Grecia, UE, Groenlandia…

Perché la Grecia rischia il default, il consolidamento o fallimento (che dir si voglia) e la Groenlandia no?

Chi entra in questa pagina si chiederà cosa c’entri la Groenlandia con la Grecia. Niente, è solo un paragone e un caso che cominciano entrambe per gierre e finiscano per ia, tranne poi scoprire che l’Unione Europea ha in vigore un accordo di collaborazione con la Groenlandia in cui si impegna per 25 milioni di euro per dare sostegno al bilancio groenlandese per il Programma di Istruzione (popolazione circa 58.000 abitanti). Si sa che la Groenlandia non fa parte della UE, ma ne ha fatto parte dal 1973 al 1985, poi un referendum ne decise l’uscita. La Groenlandia è una nazione costitutiva (una sorta di parentela) del regno di Danimarca, che com’è logico, non fa parte dell’Euro.

Chiarito questo punto torno alla domanda iniziale, cosa impedisce all’Unione Europea di dare ossigeno all’economia Greca? Forse è la stessa ragione che ci vede impegnati in Libia, il petrolio che si sa essere presente nell’isola, solo che allo stato attuale e con i prezzi correnti, l’estrazione non è economicamente conveniente. Poi non è sempre stato freddo polare in Groenlandia, nei prossimi decenni potrebbe cambiare ancora. Ad esempio nel tardo medioevo, ci fu un innalzamento delle temperature che consentì ai vichinghi di colonizzarla e depauperarla, non rimase un solo albero e dai resti delle discariche si capisce che si dedicarono anche al cannibalismo. Gli inuit, che conoscevano il territorio, e c’erano da prima che arrivassero i vichinghi, riuscirono a sopravvivere anche se decimati, al successivo ribassamento delle temperature.

Ecco la Grecia non ha petrolio, ma è riuscita ad indebitarsi a tal punto da essere costretta a ricorrere alle scialuppe di salvataggio che i membri UE vorranno accordarle. O meglio, non è che la UE ha allo studio un aiuto ai greci in quanto greci, aiuterà la Grecia per l’esposizione bancaria degli istituti di credito europei, magari mettendo a garanzia del prestito il Pantheon o qualche isoletta. Ecco potrebbero prendere esempio dall’Italia nell’attribuire un valore economico a tutti gli edifici, coste comprese, e metterli in bilancio per pareggiare i conti. Tranne trovarsi nella situazione comasca in cui le perizie han stabilito un valore tra i 32 e i 69 milioni di euro (le stime non no mai precise) per gli edifici e l’area dell’ospedale Sant’Anna, poi al momento dell’asta (base  circa 6 milioni) non si è presentato nessuno e alla prossima gara il prezzo diminuirà di molto. E’ successo la settimana scorsa, eravamo troppo presi con l’esito del voto referendario, ma la morale è che le ondate nefaste del berluscanesimo si faranno sentire per anni. 

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5 risposte a Grecia, UE, Groenlandia…

  1. luciabaciocchi ha detto:

    Paolo ancora notizie che ci impegnano, economia europea..crisi finanziare e politiche…siamo in vacanza pensiamo a cose leggere, ho la connessione molto precaria, ma in compenso tutto il resto va bene!!! Un saluto caro

  2. lucianaele ha detto:

    Problemoni irrisolti……….preoccupazioni per il futuro.
    Concordo con Lucia: c’è bisogno di un pò di vacanza per staccare la spina……..
    Ti auguro una buona giornata,
    Luciana

  3. pizzocherina ha detto:

    Non capisco niente (un po’ perchè non mi applico) di politica ed economia mondiale. Ma a mio parere il discorso ‘ospedale Sant’Anna’ è tutt’altro che politico (forse sono un’ingenua).
    La struttura avrà pure valore storico ma non solo nel classico senso del termine: da miei ricordi di pochi anni fa è decadente, piuttosto mal ridotta, in una posizione distaccata rispetto al centro città e scomoda (in effetti non in capo al mondo!). Chi lo prende in mano si dovrebbe trovare a: pagare il valore che viene attribuito (sperando che prima o poi si riesca a darne uno ragionevolmente logico), pagare l’eventuale abbattimento e ricostruzione (con tutte le spese di progetti nuovi ed inconvenienti), pagare la ristrutturazione di ciò che si vuole mantenere. Insomma… al di là della politica, io direi che solo uno con la testa sulle spalle, un portafoglio a fisarmonica, un buono spirito di iniziativa, la propensione per il rischio ed un progetto per le mani che sia davvero un valido investimento possa fare la differenza. Il problema, però, sta nel fatto che persone di questo tipo sono, purtroppo, assai rare.
    Ops! Però mi sa che sono uscita dal tema dell’intervento! 🙂

  4. ili6 ha detto:

    confesso la mia ignoranza in materia ed esprimo solidarietà alla Grecia, comunque siano le leggi UE e le motivazioni di fondo e nel contempo incrocio le dita affinchè l’Italia, berlusconiana, padana, comunista o quel che caspiterina divverrà, non abbia mai a trovarsi in una situazione analoga.
    Dirai: ma di questo passo…
    incrociamo comunque le dita.
    🙂

  5. stephocolphacido ha detto:

    Purtroppo di questo passo anche l’Italia rischierà i tracollo finanziario…ma tanto basta che il Sire dice che la crisi è superata e va tutto bene, no? Tanto a lui cosa importa? Un bel gruzzolo per mla pensione se l’è messo da parte da un bel pezzo! Povera Grecia…ma l’UE non potrebbe aiutare anche noi a liberarci dallo psiconano?!? Solitamente se un paese si trova in stato di calamità naturale gli altri paesi non corrono il suo aiuto? Ecco: Berlusconi è una calamità naturale, anzi, innaturale! Semrve ancora più aiuto!

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