Caro limone

Scrive Giuseppe Frangi su Vita di questa settimana“In questi giorni sono accaduti due casi emblematici. Da una parte il governo ha fatto una piccola mossa per contenere la spesa delle pensioni, resa sempre più ingestibile dallo squilibrio demografico e dall’allungarsi dell’attesa di vita: sono state limate le rivalutazioni per le pensioni al di sopra dei 1.428 euro. Una misura che peserà 8 euro l’anno alla prima fascia di cittadini “colpiti” dal provvedimento e 150 euro alla fascia più alta: infatti la rivalutazione viene limata solo nella parte della pensione che supera la base di 1.428 euro. Il giorno dopo, apriti cielo. I sindacati sono scesi subito in campo («una patrimoniale per i poveri»). I partiti anche: l’opposizione non si è risparmiata ma anche la Lega si è defilata con imbarazzo, scoprendosi una volta di più partito della terza età. Ognuno ha suoi interessi da difendere, a cominciare dal fatto che i pensionati votano e i pensionati sono 17 milioni…

Questa parte dell’articolo mi trova molto d’accordo, e faccio le mie considerazioni. Un po sono le stesse ragioni che mi han portato a scrivere su questo blog che agli ultimi referendum è stato come se i giovani Qui Quo Qua, avendo a cuore il loro futuro, tutti insieme si fossero decisi ad andare a votare e gli zii De Paperoni, tesi a godersi la vita, fossero rimasti a casa. Certo non è semplificabile in questo modo, è solo una delle mie opinabili chiavi di lettura.

Tornando al provvedimento che prevedeva o prevede il taglio della rivalutazione, la considerazione che faccio è che il taglio è di un importo esiguo, non andrà ad intaccare quella babele di sussidi al minimo e medio bassi che sono maggioranza, quindi è sopportabile.

Non sono mai stato tenero nei confronti del Governo attuale, e quando avevo letto i primi strilli di stampa mi ero chiesto se mister B e mister T stessero bene, sembrava un decreto, almeno in quella parte, redatto da una mano sconosciuta o sott’effetto di un colpo di sole, però quel giorno pioveva. Ora i casi sono due, o sono valide le ragioni di chi dice che la situazione è talmente drammatica che occorre dare una frenata alla spesa, o è un’invenzione. L’azione speculativa abbattutasi sull’Italia però mi fa anche pensare che gli investitori percepiscano una situazione in cui i bilanci reali siano ben diversi da quelli ufficiali, ovvero che le società di rating ti certificano, chiudono un occhio, e poi ti affondano.

Tornando al nodo pensioni, certo i soldi si potrebbero prendere altrove, ma dei giovani che lavorano ad intermittenza, o di quelli che lavorano regolarmente e sanno che la loro pensione sarà da fame, o di chi come me deve continuare a lavorare dopo 36 anni di lavoro, giusto per consentire gradini e dilazioni varie saltando i grani di un rosario che prima o poi bisognerà recitare, per di più sapendo (sia i giovani che quelli come me) che non andremo in pensione con le percentuali di chi c’è andato negli anni scorsi o ci andrà a breve, dicevo di noi limoni chi si occupa? Non voglio fare il lamento da dietrologo, voglio essere buono, è estate. Probabilmente la presa di posizione delle parti sociali in difesa delle pensioni sopra i 1.428 € (tra cui la mia, quando sarà ora) è in previsione di venti inflattivi che, in assenza di altre forme di difesa economico sociale, potrebbero presto far sentire i loro effetti, ovvero in previsione di tali ventate è rischioso eliminare alcuni automatismi rimasti ancora attivi per difendere il potere d’acquisto, potrebbe scatenare anche forme speculative che darebbero il la a un’inflazione non contenibile. L’altro rischio che si corre lasciando le cose come stanno, e se stanno peggio di quel che dicono è da criminali, è il pericolo deflattivo.

A scanso di equivoci ricordo che il nostro sistema pensionistico è di forma retributivo-solidaristico (aggiungo: in evoluzione), ovvero è un sistema che garantisce una pensione a chi ha lavorato calcolata sulla base degli ultimi stipendi. Le pensioni vengono erogate attraverso i contributi versati da chi lavora. Sarà solo dal 2023 circa che le pensioni saranno interamente calcolate con il sistema contributivo, nel frattempo si andrà assottigliando la base retributiva valida, con buona pace per tutti, limoni compresi.

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

10 thoughts on “Caro limone”

  1. Una cosa che però si “dimenticano” quando dicono che i giovani sono sempre meno e che quindi non ci sono i soldi per i pensionati è questa: ma ognuno non dovrebbe ricevere “indietro” i soldi che ha versato a suo tempo alla previdenza sociale (salvo eccezioni, d’accordo)? E allora, che discorso è?
    Il problema è che invece hanno sperperato in ogni dove i soldi versati dai pensionati “odierni”, ed è per questo che ora che la forza lavoro un po’ cala, un po’ ha lavori da ridere (1.400 € di pensione? Dopo 12 anni e mezzo che lavoro – da 8 a tempo indeterminato e sempre in regola con INPS e quant’altro – non arrivo tuttora ai 900 di stipendio mensili, la pensione non oso immaginarla!! E nemmeno mi lamento, c’è chi sta peggio…)… oddio, non ci sono i soldi.
    E non è questione di alzare età pensionistiche, cambiare basi di calcolo, ecc. Quello è tappare le falle della nave con la cartapesta…
    Manovre, logica, inflazione, deflazione, economia e futuro a parte (ho detto poco?!?)… resta uno schifo da dovunque si guardi questa faccenda.

    1. Vedi Shunrei il sistema pensionistico italiano è stato di tipo solidaristico. Certo c’è chi ne ha approfittato. E’ stato anche un mezzo per ridistribuire la ricchezza, e anche qui c’è chi ne ha approfittato con quello che storicamente si chiama clientelismo. L’Italia cantava “sin che la barca va…”. Oggi la barca fa acqua. E’ vero anche che la manovra economica non serve a correggere la rotta, ma solo a spostare in avanti il momento del saldo del conto. Il dramma è che questi stanno sempre sul ponte e non si bagnano neanche le scarpe.

      1. Quanto hai ragione!! Di tutti quelli che hanno (mangiato e) contribuito a creare questo casino, non ce n’è e non ce ne sarà mai nessuno chiamato a risponderne… è questo quello che brucia maggiormente.
        Quello che invece mi demoralizza di più è vedere con quanta miopia si continua a “posticipare” le rese dei conti e far finta che il futuro non esista… perchè se minimamente ci pensassero, non potrebbero continuare ad andare avanti in questo modo distruggendo il presente e dilazionando il disastro finale!

  2. sì, siamo ormai limoni e ben spremuti, anche.
    Le notizie che arrivano dai mercat mondiali non sono per nulla incoraggianti e dovrebbero bastare per farci comprendere la grave crisi economica che stiao vivendo e farci accettare certi piccoli sacrifici imposti che si spera servano a qualcosa, altrimenti, come scrivi tu, sarebbe da criminali. Che dire? mentre ero in Spagna le mie colleghe ci informarono che tutti gli stipendi statali erano stati tagliati del 10 per cento per via della crisi e il popolo spagnolo, pur arrabbiato, aveva compreso. Mi sembrò una cosa mostruosa ma appena tornai in Italia venni a sapere che avevano bloccato il contratto nazionale insegnanti compresi gli scatti di carriera e di stipendio per tre anni e a conti fatti è ben più del 10 per cento.
    La pensione è ancora troppo lontana per pensarci seriamente, chissà che novità ci saranno quando ci arriverò, ma scoccia tremendamente che vengano messi in dubbio i diritti acquisiti (e versati). Se, però, è necessario per non affondare del tutto, che ben vengano le manovre di B.e T.

    1. Ah la Spagna! Lo scorso anno sono stato in Spagna in vacanza per la prima volta. A Barcellona, il secondo giorno che ero arrivato, mi son chiesto “ma com’è che questi hanno tutti questi begli edifici da inizio secolo? Ma la Spagna nella seconda guerra mondiale che ha fatto?”. Eh già, la Spagna era neutrale. Era appena uscita dalla guerra civile e si tenne fuori. Perciò niente bombardamenti come in Italia o Germania. Poi con questa percezione ho cominciato a guardarmi in giro ed ho visto una percentuale di anziani maggiore che non da noi. Ho fatto delle piccole ricerche su internet per avere certezza di una percezione che si è rivelata reale: la Spagna ha conosciuto il problema della popolazione che invecchia e della sproporzione tra giovani che lavorano e persone che percepiscono la pensione, molto prima di noi, non hanno avuto i morti della seconda guerra mondiale e le rivendicazioni socio economiche del ’68. Per molti aspetti la Spagna è stata un laboratorio, molte trasformazioni nel mondo del lavoro (mobilità, flessibilità) e del dopo lavoro (riforma pensionistica) sono state fatte osservando loro.
      Per quanto riguarda i sacrifici non mi fan paura, sono allenato. Vorrei solo servissero a migliorare il contesto generale e non a tappare una falla.
      Il prezzo pagato dal blocco dei contratti degli statali è alto. Quello che disgusta è il fine. Bloccare i contratti per tre anni è un calcolo elettorale, verranno rinnovati alla vigilia del voto.

  3. Ho letto con un po’ di ritardo il tuo post, come sempre sai fare un’analisi distaccata della questione, quello delle pensioni è una riforma necessaria e agognata da anni, ora è necessaria, è impensabile che nessuno ne faccia le spese… Ho letto i commenti, quasi quasi mi sento in colpa per ricevere una pensione discreta dopo tanti anni di lavoro!!!! Un saluto

    1. Non credo sia questo l’approccio migliore. Il garantire una pensione calcolata sull’ultimo stipendio e non sui contributi, era un modo per restituire quello che si era tolto con la guerra. Negli anni ’60/’70 erano pochi i pensionati e tanti a lavorare e versare i contributi. Chi andava in pensione non poteva essere ributtato nel limbo con pensioni da fame, il denaro doveva circolare. In quegli anni s’è anche sentito l’effetto del baby boom, i nati dal ’48 alla fine degli anni sessanta siamo stati una marea. Ora quelli che siamo nati in quegli anni dovremmo andare in pensione. Con la longevità attuale capisco che sarebbe un guaio. Ma come noi continueremo a lavorare per i 41,3 anni (se non cambia) sarebbe stato giusto che un minimo di contributo fosse stato accettato da chi in pensione, meritatamente, ci è andato dopo 35 o 36 anni. So che alla fine verrà approvato qualcosa di diverso, e sai perchè? Per non toccare i diritti acquisiti, che per un normale pensionato sarebbero stati 8 o 10 € al mese, ma avrebbe gettato le basi per intaccare i diritti acquisiti dei privilegiati. E a quel punto se una massa enorme (oltre 10.000.000) di persone avesse accettato un piccolo sacrificio, perchè poche migliaia di pensionati d’oro non avrebbero dovuto accettare un sacrificio maggiore?

  4. Buongiorno Paolo, non c’è più neanche quella malridotta barca che sta per
    affondare per il peso di tanti balzelli e ruberie, Ci sono solo poveri naufraghi
    aggrappati ad un esile pensiero: Quando finirà questa “agonia”?
    Io sono stanca di parole, parole, parole …
    E, Voi? …
    Buon Week-end
    Gina

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