Processo breve, mini processo o processo per finta?

Domenica, poco dopo l’ora di pranzo, ho visto dei capelli passare oltre il davanzale. C’era qualcuno in giardino. Erano quelli di due bimbetti. I capelli che avevo notato eran di quello più alto. Un cagnolino era entrato dal cancello aperto e loro lo avevano seguito.

– Ciao,  ho detto – Ciao, non vuol venire, mi ha risposto il bambino più grande. Stavo per tornare in casa a prendere un biscotto per cani, ma sento la mamma dei bambini chiamarli e poi chiedermi scusa per l’intrusione. – Ma si figuri, non è nulla, il cancello era aperto, li lasci giocare . Mi ha salutato,  aggiungendo rivolta ai piccoli – Non si entra nella casa degli altri senza bussare .

Son rientrato in casa sorridendo tra me e me, ripensando ancora alla scena.

La premura della mamma nel riportare fuori i bimbi a cosa era dovuta? Tra le tante ipotesi, ne scelgo una, il timore di avere infranto una regola, quella della violazione della proprietà privata. Ma cosa ne sa un piccoletto delle regole dei grandi. Crescerà, l’ego gli ha già fatto sentire il corpo come qulacosa di proprio, poi crescendo imparerà tutte le altre estensioni, sia fisiche che sociali, e le azioni che le regolano.

Il primo impulso dei genitori è quello nutrire i figli, il secondo è quello di metterli al corrente delle regole del mondo di fuori casa. Devono accettarle, che piacciano o no. Poi crescendo potranno contestarle, e se il dissenso diventerà opinione comune potranno anche essere cambiate. Ma sempre rispettando quelle fondamentali, riconducibili ai sette comandamenti sociali, o all’unico comandamento, non rubare, con tutte le sue estensioni,  di cui ho già scritto nel post “Politica casta”, in questo blog, su cui evito di dilungarmi.

Di fatto tutta la nostra esistenza è pervasa di regole. In famiglia in genere non ci sono regole scritte. Si passano per via orale dai genitori ai figli, e sono soggette a mutamenti, specie di umore.

Ma appena ci si affaccia al mondo, che è oltre la porta di casa, le regole sono scritte e assumono il titolo di leggi, per avere uno spessore rispettabile e riconosciuto.

Sfogliando un codice civile si scoprono regole o articoli di tutti i tipi, e su tutti gli argomenti della vita sociale. Tutte dettate da un apparente buon senso.

E’ stata regolamentata anche l’acqua piovana, che casca dove vuole il cielo, ma una gronda non può convogliare la pioggia che cade sul proprio tetto, nel terreno del vicino. Ognuno deve tenersi la razione d’acqua che il cielo manda,  al massimo può farla confluire negli scarichi comuni. In ogni caso visti gli aumenti del metro cubo, meglio disporre di un bel contenitore per uso irriguo.

Se il legislatore ha ritenuto necessario occuparsi di quasi tutte le piccole e grandi cose, una ragione c’è sempre. Una volta fatte, non essendo scolpite nel marmo sono emendabili, riscrivibili, abrogabili. Gli uomini lo sanno, e uno in particolare meglio degli altri.

Prendiamo l’adulterio. Sino a una trentina d’anni fa era punito con l’arresto, ora al massimo con l’espulsione dal campo di casa.

Cosa fa in questi giorni il legislatore? Si occupa del cosidetto processo breve, già.

Secondo me è frutto della concorrenzialità del libero mercato. Ovvero, fuori dai denti, una forma di amministrazione giustiziale del territorio, che garantisca rapidità del processo, garanzia della condanna, certezza della pena e relativa esecuzione, in concorrenza con quello mafioso. Ecco il legislatore per non sentire sul collo il fiato della concorrenza sta pensando bene di metter mano alla rapidità del processo. E non per fare un favore a qualcuno.

Tornando ai toni seri, la  colpa non è del numero di reati e delle controversie da disciplinare, è colpa delle regole che sono troppe e si prestano a troppe interpretazioni. Sarebbe così semplice emanare leggi senza riprendere quelle esistenti. Basterebbe iniziare le norme con un cappello “tutte le leggi in vigore e in contrasto con la presente sono abrogate”. Invece no, le nuove regole vanno ad aggrovigliarsi alle altre in vigore che a loro volta rimandano ad altre e così via. Alla fine uno non sa che pesci pigliare. Con una buona stuola di avvocati (meglio se pagati dalla collettività), chi è imputato viene assolto per  prescrizione dei termini. Se è parte lesa al danno aggiunge la beffa.

Di norma, quando una società giunge alla saturzione legislativa, intervengono le rivoluzioni a cancellare tutto il superfluo creato dagli arzigogoli che rimandano il rimandabile e dove i furbi di turno ci sguazzano. Di fatto le rivoluzioni servono ad una società molto più che i cataclismi, che colpiscono solo localmente. Ma le rivoluzioni devono essere condivise, ben gestite e organizzate, altrimenti finisce come in Libia, che ci si ammazza senza sapere perchè e per cosa.

Annunci

Informazioni su popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
Questa voce è stata pubblicata in Notizie e politica. Contrassegna il permalink.

7 risposte a Processo breve, mini processo o processo per finta?

  1. elisa ha detto:

    sempre grandiosa la Littizzetto … possiede il dono dell’ironia a mille …
    per quanto riguarda il processo breve .. è la solita farsa propinata da questa specie di governo .. e il brutto che c’e ancora chi ci crede.

    buona serata

    elisa

  2. luciabaciocchi ha detto:

    Hai ragione Paolo, la storia ci insegna che una civiltà quando raggiunge il massimo del benessere inizia il decadimento morale e materiale, si deve azzerare tutto e partire di nuovo. Forse stiamo vivendo questo momento, soltanto dal popolo può venire questo rinnovamento e l’esigenza di riaffermare di nuovo certi valori etici. Anche io, ho voluto parlare della rivoluzione della Libia, vista attraverso Aminah, vittima di una rivoluzione di cui non ha capito il senso.

  3. ili6 ha detto:

    Buon per te che gli intrusi erano dei bambini…
    E’ vero, il marasma di leggi e leggine è spaventoso, ma così come capita nelle consuetudini cui siamo abituati dalla nascita, una legge che cambia, che si modifica o si annulla, ci lascia inizialmente interdetti perchè in qualche modo questa fa già parte di noi. Certo, la semplificazione burocratica è sempre auspicabile.
    Il processo breve…mah…più rischi di superficialità che snellimento vero e proprio. E l’errore in legislatura non è accettabile.

  4. the thought's tree ha detto:

    Io chiedo quello che chiede la Littizzetto: “almeno non dicano che lo fanno per noi!”.
    Visto che non ci ascoltano, leggere ennesimo referendum sul nucleare ed ennesima versione della legge salva-B, almeno stessero zitti!

  5. Paolino ha detto:

    e non dimentichiamo che abbiamo sentito la necessità di istituire un Ministero per la Semplificazione… senza portafoglio, perchè chiaramente preleva direttamente con il nostro bancomat (mi sembra impossibile infatti che agisca senza consulenze esterne – e solitamente non sono gratis)

    PS se ho letto bene scrivi in blogroll “questo mi sembra me da giovane”; posso solo risponderti onorato (grazie anche per il giovane visto che il mese prossimo spengo 31 candeline, e se mi tireranno le orecchie raggiungo una superficie del padiglione alla Dumbo), e speranzoso di crescere come te! 🙂

  6. semplice1 ha detto:

    Ottimo come sempre Popof! ..Certo che confusione nelle teste dei nostri ragazzi…mi sembra di percepirne il loro sbigottimento, un’antitesi tra le regole imparate da piccoli in seno alla famiglia e a scuola e la realtà con la quale fanno i conti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...