Un anno fa ho voluto di dire la mia su “Il cimitero di Praga” di Umberto Eco. Scrivevo allora che allo scorrere dei fogli e del racconto, la certezza degli eventi diventa impressione, sensazione; sminuzzandosi. Il “così è se vi pare” di Pirandello acquista forma storica. L’amaro sforna pasti che avevan nutrito la fantasia silenziosamente, ma non tanto da farne storia. Il travaglio dell’uomo sta nella certezza che non è tanto quello che avviene realmente, quanto quello che viene percepito e accettato.

Come e perché mi torna in mente quel post? Sono i fatti di questi giorni, o meglio le notizie che arrivano da giornali e TV sull’eventuale default della Regione Sicilia, sulle supposte telefonate di Napolitano a Mancino ed eventuali trattative mafiose e sul presunto ricatto di Dell’Utri a mister B. Perché le tre notizie che sembrano separate, in effetti possono essere concatenate.

M’accorgo che il condizionale è preminente in questo ragionamento, non resta che la certezza del percepito, che ha più l’effetto di una piccola folata di vento in una calda giornata d’estate. Passato il venticello, si torna a sudare. Ma il percepito non è uguale per tutti, poi è dispensato a piccole dosi programmate, giusto per lasciare qualche dubbio.

Facciamo un passo indietro. Se la notizia della possibilità di fallimento della Regione Sicilia fosse avvenuta tra uno o tre mesi mesi, sarebbe stato diverso? Certamente che si, si sarebbe detto che era il ricatto dello Stato nazionale, nei confronti di una regione autonoma a statuto speciale. Il fatto è che la prima notizia di uno sconsiderato uso dei soldi pubblici risale a ottobre dello scorso anno,  e che, da quando sono cosciente di essere al mondo, ho sempre avuto la sensazione che qualcosa non funzioni a dovere in quella terra baciata dal sole e accarezzata dalla sapiente mano degli dei che si sono avvicendati in cielo e in terra.

Mentre scrivo arriva notizia che 400mln € sono stati liberati dalle grinfie dello Stato Padrone. Gran sollazzo, Lombardo si dimette così evita di essere commissariato (tutto cambi affinchè resti uguale). Scommettiamo che da domani anche le altre due notizie piene di se e di ma, tornano nell’oblio?

Scrivevo sempre a proposito del libro di Eco, che la verità storica è solo quell’intrerpretazione che è utile al vincintore. E’ necessaria ai vivi per il mantenimento delle loro vite angustiate, nell’illusione che tutto sia preordinabile al bisogno dell’attimo. Perdonando, e chiudendo gli occhi ad ogni evento che si manifesta senza una premonizione accettabile, dalla propria etica morale. E’ pur vero che dietro ogni fatto storico ci si possono scrivere decine di storie dietro le quinte, poi è la nostra indole che le fa accettare o relegare nella fantasia. Concludevo con una domanda quanto mai attuale, riduardo al fatto che forse Eco ci parla dei giorni nostri, mettendoci in guardia da tutti quei movimenti nell’ombra, che ci fanno apparire i fatti cosi come la distrazione di massa vuole che appaiano.

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