Per vincere, bisogna saper perdere?

Giorni fa Maria Rosaria, nel suo blog, s’indignava per la pubblicità dei giochi d’azzardo, legata alla maggiore età per approcciarvi. Questo post ci si ricollega, in quanto nasce da un commento mancato per cause legate al server word press. A quel punto volevo riscrivere il commento su un foglio word e poi incollarlo. E’ andata a finire così con questo post che nasce da un debito d’ispirazione con Maria Rosaria. (“Azzardo” è il collegamento per chi se lo fosse perso).

Stasera in TV, rete RAI canale 1, un nuovo gioco con in palio tante migliaia di euro, 500.000 per l’esattezza. Non ho capito bene di cosa si trattasse, ho visto un ragazzo (cavolo io a 26 anni mi sentivo adulto) soffiare contro delle pallime da ping pong colorate e, per il fatto di averle fatte incasellare in tre ferri da cavallo (uno dei simboli porta fortuna) del medesimo colore. Ha vinto 20 mila euro, e non palline come direbbe il buon senso. Quasi quanto il mio reddito annuo in € (in palline molti di più). Poi li ha rimessi in gioco e abbattendo una matita con delle biglie è arrivato a 50 mila (due anni e mezzo di lavoro). Intanto andava la pubblicità di prodotti per l’igiene dei bagni. Ho pensato a chi, stando dall’altra sponda del Mediterraneo, guardava lo stesso programma convincendosi che, se saliva su un barcone, sarebbe diventato ricco e non che avrebbe lucidato i bagni con i prodotti pubblicizzati. Semprechè fosse arrivato vivo a Lampedusa e potesse dimostrare di essere profugo e non clandestino. Ma lasciamo perdere, questa è un’altra storia.

Dicevo di questo ragazzo di 26 anni che alla fine ha accettato di vincere 50.000 € (pari a circa 5.000 canoni RAI): bello, giovane, palestrato e inoccupato dalla nascita, ma soprattutto conscio che la mia generazione di padri e madri ha fatto si che si costruissero palestre e campi da calcio, per farli crescere robusti sti ragazzi, sopperendo con la palestra a quella tempra che il lavoro fornisce al fisico. Tanto di lavoro stabile se ne trova tanto quanto le vincite a sei zeri delle lotterie.

Una volta si diceva che eravamo un paese di poeti, di Santi e di navigatori, oggi siamo un paese di non lottatori, in lotteria perenne. Al compimento del 18 anno, oltre che votare e prendere la patente si può scommettere. Si gioca su tutto, almeno da quel che vedo nelle strisce di gratta e vinci appese al bar dove vado a gustare un buon caffè. Il gestore ha messo un cartello che invita gli avventori a non grattare i biglietti sul banco di granito da poco rifatto. Si vede che la mania di grattare ha una marea di professionisti.

Non siamo però i primi della classe, gli inglesi ci battono, non per i banchi del bar, quanto per la fantasia. Scommettono persino sulla possibilità di processare il nostro premier. Quelli che han scommesso di no vincono poco, ma vincono. Confesso che un viaggetto a Londra lo farei volentieri, vincita garantita.

Tornando al nocciolo, parlavo di scommesse. Eh si, abbiamo lotterizzato una generazione. Dal bigliettto per la lotteria di Canzonissima, che ha monopolizzato il vincibile per cinque lustri, al gratta e vinci e scommesse varie, il salto è stato da record. Non c’è bar che non abbia la sua macchinetta mangia soldi con pere e mele disegnate. Notavo che sono in crescita anche i furti e le rapine a carico delle sale giochi. Che ci sia un legame?

Però, io che ficco il naso dappertutto, le sale giochi più grandi le ho viste in Spagna. E agli angoli di strada di Guadamar ci sono banchetti a cui la gente fa la fila per acquistare biglietti. Che sia un dato legato alla disoccupazione e cresca poporzionalmente?

Ovvio il gioco fa parte degli elementi caratteristici del genere umano, ma l’azzardo lo possediamo solo noi e non le altre specie. In alcuni casi, e sempre più spesso, diventa una vera e propria malattia. Lo Stato lo sa, difatti non c’è legge finanziaria che non preveda una nuova lotteria. Per la ricostruzione in Abruzzo fu partorito Win for life, e molti municipi sognano un casinò, per non esser da meno di Sanremo, Venezia o Monte Campione. Un giocatore ha sempre qualcosda perdere.

Ma in quanti sanno che il giocatore d’azzardo può esssere inabilitato sulla scorta di quanto affermato dall’art. 415 del Codice Civile che, stralciato, recita “....Possono anche essere inabilitati coloro che, per prodigalitàespongono sé e la loro famiglia a gravi pregiudizi economici… ” e io non posso non concludere che lo Stato, sollecitando alle scommesse i cittadini, punta apertamente sull’incapacità di percepire la realtà da parte dello scommettitore, riversando sulla famiglia il peso della situazione. Per una mia bisnonna fu facile far inabilitare il figlio, il gioco d’azzardo e le scommesse erano illegali. Oggi cosa accadrebbe non conoscendo il limite tollerato della prodigalità?

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18 risposte a Per vincere, bisogna saper perdere?

  1. Patrizia M. ha detto:

    A volte mi viene il sospetto che facciano vedere vincite farlocche, fasulle, per invogliare la gente a puntare più soldi, a giocare più spesso. E poi quelle parole assurde che mettono alla fine delle pubblicità “GIOCA CON MODERAZIONE”…. che rabbia mi fanno venire…. quando si sa benissimo che ci sono persone che non sanno usarla la moderazione, perché ci si buttano anima e corpo nel gioco con la speranza di risolvere i loro problemi tutto in un botto e invece si rovinano la vita, trascinando con loro anche le famiglie. Concordo pienamente con quanto hai scritto in chiusura di questo tuo post.
    Ciao, Patrizia

    • popof1955 ha detto:

      Il fatto è che chi gioca alla fine non pensa a risolvere i suoi problemi, ma solo il suo problema. Il mondo è come se si fermasse, tra una pallina e l’altra o una carta e la mano successiva il mondo si smaterializza, Diventa come una droga a cui bisogna fare ricorso per sentirsi normali.

  2. luciabaciocchi ha detto:

    Paolo, fortunatamente non hai più trovato il commento al post di Marirò, così sei stato motivato a scriverne uno nuovo. Non ho visto questo gioco, proposto vergognosamente dalla RAI, ma tu me lo insegni, si propone sempre quello che fa ascolto e guadagnare di più, la questione morale non è più contemplata. Hai ragione quando dici che chi guarda la nostra tv, dalle sponde del Mediteraneo pensa all’Italia come ad un Eldorado, ma quello che trovo più preoccupante che giovani, disoccupati, madri di famiglia, pensionati affidano al gioco spicciolo e quotidiano il loro futuro, vedendo in esso l’unica possibilità per assicurarsi un futuro decente.

    • popof1955 ha detto:

      Ti ricordi Lucia di quando la RAI sorteggiava tra i “vecchi e i nuovi abbonati” non so che cosa, ora non più, la sera gli anziani si vedono porre quiz stupidi e con una telefonata, del costo di 1,00 € possono partecipare al gioco dell’Eredità indovinando risposte facili facili e che a mio parere è tutto incentrato su questo far cassa che va dalle 18,50 alle 20,00 tutti i giorni intervallato dalla pubblicità. Ma sai in quanti milioni telefonano? Il bello è che poi questi anziani non lo dicono ai figli che gli è arrivata la bolletta a tre zeri, se ne vergognano e magari il giorno dopo passano a giocare al lotto per rifarsi, e per pranzo si accontentano solo del primo piatto per risparmiare .

  3. Shunrei ha detto:

    I “giochi a premi televisivi” dell’ultima generazione sono (scusate il francesismo) un’emerita minchiata. I concorrenti arrivano all’ultima prova (spesso roba d’alta cultura/capacità come quelle che hai descritto nel post) con un montepremi di millemilaeuro, poi se gli va bene… ne portano a casa 1000-2000. Forse però ho capito: le prove iniziali sono una presa in giro al buon senso… quella finale chiude la puntata con una presa in giro al concorrente.

    Nell’ultimo anno nella mia città (50000 abitanti, mica una metropoli) hanno aperto almeno due sale esclusivamente dedicate alle macchinette mangiasoldi e altre pocherie del genere: una ha sostituito un’ottima gelateria vicino a casa mia, l’altra uno storico concessionario d’auto.
    La seconda vanta una “sala fumatori” da 250 posti (se non son 300).
    E, a differenza di tanti esercizi commerciali “seri” che “esplodono” come bolle di sapone, sembrano non sentir proprio la crisi (insomma: i soldi per una pizza non ci sono, ma per farseli mangiare da una slot machine o grattarli via su un cartoncino sì).
    Io mi chiedo solo: ma dove dannazione stiamo andando a finire????

    • popof1955 ha detto:

      Vedi una delle intuizioni forti del nostro sistema economico è stata quella di rendere produttivo il tempo libero. Le sale da gioco sono uno di questi mezzi che utilizzano l’ozio altrui come affare economico. Ecco una delle direzioni in cui stiamo andando.

  4. ili6 ha detto:

    Siamo esseri fragili e deboli, caro Paolo, sempre più deboli viste le incertezze future e su questo “giocano” i potenti.
    L’indignazione che ho espresso nel post che hai citato (grazie!!) è derivata dal fatto che quel video ammaliante è indirizzato ai giovanissimi da un mittente, lo Stato(!!) che invece dovrebbe difendere i suoi cittadini, specie i più deboli, verso il gioco d’azzardo illegale e non e l’illusorietà in genere. E invece lo Stato si fa promotore dell’azzardo, ammantandolo di legalità. E tutto per un tornaconto economico. Spot, pubblicità, e come giustamente aggiungi tu, programmi televisivi con vincite in danaro, lotterie, concessioni facili facili di locali di scommesse,ecc…
    L’essere umano ha sempre avuto bisogno di sognare; una cosa è sognare un amore, una carriera luminosa, una casa bella e confortevole, una conquista, una scoperta, impegnandosi nel perseguire tale meta con studio e fattività, un’altra è sognare di diventare ricchi e nullafacenti con una grattata. A questo sogno ci stanno conducendo? E’ avvilente ed è anche sempre più difficile per un genitore difendersi e difendere quando di contro ha uno Stato che lancia campagne di massificazione e di disvalore che possono portare dritte dritte le famiglie alla rovina.
    Ma la speranza resta sempre quella…non t’azzardare!…gridato forte e chiaro da qualcuno che ancora ha del sale in zucca e la forza autorevole per farlo.

    • popof1955 ha detto:

      Vista la strada presa non credo che nel prossimo futuro ci possa essere qualcuno che dica “da domani basta scommesse e tutti a lavorare”. La lobby delle case di scommesse è molto forte. Se ci fosse uno sciopero del superenalotto molta gente salterebbe sulle poltrone, Lo Stato che incassa la sua grossa fetta di guadagni è vergognosamente complice, e poi spacciano tutto questo per libertà. Libertà di farsi schiavizzare,
      Cascare nel tranello del vizio del gioco è la cosa più facile di questo mondo, il recitare, come in quello e in altri spot pubblicitari, l’invito ad un gioco responsabile è un’ipocrisia di Stato, come quella che fa scrivere sui pacchetti delle sigarette “nuoce gravemente la salute”, e la multa è prevista solo se si acquistano tabacchi senza pagar le tasse, allo stesso modo il gioco d’azzardo è condannato solo se clandestino.

  5. ombradiunsorriso ha detto:

    In un mio post, abbastanza recente, ho paragonato il gioco, tanto pubblicizzato in televisione, ed intendo tutti i tipi di gioco, dal lotto al gratta e vinci al poker on line alle lotterie di stato, ad una tassa occulta, cui molti si sottopongono più o meno scientemente…
    Il bello è che molto spesso è lo stato a fare da biscazziere! e poi si scarica la coscienza con la scritta, minuscola. gioca responsabilmente!
    Loredana

  6. popof1955 ha detto:

    Come tassa non è molto occulta, nella manovra finanziaria vi è dedicato proprio una voce apposita.
    Mada il link del tuo post, una rete si costruisce anche così- 🙂

  7. sonoqui ha detto:

    Non ci sono santi in paradiso (non c’è neanche il paradiso)
    Il popolo questo lo sa, e allora … tutti a giocare con la speranza che rimane solo speranza
    Lo stato… ringrazia.
    Buon week end
    Gina

    • popof1955 ha detto:

      ma bene o male ci si spera e allora qualche monetina ogni tanto la si butta, ma è quando diventa malessere sociale palesato di legittimità, che diventa preoccupante. Ciao.

  8. mariella1953 ha detto:

    ciao
    lo Stato sfrutta l’ingenuità di alcune persone che pensano di poter porre rimedio ai loro problemi economici con qualche tiro fortunato o con l’uscita di qualche terno…….nel bar dove vado solitamente le macchinette sono quasi sempre occupate e la proprietaria mi ha detto che sono direttamente collegate all’agenzia delle entrate e quando sono spente ricevono telefonate per chiederne il motivo……….questo dice quanto lo Stato guadagni da questi giochi e cerchi in tutti i modi di invogliare le persone al gioco ignorando tranquillamente l’articolo della Costituzione che hai citato

    • popof1955 ha detto:

      Non penso che uno giochi solo per rimedio economico, è un malessere fatto di solitudine.L’articolo di legge che ho citato fa parte del Codice Civile, ha lo scopo di tutelare i beni familiari da improvvide avventure. In una situazione normale ci si aspetterebbe che le famiglie venissero tranquillizzate ricordandogli che la legge può dare aiuto, invece si assiste a pubblicità come quelle citate sia nel mio post quanto in quelli con cui ho messo un collegamento.

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