dal PIL al BIL al FIL al ….

Dal famoso discorso di Robert Kennedy ne è caduta di acqua dal cielo, e si vede che lavando lavando qualcosa porta pian piano alla luce e stamattina mi son trovato in mano il nuovo acronimo, a cui ne ho aggiunto un’altro inventato al momento.

Da quasi mezzo secolo il PIL è costantemente al centro degli indicatori, certo è utile per il bilancio delle nazioni, ma se va a scapito delle aspettative di felicità o bisogni reali dei cittadini, diventa poco comprensibile, specie se non si tramuta in un contestuale beneficio per la persona.

Ognuno di noi ha una doppia valenza, una di carattere personale, l’altra di carattere economico.

Diceva la nonna che un uomo senza soldi è un morto che cammina. Non la capivo, le mie idee erano piccole come i pantaloni che indossavo. Poi gli ho dato una valenza, e se è vero che ero felice di correre dietro un pallone in un campo di calcio inventato in strada, dove quattro sassi o barattoli vuoti indicavano le porte, è anche vero che la nostra capacità di spesa corrisponde alla marcatura del territorio che fa il cane attraverso la pipì, come scrivevo ieri notte in un commento a un post.

Il mio barbiere sa molto molto di me. Sa se ho disponibilità economica sufficiente a vivere, attraverso la periodicità con cui lo frequento. Se ci vado sempre all’inizio del mese, significa che posso spendere per il superfluo solo all’arrivo dello stipendio o della pensione. Se ci vado dopo il 20 significa che ho riserve economiche sufficienti. Se ci vado quando capita… significa che o ho pochi capelli, o non mi amo.

Il panettiere sa se vado in vacanza o sono a casa, se ho ospiti o son da solo, attravesrso la frequentazione del forno. Il tabaccaio e l’enoteca idem. Il supermercato mi analizza atraverso la scheda per la raccolta punti.

Quando sono arrivato nel piccolo paesino in cui vivo, dovevo comprare una piastra elettrica per la cucina. Potevo comprarla a 100 nel negozio della città dove vivevo. Ho preferito comprarla a 101 nel posto dove sarei andato a viveve: era un modo per comunicare alla comunità, che stavo arrivando, che avrei incrementato il PIL. La contropartita era che nel nuovo posto io desideravo incrementare il BIL (Indicatore del livello di benessere), e pure il FIL (Indicatore del livello di felicità), forse ne avrei dovuto aggiungere un quarto, il FIF (Indicatore della frequentazione della farmacia).

Però adesso smetto, esco, vado al mercato, per continuare la mia opera di marcatura del territorio.

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

8 thoughts on “dal PIL al BIL al FIL al ….”

  1. di pil di bil di fil io non ci capisco na mazza ehhehehe sara che il mio rapporto col denaro non è dei migliori ehhehehehe nel senso che se ho 1000 euro in tasca ed esco per fare shopping sono capace di spenderne 2000 ehhehehehehe sono per il goditi quello che che puoi subito …diciamo un accumulatore di superfluo ehheheheh il mio guaio piu grosso è che nn riesco a risparmiare c’e’ un corso per imparare a farlo hehehehe please help meeeeeeeee eppure a parte le sigarette non ho altri viziacci …..allor ami chiedo sono io che nn sono bravo ho e che proprio non ci si fa ,almeno se è lka seconda mi metto l anima in pace ehheheheheheh
    per quanto riguarda il fif tid cico solo che sono campano …..e le ultime modifiche apoprtate alla sanita sono un vero eproprio salasso …fortunatamente mi curo poco hehehehehehehe
    ciao popof ala prox perdona al latitanza anche sull altro blog ma ultimamente non riesco a stare molto al pc

  2. un post che fa riflettere e ci sarebbe tanto da dire. Comincio col dire che io di Bob e di John ero e sono innamorata.
    Ho sorriso nel leggere del barbiere e della piastra: sicuramente siamo schedati da mille cose, contatti e gesti quotidiani che facciamo ma, di rimando, penso che il barbiere, il fruttivendolo, il negoziante o il fornaio hanno i loro grattacapi e non stanno molto a pensare ai miei acquisti-movimenti. E poi ho sempre in mente una frase che mi diceva mia madre quando ero ragazzina-Non pensare mai che chi guida un’auto lussuosa sia necessariamente un riccone perchè può essere tutto un cambialone- E devo dire che lei ha sempre avuto ragione.
    Sulla piastra elettrica…sì…comprensibile il tuo BIL-FIL legato all’ambientazione: capita a tutti, a noi donne in particolare …shopping griffato…hai idea?…e molte ci salviamo grazie agli stock house…
    Come sappiamo essere piccine/ni certe volte e non comprendere che il FIL è tutt’altra cosa…
    Al FIF ancora non ci sono arrivata appieno (per fortuna )🙂

  3. Mio padre diceva sempre: “Si deve fare il passo quanto la lunghezza della gamba.. e col spendere andarci coi piedi di piombo”.. Beh! Mi ci trovo bene con tali consigli.. evito così di buttare via i soldi per ciò che potrebbe essere superfluo. Basta che ho di che mangiare e di che vestire e pagare le odiate tasse, di questo ne sono felice. E se devo fare proprio una compera che ne so per qualcosa di tecnologico come un telefono ad esempio, non vado oltre i 100 euro. Sono molto parsimoniosa e antipatica su questo.🙂 Ah! Mi è piaciuto il tuo post , ironico🙂

  4. Il FIL non dovrebbe dipendere dal pil..ne dal bil..è triste altrimenti.
    Felicità è possedere, acquistare? No, non voglio arrendermi a questa equazione.. casomai trovo più consona:
    Fil assenza di FIF… Ho visto tanti ricchissimi infelici. Perchè la ricchezza non può comprare tutto. Non è il discorso della volpe e l’uva, credimi..ma seriamente penso che il Fil risieda in altre cose.
    Io non mi lascio sedurre facilmente dalle cose, dai beni..un oggetto mi emoziona per quello che riesce a trasmettermi in termini di bellezza, di creatività, arte, manualità, utilità, emozioni che può darmi e un diamante purissimo e un vetrino da un euro.
    Un abbraccio grande

  5. a tema, hai mai sentito parlare dell’utilizzo del FIL (o GNH per restare sulle sigle) in Bhutan (piccolo e illuminato stato himalayano) per misurare la vera ricchezza prodotta dal Paese?

    1. Sono andato a cercare ed ho trovato su wikipedia anche l’immagine di un santuario tibetano che non mi è nuova. Si avevo letto o sentito qualcosa tempo fa, si vede che non me ne ricordavo più. Nell’inconscio rimangono molte più cose di quelle che riesco a ricordare.

  6. Paolo sempre attento all’economia domestica, ve la ricorate quella materia che si insegnava alle medie negli anii 50 e forniva gli elementari srtrumenti per una conduzione spartana della famiglia?, Ormai è morta e sepolta. Nelle famiglie si spende non secondo le reali possibilità,, ma secondo i bisogni superflui che la moda detta ogni giorno. SPENDO QUINDI SONO ha sostituito in pieno COGITO ERGO SUM!!! Conta molto di più apparire che essere, forse la crisi ci porterà a rivedere molte posizioni, almeno lo spero.

  7. Il tuo post richiederebbe un commento di almeno una ventina di pagine per le problematiche che investe sia dal punto di vista economico, sia sociale e sia, soprattutto, filosofico. Mi limiterò a dire che la “felicità”, ammesso che esista come valore costante come, invece, il PIL, a mio avviso non ha alcuna attinenza con la realizzazione di frammenti di felicità nel proprio vissuto.
    Troppo complicato per discuterne qui. Ne riparleremo a voce.

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