringo a mangiare 2 volte alla settimana ed il pesce fresco 1 volta, perchè sono i più deperibili.
    Mi risulta che a Bologna tutti i supermercati sono collegati con le associazioni di volontariato ed a fine giornata distribuiscono tutti gli alimentari deperibili che aiuteranno decine di migliaia di persone bisognose. Sarebbe veramente una cosa utile ed intelligente se tutti gli enti assistenziali e le mense sociali prendessero accordi con i supermercati delle loro città e, quotidianamente, provvedessero a fare come fanno a Bologna e forse anche altrove.
    Una cosa importantissima, insegnamento della nonna e della mamma, non butto mai un pezzetto di pane. Quello del giorno prima, se avanzato, va benissimo anche per il giorno dopo nel latte della colazione, nel brodo della cena o, comunque, verrà grattugiato perchè in cucina serve invece di andare a comprare quello impacchettato che sicuramente è più vecchio che si grattugia in casa.
    Pretendo il rispetto delle stesse regole anche col mio cane. Nella sua ciotola non si aggiunge altro cibo quotidianamente sino a quando non è vuota.
    Naturalmente, se ai supermercati si aggiungessero le mense scolastiche o aziendali, gli ospedali, im ristoranti, le pizzerie ed altri simili si recupererebbe cibo a quintali da distribuire a chi non è fortunato come chi spreca e, magari non ha neanche un luogo per dormire.
    Idee da propagandare!
    Buona serata.

    • Condivido tutto ciò che hai scritto.
      Anche in casa mia si fa così.
      Cerchiamo di acquistare solo ciò che possiamo consumare in poco tempo, non sprecando nulla, senza mai gettare quel che dovesse restare a pranzo o a cena, ma consumandolo fino anche uno o due giorni dopo. Solo se necessario gettiamo via il cibo.
      Mio padre ci ha insegnato a rispettarlo e io continuerò a farlo.

  3. Mi fa piacere leggere un articolo di Franco in questo blog, che torna e completa un argomento preso in esame da Popof. Conoscevo già questo problema dello spreco di cibo che finisce nella spazzatura, lo trovo vergnoso, perchè non proviene soltanto dalla grande distribuzione, ma dalle singole famiglie. Mi dispiace ripetermi, ma sono venuti meno gli insegnamenti e gli esempi da parte dei genitori, la famosa frase ” non si butta via niente” è ormai quasi scomparsa, i giovani mangiamo troppo, male e in maniera disordinata. Con la crisi economica in atto si dovrebbe porre più attenzione a questi sprechi e all’acquisto di cibo superfluo.

  4. Per non parlare di tutte le tonnellate di frutta o verdura letteralmente distrutte perchè prodotte “in sovrappiù” rispetto a limiti fissati da gente che sta a migliaia di chilometri di distanza… con gente che dalla parte opposta del mare (e che nessuno venga a dirmi che non c’è modo di portare là questa roba, quando a dicembre ci troviamo in tavola le fragole del Cile!!) sta semplicemente morendo di fame!
    C’è giusto un’iniziativa (spero non sia solo locale) di una catena di supermercati che trovo buona: “Brutti ma buoni”, la chiamano.In pratica, quei prodotti che non possono essere venduti perchè ammaccati o con la confezione esterna danneggiata (ma perfetti a livello di prodotto), che invece di essere buttati vengono raccolti e destinati alla beneficienza. Almeno una che vada per il verso…

  5. Giulio Salvatori

    Senza ripetere quanto giustamente detto con sapienza nei commenti, cito solamente la –battaglia delle arance- (non so se si chiama così) che si tiene a Ivrea…Tonnellate di arance che si buttano in faccia centinaia di persone.Mi meraviglio del sindaco (scritto di proposito minuscolo) che autorizza simile manifestazione . Se questa non è stupidità collettiva, come la chiamereste voi???? Poi magari, durante una certa preghiera si sente:-… benedici il cibo (…)e danne anche a coloro che non ne hanno- Quanti bestemmiatori .

  6. Nonostante tutte le accortezze ed i buoni principi ed insegnamenti, capita a tutti di dover eliminare avanzi e cibi scaduti; a volte non ci si riflette bene e quindi non si pongono correttivi, altre volte invece ti rendi meglio conto della situazione…
    Una mia confinante di casa, persona buona e che vive da sola, è una gattara e ogni giorno nel suo terrazzino prepara ciotole di cibo per i gatti tanti di quartiere che, già due ore prima del pranzetto, aspettano miagolanti sotto il suo balcone.
    un giorno, con delicatezza mi disse che le cominciava a venire economicamente pesante dover pensare ai tanti gattini visto che lei da sola produceva davvero pochi rifiuti commestibili, e mi chiese se potevo aiutarla sistemando i miei avanzi di cibo dentro un sacchetto nel suo confinante balconcino. Poi avrebbe pensato lei a distribuirli ai gatti.
    Accettai volentieri, era davvero poca cosa per me, e così mi resi conto di quanti avanzi producevamo in famiglia. Divenni più attenta ed oculata e capii che era possibile modificare la sutuazione con un pò di attenzione maggiore. Ma l’impegno per i gattini della mia vicina ci sarà sempre.

    • Il veterinario dice che non va bene. Abbiamo imparato a metter meno sale nei cibi e condividiamo gli avanzi con i compattatori a 4 zampe, che non si lamentano, fanno la fila.
      Il macellaio mi fornisce ogni settimana 5 o 6 kg di avanzi commestibili a 1 € al kg, per lui è un guadano, per i miei cani e gatti una leccornia. A settimana in tre bipedi facciamo si e no due kg di umido, il resto viene tutto consumato dai quadrupedi. Anche le ossa di pollo, che se ne dica, un cane le trita se lasciato in pace, senza un padrone che gli porta via l’osso che potrebbe bucare l’intestino. Ho anche trovato qualche spaghetto sui rami degli aceri. Segno che passeri e merli vengono a banchettare.
      Il maggior spreco viene a mio parere dalle forme di consumo del cibo in forma collettiva, dalle mense aziendali ai ristoranti, che per fare in modo di garantire agli avventori il menù del giorno ne producono in eccesso, diminuendo i costi e per non avere proteste. Fortuna che qualcuno se ne accorto e qualche organizzazione che recupera l’eccesso si è fatta viva, non è mai troppo tardi.

  7. Quella della battaglia delle arance al carnevale di Ivrea è una vera idiozia non solo perchè si sciupano quintali di arance ma anche perchè ogni anno molti spettatori finiscono all’ospedale con qualche pericolosa contusione agli occhi. Ma ciononostante le manifestazioni con contenuti di idiozia non vengono proibite.

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