Canale Mussolini (recensione di Lucia Baciocchi e Popof)

Una pubblicità recita così:

Leggere ti fa crescere, ti fa vedere, ti fa scegliere; è il cibo per la mente.

Sul finire dell’anno, poco più di un  mese fa, Lucia mi inviava una sua recensione su “Canale Mussoli” di Antonio Pennacchi, incuriosito ho comprato il libro.

Non ho inserito la recensione subito nel blog, anche se il libro mi incuriosiva, prima volevo leggerlo.

Lei scriveva che mentre si legge questo romanzo diversi sono gli aspetti che contribuiscono a rendere familiare il racconto: il linguaggio semplice pieno di diverse sfumature dialettali, il protagonista che si rivolge ad un interlocutore (in cui è facile identificarsi) per narrare  la sua storia,  e per effettuare criticamente confronti con l’attualità e, infine, il punto di vista scevro da condizionamenti e preconcetti con cui l’autore guarda e rappresenta i grandi personaggi della nostra storia recente.

Si la lettura è piacevole, al punto di far placare il mio antifascismo.

Ho ritrovato eventi narrati dai miei nonni che al fascismo avevano aderito. Ho ripensato alle discussioni accese col nonno, sino al suo “vattene ti diseredo”, e a quasi mezzo secolo di distanza ho accettato la non storia, che nel quotidiano ha avuto aspetti tanto diversi  da richiamare alla mente quasi dei Peppone e Don Camillo, degli anni ’30 o ’40.

Lucia diceva, questo è a tutti gli effetti un romanzo storico in cui le vicende familiari  si tessono in modo  naturale con i grandi eventi  che campeggiano sui tutti i libri di storia del Novecento. Dalle prime esperienze sindacali del Mussolini socialista alla sua ascesa politica, dall’epica bonifica dell’Agro Pontino (da cui il titolo), evento centrale del romanzo e dei piani fascisti che influì in modo significativo sull’economia, la mobilità demografica e la crescita urbana, fino alla caduta del leader e la successiva liberazione: questo è lo sfondo che si intreccia con il destino della  caleidoscopica famiglia di Pennacchi. Da questo magico filò (racconto orale con cui, come spiega l’autore, i più anziani intrattenevano al termine del lavoro quotidiano tutta la comunità) emerge l’idea che la storia non è fatta solo di grandi eventi o personaggi, che la ragione non sta da un’unica parte.

Chiuso il libro e ripostolo nello scaffale, ho ripesato ancora al nonno, anzi ai nonni, uno miliziano e l’altro antifascista. E all’odio per le camicie nere di mio suocero, che deportato nei campi di prigionia dopo la campagna greca, rifiutò a vita qualsiasi divisa, anche quella di ferroviere. M’è tornato in mente anche “Fontamara” di Silone la bonifica del Fucino. Inut5ile dire del paragone con le immagini di “Novecento” di Bertolucci.

Ora il libro dorme nello scaffale in attesa che qualcuno torni a far respirare i suoi personaggi attraverso l’aria che filtra dalle pagine che scorrono. E se qualcuno mi chiede un parere ne consiglio la lettura.

Scritto tra il 29/12/2010 e il 06/02/2011 da Lucia Baciocchi e Paolo Popof.

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Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
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3 risposte a Canale Mussolini (recensione di Lucia Baciocchi e Popof)

  1. luciabaciocchi ha detto:

    Paolo sono rimasta basita!
    Grande trasformista, mago, sai giocare con le parole e i pensieri come un funambulo .I tuoi scritti arriciscono le mie parole a volte aride; Lucia è la RAZIONALITA’, Paolo il SENTIMENTO Spero di scrivere ancora insieme….

    .

  2. semplice ha detto:

    Splendido lavoro di sinergia intellettuale ed emotiva. Ha ragione Lucia, Paolo da sempre gioca con le parole, le disintegra, le scorpora, le rimpasta, gli da nuova vita. Bravi regalateci ancora altre cose. un abbraccione!!!

  3. Franky Libe ha detto:

    Molto interessante questo articolo,inoltre,pur essendo amante di questo genere di lettura,non ho letto “Canale Mussolini” .Credo che andrò ad acquistarlo subito!
    Grazie x la tua visita,un caro saluto a te ed un bacione a Lucia.

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