CHE SCHIFO!

Potrei finirla qui, prima di continuare.

Ma non posso non ce la faccio.

Dopo mesi di silenzio, terrorrizzato come tanti dalle tante piccole, brevi, tragiche e usuali notizie, il cui unico scopo è quello di metter paura e dividere, non posso non riprendere la tastiera e urlare: che schifo.

Che schifo il sapere che uno che dovrebbe essere perseguito per legge comandi sopra ogni testa e si faccia fare le leggi a proprio uso e consumo.

Che schifo che questi dica “nghe pensi mì” e la spazzatura è ancora al suo posto, e non contento aggiunga, forse in preda a crisi mistica “tre giorni e tutto sarà a posto”. Tre giorni. La metà di quelli impiegati dal Padreterno per farci sto pianeta con tutti gli accessori. Coraggio tre giorni e poi si riposa.

Che schifo vedere il popolo sovrano sonnecchiare davanti alle televisioni e tremare di paura.

I pastori sardi, intanto, vengono manganellati. A me non me ne frega niente se innocenti o colpevoli, il fatto è che lo Stato ha perso ogni forma di dialogo: forte coi deboli e debole coi forti.

Gli abitanti di quel paesino vesuviano vengono manganellati. Non me ne frega niente se innocenti o colpevoli, il fatto è che lo Stato non sa dialogare.

Non sa dialogare ma sa votare e gestire la paura.

Sa votare leggi da autolavaggio delle coscienze, e la gente, la gente di strada, non sa che fare se non lanciare pietre contro montagne in cui si confonderanno (le pietre), ignorando che l’unica possibilità l’ha sciupata con l’ultima astensione dal voto, con l’astensione dalla decisione, e perchè no dalla derisione, perchè tanto i nomi sono scelti a monte e nessun potere è delegato al popolo sovrano.

Che schifo che una maggioranza parlamentare metta al voto o discuta (o perda tempo) su una proposta di legge che cancelli i crimini commessi prima di essere stati eletti dal popolo sovrano, semplicemente spostando la mano dal portafogli a una tastiera.

Intanto la paura, la paura di uscire la sera, di guardare fuori dalla finetra o dal finestrino, la paura che divide, serpeggia e divide.

Che schifo. Accidenti, mi schivo.

Popof 29 ottobre 2010