Da Luigi XVI ai giorni nostri

REGGIA DI VERSAILLES (IMMAGINE WIKIPEDIA)

Se avessero chiesto al popolo francese, il 13 luglio del 1789, se era disposto a far sacrifici per mantenere in vita il potere del Re  e dei suoi cortigiani, cosa avrebbe risposto il popolo francese?

L’esito lo conosciamo. Il 14 luglio la sedicesima dinastia luigina conobbe la donzella scozzese. Resta il dubbio sulla capacità dei francesi di contare sino a 20.

Oggi riviviamo una situazione simile a quell’estate del 1794 a Parigi. Il nostro sovrano/repubblicano trasportando la nazione verso un baratro senza fine, deve mettere fuori il cartello “saldi di fine stagione”?

Robespierre scrisse i Cahiers de lonéaces, anche noi scriviamo le nostre lamentele. In attesa di trasformarsi in sassi. Regina Coeli non è la Bastiglia, e noi siamo figli del “chi è senza colpa scagli la prima pietra”.

Anch’io ho avuto due Escort! Una 1300 cc e una 1800 cc Ghia, produzione Ford, una si inceppava a freddo, l’altra correva troppo e portava a casa multe fotografate, sempre di fondo schiena naturalmente.

Eppure oggi nonno Silvio mi fa pena. Sembra che un potere massone gli si sia scagliato contro. Deve aver sbagliato in qualcosa. Ha fatto più telefonate di quelle che riceve un addetto di call center in un anno. Effetto della precarietà del ruolo. Ma  sto pover’uomo  quando aveva poi il tempo di fare il bunga bunga? Che non si sia trattato di un bunfa runfa?

Sono stravolto lo confesso, Bacco mi ha fatto visita portando 37 cl di bonarda e 5 di grappa (non sono abituato all’alcool), La7 è sul terrestre e la goliardia serale fa il resto.

Intanto Renzi, manco fosse un giovane mitragliatore padanio (il correttore dice che è sbagliato, padano dovrei dire, ma i cretini non hanno grammatica), le spara grosse. Non sa come difendere il puffo che appoggia. Quel poveraccio di Castelli (scartato alla leva del Terzo Reich, perché minorenne) cerca di correggerne gli sproloqui per non sacrificare così un giovane ben promettente, ma tanto quando cade il Re i cortigiani prima sprecano il fiato, poi cercano il salvagente. E adesso, Castelli, precisa che la TAV della Val Di Susa è per collegarci a Pechino. Peccato che vada dalla parte opposta. Rivendica anche che si sente minacciato dai sassi dei NO TAV. Basterebbe che cambiasse le armi di cui è dotato il suo esercito, con le fionde, i sassi o i limoni. Alla fine potrebbe anche avere ragione. Da martire. La Cina è ad ovest (basta fare un tunnel o un ponte, oceanico naturalmente).

Ma dai  ormai  è fatta, la massoneria ha deciso che è giunto il momemto di sbarazzarsi del re d’Ar(d)core. Penso che anche per cli lo Lega alla poltrona sia giunto il momento di cambiar carrozza e abbaiare altrove.

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Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
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12 risposte a Da Luigi XVI ai giorni nostri

  1. ombradiunsorriso ha detto:

    Sono sincera, non ho capito le date…Luigi XVI fu ghigliottinato nel gennaio 1793, la presa della Bastiglia è del 14 luglio 1789 (per quello che ricordo)…
    e poi vabbè che la Cina è ad ovest (anche se parliamo sempre di Estremo oriente, in quanto partiamo dal meridiano di Greenwich), ma volendo andare verso ovest di mezzo non ci sarebbe quel piccolo continente che è l’America? (buscar il levante per il ponente, mi sembra abbia detto Cristoforo Colombo, allora non ancora testimonial della TIM…)?
    🙂
    Loredana

  2. ili6 ha detto:

    Vuoi vedere che, confusi come sono, geograficamente e non, il ponte lo faranno verso sud?
    e se arrivassero prima i cinesi? madooooo…i latrati li sentirei anche da quaggiù. Ah, che goduria per le orecchie che sarebbe!!

  3. mariella ha detto:

    :D. Hai dimenticato le gaffe clamorose di Castelli, al progemma di La7 PiazzaPulita ha detto: “«Io facevo l’ingegnere, guadagnavo abbastanza bene, ho rinunciato alla mia paga di ingegnere per fare il politico, e mi fa piacere, ma oggi sono povero, ho pochissimi soldi», Sono rimasta “basita”.. che faccia tosta! «Mi scusi, quanto guadagna all’anno?», gli chiede Formigli il conduttore del programma. «Ho dichiarato 145mila euro». «Allora non è povero, insomma…è un ottimo stipendio», sorride il conduttore, ma Castelli fa marcia indietro: «Sono povero nel senso marxiano del termine, e cioè vivo solo del mio lavoro. Non ho accumulato ricchezze, non ho ville miliardarie non ho Ferrari. In questo senso». Ma come non provano vergogna di fare certe affermazioni! Non sapevo se ridere o piangere.. Lui e l’altro ingordo di Rotondi, si possono dare la mano per quanto sono “avidi” e cafoni.. E’ notizia di oggi che l’avvocato personale di Mr B., Longhi, e Rotondi sono stati nominati da alcuni della ndragheda che hanno avuto dei contatti con loro.. ma ovviamente essi negano il tutto.. Ah che parlamento “della maggioranza” pieno di “delinquenti” ha la povera Italia! Il Re Sole e i suoi cortigiani fatti della stessa “marcia” pasta! Ma la “ghigliottina” è quello che spetterà a loro.. questione di tempo..

    • popof1955 ha detto:

      L’interpretazione marxiana di Castelli l’ho vista oggi su Youtube, speravo di trovare l’altra, quella sulla TAV.
      Quanto agli avvocati, son come i medici, solo se viene meno il rapporto di fiducia possono rimettere l’incarico. 🙂

  4. luciabaciocchi ha detto:

    Paolo rientro ora e trovo questo post, mi è piaciuto il tuo percorso a ritroso nel tempo, è proprio il caso di dire corsi e ricorsi della storia…Mi complimento con te per le tue arti amatorie, confessare pubblicamente di aver avuto due (pochine) escort è un atto di coraggio!! Un saluto : -)

  5. A proposito di La7, qualche giorno fa Geppi Gucciari ha fatto una battuta che mi ha fatto ribaltare dal divano…”La domanda più importante a cui Berlusconi dovrebbe rispondere è: Ma quale contratto telefonico ha che gli permette di fare 100.000 telefonate all’anno col cellulare?”

    Va beh, tornando un minimo seri, penso anch’io che ormai si respiri aria di Rivoluzione… in mezzo al puzzo di m****.

    E’ sempre un piacere leggerti, anche sotto l’effetto dell’alcol… ahah 😀

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