Lo Spirito del Pianeta (kermesse etnica)

Piove stamattina. Il battito della pioggia su un contenitore di plastica vuoto e il rituale cinguettio dei pennuti che nidificano qui intorno, mi ha svegliato riportandomi l’eco dei suoni dei Gocoo che ieri sera han massaggiato non solo l’udito ma anche l’epidermide.

la leader dei Gocoo

I Gocoo, non li conoscevo sino a ieri sera, sono stati un regalo dello Spirito del Pianeta, una bella festa di musiche etniche che si svolge al polo fieristico di Chiuduno (BG). Pioveva anche ieri sera e gli organizzatori han spostato l’esibizione del gruppo nell’attigua palestra auditorium. Migliaia di persone assiepate dentro e fuori. Il ritmo che mi arrivava era incredibile. Tamburi che si inseguivano e ricamavano nell’aria. Dovevo entrare. Come si fa in questi casi? Come si supera un muro di gente che come te scalpita per una posizione? Ho tirato su la piccola cinepresa e sullo schermo ho visto i musicisti all’opera. No, dovevo riuscire ad arrivare ad una posizione che mi consentisse di vedere e non solo ascoltare. Mi sono allontanato di qualche passo ed ho osservato la folla alla ricerca di un varco. Se non avessi perso in quella calca i miei familiari avrei saputo come fare. Poi vedo un gruppetto di 5 persone che avanzano in fila. Ecco, qualcuno che si è organizzato come avrei fatto io. Così mi infilo tra loro e attraverso il muro di persone, chiedendo “permesso” con tono pacato ma fermo, dimostro che chi ha una strategia riesce a portare a compimento un’azione. Così sono arrivato a ridosso delle prime file, biasimandomi un po’ per il mio fare. Mi son sdraiato a terra mentre le mie mani han messo a punto la macchina fotografica per portare a casa un ricordo visivo dell’emozione, anche se stamattina ho scoperto il loro sito http://www.gocoo.de/ dove sono disponibili diversi video.

Che spettacolo questi Gocoo, non sono riuscito a contare tutti i percussionisti schierati sulla platea diventata palco. Almeno quindici sezioni di percussioni disposte in maniera simmetrica, con la leader al centro, affiancata da altre quattro sezioni, dietro la prima fila altre quattro, e ancora una terza fila armata di tamburi, triangoli, flauti, gong, piatti e tanta tanta energia. Come l’energia che si respira dentro la festa. Migliaia di persone che non spingono e che si sorridono, colori di pelle diversi e un unico amore per la vita. Centinaia di giovani volontari dietro al banco self service, alla pizzeria, alle birrerie, gelateria ecc. Ci sono almeno una ventina di stands, oltre al ristorante, gestiti dai volontari, tutti ragazzi con il sorriso pronto e che si adoperano al meglio, e trovi sempre un posto pulito dove mangiare.

Così da dieci giorni e stasera la festa chiude i battenti, con tutti i gruppi che han partecipato all’edizione di quest’anno e che con ogni probabilità finirà in una kermesse che li vedrà tutti coinvolti in una grande jam session. Speriamo che stasera non piova, perché all’aperto è tutta un’altra cosa. Aspetto i Saor Patrol, scozzesi dalla disponibilità partenopea, che gli chiedi una foto e mentre stanno bevendo una birra in santa pace, si alzano e ti sorridono. Ritrovare i panamensi Emberà, che con la loro musica semplice son riusciti a coinvolgere sul palco decine di persone. E tutti quelli che non ho visto perché Chiuduno non è dietro l’angolo e i freni ogni tanto devo tirarli o cambio mestiere e casa.

Emberà


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Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
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8 risposte a Lo Spirito del Pianeta (kermesse etnica)

  1. luciabaciocchi ha detto:

    Leggendo il tuo articolo mi sento per un attimo cittadina del mondo…avvicinarsi alle tradizioni e alle feste di questi popoli sicuramente ci fa comprendere un mondo sconosciuto, bellissimi i colori e le musiche. Un saluto grande!!!1

    • popof1955 ha detto:

      Come ti dicevo anche a voce, per me non sono feste “loro”, è musica nostra “umana”, musica della Terra. Io ad esempio non amo ballare in senso tradizionale, ma a certi ritmi e armonie non resisto. Ciao. 😛

  2. luciabaciocchi ha detto:

    Paolo dove sei? Ho fatto un regalo ai miei amici, ti aspetto, ci tengo assaiiiiiiiii a un tuo pensiero. Un saluto caro

  3. ili6 ha detto:

    che belle queste manifestazioni che ospitano gruppi provenienti da varie parti del mondo e che ti permettono di conoscere ed apprezzare ritmi e suoni che facilmente ti trascinano e ti coinvolgono. Mi è successo in Scozia tempo fa e pochi giorni fa un flamenco per chitarra e bambù (non so come si chiama ma è una specie di flauto di canna di bambù) mi ha rapita al punto da lanciarmi nel ballo; avrò fatto una di quelle figuracce stratosferiche tra la gente di quel luogo, ma a me è piaciuto lasciarmi trasportare dal ritmo e in fondo questa è una delle vere emozioni che la musica sa darti.

  4. sonoqui ha detto:

    Buongiorno Paolo, trovarsi in mezzo alla vta (perché la musica è vita)
    ascoltando solo il pulsare delle proprie emozioni ,ci lascia felici e speranzosi in
    un abbraccio senza confini.

    Un 🙂
    Gina

  5. Pingback: E’ sempre vivo “Lo Spirito del Pianeta” « libera…mente

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