Welfare state, per ricchi.

Noto che lo smantellemto progressivo del welfar state, che era indirizzato essenzialmente alle classi meno agiate e al ceto medio, si sta al tempo stesso trasformando in un welfare state per soli ricchi. Ma non quei ricchi che potremmo pensare fisicamente come borghesia in panciolle e doppio petto, bensì tutta una classe dirigenziale che viene premiata dopo aver portato le aziende sull’orlo di un fallimento che solo l’intervento pubblico statale ha evitato.

Il welfare per i ricchi, nel 2008 ha consentito il salvataggio di banche che, in un regime di libero mercato, sarebbero state travolte, nella (e dalla) crisi globale del credito che, non si è creato da solo, ma è stato un loro prodotto. Il liberismo economico, di cui andavano predicando ai quattro venti, è venuto meno.                   Gli è stato buttato un salvagente e appena risaliti a bordo della nave han fatto in modo che il can can si scatenasse  in questo 2011 che, un giorno si e l’altro pure, vive crolli di borsa per la sfiducia dei mercati nei confronti degli stati. Poi l’indice risale, come oggi, che si vocifera di aiuti sottobanco a questo o quell’istituto di credito.

Governi e mass media puntato il dito contro il debito pubblico che, a loro dire, è generato dalla gestione di tutti quei servizi che lo stato da ai cittadini. L’attacco allo stato sociale reale, per potercelo far digerire meglio, da noi è cominciato in sordina con un peggioramento nell’erogazione dei servizi che, anche se in alcune aree del paese (sud in particolare) non ha mai toccato apici di eccellenza, viene portato a una deriva progressiva da corruzioni di vario tipo e di diverso stampo. Dal semplice assessore di paese, ai vetici delle istituzioni (ministeri), corre come un treno senza lasciare nessuno per strada.       Si ha la sensazione che siano tutti corrotti e corruttibili.

Poichè considero che le capacità di uno stato siano tali da poter controllare ogni singola azione (dall’evasione dell’IVA sulle caramelle al contrabbando), non posso non essere nella convinzione che il clima di sfiducia sia stato e sia, pilotato. Consentire ad uno di arricchirsi indebitamente sortisce l’effetto di generare sfiducia nelle persone, che prima o poi esprimeranno il loro dissenso con il voto, o meglio con il non voto, perchè “tanto son tutti uguali”.   Così si finisce  per legittimare comportamenti di piccola furbizia quotidiana nelle persone comuni, perchè “tanto lo fanno tutti”.

Viceversa, avere ideali solidi, sani principi e senso civico porta a fare in modo da riconoscere il profumo dalla puzza, a cancellare l’assuefazione al malessere e riprendere in mano le redini del gioco. Basta provarci. Onesti in giro ce ne sono, spero che presto vengano portati ad esempio.

PS: il collegamento è una sorta di scherzo, ma non ho resistito ad essere serio sino in fondo. Il video l’ho preso su youtube, da quel che si vede lo smantellamento dello stato sociale ha buoni alleati.

15° censimento 2011

Vespasiano d'agosto

A giorni torneremo a contarci. Il questionario ci arriverà a casa e lo restituiremo fornendo tutto un’insieme di dati che poi verranno elaborati e scopriremo come vere, cose che già avevamo intuito. Oppure ci sentiremo frustrati avendo la certezza di essere sotto la media.

Ci sarà ancora la domanda se quel giorno eri in casa o in vacanza?  E quella che chiede se hai ospiti (umani s’intende)? E come vai a lavorare, con che mezzi, a che distanza e quanto tempo impieghi. O quella se la casa ha il bagno o i bagni.

Visto l’andazzo parlamentare, che ci rappresenta perché espressione del nostro voto, forse sarebbe il caso di chiamarlo cessimento. A proposito, quest’estate ho trovato un vespasiano, l’ho fotografato è quello in alto a destra. Magari qualcuno non si ricorda o non sa come erano fatti.

Tornando al censimento apprendo che potremo compilarlo anche on-line, con tutti e 85 i quesiti (perchè in molti casi la forma cartacea prevede domande ridotte, circa 35). La cosa mi piace, i questionari mi divertono un sacco.

Census Point
Census point – immagine tratta dal sito dell’ISTAT

Il sito dell’ISTAT ci mostra le novità e ci avvisa che per dirci tutto sul Censimento ci saranno nelle nostre città due iniziative diversificate in base alla grandezza dei Comuni: i Census Point e il Census Tour. I Census Point sono oasi informative che troveremo a partire dal 7 ottobre in tutta Italia nei primi 100 Comuni più grandi per popolazione. Saranno presenti nelle grandi stazioni ferroviarie, nei centri commerciali, nei cinema multisala e in tutti i principali luoghi di aggregazione. Per scegliere  la soluzione più comoda, loro saranno a nostra disposizione per spiegare come compilare il questionario e rispondere alle nostre domande. I Census tour gireranno per altri 700 piccoli comuni.Anche quelli sotto i 300 e che sono giovani e forti e resistono bene.

Chissà se S&P prenderà in considerazione anche i dati del censimento. Sicuramente si, per poter meglio determinare la nostra capacità di solvibilità.

Io invece mi son fatto un altro dei miei giretti in internet, scoprendo che l’incarico censuario in molti comuni è affidato a persone che saranno selezionate sulla base di concorsi per titoli. Unico particolare la priorità viene data ai dipendenti dei comuni. Peccato si spreca una piccola possibilità di lavoro (circa tre mesi) per tanti giovani disoccupati. Chissà come verranno censiti: precari? Inoccupati temporanei? Disoccupati? Maggiorenni a carico? In attesa di sistemazione lavorativa? Saranno divisi per fasce d’età e per sesso? Vedremo.

Mentre scrivo penso a mio nipote, che da inoccupato temporale, ha presentato domanda e a meno di 16 gg. dalla data fatidica non ha ancora avuto risposte, e come lui tantissimi altri.

Census Tour - immagine tratta dal sito dell'ISTAT

PADRONI IN CASA PROPRIA?

Quello del titolo è uno degli slogan della Lega, a cui, con fare in stile Fontamara, mi sento di aggiungere un punto interrogativo.  Difatti è di ieri la notizia che ne comune di Osio Sotto presto opererà la CIA (Comunicazione di Inizio Attività), ovvero quando uno fa dei lavori in casa, tipo imbiancatura o rifacimento di serramenti deve fare una comunicazione in comune e pagare 52,00 € di diritti di segreteria. Chissà se i poveri osiensi potranno cambiare le lampadine di casa  senza incorrere in sanzioni. Certo che da quando la fantasia è al potere se ne vedono delle belle nella bassa bergamasca.  Il vicesindaco di una altro comune Boltiere è assurto agli onori delle interrogazioni parlamentari per un saluto a mano tesa.

E non dimentico Adro (provincia bresciana) dove avevano decorato tutta una scuola con la marijuana stilizzata che secondo loro è un sole delle Alpi e che a distanza di un anno ancora rimane visibile qua e la.

Oggi poi l’annuncio a Venezia della ripresa della secessione. Ma da cosa? Dove sono stati negli ultimi sedici-diciassette anni? Si vede che l’acqua di Roma fa male, se ne erano dimenticati. Tornati alle fonte del Rio Po e bevendo dall’ampolla gli si è riaccesa la lampadina.

Ora vediamo se rispolverano anche il manuale delle trecento pallottole e visto che ci sono potrebbero chiedere anche l’annessione all’Austria, e rispolverare la moneta locale che andava di moda nelle loro feste. Ho provato a pagare un caffè in un bar del centro, con delle pannocchie, mi han risposto che preferivano volgari euri.

Da Luigi XVI ai giorni nostri

REGGIA DI VERSAILLES (IMMAGINE WIKIPEDIA)

Se avessero chiesto al popolo francese, il 13 luglio del 1789, se era disposto a far sacrifici per mantenere in vita il potere del Re  e dei suoi cortigiani, cosa avrebbe risposto il popolo francese?

L’esito lo conosciamo. Il 14 luglio la sedicesima dinastia luigina conobbe la donzella scozzese. Resta il dubbio sulla capacità dei francesi di contare sino a 20.

Oggi riviviamo una situazione simile a quell’estate del 1794 a Parigi. Il nostro sovrano/repubblicano trasportando la nazione verso un baratro senza fine, deve mettere fuori il cartello “saldi di fine stagione”?

Robespierre scrisse i Cahiers de lonéaces, anche noi scriviamo le nostre lamentele. In attesa di trasformarsi in sassi. Regina Coeli non è la Bastiglia, e noi siamo figli del “chi è senza colpa scagli la prima pietra”.

Anch’io ho avuto due Escort! Una 1300 cc e una 1800 cc Ghia, produzione Ford, una si inceppava a freddo, l’altra correva troppo e portava a casa multe fotografate, sempre di fondo schiena naturalmente.

Eppure oggi nonno Silvio mi fa pena. Sembra che un potere massone gli si sia scagliato contro. Deve aver sbagliato in qualcosa. Ha fatto più telefonate di quelle che riceve un addetto di call center in un anno. Effetto della precarietà del ruolo. Ma  sto pover’uomo  quando aveva poi il tempo di fare il bunga bunga? Che non si sia trattato di un bunfa runfa?

Sono stravolto lo confesso, Bacco mi ha fatto visita portando 37 cl di bonarda e 5 di grappa (non sono abituato all’alcool), La7 è sul terrestre e la goliardia serale fa il resto.

Intanto Renzi, manco fosse un giovane mitragliatore padanio (il correttore dice che è sbagliato, padano dovrei dire, ma i cretini non hanno grammatica), le spara grosse. Non sa come difendere il puffo che appoggia. Quel poveraccio di Castelli (scartato alla leva del Terzo Reich, perché minorenne) cerca di correggerne gli sproloqui per non sacrificare così un giovane ben promettente, ma tanto quando cade il Re i cortigiani prima sprecano il fiato, poi cercano il salvagente. E adesso, Castelli, precisa che la TAV della Val Di Susa è per collegarci a Pechino. Peccato che vada dalla parte opposta. Rivendica anche che si sente minacciato dai sassi dei NO TAV. Basterebbe che cambiasse le armi di cui è dotato il suo esercito, con le fionde, i sassi o i limoni. Alla fine potrebbe anche avere ragione. Da martire. La Cina è ad ovest (basta fare un tunnel o un ponte, oceanico naturalmente).

Ma dai  ormai  è fatta, la massoneria ha deciso che è giunto il momemto di sbarazzarsi del re d’Ar(d)core. Penso che anche per cli lo Lega alla poltrona sia giunto il momento di cambiar carrozza e abbaiare altrove.

Per vincere, bisogna saper perdere?

Giorni fa Maria Rosaria, nel suo blog, s’indignava per la pubblicità dei giochi d’azzardo, legata alla maggiore età per approcciarvi. Questo post ci si ricollega, in quanto nasce da un commento mancato per cause legate al server word press. A quel punto volevo riscrivere il commento su un foglio word e poi incollarlo. E’ andata a finire così con questo post che nasce da un debito d’ispirazione con Maria Rosaria. (“Azzardo” è il collegamento per chi se lo fosse perso).

Stasera in TV, rete RAI canale 1, un nuovo gioco con in palio tante migliaia di euro, 500.000 per l’esattezza. Non ho capito bene di cosa si trattasse, ho visto un ragazzo (cavolo io a 26 anni mi sentivo adulto) soffiare contro delle pallime da ping pong colorate e, per il fatto di averle fatte incasellare in tre ferri da cavallo (uno dei simboli porta fortuna) del medesimo colore. Ha vinto 20 mila euro, e non palline come direbbe il buon senso. Quasi quanto il mio reddito annuo in € (in palline molti di più). Poi li ha rimessi in gioco e abbattendo una matita con delle biglie è arrivato a 50 mila (due anni e mezzo di lavoro). Intanto andava la pubblicità di prodotti per l’igiene dei bagni. Ho pensato a chi, stando dall’altra sponda del Mediterraneo, guardava lo stesso programma convincendosi che, se saliva su un barcone, sarebbe diventato ricco e non che avrebbe lucidato i bagni con i prodotti pubblicizzati. Semprechè fosse arrivato vivo a Lampedusa e potesse dimostrare di essere profugo e non clandestino. Ma lasciamo perdere, questa è un’altra storia.

Dicevo di questo ragazzo di 26 anni che alla fine ha accettato di vincere 50.000 € (pari a circa 5.000 canoni RAI): bello, giovane, palestrato e inoccupato dalla nascita, ma soprattutto conscio che la mia generazione di padri e madri ha fatto si che si costruissero palestre e campi da calcio, per farli crescere robusti sti ragazzi, sopperendo con la palestra a quella tempra che il lavoro fornisce al fisico. Tanto di lavoro stabile se ne trova tanto quanto le vincite a sei zeri delle lotterie.

Una volta si diceva che eravamo un paese di poeti, di Santi e di navigatori, oggi siamo un paese di non lottatori, in lotteria perenne. Al compimento del 18 anno, oltre che votare e prendere la patente si può scommettere. Si gioca su tutto, almeno da quel che vedo nelle strisce di gratta e vinci appese al bar dove vado a gustare un buon caffè. Il gestore ha messo un cartello che invita gli avventori a non grattare i biglietti sul banco di granito da poco rifatto. Si vede che la mania di grattare ha una marea di professionisti.

Non siamo però i primi della classe, gli inglesi ci battono, non per i banchi del bar, quanto per la fantasia. Scommettono persino sulla possibilità di processare il nostro premier. Quelli che han scommesso di no vincono poco, ma vincono. Confesso che un viaggetto a Londra lo farei volentieri, vincita garantita.

Tornando al nocciolo, parlavo di scommesse. Eh si, abbiamo lotterizzato una generazione. Dal bigliettto per la lotteria di Canzonissima, che ha monopolizzato il vincibile per cinque lustri, al gratta e vinci e scommesse varie, il salto è stato da record. Non c’è bar che non abbia la sua macchinetta mangia soldi con pere e mele disegnate. Notavo che sono in crescita anche i furti e le rapine a carico delle sale giochi. Che ci sia un legame?

Però, io che ficco il naso dappertutto, le sale giochi più grandi le ho viste in Spagna. E agli angoli di strada di Guadamar ci sono banchetti a cui la gente fa la fila per acquistare biglietti. Che sia un dato legato alla disoccupazione e cresca poporzionalmente?

Ovvio il gioco fa parte degli elementi caratteristici del genere umano, ma l’azzardo lo possediamo solo noi e non le altre specie. In alcuni casi, e sempre più spesso, diventa una vera e propria malattia. Lo Stato lo sa, difatti non c’è legge finanziaria che non preveda una nuova lotteria. Per la ricostruzione in Abruzzo fu partorito Win for life, e molti municipi sognano un casinò, per non esser da meno di Sanremo, Venezia o Monte Campione. Un giocatore ha sempre qualcosda perdere.

Ma in quanti sanno che il giocatore d’azzardo può esssere inabilitato sulla scorta di quanto affermato dall’art. 415 del Codice Civile che, stralciato, recita “....Possono anche essere inabilitati coloro che, per prodigalitàespongono sé e la loro famiglia a gravi pregiudizi economici… ” e io non posso non concludere che lo Stato, sollecitando alle scommesse i cittadini, punta apertamente sull’incapacità di percepire la realtà da parte dello scommettitore, riversando sulla famiglia il peso della situazione. Per una mia bisnonna fu facile far inabilitare il figlio, il gioco d’azzardo e le scommesse erano illegali. Oggi cosa accadrebbe non conoscendo il limite tollerato della prodigalità?

Mercati finanziari e usurai

Qual è la differenza tra i mercati finanziari e gli strozzini?

In questa fase speculativa, con alti e bassi di borsa che si riflettono sull’andamento della vita politica del paese (e viceversa), se ne son dette e sentite tante.

Vediamo di fare un po di chiarezza, almeno per me e per chi mi legge.

Scremando il tutto da ogni ideologia, si può affermare che un buon affare è tale quando è conveniente sia per chi vende quanto per chi acquista. In definitiva il prezzo è equo se c’è reciproca soddisfazione.

Se voglio acquistare un’automobile ho due possibilità, una è quella di aver messo da parte i soldi per comprarla, l’altra è quella di chiedere un prestito.

Nel momento in cui chiedo il prestito, chi mi finanzia vuole due cose. Una è la remunerazione del prestito (chiamata interesse) l’altra è la garanzia che io restituisca i soldi ricevuti. Pertanto se offro sufficienti garanzie il prestito mi viene concesso. L’interesse che dovrò pagare da cosa è determinato? Oltre che dal desiderio di guadagnare da parte del creditore, in maniera inconsapevole, lo stabilisco anch’io debitore. Sembra paradossale, ma se io fossi disposto a rinunciare all’auto nuova, gli interesse da pagare diminuirebbero, quantomeno per invogliarmi all’acquisto. Così se le mie garanzie non fossero sufficienti, gli interessi aumenterebbero. Poi se il mio creditore si rende conto che l’auto mi serve per lavoro, ovvero poter incrementare il mio reddito e la mia capacità di restituzione, anche senza le necessarie garanzie potrebbe concedermi il prestito, ma a un tasso maggiore.

E se l’acquisto dell’auto non incrementa le mie capacità di reddito, cosa succede? Succede che il rischio aumenta e gli interessi richiesti pure.

Ecco noi ci troviamo in questa situazione, per mantenere lo status attuale l’Italia ha bisogno di soldi, il mercato è disposto a darglieli. Ma a cosa servono quei soldi? Solo per il mantenimento del debito dentro limiti sopportabili. La chiamano manovra finanziaria correttiva di bilancio, tutto lascerebbe supporre che le scelte degli investimenti fossero state fatte in altra sede. Non è così, i nostri finanziatori lo sanno e allora chiedono più interessi. Una buona terapia suggerirebbe che di fronte ad un debito da saldare occorra incrementare gli investimenti.

E’ chiaro che il rifacimento del tetto di una casa, da parte di un qualsiasi cittadino, da si un incremento di PIL, ma è irrisorio. Quello che occorre sono i grandi investimenti, che mettono in circolo soldi e risorse.

Rifare 100 km di autostrada non è come tappare una buca, sviluppa un giro economico molto più grande dell’investimento stesso. Certo le autostrade ormai sono private, ma restano tutto un insieme di strutture e beni pubblici che potrebbero essere trampolino economico rivitalizzante.

Ecco quello che manca. Manca la crescita che nasce dallo sviluppo dell’esistente, dal suo miglioramento. Non so se chi siede in parlamento ha ben chiaro il quadro della situazione attuale. C’è un patrimonio storico edilizio in degrado, infrastrutture (ferrovie e autostrade) privatizzate, un valore sulla carta di beni demaniali (dalle ex caserme alle spiagge) che non si sa che fine faranno, una macchina elettiva (camera, senato, provincie, comuni) sgangherata, che andrebbe rottamata e invece viene continuamente lucidata e lubrificata, e nessun investimento che crei futuro. Una nazione che invecchia aggrappata al libretto pensionistico e i giovani che si vedono esclusi dal mondo del lavoro mentre i loro padri incanutiti, dopo quarantuno anni dovranno aspettare almeno altri tre mesi per conoscere il livello di mortalità e accedere alla pensione.

Ecco chi presterebbe soldi a una nazione senza futuro e aggrappata agli scogli in un mare in burrasca? Se i tagli non sono accompagnati dagli investimenti non ci sarà nulla da meravigliarsi se finiamo in mano agli strozzini. Il nostro cocchiere è cieco e ci porta verso un baratro, Dopo anni di escort, bunga bunga, leggi a personam e…. che cavolo non mi va di perder tempo ad elencarle tutte, ecco dove siamo.

Ahhh finalmente a casa…

trasparenze naturali

Si vede che i venti (anni) son soffiati via da un pezzo. Rapidità negli spostamenti e comodità correlate rendono piacevoli i viaggi, ma quando si torna a casa propria tutto ha un colore diverso, di bentornato. Oppure è il fatto che qualcosa quest’anno è mancato alla mia vacanza. E’ mancato il distacco completo dalle faccende di casa nostra.

Anche all’estero (se l’Istria si può considerare tale) mi arrivava l’eco delle contorsioni finanziarie del depauperatore governativo dopo la riapertura estiva delle Camere (semi deserte): fargli prendere aria non è servito a nulla. Era meglio se restava in ammollo, e le camere restavano chiuse e zitte, perchè in questi ultimi quindici giorni gli strilli estivi hanno fatto si che un tiepido agosto si surriscaldasse sul finale e settembre cominci al grido di una cavolata al giorno. Magari sperano che tolga il debito di torno.

Per fortuna non ci sono stati grandi incendi, gli alberi una volta tanto son salvi. Noi speriamo  si possa seguirli nel cammino di salvataggio, anche se la ripresa si preannuncia caliente e si rischia di finire come polli allo spiedo.

Di castronate ne ho, ne abbiamo, sentite tante. L’ultima è l’affermazione che le banche in questi anni hanno trattenuto le imposte sui conti correnti senza comunicare al fisco la provenienza. Pertanto ogni contribuente dovrebbe indicare nel proprio 730, cud, e mod. unico i conti correnti attivi.

Ma come? La mia banca mi ha chiesto in progress: la carta d’identità, il codice fiscale, la liberatoria sul trattamento dei dati personali, mi ha chiesto di stilare il mio profilo di rischio finanziario, ha azzerato gli interessi attivi e non ha comunicato nulla al Ministero delle Finanze? E allora i 34,00 € che annualmente, come qualsiasi correntista, verso di tasse all’istituto che in questo caso funge da sostituto d’imposta, dove vanno a finire? Possibile che il fisco intasca i soldi senza sapere da dove arrivano? Probabilmente c’è una falla nel sistema, falla che non conosciamo e che non vogliono confessarci. Posso solo pensare che i fondi neri non arrivano solo dai piccoli artigiani e commercianti.

Una domanda che altri non si sono posti e che io mi faccio è: quanti sono i c/c in Italia? Esagero se, tenuto conto delle banche e degli sportelli (compresi i 4.000 delle poste), dico che sono almeno 50.000.000? Moltiplicato 34 sono 1.700mld€ (fossero anche un decimo resterebbe una bella cifra). Possibile che se questi conti li fa Popof non riesca a farli chi è pagato per farli? O li hanno fatti e hanno trovato dei buchi?

Poi c’è da aggiungere che oltre alle banche ad esempio ci sono istituti su cui la Guardia di Finanza ha le mani legate, altro che paradisi fiscali, si chiamano società fiduciarie. Per saperne di più questo è il collegamento a wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_fiduciaria insomma è come dire che ci vogliono prendere per il bavero: in Italia oltre al segreto bancario esiste la possibilità di far perdere le tracce dei propri investimenti.