il figlio del Sole

“Il figlio del Sole” è il titolo di un racconto di fantascienza di parecchi anni fa (USA 1968, pubblicato in Italia nel 1972).

L’autore, P.J. Farmer, immagina che un’astronave torni sulla Terra dopo un viaggio di  800 anni. Naturale che per chi viaggia nell’iper spazio, in base alla legge della relatività, siano trascorsi pochi mesi. Al loro arrivo gli astronauti trovano una situazione in cui l’evoluzione umana si è spostata verso l’irrazionale. Un’esplosine di religiosità tribale e sensualità pagana.

Mi è tornato in mente questo racconto in quanto, tra le tante cose cambiate nel 2860, il gruppo di astronauti scopre che non esiste più il gioco del calcio. Difatti una delle cose che i nostrri pronipoti chiedono agli astronauti,  è di spiegare a cosa servissero quei reperti archeologici con tanti sedili intorno a un prato, quelli che noi chiamiamo stadi.

Visto che anche i figli delle stelle devono guadagnare per vivere, i nostri eroi pensano bene di riesumare il calcio, con tanto di regole e sponsor.

Una delle cause del successo dell’iniziativa è che le regole del calcio sono poche, semplici e di facile assimilazione. Con altrettanta facilità tiene inchiodati milioni di spettatori davanti a uno schermo o dentro uno stadio. Regole semplici su cui ci si accapiglia e che alla bisogna si cambiano. Mi ricorda qualcosa di attuale, che malgrado sia più serio come argomento, viene trattato alla stessa stregua (Costituzione e riforma della Giustizia in primis).

Vi ricordate quando c’era un solo arbitro e due guardalinee? Ora c’è anche il quarto uomo, che serve a metter daccordo le panchine, ben presto arriveranno anche il quinto e il sesto a controllare il fondocampo, perchè non è sempre certa l’entrata in rete della palla o il superamento della linea di fondo (separazione delle carriere dei giudici).

Sino a qualche anno fa, a chi vinceva una partita venivano assegnati due punti, ora tre (questa mi sembra da riforma elettorale). Poi c’è la regola del fuorigioco che è cambiata a non finire (eleggibilità degli imputati, sic!). Alla fine a decidere è una moviola, ma inutilmente,  una partita finisce con il doppio fischio dell’arbritro (attribuzione giuridica). Si aggiungano le interpretazioni delle regole, che dal tavolino dei bar finiscono in federcalcio (processo breve e prescrizione).

Ci si poteva aspettare di meglio da un ex presidente del Milan, che trova ispirazione nel regolamento del gioco del calcio per governare il paese?

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Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
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4 risposte a il figlio del Sole

  1. luciabaciocchi ha detto:

    Non conosco le regole del gioco del calcio, ma questa metafora mi sembra calzante, tutto si fa in modo che soddisfi le esigenze del Presidente, qualsiasi ruolo ricopra…

  2. semplice1 ha detto:

    Sarebbe già tantissimo se si attenesse a queste regole del calcio…ma credo lui le abbia stravolte ulteriormente ad personam…divenendo l’arbitro assoluto, con al seguito tifoserie prezzolate e con i risultati delle “partite” previsti. :(((((((((

  3. the thought's tree ha detto:

    Beh ha già trasformato la vita politica del paese in una grande partita di calcio in cui esistono solo due squadre per cui tifare. Vincerà chi saprà meglio dell’altra aizzare i propri hooligans contro gli altri.

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