Più sani, più belli?

Qual’è tra le attività umane quella più utile alla pacifica convivenza sociale?

E’ più importante il medico o il malato? Avrebbe motivo di esistere il primo se non ci fosse il secondo? Cosa sarebbe il mondo senza afflitti da malattie? Cosa ne sarebbe di medici, infermieri, tecnici di laboratorio, anestesisti, farmacisti? Forse troverebbero qualcosaltro da fare. Ma cosa?

Cosa accadrebbe se domani rispuntassero i denti a tutti noi? Denti belli bianchi, inossidabili al tempo e alla nicotina.

Per non parlare di altre parti del corpo perse strada facendo, che rispuntano come per incanto e perfettamente funzionanti.

Come saremmo oggi se tutti i mali tornassero come per incanto nel mitico vaso di Pandora? Niente malattie, niente mali e … un sacco di disoccupati.

Per gli addetti ai servizi sanitari non esiste cassa integrazione. Che fine farebbero quelle professionalità?

Daccordo che prima del luglio dello scorso anno la CIG non esisteva neanche per i piloti d’aereo come per tutto il comparto Alitalia. Che vuol dire che si potrebbe estenderla anche alla sanità? Forse occorrebbe inventare qualcosa d’altro per non svuotare le casse dell’INPS.

“Ma come noi abbiamo pagato per i piloti Alitalia e ora che tocca a noi, non ci sono soldi?” Dicono gli infermieri incavolati, mentre i loro pazienti festeggiano per la guarigione e quello a cui è ricresciuto il braccio monco, lo piega ad ombrello in italico gesto. L’altro si offende e gli tira un cazzotto.

Trasferendo il tutto dalle corsie alle piazze, vedo i camici bianchi inscenare proteste in mezzo mondo. L’altro mezzo festeggia, è guarito, non si ammala e mai più si ammalerà.

In tutto il bailamme che ne deriva, esultano pacatamente gli ortopedici e i traumatologi. A loro i clienti non mancheranno, tra quelli che si romperanno le ossa tra di loro e tutti gli altri che, finalmente non legati a letti e flebo, se ne andranno felici in giro, strombazzando i clacson e, dopo un bicchiere di troppo per la grazia ricevuta, resteranno con le ossa rotte per dar lavoro a chi si disperava per l’improvvisa inoperosità.

Ma no qui qualcosa non quadra, Pandora aprì il vaso che Zeus le aveva donato. Zeus era consapevole del fatto che lei lo avrebbe aperto. Così s’è vendicato del gesto di Prometeo di donare il fuoco agli uomini.

Se a questo punto le malattie rientrano nel vaso, non dovrebbe svanire per contro anche il fuoco? E che c’entra il fuoco? Non è stato dato in cambio, è stato trafugato.

Allora il nostro modo di vivere deriva dal furto?

(1 continua…)

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2 risposte a Più sani, più belli?

  1. luciabaciocchi ha detto:

    Paolo ho letto più volte questo articolo, non ho compreso fino in fondo il significato, ci tornerò per dirti con chiarezza cosa ne penso. Un merito te lo devo riconoscere, mi impegni sempre molto nella comprensione del testo, mai banale e pieno di riferimenti, mancano parole nuove o sbaglio?….

    • popof1955 ha detto:

      Più di quello che c’è scritto, che è un modo anche autoironico di trattare le malattie, è quello che non c’è scritto che resta in sospeso.
      Nello scrivere ho pensato si alla sanità pubblica che, checchè se ne dica è più efficace della sanità privata.
      Non ho scritto del giuramento di Ippocrate. Riporto il giuramento dei medici attualmente in uso:
      « Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo, giuro:
      . di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento rifuggendo da ogni indebito condizionamento;
      . di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;
      . di curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, prescindendo da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l’eliminazione di ogni forma di discriminazione in campo sanitario;
      . di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di una persona;
      . di astenermi da ogni accanimento diagnostico e terapeutico;
      . di promuovere l’alleanza terapeutica con il paziente fondata sulla fiducia e sulla reciproca informazione, nel rispetto e condivisione dei principi a cui si ispira l’arte medica;
      . di attenermi nella mia attività ai principi etici della solidarietà umana contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze;
      . di mettere le mie conoscenze a disposizione del progresso della medicina;
      . di affidare la mia reputazione professionale esclusivamente alla mia competenza e alle mie doti morali;
      . di evitare, anche al di fuori dell’esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il decoro e la dignità della professione;
      . di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;
      . di rispettare e facilitare il diritto alla libera scelta del medico;
      . di prestare assistenza d’urgenza a chi ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità, a disposizione dell’autorità competente;
      . di osservare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell’esercizio della mia professione o in ragione del mio stato;
      . di prestare, in scienza e coscienza, la mia opera, con diligenza, perizia e prudenza e secondo equità, osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione.»
      Ecco pensavo a chi per mille motivi, non sa di questo giuramento e pensa di ottenere migliore assistenza pagando per cio che lo Stato garantisce facendo proprio il giuramento di Ippocrate, ovvero fornendo i mezzi necessari al funzionamento della sanità pubblica, che è un bene da difendere.

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