Qualcuno volò sul nido del cuculo

Sto rivedendo per la quarta o quinta volta “Qualcuno volo sul nido del cuculo” di J. Forman e, inutile dirlo, con J. Nicolson, che con questo film si consacrò a quel ruolo di matto che ne ha fatto la sua fortuna. Quando uscì il film ero in quella fase di vita che mi faceva scartare tutto quello quello che riceveva un premio. Questo film ricevette 5 premi Oscar e altri 23 premi sparsi per il mondo, perciò l’ho accantonato in partenza. Ora ci pensa a Sky a farmelo rivedere ogni tanto. Forse ce l’ho anche in video cassetta o DVD, non importa, lo ripassano e me lo rivedo gustandomi la seria comicità delle situazioni che, per quanto drammatiche, il cinema riesce a tirar fuori.

Trovo che questo film ci ha insegnato, insieme a pochi altri, che “visto da vicino nessuno è normale”. Lo metto tra virgolette per rispetto a Franco Basaglia, e ai tanti gruppi di volontariato e associazioni che l’hanno adottato come motto.

In questo momento va in onda la scena in cui l’ex detenuto MacMaurphy/Nicolson, che si finge matto, introduce nel manicomio alcune prostitute. La scena è esilarante e non so perchè mi riporta in mente “Il grande cocomero” di U.Bellocchio, quando il neuropsichiatra porta fuori i ragazzi dal manicomio compiendo un gesto straordinariamente normale. Oppure come adesso che c’è la scena degli infermieri che riprendono il controllo della situazione, con la caposala che detta ordini, a me viene in mente Heidi che riesce a far alzare dalla sedia a rotelle l’amica Klara, e il grande disappunto della governate. Certo, quello è il ruolo dell’antagonista, figura fondamentale in questo tipo di film. Come è anche vero che se il malato guarisce qualcun altro diventa di troppo. Nel film di Forman, MacMurphy insegna ai malati a far valere i propri diritti, ovvero a riscoprirsi persone, e il momento in cui l’infermiera riaggancia il giovane Billy alla sua malattia dopo che aveva vissuto ore di normalità attraverso i pioaceri del sesso, è uno dei momenti più dolorosi del film che, in un crescendo di tensioni emotive, conduce all’irreparabile tragedia. MacMurphy rinuncia alla fuga per soccorrere l’amico ucciso da un poliziotto in un eccesso di legittima difesa, a sua volta si macchia di un altro crimine, tentato omicidio. Subito dopo l’amico indiano che lui voleva coinvolgere nell’evasione, lo aiuta a liberarsi da quella malattia chiamata vita.

Per chi non l’ha visto una trama la trova anche su wikipedia, basta cliccare qui ma senz’altro lo avete visto più volte di me. Se non avete ancora avuto occasione di vederlo vi consiglio di colmare la lacuna, contribuisce a migliorare la propria visione delle cose.

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Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
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6 risposte a Qualcuno volò sul nido del cuculo

  1. lucianaele ha detto:

    Accetto volentieri il tuo consiglio.
    Lo guarderò sicuramente, perchè film di questo calibro arricchiscono certamente……..
    Ti auguro una buona giornata,
    Luciana

  2. luciabaciocchi ha detto:

    Ricordo vagamente questo film, mi piace rivederlo e farne una lettura diversa data dall’esperienza degli anni, terrò presente il tuo consiglio, ti saluto e ti faccio di nuovo gli auguri di buon compleanno!!!!

  3. Paolino ha detto:

    bravo Paolo, post bellissimo mi hai fatto venire voglia di rivederlo, anzi nei prossimi giorni lo farò sicuramente 🙂

  4. mizaar ha detto:

    la prima volta lo abbiamo visto a tempo debito al cinema. erano gli anni in cui c’era un gran fervore e grandi discussioni a proposito della chiusura dei manicomi e tutto il resto. mi fa piacere che tu abbia citato con questo il grande cocomero. la figura reale e bellissima di marco lombardo radice è stata dimenticata dai più. forse qualcuno se lo ricorda come rocco di porci con le ali. vale sempre la pena rivedere entrambi i film. nicholson è un mostro di bravura e i premi che il film ha preso sono meritatissimi!

  5. mizaar ha detto:

    grazie per avermi inserita nel blogroll. appena ne ho il tempo materiale farò la stessa cosa! 😀

  6. sonoqui ha detto:

    Ciao Paolo, il film ll’ho visto una volta e poi basta.
    Preferisco altri generi.
    Ma sinceramente J. Nicholson è stato grande (per me)
    Buon pomeriggio
    Gina

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