EURARCHIA

Quanti tra gli stati europei che hanno adottato l’euro, hanno ancora delle monarchie? Tante. Spagna, Danimarca, Belgio, Olanda, Svezia, Lussemburgo, Monaco e Andorra. Il Vaticano, in cui la moneta accettata è l’euro, sarei tentato di metterlo tra le monarchie. E’ più giusto considerarlo, repubblica o monarchia? Inoltre c’è l’Inghilterra che aderisce all’Europa ma non all’euro. Comunque la si voglia vedere, abbiamo dell’eurarchie, alcune monarchiche altre repubblicane. L’unica cosa per cui noi stati repubblicani ci differenziamo da loro è la nomina del capo dello stato: da noi viene eletto, da loro si succede per diritto dinastico. I papi non hanno figli, e allora amen, risolto il problema.

Domenica ero sulle Alpi, a calpestar la neve di luglio, godermi un

confine italo-svizzero in Val Formazza

po di fresco dopo una bella scarpinata e respirare ossigeno rarefatto. Guardavo la cornice di vette che separa l’Italia dalla  Svizzera e facevo  delle considerazioni su quest’Europa economicamente, anzi monetariamente, unita e divisa su tutto il resto. Le Alpi, come il mare e i fiumi rappresentano delle barriere naturali intorno a cui gli uomini han costruito dei confini isolandosi culturalmente, consolidandosi dentro quelle che ognuno in maniera diversa dagli altri, ritiene le certezze della vita. Difatti, a parte il dominio dell’Impero Romano, noi europei non abbiamo mai avuto una sola lingua e addirittura ci sono stati, come la Spagna, che ne hanno due, il catalano e il castigliano. La lingua più diffusa nell’Unione Europea è l’inglese, lingua nazionale di un paese che mantiene la sterlina.

Anche nel momento del suo massimo fulgore in europa le radici linguistiche erano due, una latina, l’altra anglo sassone. Dalla fine dell’impero romano i confini geografici son tornati a dominare il continente. Nelle loro fragilità nazionali gli stati si sono consolidati, alcuni diventando delle vere potenze economiche e militari, riunendosi sempre intorno a delle figure di sovrani che hanno costituito gli stati nazione,  sempre più accentuando le demarcazioni.

Anche a confessioni religiose non siamo messi male. Con il protestantesimo luterano ci si è divisi anche nel cristianesimo. Qualche giorno fa era la festa dei Santi Pietro e Paolo. Festa a Roma e nel regno di Spagna. Pietro e Paolo, messi insieme nel calendario non per la lettera iniziale comune, ma perchè uno fondatore della chiesa come unione, l’altro delle procedure liturgiche, pare che qualche dritta gliela diedero i greci. Lutero si staccò dalla madre romana anche per motivi economici. 

In questo frangente storico, in cui siamo andati verso un’unificazione economica del continente europeo, le barriere geografiche e culturali fanno sentire tutto il loro peso impedendo un’unificazione politica indispensabile per poter dar vita, e quindi far crescere, una entità geopolitica. Parliamo 27 lingue diverse, e per quanto vedo, l’unica con cui ci si comprende gli uni con gli altri, l’inglese, non fa parte della zona euro.Ognuno di noi europei accompagna i gesti alle parole, e alla fine ci si comprende, basta un sorriso.

 Nel 1994 Massimo Cacciari, pubblicò un breve trattato dal titolo”Geo-Filosofia dell’Europa”. Sul risvolto di copertina sta scritto “È accaduto, e sta accadendo nei nostri anni, che l’Europa, proprio nel momento in cui giungeva alle soglie dell’unità politica ed economica, si scoprisse in preda a spinte opposte, centrifughe, a resistenze di ogni tipo – teoriche e pratiche –, come se il segno dell’unità fosse innanzitutto in questo acuto sentimento di crisi…..”

M’è tornato in mente questo libro, ripensare ai giorni nostri, al fatto in particolare che molte delle cose che vorremmo veder realizzate spesso non sono quelle in grado di costruire il futuro, la nostra visione di futuro, collettivamente individuale, una supposizione incerta che qualcuno crede pure di costruire, dimenticando che una quercia è una quercia perchè ha foglie e frutti di quercia, che ha  un tronco e radici di quercia. Ma oltre i 1800 metri, dove l’aria si rarefà e il terreno diventa sempre più duro, non vi sono tronchi maestosi che riescono ad  affondare le radici, ogni cosa è caduca e nella sua provvisorietà si perpetua.  

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Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

Pubblicato il 3 luglio 2012, in Ambiente Umano, Notizie e politica, pensieri spaiati con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 16 commenti.

  1. Si dice anche che la festa di Pietro e Paolo abbia sostituito il rito pagano di benvenuto all’estate… comunque è un piacere leggerti come sempre. Cmq io il Vaticano lo reputo una monarchia! :D

  2. Hai ragione, l’idea era buona di une europa unita, di un’unica moneta….ma non attuata in questo modo, l’errore è stato fatto alla base….al mmento del cambio con l’Euro sono mancate regole precise, sono mancati i controlli…..ognuno ha arrotonadato così come gli è parso più comodo…..da noi i prezzi si può tranquillamente dire che radoppiarono. Quando si ha intenzione di creare un corpo unitario bisogna organizzare bene le cose….in modo che le le leggi….i prezzi…..le regole di mercato siano uguali per tutti.
    Cos si è andati allo sbaraglio….e i risultati si sono visti!
    Buona giornata, un abbraccio!

    • Quoto quello che dice Silvia, ci dovevono essere controlli all’inizio, solo così i commercianti non avrebbero fatto i propri comodi con gli arrotondamenti sempre per eccesso, adesso ritornare indietro o mettere nuove regole è praticamente impossibile.

  3. Troppe mentalità diverse e come sempre la presenza di persone che non vogliono uguaglianza ma potere, troppe diversità iniziali e poche regole precise affinché non si verificassero divari tra Nazione e Nazione, cosa che invece nel giro di poco tempo si è verificato. Una buona idea, una pessima realizzazione…
    Ciao, buona giornata
    Patrizia

  4. Caro Paolo, altro che tentato di….! Il Vaticano E’ UNA MONARCHIA ASSOLUTA senza nemmeno uno Statuto che attribuisca qualche diritto ai sudditi come lo Statuto Albertino. Quanto al resto, ci siamo fermati all’Europa dei banchieri e dei mercanti. E’ mancata e continua a mancare l’Eurona politica con le stesse regole ed il concentramento dei poteri essenziali. Gli Stati uniti d’Europa non possono nascere che sul modella degli Stati Uniti d’America!!! Ma gli staterelli ed i governicchi non vogliono perdere “sovranità”. Quale sovranità? quella di essere schiavi delle banche e dei mercati?

  5. Volevo fare un post al riguardo, mi ha anticipato…

    Le Alpi sono la cerniera dell’Europa. Siamo tentati di credere che le Alpi hanno diviso le popolazioni invece sono stati elementi naturali che hanno agevolato il formarsi di gruppo sociali che condividevano cultura, lingua, scambi commerciali, ecc… Ti faccio un esempio per tutti: i francoprvenzali che parlano il cosidetto patois. Nelle Valli di Lanzo, dove i passi alpini sono di non facile percorribilità, rispetto ad altre zone circostanti, ci sono sempre stati contatti con le aree transalpine (per le Valli di Lanzo, ad esempio, l’Alta Moriana). C’è un libretto bellissimo (ormai esaurito) che lo testimonia, se rimaniamo in quell’area, e si intitola “Pastori, contrabbandieri e guide alpine tra Valli di Lanzo e Savoia): http://www.astilibri.com/cultura/pastori_guide.htm.

    Ma se vogliamo rimanere nell’attualità, allora saprai che si sta portando avanti il progetto della Macroregione alpina (70 milioni di abitanti).

    http://www.regione.piemonte.it/notizie/piemonteinforma/scenari/primo-passo-verso-la-macroregione-alpina.html

    Interessante anche la pubblicazione della CIPRA (Alpinscena) che parla proprio di quest’aspetto soprattutto in riguardo alla governance… ben spiegata finalmente!) :

    http://www.cipra.org/it/alpmedia/pubblicazioni/4960

    “Cara lettrice, caro lettore
    Quando, nel Flauto magico di Mozart, il primo sacerdote chiede al
    Gran sacerdote del Regno della Saggezza Sarastro se il giovane
    Tamino avrebbe superato le diffi cili prove, perché è un principe,
    Sarastro risponde «Di più: egli è un uomo».
    Governance è spesso una composizione artistica quanto un’opera.
    Il termine può essere perifrasato, ma anche defi nito, ed ha a che fare
    con l’accesso alle informazioni, con la partecipazione della cittadinanza
    e con la divisione dei ruoli e dei compiti. L’obiettivo è quello di
    produrre certi effetti e di distribuire le azioni dell’amministrazione e
    della politica fra diversi organi e livelli gerarchici. Ma l’alito della vita
    viene insuffl ato alla governance dall’uomo; le defi nizioni, i prìncipi o
    le divinità non ce la fanno.
    La governance riceve la vita dalle persone impegnate per la conservazione
    e lo sviluppo armonioso del loro ambiente. Quando decidono
    insieme, quando vogliono assumersi delle responsabilità,
    quando hanno il coraggio di trovare soluzioni comuni a problemi
    complessi, di affrontare il percorso, spesso lungo, del consenso.
    Questo richiede un’elevata competenza sociale delle autorità politiche
    e delle amministrazioni oltre a una buona dose di fi ducia di tutte
    le parti in causa. Buoni esempi quali i parchi svizzeri o il «Futuro
    energetico del Vorarlberg» infondono coraggio, aiutano a rafforzare
    questa fi ducia e a mostrare che la governance funziona bene.
    La governance è uno dei temi centrali per una possibile strategia di
    una macroregione alpina, attualmente in discussione. Questa dovrà
    indicare soluzioni su questioni di rilevanza alpina attorno a tematiche
    intersettoriali quali l’acqua, l’energia, i trasporti o il turismo.
    Sarà necessario coinvolgere anche le metropoli attorno all’arco alpino.
    Già l’attuale territorio alpino della Convenzione delle Alpi lascia
    aperte molte questioni relative alla governance: sul coinvolgimento
    delle regioni e dei Comuni nell’attuazione della Convenzione.
    Per la CIPRA, ONG operante in tutte le Alpi, che si impegna per la
    vita nelle Alpi e mette in comunicazione le persone, la governance
    non è altro che vita vissuta ogni giorno e impegno per l’ulteriore
    sviluppo nell’arco alpino e nel territorio circostante. Con la raccolta
    e la trasmissione delle conoscenze ai decisori e al vasto pubblico,
    nell’ambito di reti quali «Alleanza nelle Alpi» e «Città alpina
    dell’anno», la CIPRA fornisce un importante contributo ad una
    «good governance» nelle Alpi.
    Auguro a tutti una buona e gradevole lettura di questa nuova
    edizione di Alpinscena”.

    Bruno Stephan Walder
    Direttore CIPRA Internazionale

    Ma perché di queste cose non si parla nei mass media? Riguardano tutti noi, il nostro avvenire.

    • Ti ringrazio del contributo. E’ da un po’ che anche a me gira in testa un articolo sull’economia energetica alpina e a quanto ad essa collegato. E’ un discorso complesso e per molti versi specialistico, dove occorre un gran tempo per la ricerca e l’informazione. Non voglio assolvere i mass media, ma se dedicassero più di qualche colonna a certi argomenti perderebbero in lettori, che, non hanno una conoscenza del linguaggio usato, o la pazienza di riflettere sul senso delle parole stesse e sui riferimenti.
      Ad esempio il testo di Cacciari che ho citato, da anni lo leggo a puntate, i riferimenti sono talmente tanti e profondi che la comprensione, se non provieni da studi classici, è difficoltosa.
      Ciao :)

      • Forse le conosci già… ti lascio queste risorse importanti per le tematiche riguardanti le Alpi (ma non solo…):

        http://www.cipra.org/it/

        http://www.alpconv.org/pages/default.aspx

        http://www.alpenallianz.org/it

        Se provi a leggere i documenti prodotti alla CIPRA, ente non governativo, ti renderai conto di quanto sono bravi a parlare con linguaggio semplice, diretto, schietto…. Sono persone che amano le Alpi, come cittadini, e sanno comunicare con efficacia come se parlarssero al vicino di casa.

        Solo da persone così mi sentirei rappresentato (a livello politico) nel nostro Paese anche perché trattano temi attualissimi, problemi urgenti e di cui tutti noi siamo toccati tutti i giorni.

        Invece i nostri politici non so di cosa parlino, e nono so in quale mondo vivano. Probabilmente in quello dortato della Casta.

        Adesso che Schettino è in libertà, ma perché non vanno tutti a farsi una bella crociera con quel Comandante nel mar dei Sargassi ?

      • Se no li conosci già, ti lascio alcuni linl interessanti:

        http://www.cipra.org/it

        http://www.alpconv.org/

        http://www.alpenallianz.org/it

        La CIPRA è un ente non governativo e i suoi membri sono persone capaci di comunicare con semplicità e schiettezza sebbene con grande competenza ed autorevolezza.

        Assomigliano ini tutto ai nostri politici che quando parlano fanno di tutto per farci comprendere che loro vivono in un altro mondo, dove le tematiche urgenti, attuali ed importanti, per tutti noi cittadini (come appunto quelle trattae da CIPRA) non esistono: è il famoso mondo dorato della Casta dove tuttio viene risolto e tutto va a vantaggio dei pochi “eletti”.

        Proporrei ai nostri politici, in vista delle ferie, una bella crociera con il comandate Schettino, appena uscito dal carcere.

        Anche perché, visto come hanno ridotto il nostro Paese, non dovrebbero permettersi di ricandidarsi alle prossime elezioni.

        E allora che vadano a farsi un bella navigazione in mari il più possibile distanti dai nostri.

  6. L’unione europea di comune ha solo la moneta…..
    Forse gli Italiani sono cosi’ individualisti perche’ hanno dovuto sempre difendersi dai dominatori stranieri?
    Le montagne uniscono i popoli… manca la voglia di osare, manca la “fame” di futuro.

  7. Cacciari mi piace, e questo post, purtroppo è molto vero.

  8. ma se già ci sono spaccature enormi tra le stesse Nazioni (vedi Italia nord -sud) che vogliamo sperare di Unire??
    Le teste son da cambiare, le teste!
    Bella la foto del ponte, simbolo da sempre di unione pacifica, di scambio e di crescita. :-)

  9. Paolo fammi fare il precisino dai: la Norvegia non ha adottato l’euro ;)
    mentre tra i microstati “monarchici” europei l’euro gira a Monaco e Andorra :)

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