Generazione egodream

Tra un piatto e l’altro del pranzo domenicale, s’è affacciata l’immagine del titolo che credo abbia bisogno di poche spiegazioni, se non il collocamento della nascita temporale, che faccio risalire agli anni che vanno tra il 1948 e il 1968 (+/-3).

Per la scarsa delicatezza del modo di trattare l’argomento, credo che questo post dovrebbe avere pochi commenti o, per contro, accesi dibattiti intergenerazionali. Io ci sono in mezzo, mettete la sicura al dito che digita sui tasti, ma non la museruola.

Tornando al titolo cos’è questa che chiamo generazione egodream? E’ il miscuglio in cui è vissuto  chi è nato tra le frustrazioni della guerra che si era appena conclusa e quella delle appaganti sazietà dei nuovi nati, che del conflitto bellico abbiamo sentito i racconti mentre vivevamo ai bordi di una guerra fredda e a distanza di sicurezza da una guerra vera (Corea, Vietnam). Cresciuti mentre i padri ricostruivano e a cui a un certo punto abbiamo dato man forte, quando, poco più o poco meno che ventenni, ci siamo ritrovati nelle piazze insieme. Noi studenti portatori di plus rivendicazioni, loro mezzi di produzione del plus valore. Noi da figli, provavamo ad insegnare ai padri come guardare oltre l’orizzonte, uniti poi a conquistare spazi, leggi, garanzie per la quotidianità.

Sin qui tutto  magnifico, armonioso. Ma anche i nati del 48 invecchiano, diventando nonni. I padri son diventati bisnonni, se sono sopravvissuti ai veleni regalati dall’Eternit, dalla Icmesa,  o al tracimamento delle acque, dalla diga del Vajont all’Arno al Po. Intanto noi figli, pasciuti dal sentito dire o visto in tv, siamo diventati a nostra volta padri e nonni. Se la vita non ci ha regalato gli effetti del vaso di Pandora, abbiamo vissuto ogni dramma a debita distanza, sentendoci smarriti e annaspando alla prima difficoltà cui non si riesce a fronte senza il supporto di un carrello in cui riversare il tutto da saldare alla cassa.

La generazione egodream imparerà prima o poi a nuotare? A scegliere tra il legame tribale della famiglia con le sue potenzialità e quello di un mondo che non offre garanzia alcuna se non un numero di serie o codice fiscale?

Da Silvia  ho letto il testo dell’ultima canzone vincitrice a Sanremo, e come ho scritto in un commento sembra la lettera di un membro della generazione egodream al governo, è anche per questo che ho utilizzato il video.

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Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

Pubblicato il 19 febbraio 2012, in pensieri spaiati, sc-arti e mestieri con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 13 commenti.

  1. io sono del ’64 e non ho vissuto nemmeno il periodo delle contestazioni di piazza del ’68, perché ero troppo piccola e non me ne poteva fregare meno, poi la prima TV in casa è arrivata nel ’69, quando si andava dai vicini per vedere la TV era per vedere Canzonissima, Sanremo, ecc… e quindi ho sentito parlare solo dopo, di quel periodo, ma da quando io e i miei fratelli abbiamo cominciato la scuola, dentro casa nostra si è sempre parlato di tutto, e quindi anche dei pochi soldi che babbo riusciva a guadagnare col suo camion, noi eravamo (e siamo) 3 figli nati in 4 anni,
    mio padre proveniva da una famiglia di contadini numerosissima, da mia madre erano contadini lo stesso, ma mio nonno era morto giovane e mia nonna e i 4 figli erano trattati dagli zii quasi come schiavi… già a mia madre è andata grassa che per sposarsi ha avuto un abito da sposa degno di chiamarsi così, poi una volta uscita dalla famiglia patriarcale, arrivederci e grazie….
    i miei genitori ci hanno sempre parlato delle difficoltà della loro gioventù e ci hanno allevati senza tanti grilli per la testa, anche perché non ce li potevamo permettere! se c’era una cosa, noi sapevamo sempre che era da dividere in 3! Babbo e mamma hanno rinunciato ad una miriade di cose….
    22 anni fa tutti insieme ci siamo buttati nell’acquisto dell’attività che ancora conduciamo tutti insieme ed abbiamo potuto verificare in diversi periodi che quando c’è un momento di crisi di soldi (e ce ne sono stati diversi…) ci adeguiamo mentalmente ed attiviamo tutti la modalità “zero spreco”… adesso non siamo con l’acqua alla gola, ma se questa crisi continuerà, non si sa come sarà domani, e così siamo già in modalità “zero spreco”, aspettando che passi prima o poi (meglio prima che poi… )

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  2. Per me è troppo.. il cervello ha fatto tilt .. passo questa volta :)

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  3. e aggiungo…. una buona abitudine dei nostri tempi, era che i ragazzini d’inverno andavano a scuola e d’estate andavano a lavorare… adesso credo che questo non sia più possibile anche per le leggi vigenti che non permettono di lavorare prima dei 18 anni (l’ho sentito dire, ma non ne sono sicura), adesso se il ragazzino vuole il motorino ci pensa il babbo (o chi per lui), se a 18 anni vuole la macchina, e la deve avere senza meno! sennò è un pirla… e ci pensa babbo…. deve avere tutto firmato sennò che figure fa…. ma oh!!!!
    era molto meglio 20-30 anni fa….

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  4. Il problema…..e la colpa è stata ed è anche dei genitori, che si cerca sempre di tenere i figli nella bambagia….di evitargli ogni preoccupazione, ogni problema, sbagliando alla grande perchè la vita non è così….. Credo che chi, giovane o meno giovane, si sia fatto strada da solo combattendo per raggiungere i propri obiettivi riesce a far fronte e ad organizzarsi nelle difficoltà. E penso che ci siano giovani che questo l’hanno capito bene…..forse meglio di qualcuno della nostra generazione, cinquantenni o giù di lì, che si perdono in un bicchier d’acqua di fronte a qualsiasi ostacolo. La vita è una battaglia……e bisogna attrezzarsi di conseguenza…. Buona serata Paolo.

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  5. non posso che concordare col pensiero di Silvia
    ti auguro una buona serata ed un buon inizio settimana

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  6. Paolo, sono più grande di voi, vedendo il festival ho fatto tante considerazioni e anche a me è venuta l’idea di fare un confronto, insieme a Giulio abbiamo lasciato dei pensieri nel mio blog!
    Come sempre siamo sulla stessa lunghezza d’onda..
    Un saluto :-)

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  7. Caro Paolo noi siamo i figli della povertà ,siamo quelli che si accontentavano e non protestavano.
    Oggi ci sono i figli del benessere e se i genitori non hanno havuto l’accortezza di abituarli che ogni tanto a qualcosa si deve rinunciare ,esattamente come ho fatto con i miei figli dato che in famiglia non abbiamo preso la fame ,ma non abbiamo mai navigato nell’oro ,allora i giovani di oggi non si troveranno tanto male !! Ma se vogliono ancora tutto e subito per loro si preparano tempi a cui loro non sono mai stati abituati,mentre noi degli anni 50 li conosciamo benissimo!!
    Ho paura del futuro che si prospetta per questi ragazzi una fottuta paura!!

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  8. Rebecca o semplicemente Pif

    Credo molto nei valori che, purtroppo al giorno d’oggi sembrano andare svanendo o, peggio ancora, non esistere più. Pif

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  9. Apri un lungo discorso, un discorso che ha radici lontane e che si proietterà nel futuro per parecchio.
    Il mio lavoro mi porta a stretto contatto con i ragazzi di domani e soprattutto con i genitori di oggi (ecodream), che poi sono i figli dei 50enni di oggi, cioè noi, cioè quelli che tu citi nel post, quelli che dici abituati ai sacrifici e alle rinunce ma anche quelli che furono giovani negli anni d’oro, anni 60-70, anni del boom edilizio, del progresso tecnologico. anni delle contestazioni studentesche, anni dei figli dei fiori, del 18 politico all’università,delle minigonne e delle Mini Mirror. Ecco: questi sono i nonni di oggi che, finite ben presto le contestazioni, verso i 30 anni si diedero da fare e si sistemarono in banca, in fabbrica o in un ufficio e iniziarono a fare esattamente il contrario di ciò che urlavano nei cortei studenteschi: nonni che oggi hanno la casa in città e quella al mare e anche la multiproprietà in montagna. Nonni che hanno cresciuto dei figli, i genitori di oggi, all’insegna delle griffe, delle vacanze bianche e multietniche, dei collegi privati, degli sprechi, del doppio e triplo lavoro,ecc… Naturalmente parlo in generale e della media borghesia; altre realtà, specie al sud, ce ne sono state e lì sì che parlerei di rinunce e sacrifici. Ma, sempre in generale, non mi pare che i 50enni di oggi, in molte parti dell’italia del centro nord abbiano dovuto fare (e buon per loro) eccessivi sacrifici. Sacrifici che oggi, invece, sono e siamo chiamati ad iniziare a fare un pò tutti e il dramma, più che per i ragazzini, diventa proprio dei genitori di oggi che, abituati a vivere nella bambagia e nelle comodità, dovranno adattare vita ed educazione in direzione diversa, guardando indietro ai loro bisnonni.
    Quindi arrivo alla tua domanda: ce la faranno gli egodream a nuotare? Non sarà facile ma potranno farcela e magari nel contempo insegneranno qualcosa di utile non solo ai figli ma anche ai loro genitori.

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  10. errata corrige: egodream :-)

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  11. In attesa di leggerti, Buon fine settimana!
    Un saluto :-)

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  12. Ciao Paolo, ti informo che ho “disattivato” il mio account facebook, con l’intento di non farne più uso. (è stata una mia decisione personale)

    Ciao! :)

    Mi piace

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