Se brucia la stalla …

Ieri all’apparenza ero fuori dal mondo, niente clacson, semafori, sferragliare di treni o di tram. In lontananza solo il fragore delle cascate del Monte Rutor. Lo so bene che le cascate le genera l’omonimo ghiacciaio e non il monte, mi concedo la libertà e dico che il Rutor da bravo dirimpettaio della catena del Monte Bianco, si mostra svettante e silenzioso, tendendo il suo velo di ghiaccio come uno scialle le cui frange sono le cascate che si sviluppano dalla corsa dei suoi torrenti. Mentre salivo guardavo le vacche pascolare e tra me e me facevo alcune considerazioni sulla sudditanza del settore primario e produttivo, da quello industriale o secondario.       una delle cascate del Rutor

Chi legge dirà, “ma questo anche quando è in paradiso pensa ai risvolti economici delle cose?” E certo che ci penso, è una delle chiavi di lettura per capire.

Dicevo che stavo guardando i manzi pascolare, notavo come saggiamente l’allevatore avesse diviso le zone di pascolo, perché l’allevamento all’aperto è diverso da quello in stalla. In stalla alle bestie si da fieno e alimenti vari, gli animali stanno fermi e si ingrassano. All’aperto mangiano quello che trovano e ruminano tutto quello che è di loro gusto. Se vuoi lasciarle libere devi suddividere il territorio per consentire una rotazione e una costante alimentazione.

Praticamente dall’erba si crea ricchezza. Non pensate all’erba di Grace, fate i bravi. Come dire che il buon Dio ci ha dato i pascoli, le mucche e alla fine l’industria le trasforma in formaggi, bistecche e scatolette. Il valore dell’erba è talmente basso che il pascolo non viene quotato in borsa, ma con la trasformazione umana acquista valore economico. Alla base di tutto resta l’erba e il pascolo. Il bravo allevatore divide il territorio per garantire sufficiente nutrimento per tutta la stagione, e le fa spostare di conseguenza. Se le lasciasse pascolare liberamente nel giro di una decina di giorni i suoi poderi sarebbero solo zolle di terra impastata. Posso dire che il pastore sa che deve diversificare l’uso del territorio per avere un buon risultato?

Con questa considerazione il suggerimento ai piccoli risparmiatori è di diversificare l’investimento dei risparmi. Un tot in

Ghiacciaio del Rutor

obbligazioni, un tot in titoli di stato, un tot in azioni. Diciamo pure che chi vuole conservarsi qualcosa per il “non si sa mai”, qualche BOT, CCT o obbligazione prima o poi l’acquista. Ma il titolo non può portarlo a casa e farlo pascolare dove vuole, deve tenerlo in un conto titoli (la stalla, come fosse sempre inverno). A questo punto il gran ciambellano che fa? Visto che imporre una tassa sugli interessi da capitale farebbe aumentare gli interessi sui titoli emessi dallo Stato e di conseguenza il debito pubblico, si propone di imporre una tassa sul possesso di un portafoglio titoli, concepita in modo tale da diventare un peso solo per i piccoli risparmiatori, il che corrisponde all’incendio della stalla.

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Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
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14 risposte a Se brucia la stalla …

  1. Paolino ha detto:

    a questo punto la domanda è: ma quanto siamo economicizzati?

    • popof1955 ha detto:

      e la risposta è: molto più di quanto pensiamo,
      Basta entrare in qualsiasi ufficio postale e, senza superare la linea gialla della privacy, sentire gli anziani che chiedono consigli su come gestire i risparmi, e se il deposito titoli, in cui hanno solo buoni fruttiferi (soldi dati in prestito allo Stato) o al massimo BOT verrà tartassato. 🙂

      • Paolino ha detto:

        hai ragione, e per dirla tutta molto spesso (più di quanto voglia ammettere) mi trovo a fare ragionamenti economicistici, e vorrei rinunciare molto volentieri a questa abitudine, forse quando passeremo a misurare la ricchezza in felicità 🙂

        PS purtroppo la scena che hai descritto della posta mi è capitata più volte (in diversi uffici), possibile che da quando hanno deciso di fare altro oltre alle raccomandate e ai pacchi non si siano mai posti il problema della tutela della riservatezza delle persone? Tanto più che in generale tutti sono particolarmente suscettibili sul denaro (ragionamento economicistico direi), anche più che sulla salute in molti casi…

  2. mariella ha detto:

    Bravissimo! Illustrazione ben adatta al concetto che hai espresso.

    • popof1955 ha detto:

      Forse la mia illustrazione deriva da un retaggio culturale. Infatti per “parco buoi” in slang economico si indicano quegli investimenti che stanno nel cassetto in attesa che ingrassino. Poi diventano vecchi e duri anche da masticare.

  3. ili6 ha detto:

    sinceramente…dopo le fregature prese (per non dire disastri…) io voto per IL MATTONE!
    Non quello delle case da comprare per impiegare i risparmi (anche se sarebbe l’unico modo sicuro e tranquillo per far fruttare i soldi, avendo però tali cifre di risparmi…magari !!)
    Voto come forma di piccolo risparmio il MATTONE di casa, quello che usavano i bisnonni ben nascosto sotto il letto : solo così hai la certezza, ladri d’appartamento permettendo, di non perdere un centesimo del tuo risparmio!

    • popof1955 ha detto:

      avevo una caviglia rotta, in un mese di gesso facendo ballare dalla poltrona una decina di milioni di £ (gennaio 2000) ne ho guadagnati due (non di gessi ma di mln £). Poi con la ripresa lavorativa son diventati un parco buoi (v. replica a Mariella), all’appello oggi ne mancano almeno la metà.
      Ma una cosa giusta l’ho fatta, un investimento economico affettivo che va nella direzione che indichi tu, ma è troppo lunga da raccontare. Dico solo che è un’azione che mi ha migliorato la vita e che sino a qualche anno fa non mi sarei sognato di fare (se attivi skype te lo racconto) 🙂

  4. Harielle ha detto:

    Sempre più triste la situazione economica in Italia, e sempre meno favoriti i “piccoli”…

    • popof1955 ha detto:

      diciamo che le nostre aspettative vengono stravolte da chi ci governa. Se do uno sguardo al mio comportamento ad esempio mi accorgo che quando le prospettive lavorative sono buone mi comporto da formica, mentre in periodi come quello attuale faccio la cicala. In sincerità ti dico, preferirei restare formica.

  5. semplicementelisa ha detto:

    Bellissimo qll’amgolo di paradiso che descrivi …
    e come la vita si sviluppi aldila’ dell’uomo che è
    figlio ma non padrone della terra ……

    buona serata ..

    elisa

    P.s. Investimenti?? risparmi?? da btava prevaria nonche’ feccia d’italia
    non pervenuto 😀

    • popof1955 ha detto:

      L’angolo di paradiso lo pubblico al più tardi domani sull’indirizzo https://skydrive.live.com/?cid=afa4061190708c24&sc=photos&sa=782218203 dove già ci sono altri angoli .

      Per quanto riguarda il risparmio … uno degli assiomi di Fromm, su cui concordo, era che l’indipendenza economica fosse uno degli elementi indispensabili per essere liberi. Togliere all’uomo la possibilità di gestire il denaro con lungimiranza corrisponde a ledergli un pezzetto di libertà. Il precariato da questo punto di vista è una rinuncia forzata alla libertà non solo lavorativa ma anche a sperare (operare per), il danno fatto da norme liberali in un paese dove vige la regola del mordi e fuggi è così grande che gli effetti si trascineranno per decenni.

  6. luciabaciocchi ha detto:

    Paolo è tardi passo per un saluto, torno domani..buone cose!!

  7. luciabaciocchi ha detto:

    Paolo ci parli ancora di economia, a me piace questo argomento, donna solida con i piedi per terra, nata formica, sempre attenta al risparmio…Mi hai portato sul Ghiaccio e fatto immaginare pascoli tranquilli lontani dalla convulsa vita della città, hai consigliato gli investimenti, ma l’idea di acquistare una vacca come investimento mi sembra un po’ azzardata, dove la metto, è imgombrante e ha delle sue esigenze….Intanto io i quattro soldi che ho li ho investiti, come sempre, sul mattone, l’esperienza mi dice che comunque vadano le cose, perde sempre poco…Paolo inizia a pensare alle vacanze, io qualche suggerimento sul mio blog te l’ho messo.Un saluto affettuoso

    • popof1955 ha detto:

      non ho consigliato mucche, però considera a tutto quello che han guadagnato con le quote latte e alle multe che NOI pagheremo per quei quattro cialtroni (e leghisti), forse forse in vena di illegalità ci si potrebbe fare un pensierino… 😀

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