Monopolio della violenza, preambolo dittatoriale (2)

Giusto un anno fa scrivero questo post. Era appena stato denunciato il pestaggio da parte della polizia, di Stefano Gugliotta. Sono andato a riprenderlo in quanto ieri sera avevo sentito in TV la notizia del processo di appello per il decesso di Federico Aldrovandi. Era il 25 settembre del 2005. Una prima sentenza con condanna degli indiziati e un silenzio di tomba nella stampa troppo presa a narrare storie di dame e cavalieri.

Scrivevo allora:

“Anche stasera giunge la notizia di un uomo picchiato dalla polizia.

Dopo i casi precedenti, dalla Diaz del dopo il G8, con il giovane Carlo Giuliani spiaccicato sul selciato, dopo il povero Stefano Cucchi morto in carcere, e tralasciando tutti gli altri grani di un rosario di vite spente con violenza, non posso non prendere la tastiera e dare corpo a parole che esprimano l’allarmato disagio che avverto.

Sia ben chiaro che nutro il massimo apprezzamento per chi lavora nel rispetto delle leggi, e altrettanto all’etica morale  necessaria a chi opera al servizio dello Stato, ma alcune mele marce rischiano di far andare a male la raccolta.

Le notizie di pestaggi e malvessazioni varie, ad opera di alcuni uomini in divisa negli ultimi tempi si stanno susseguendo a più stretta distanza gli uni dagli altri.

Ritengo che il momento di fare alcune considerazioni sia importante.

Una domanda che mi sono posto è “cosa può far credere ad un uomo in divisa di poter passare impunito?”

Analizzando il momento attuale, in cui ripetutamente il sospetto di malaffare si adombra su membri istituzionali dello Stato (e non solo), non posso non concludere che se un poliziotto, magari un po stressato, eccede nei compiti repressivi che gli conferisce la divisa, può ben sperare di ottenere tutta la clemenza che vuole, in quanto, lui che si è macchiato di un reato, al tempo stesso deve dare protezione a chi gli ha concesso di far parte degli organi di vigilanza.

In questo modo lo Stato diventa succube di se stesso e degli uomini che dovrebbero garantirne l’ordine.

Con questo meccanismo inevitabilmente si innescano le dittature, dove il monopolio della violenza, che appartiene allo Stato, consente ai suoi guardiani di reprimere tutto quel che è critico nei suoi confronti e, al tempo stesso, permette ai suoi vertici di poter contare su un’impunità che, a cascata, ricade sui suoi protettori.

Non è possibile vivere con la paura di non poter chiedere aiuto a chi dovrebbe garantire la sicurezza, il passo successivo ad un passaggio simile sarebbe il cadere trappola di facili soluzioni che portano all’antistato (alias mafie).

L’indignazione non basta, occorre la vigilanza attenta e la denuncia, di chi crede che democrazia sia anche rispetto della persona in ogni contesto. **  E mentre è in atto lo spoglio delle schede elettorali che ha coinvolto la responsabilità di circa 13 milioni di Italiani, c’è da chiedersi se gli elettori, soprattutto quelli milanesi, prima di votare, abbiano riflettuto sulla situazione del nostro Paese e siano stati in grado di dare una sicura risposta che contenga una richiesta di cambiamento e di desiderio di democrazia, libertà e legalità di cui avvertiamo largamente carenza. **

Io ci credo.

Nota: la parte tra gli ** l’ho copiata dal blog di Osvaldo http://cordialdo.wordpress.com/, che partendo da un rapporto di Amnesty International ricorda anche lui questo pezzo di vita.

Annunci

Informazioni su popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
Questa voce è stata pubblicata in Notizie e politica. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Monopolio della violenza, preambolo dittatoriale (2)

  1. cordialdo ha detto:

    Ciao, grazie della citazione che non era necessaria. L’importante è il contenuto. Sembra che i Milanesi abbiano premiato la nostra fiducia. Speriamo che il vento della democrazia vera e della legalità spazzi via i violenti, i corrotti ed i corruttori!

  2. scanazzatu ha detto:

    Permettimi di dissentire in parte da le considerazioni da te esposte. Come tu ben sai, le mele bacate esistono ovunque, ma ciò non toglie che gli altri siano da condannare.
    Credo che il comportamento “inusuale” di alcuni rappresentanti delle forze di polizia sia da attribbuirsi ad una sbagliata idea di quale debbano essere le proprie funzioni o i limiti dettati dalle leggi. Taluni credono, ignorantemente, che l’uniforme indossata dia facoltà di poter fare qualunque cosa, ritenendosi al di sopra dei comuni cittadini, a prescindere dalla classe politica.
    E’ questa una mentalità diffusa tra coloro che compiono le azioni da te descritte, dimenticando la cosa principale, e cioè che loro sono essenzialmente al servizio dei cittadini, per la tutela delle libertà, non per l’oppressione.
    Fortuna che la stragrande maggioranza è formata da persone che lottano giornalmente in silenzio, senza cercare premi o riconoscimenti vari.
    In quanto alle votazioni, credo che ci sarà finalmente una presa di coscienza da parte degli elettori, che finalmente si potrà ripristinare legalità, etica morale, respirando nuovamente un’aria pulita.
    Ciao

  3. semplice1 ha detto:

    Certo è un vero sacrilegio che giovani vite vengano recise in maniera ignobile…io sono per “nessuno tocchi Caino”, anche per quei casi di conclamata colpevolezza..perchè penso che chiunque sbagli deve essere sottoposto a processo con certezza di pena proporzionata alla colpa…figuriamoci quanta rabbia mi facciano le morti di ragazzi come Carlo, Federico, Stefano.
    Antonino..senza dubbio ci saranno uomini delle forze dell’ordine al servizio dei cittadini e che svolgono il loro lavoro con etica e coscienza…ma credimi ce ne sono altrettanto tantissimi guidati da fanatismo che si sentono invincibili solo perchè indossano una divisa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...