Un mese fa circa ho ritirato dal medico la solita ricetta farmaceutica. Del farmaco di cui avevo bisogno, per la prima volta, era riportato solo il principio attivo e la grammatura. Ho capito, le indicazioni economico sanitarie sono di orientarsi al farmaco meno costoso. Ritirata la medicina in farmacia, faccio un confronto sul prezzo, quello griffato 37 € quello generico 13,20 €, niente male come differenza, non potevano pensarci prima? Lo avrà suggerito qualcuno attraverso i consigli dati al ministero su dove tagliare i costi?  Da ieri è, o dovrebbe essere regola nazionale, e le boutique farmaceutiche insorgono.

Naturalmente dopo qualche giorno che assumevo l’anonimo composto ho cominciato ad avere bruciori allo stomaco. Ovvio concludere che era colpa del farmaco. Visto che non mi arrendo alla prima conclusione ma scandaglio, faccio alcune considerazioni. La prima è che assumo un antiacido, la seconda è che i bruciori sono comparsi dopo tre o quattro giorni dalla prima assunzione e visto che la medicina ha una somministrazione quotidiana, il che significa che in 24 h viene eliminata dal corpo, ripenso alle cose fatte negli ultimi 15 giorni, l’alternativa sarebbe quella di considerarla una patologia gastrica, magari da incubazione di un batterio.

Scavando in quel che avevo fatto ho ricordato che una settimana prima mi ero chinato a bere da una sorgiva in alta quota, che non era una sorgiva. A guardare meglio, il ruscello scompariva tra i sassi e l’erba un poco più a monte e ricompariva la dove ero io, sotto forma di cascata. Altro che colpa del farmaco low cost.

Il malanno è durato giusto il tempo di fissare un appuntamento con il medico di base di li a tre giorni. Ma già il giorno dopo non avevo più nulla. Sono andato alla visita comunque, ho raccontato  al medico sia i sintomi sia la mia conclusione. Insieme decidiamo di vedere come va.

E’ passato un mese, tutto procede bene e concludo che non serve agitarsi prima dell’uso, della testa naturalmente.

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