The GANG

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IL mondo musicale è composto anche da gente che con una buona capacità tecnica e un grande amore per la musica, calca le scene da anni senza velleità da hit parade, quasi per il gusto di suonare e per il divertimento di un pubblico non scelto a caso dai dj radiofonici. La “The Gang” è una di queste. Mi accorgo che vedo un loro concerto quasi una volta all’anno. I loro inizi musicali ricordavano i Clash e i Sex Pistols che non mi hanno mai entusiasmato. Poi l’album con cui li ho scoperti, “Le radici e le Ali” nel 1991. Una sequenza di brani che seppur a volte non condivisibili nei testi hanno un bell’impatto sonoro. Dal punk al rock folk (combattente, come lo chiamano loro, militante direi io) il passaggio è ben riuscito. In questi anni li ho visti esibirsi anche con altre realtà musicali, come La Macina o gli Yo Yo Mundi, un segno che la loro storia non è statica o ripetitiva, e non disdegna di miscelarsi con altre sonorità e realtà musicali.

Rock combattente, qualcuno si chiederà mai cosa possa significare, a me viene in mente la musica celtica e le danze che preludevano alla battaglia del giorno dopo, cantare di eroi, di sete di libertà, per anni ha rappresentato il coagulo per ritrovarsi insieme prima o dopo i fumi delle piazze. Ed è lì che i the gang sono cresciuti, nei circoli giovanili, nelle feste popolari, tra chi aveva voglia di divertirsi lottando. Rispetto a un anno fa li ho trovati rinvigoriti, sarà stato merito della buona base ritmica che ha dato nuovo vigore a vecchie ballate. 

Altre volte ho utilizzato loro video per decorare dei post, come qui, la loro musica è trascinante, non solo per i ritmi, ma anche per i testi che raccontano storie e fatti reali, dai Sette Fratelli Cervi ad Ilaria Alpi. La musica è un egregio mix di timbri folk che a volte si stenta di riconoscere come tali in quanto imbevuti di rhythm&blues. Io trovo stupenda una loro ballata eseguita con l’ausilio di una banda di ottoni, arcaica, povera, gioiosa, piena di vita e di voglia di riscatto (ho scovato questo video non lasciatevelo sfuggire). 

Informazioni su paolo popof

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

Pubblicato il 21 giugno 2012, in Recensioni, sc-arti e mestieri con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti.

  1. Molto spesso questi gruppi sono anche migliori di quelli famosi :-)
    Ciao, Pat

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  2. Nonostante il nome che porto, non posso certo ritenermi una grande esperta di musica. Invece mi sembra di capire che lei sia un gran conoscitore. In ogni caso anche io, assistendo ogni estate al concerto di una cover band del mio paese (Genesis cover band) penso a quanto sia bello e gratificante suonare solo per il piacere di farlo, facendolo in maniera davvero magistrale.
    Io Non ho avuto la fortuna di vedere dal vivo i Genesi, il gruppo musicale che insieme agli Yes ed ad altri gruppi di Progressive Rock io ho più amato, ma grazie a questo gruppo locale io e gli altri amanti di questo storico gruppo possiamo chiudere gli occhi e fare un grande balzo nel passato.
    Il cantante, con i costumi fedelmente copiati da quelli originali indossati da Gabriel, trascina il pubblico verso quelle atmosfere oniriche che solo i Genesi sapevano creare.
    Amo la musica, specie il rock, e mi rammarico di non aver mai approfondito le mie conoscenze.
    Piacere di averla conosciuta.

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    • Benvenuta Musica, mi dia pure del tu, altrimenti la prossima volta dovrò usare la terza persona.
      Solo che i the gang non sono una cover band, han pubblicato una decina di album, la loro è una sorta di ricerca ribelle e voglia di riprendersi le radici.
      Quanto ai Genesis sfondi una porta aperta, almeno sino a Selling england by the pound li amo molto anch’io, buona musica e testi mai vuoti. Neanch’io li ho visti dal vivo, ma solo a causa della distanza. Qui in zona (bassa bergamasca) calcano le scene diverse cover band, dai Queen ai Pink Floyd, in fondo il buon progressive sta vivendo un po l’aurea che ha accompagnato la musica classica, a cui nelle forme trovo si sia anche ispirato. L’unica cosa che manca è l’improvvisazione creativa. Sarebbe interessate poter vedere qualcuno che sviluppa le armonie facendole proprie, ma senza deformazioni, qualcosa tipo quello che fece la PFM con De Andrè nel 1979. Ciao :)

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  3. Bel post! Adoro la musica e adoro imparare cose nuove, che non so (come queste). Ora vado nei link che indichi e mi documento un po’.. Buon fine settimana amico mio :-)

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