IL REGNO DELLE TRE SICILIE

Ospedale Sant Pau (Barcellona)

No, il titolo non è un refuso. E’ la conclusione a cui giungo nei miei ragionamenti dopo un commento di Pif (Rebecca) ad post di Lucia Baciocchi. Nel suo commento, a proposito delle file di anziani al Pronto Soccorso, Pif scriveva “… a volte faccio anche io queste osservazioni, e mi domando come saremo noi … quando abbiamo una certa età. Poi sai cosa mi fa stare molto male? La sanità italiana e cosi diorganizata… io come austriaca non mi abituo mai a questa burograzia.. da noi esami di sangue ecc fa tutto il medico di casa, solo se serve una visita particolare (radigrafia ecc) ti manda da un collega che ha le attrezzature … da noi al ospedale si vai solo se devi essere ricoverato… vedo al prontosocorso sempre anziani seduti o in piedi per ore… poveretti mi fanno veramente una grande pena.. le mamme con bambini piccoli.. perche non lo può curarli il pediatro? Non capisco perchè tutti devano andare al ospedale… a cosa servano i medici di casa?”

Mi ha stimolato talmente tanto il suo commento che approfittando dell’ospitalità di Lucia non ho potuto fare a meno di replicare “Pif al Pronto soccorso si va (anzi si andava) per risparmiare sul ticket e all’ospedale perché i medici di base non si fidano di quello che fanno in quanto abbiamo strumenti diagnostici tra i migliori al mondo (alcuni inutilizzati per mancanza di personale idoneo). Quasi quasi ci faccio un post”.
Ed eccolo qui il momento del post, dopo averci ruminato su.
Certo è difficile spiegare la nostra sanità ad uno straniero comunitario. E’ indubbio che abbiamo uno dei migliori Servizi Sanitari del pianeta, ma non è dei più efficienti. Basta digitare sul motore di ricerca “un generale all’ASL” o “ex generale all’ASL” per venire sommersi di inefficienze e sperperi vari. Ma questa è cronaca, non mi appartiene. Io voglio cercare di far capire a uno straniero Comunitario come funziona la macchina Sanitaria per i comuni mortali.
Non so se riuscirò nel mio intento, parto in ogni caso dalla mia replica a caldo e del perchè.
Qualche anni fa avevo bisogno di una visita oculistica per una congiuntivite. Malattia tremenda se usi la penna e, ogni tanto, la passi agli altri (la penna con allegata congiuntivite). Vado dal medico e mi prescrive l’esame dallo specialista (sarebbero bastati degli impacchi con infuso di malva). Tempo d’attesa un mese, mi rispondono al CUP (Centralino Unico di Prenotazione). Spiego che rischio d’infettare centinaia di persone e mi suggeriscono di recarmi al PS (Pronto Soccorso) alle 14,00 del martedì successivo, visto che quel giorno è di turno un oculista in ambulatorio. Il PS mi avrebbe dirottato da lui.

Niente male come soluzione, così risparmio anche sul ticket. Logico che al PS devo andarci con un certo anticipo, ognuno all’accettazione del PS ha un codice, bollino verde per i casi che possono aspettare, bollino giallo per quelli con qualche rischio, bollino rosso per i gravi. Naturalmente (e umanamente) la precedenza è ai rossi. Un traumatizzato o un infartuato è bene che passino per primi. Ma i verdi e i gialli che cavolo ci vanno a fare in Pronto Soccorso?
Una delle ragioni principali è per superare le liste di attesa (come nel mio caso). Ma perché i medici prescrivono tante visite specialistiche e non si fidano della loro conoscenza professionale? Io mi rispondo che è per il fatto che abbiamo tante di quegli strumenti di diagnosi (Radiografie più o meno computerizzate, esami radio diagnostici, TAC, RMN e chi cavolo sa cos’altro) che i medici di base, pur di non rischiare di trovarsi sul tavolo degli imputati per una diagnosi sottovalutata, inviano dallo specialista. In qualche caso gli strumenti diagnostici giacciono in degli scantinati, inutilizzati, in attesa che qualcuno impari come usarli o trovi il tempo per imparare (nel frattempo diventano obsoleti).
D’altronde per la propria auto si passa dall’elettrauto per i circuiti elettrici, dal carburatorista per il carburatore, dal gommista per le gomme, dal carrozziere per le ammaccature, dal glassometrista per i vetri… vuoi che per un apparato complicato come il corpo umano non si passi dallo specialista del campo? Ed è logico non portare una Chevrolet, in un officina non Chevrolet, ognuno ha i suoi software.
Così uno si prende cura della prostata, uno delle ovaie, uno del cuore, uno degli arti, uno della testa, uno degli intestini, uno del cervello … e visto che siamo anime, uno anche della psiche.
Ecco cara Pif il perché del sovraffollamento al PS. Si delega ad altri la diagnosi per eccesso di precisione. Aggiungi a questo il fatto che certa sanità regionale si è fatta la nomea di inefficiente, tipo quella siciliana (che mi ha restituito alla vita nel 1971) che ora, a furia di dire “non funziona” può vantare 1500 cliniche private in “attesa di accreditamento” convenzionate con il SSN (Servizio Sanitario Nazionale). Intanto spedisce i propri cittadini in Pellegrinaggio Terapeutico Nazionale. Poi ci sono alcuni ospedali, come quello ortopedico di Sondalo, che legano la loro attività alla stagione turistica (l’aria è ottima), o i mini ospedali, dove dopo la visita al PS ti spediscono a quello in grado di curarti (Vaprio d’Adda). Ma ti immagini aggiungere ai 389.000 esodati anche il personale in eccesso negli Ospedali Condominiali? Sembra di essere a una Stramilano che si gonfia ad ogni curva, alla partenza 65.000, all’arrivo 1.000.000 (esclusi vecchi e bambini).
Insomma la Lombardia vantava il miglior Servizio Sanitario Regionale. A furia di dare addosso alla Sicilia ultimamente se ne è diffuso l’aspetto peggiore, quello più redditizio per i privati, il Regno delle 3 Sicilie, quello della disinformazione, del chiacchiericcio e dello spreco.


PS: il Servizio Sanitario pubblico, con me ha sempre funzionato, sono ancora in vita :).

 

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Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

Pubblicato il 23 giugno 2012, in pensieri spaiati, sc-arti e mestieri con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 12 commenti.

  1. Sarà pure come dici tu! Ma pure io come Pif ho notato che a Bruxelless dove mia madre vive con mio fratello e dove è stata operata di Cancro al Colon 8 anni fa ,per i controlli sono loro certe volte a chiamarti a casa per ricordarti e mi madre viene controllata dalla testa ai piedi ogni 12 mesi!! Credi che qui in Sicilia esista un servizio simile?? Non lo so ,ma credo proprio di no!
    Pensa solo che per una visita dal Diabetologo mi avevano dato una prenotazione di 11 mesi,per una Perimetria computerizzata più di 13 mesi!! Ormai tutte le mie visite specialistiche e quelle di mio marito andiamo a pagamento dove bastano 6/7 giorni di preavviso!!
    Può sembrare assurdo ma gli ospedali Siciliani funzionavano al meglio negli anni 60 e 70 ,nel ’60 salvarono mio padre da morte quasi certa per una peritonite scoppiata e nel ’71 presero me per i capelli quando ebbi incinta di 8 mesi un attacco di “ECLAMPSIA” una malattia della gestante ancora sconosciuta fino al 72 !!
    Cari saluti :)
    liù

  2. sospiro…se penso a quanti straordinari medici e paramedici abbiamo strutture nuove strumenti macchine laboratori all’avanguardia mi viene un nervoso!!!!!!!!……………

    • ….e sapessi quanti ne abbiamo negli scantinati, manca il personale per farli funzionare e intanto chiediamo ai giapponesi di coprire le cattedre di neurochirurgia.
      L’industria sanitaria vive dell’inefficienza improvvida. Vale a dire che se le cose non vanno bene è perché si vuole che non vadano bene. Ho conosciuto, e conosco, medici che al giuramento di Ippocrate fanno fede, E’ in nome di questi che ogni volta che ci sentiamo vittima di un sopruso dobbiamo levar la cresta.
      Anni fa mi son sentito rispondere “sa per quest’esame l’Amministrazione chiede cinque giorni di ricovero” la mia risposta è stata “dica all’Amministrazione che entro il la domenica sera, lunedì faccio l’esame e dopo le 16,00 vengo dimesso, gli esami preliminari li faccio ambulatorialmente. In caso contrario chiamo i giornali”. Messaggio in codice “in questo modo beccano tre giorni di ricovero (quota alberghiera) e il rimborso degli esami, altrimenti vien fuori che qualcuno fa la cresta sulla spesa”. Sono stato accontentato. Ma oggi il coltello si è ribaltato, o così o pomì, del tipo “da noi le possiamo fissare l’appuntamento a settembre, ma può rivolgersi al centro XXXYYY, hanno tempi più brevi”. Solo che la mia tessera sanitaria regionale, mi consente di accedere a tutti i miei dati con il servizio pubblico, per quelli in convenzione è lo stesso?

  3. Lunghe file d’attesa al PS, lunghe file d’attesa per le visite convenzionate. A volte nemmeno andando al PS si ottiene una visita decente purtroppo, non dico che sia così ovunque, ma lo è in molti ospedali. Le persone per non aspettare troppo sono obbligate ad andare a pagamento presso privati pur pagando, con le trattenute in buste, il servizio sanitario nazionale.
    I medici di base spesso se ne lavano le mani, non è che lo facciano per eccesso di zelo, ma proprio per non prendersi responsabilità. In effetti anche negli ospedali per determinate visite e per gli interventi ormai ti fanno firmare documenti su documenti che solleva medici e company da ogni responsabilità. Comperano macchinari sofisticatissimi per poi lasciarli marcire negli scantinati e tutto per non pagare corsi di aggiornamento, tanto vale che non li comperino quei macchinari, alla fine sono solo soldi sprecati. Ci sono tante contraddizioni purtroppo in ciò che viene fatto nella nostra Sanità, quando invece si potrebbe fare molto di più in maniera positiva.
    Ciao, Pat

  4. Nodo dolente quello della sanità in molti ci hanno”giocato” per trarne profitti personali i risultati sono quelli da voi citati come risolvere il problema ? sinceramente non lo so sicuramente soluzioni ci sono basta metterci la volonta per farlo. Evitare file al pronto soccorso si potrebbe basterebbe qualificare e attrezzare meglio le guardie mediche così i casi meno gravi potrebbero essere assorbiti da loro .Questo servizio per come è messo è praticamente inutile. Ciao Paolo ps grazie per l’ appunto fatto da te sul mio post hai tagione.

  5. Non avevo mai avuto occasione di sperimentare in prima persona come funziona l’assistenza sanitaria nel nostro Paese, quest’anno purtroppo è toccato anche a me. Devo ammettere che l’assistenza ospedaliera è stata soddisfacente e competente, la mia presenza costante e molte conoscenze hanno reso il tutto più semplice. I problemi sono sorti quando siamo tornati a casa, quasi abbandonati, il medico di base non poteva gestire una malattia importante, il primario visita solo intramoenia, le analisi solo nei poliambulatori non sempre facili da raggiungere, cosa fare? Abbiamo messo mano al portafoglio, come si dice oggi, siamo ricorsi a due specialisti a pagamento che ci seguono mensilmente, oltre le analisi e tutto il resto, sono certa che se non ci fossero state queste disponibilità economiche e la determinatezza di noi familiari a seguire Angelo, la sua storia avrebbe preso un’altra piega.

  6. Il regno delle due Sicilie ai tempi manco la vedeva la Lombardia e di certo non peccava per inefficienza, spreco…poi le cose si sono capovolte per volere di un cero cavour e di giubbe rosse e quant’altro. Scoprire che oggi esiste un regno delle 3 Sicilie inteso come dici tu e che si estende dalle Alpi in giù non mi sorprende, lo sai.
    Comunque io in Sicilia ci vivo e sono ancora viva e in salute. il mio medico di famiglia credo mi abbia spogliata per una visita due volte in tutto e per il resto vado alla asl e mi sorbisco le file o se necessario dallo specialista a pagamento e svuoto il portafoglio, come tutti gli italiani. In famiglia abbiamo avuto anche gravi malattie, di quelle da pellegrinaggio al nord, ma non siamo mai partiti, siamo rimasti qui e ci siamo affidati alla nostra sanità locale, ai nostri oncologi, umani e preparati e ai protocolli mondiali. E’ andata bene, in ogni senso.
    Sono stata di recente in Slovacchia e mi dicevano che i migliori pazienti dei dentisti sono gli italiani del nord che con due lire (ops, due euro) prendono l’auto di lusso e vanno a rifarsi la dentatura , idem in Belgio, e la sera tornano nell’efficiente e ricco nord con un sorriso smagliante. Da lassù, viste le minime distanze, anche la spesa carburante diventa uno scherzo e il l made in Italy può aspettare…

  7. Secono alcune ricerche, lo spreco nelle amministrazioni pubbliche, dove la Sanità la fa da padrona, ammonterebbe a circa 200 miliardi di euro. Un autorevole editorialista del quotidiano “La Stampa” sostiene che in Italia si può recuperare solo una piccola parte di tutto questo spreco. Il meridione detiene il record dello spreco.

    Sono d’accordo con te quando parli degli esami: credo che si esageri. Personalmente molto ricette non le ho utilizzate, un po’ per paura degli esami, un po’ perché in certi casi, come dici tu, sembra che il medico curante preferisca delegre alle strutture sanitarie il compito di fare il “medico” quanto meno ad un livello diagnostico.

    Ho sentito tante persone lamentarsi del fatto che oggigiorno i medici non visitano più.

    Ricordo ancora con grande rimpianto il mio medico (privato), dott. Ferrero che a Torino, in Via Ferranti Aporti, ti riceveva anche il giorno di Natale, senza nenache dover prendere appuntamento… Bastava attendere nel suo studio, dove il riscaldamento era basso e in bagno trovavi come carta igienica le pagine bianche.

    Non sono mai andato a fare un esame in ospedale. Entravi, ti visitava con accuratezza, ti prescriveva le medicine e fine del discorso.

    Un giorno di estate, prima di partire per le vacanze in aereo, mi si incarna un’unghia del pollice del piede: un po’ di anestetico spray, e via un pezzo di unghia.

    Partirò il giorno successivo con il dito bendato e gli zoccoli del dott. Scholl…

    Niente Pronto Soccorso, code, burocrazia… esami vari, reparti a destra e a manca…

    Viviamo un mondo troppo complicato dove anche una semplice cura diventa la scusa per sprecare risorse…

    Magna tu che magno io…

    Non è così? Tanto i soldi arrivano dal cielo… la famosa “manna”.

    La prof.ssa Fornero a lezione amava dire: “Nessun pasto è gratis”.

    Basterebbe ficcarsi in mente questa frase, e crederci a non più non posso, per risolvere i mille problemi della nostra Italia vergognosamente sprecona.

    P.S:
    Funziona anche nel privato, tra le mura domestiche.

  8. Parlo della mia esperienza: nel 2004 ho scoperto di avere un cancro e se sono ancora qui lo devo certamente alla sanità pubblica, solo che per ottenere tutte le attenzioni del caso, considera che le somministrazioni di chemioterapia avvenivano ogni quattordici giorni per cui non avendo il tempo necessario per smaltire la somministrazione precedente, io sono stata continuamente malissimo per mesi, mi sono dovuta arranggiare da sola a volte tribolando il triplo. Avrei tanto voluto essere coccolata dalla sanità, desideravo sopra ogni cosa che loro mi accompagnassero per mano, mi indicassero le cose giuste da fare perchè io da sola non ce la facevo…invece no. Mi hanno offerto il massimo ma ho dovuto patire le pene dell’inferno per ottenerlo.
    in questo Paese la disorganizzazione primeggia in ogni campo.
    Per quanto riguarda la sanità pubblica basterebbe dare la priorità assoluta alle malattie più gravi, concentrarsi sull’ammalato per fare in modo che possa affrontare il suo calvario con uno stato d’animo più positivo possibile e questo avverrebbe se qui di dovere si sforzasse di alleggerire il già pesantissimo fardello del paziente.

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