IL CIMITERO DI PRAGA di U.Eco

Il cimitero di Praga

Come si esce da “Il Cimitero di Praga”? Indubbiamente vivi, ma profondamente cambiati. Ho decido di parlare del libro prima di finirne la lettura. Non so se, una volta girata l’ultima pagina, avrò ancora la voglia e la forza di scrivere qualcosa.

Allo scorrere dei fogli la certezza diventa impressione, sensazione; si sminuzza.  Il “così è se vi pare” di Pirandello acquista forma storica. L’amaro sforna pasti che avevan nutrito la fantasia silenziosamente, ma non tanto da farne storia.

Dalle prime pagine si capisce che il travaglio dell’uomo sta nella certezza che non è tanto quello che avviene realmente, quanto quello che viene percepito e accettato.

I dubbi storici si fanno romanzo con un crescendo di contorsionismi che lasciano spazio al dubbio.

Non ho incontrato sinora pagine emozionanti, tranne quelle sulla morte di Ippolito Nievo, caratterizzata da una narrazione da romanzo  noir che dovrebbe far felici i faziosi dei nazionalregionalismi. Non so se Eco ci gioca o altro ancora, io ci ho giocato a modo mio. Alla fine l’autore sembra accompagnare il lettore verso l’idea che la verità storica è solo quell’intrerpretazione che è utile al vincintore. E’ necessaria ai vivi per il mantenimento delle loro vite angustiate, nell’illusione che tutto sia preordinabile al bisogno dell’attimo. Perdonando e chiudendo gli occhi ad ogni evento, che si manifesta senza una premonizione accettabile, dalla propria etica morale. E’ pur vero che dietro ogni fatto storico ci si possono scrivere decine di storie dietro le quinte, poi è la nostra indole che le fa accettare o relegare nella  fantasia.

Il libro è condito da succulenti menù francesi. Sono l’unico vero amore del povero Simonini, che non sente il fascino femminile e vive la sua esistenza sessualmente amorfa, unico piacere il gusto del cibo. A ogni modo non sono riuscito ad apprezzarli, non conosco la lingua e non ho avuto voglia di tradurli con l’ausilio di google. Magari avrei dovuto leggerlo come l’Ulisse, con una guida accanto. Solo che l’Ulisse non l’ho mai finito e ne rimando sempre la lettura.

Oppure Eco ci parla dei giorni nostri, ci mette in guardia da tutti quei movimenti nell’ombra, che ci fanno apparire i fatti cosi come la distrazione di massa vuole che appaiano.

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

13 thoughts on “IL CIMITERO DI PRAGA di U.Eco”

  1. Grande coraggio ad iniziare questa lettura, Umberto Eco scrive romanzi complessi, questo ne è la prova. Hai fatto molto bene a parlarne, così evito di prenderlo in considerazione. Paolo ti voglio ringraziare per le belle parole a Mimma, solo oggi ho capito il valore di questo blog, grazie!

    1. Non scoraggiarti, con google accanto si legge benissimo.
      Non ringraziarmi per Mimma, capisco la sofferenza di chi snete la vita come una malattia contro cui combattere, ma non è così, è solo una dimensione a cui bisogna adattarsi, sempre.

  2. A me è piaciuto molto, nonostante la complessità della trama e la finzione e lo scambio tra personaggi e vita reale e fittizia. Mi è parso che l’autore abbia voluto fare un omaggio a Dumas, rendendo la narrazione insieme fantastica e rocambolesca.
    Ciao!😀

    1. Lo dicevo che ci voleva una guida. Dovrò leggere qualcosa di Dumas.
      La storia è intrigante, è vero, ma devi avere il giusto background per seguirne le tappe e trasformare la farraginosità, con cui viene etichettato da alcuini, in quella rocambolica e fantastica narrazione che tu hai riscontrato. Che c’è, ma venata di solitudine vera, quella di un uomo che decide la sorte degli altri e non sa esattamente chi è.
      Sai, capisco che più che un libro da leggere è un libro da discutere.

  3. Umberto Eco….
    il nome della rosa, splendido.
    il pendolo di Foucault, abbandonato.
    Non sperate di liberarvi dei libri, sul comodino, in attesa.
    Il cimitero di Praga…in libreria.🙂

    1. Sopra i comodini abbiamo uno scaffale, pieno di libri. Ma c’è il comodino? No, in effetti è un portalampada. Insomma, la nostra camera da letto è anche camera di lettura, o sala d’attesa dei dei libri da leggere. Eco sto per finirlo, o lui finisce me.
      Scherzi a parte, sto cercando una chiave di lettura che non mi dia alla fine la deprimente sensazione di essere in un teatrino di marionette.

      P.S. con questa tastiera non riesco a far le facce, se torni immaginane una che ride.

  4. L’ha ribloggato su libera…mentee ha commentato:

    “Il cimitero di Praga” è stato il primo libro di Umberto Eco letto sino in fondo, rimurginato tanto con la percezione che quanto intuito durante la lettura non è mutato alla fine delle pagine che hanno continuato ancora a girare in testa e ora è questo il mio modo di ricordare che è stato tra noi stimolandoci con la sua scrittura.

  5. insomma il cimitero di praga mi è stato strettissimo. letti tutti, i romanzi. ma l’eco che preferisco è quello dei saggi e delle bustine. una mente eccezionale che rimpiangeremo, tanto.

    1. Non ho letto nessuno dei suoi saggi, forse perchè troppo lontani dai miei interessi ma che senz’altro sono l’elemento base del suo scrivere, ovvero la capacità di sciogliere i nodi di una matassa ridando loro un ordine di senso finito.

      1. Accetto il consiglio, da poco ho scoperto di avere a disposizione on-line una biblioteca di quasi 450.000 titoli su cui trovare ogni cosa, l’unica cosa che spero è che sia idoneo il mio livello di comprensione.

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