Fiscalità, libero mercato … e il figliol prodigo (pensando ai condoni)

residui o resti?

In che modo sono stabilite le imposte sui redditi, sui beni mobili (titoli e azioni) e immobili (case)?

Immaginiamo una famiglia, magari di tipo patriarcale (ma soprattutto matriarcale, nascostamente più diffuso), in cui tutti i suoi componenti mettono a disposizione del gruppo i propri guadagni. Per mantenere l’aggregazione, chi gestisce la cassa deve fare in modo che ogni componente abbia a disposizione una somma sufficiente alla soddisfazione dei propri bisogni, fermo restando che una quota serve per il mantenimento della casa  e una parte per gli accantonamenti necessari a fronteggiare le spese straordinarie.

Come determinare in maniera equa il contributo che ogni membro della famiglia deve dare? Una cifra uguale per tutti? Se il reddito fosse uguale per ogni componente potrebbe essere un sistema ecquo. Ma se Andrea guadagna 1.000 € al mese, Bartolo 9.00, Camilla 1.500, la mamma 850 € e il papà 1.200 €, le cose si complicano. Il buon senso del capo famiglia potrebbe portare a decidere per un contributo proporzionale alle entrate di ogni componente, magari fissando un minimo di 200 € per chi guadagna sino a 900 € e poi il 30% per la parte eccedente. Quella che pagherebbe più di tutti sarebbe Camilla che verserebbe 430 €. In totale per le spese vive la cifra mensile a disposizione sarebbe di 1.300 €. Supponiamo che per 48 pasti mensili e 30 colazioni dei 5 componenti, a cui aggiungo una bolletta al mese, tra cui l’ICI (presto sostituita dalla patrimoniale), potrebbero bastare  per avere un avanzo di cassa di 100 € mensili.

Fatto salvo questo principio è evidente che chi non si trova d’accordo con il sistema adottato ha almeno due possibilità: nascondere una parte delle proprie entrate o uscire dal gruppo familiare. Il primo comportamento lo giudichiamo certamente scorretto, il secondo lo accettiamo. Così il membro che si allontana, diciamo Camilla, che è quella che ha un reddito individuale più alto, va a vivere per fatti propri, magari dividerà un monolocale da 600 € al mese comprese le spese, con un’amica e contribuirà solo per il 50% alle spese di affitto, pari a 300 €.  Così risparmia 130 € sul contributo familiare, ha una maggior cifra a disposizione e si sente appagata.

Possiamo concludere che è una legge del libero mercato  decidere dove andare a spendere i propri soldi? Però la famiglia di cui faceva inizialmente parte non ha più 1.300 € a disposizione ma 870 €, e se la media disponibile pro capite era di 260 €, ora è di  217,50 facile concludere che se si rompe la lavatrice non rimane che alzare l’importo da lasciare in casa o ricorrere a un prestito.

Intanto Camilla continua a vivere nel suo paradiso economico, e il suo risparmio lo mette in un deposito bancario che frutta interessi. Guarda caso la famiglia d’origine decide di chiedere un prestito alla banca dove Camilla ha il conto. Risultato indiretto, la famiglia d’origine paga degli interessi a Camilla.

A  un certo punto la famiglia d’origine si rivolge direttamente a Camilla, e le dice “se torni con noi abbassiamo la quota con cui devi contribuire”.

Camilla accetta, torna a casa e versa 300 € al mese. 

Da li a qualche mese si scopre che Camilla ha bisogno di cure mediche, e la famiglia le si stringe attorno aiutandola, ma i soldi non bastano e Camilla allora confessa di avere un conto cospicuo in banca.

Il seguito lo lascio immaginare a chi ha letto sin qui.

Annunci

Informazioni su popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
Questa voce è stata pubblicata in pensieri spaiati. Contrassegna il permalink.

12 risposte a Fiscalità, libero mercato … e il figliol prodigo (pensando ai condoni)

  1. luciabaciocchi ha detto:

    Questa nuova lezione di economia mi piace molto, hai riportato qui la situazione della famiglia media italiana, che con difficoltà sbarca il lunario. Giusto che Camilla vada a vivere da sola, ma ecco che arrivano i problemi, la famiglia d’ origine si trova in difficoltà senza il suo contributo, quindi conviene abbassare i prezzi, come fanno tutte le piccole industrie, magari non guadagnando nulla. Anche Camilla ha bisogno dell’aiuto della sua famiglia in un momento difficile, deve però mettere mano al suo TESORETTO, perchè vige il principio che chi più ha più deve mettere… Ecco questo potrebbe essere un esempio per il nostro Governo!!
    Paolo spero di aver ben capito, un saluto 🙂

    • popof1955 ha detto:

      Purtroppo non so se sono completamente d’accordo io con il mio ragionamento, in quanto è paternalisticamente fuorviante, poichè Camilla si comporta come chi porta i soldi all’estero, ritorna nella famiglia d’origine e solo quando ha bisogno di cure rivela che ha dei soldi da parte, ma se non avesse avuto la necessità di cure particolari il comportamento sarebbe stato quello di chi ha fruito del condono fiscale tombale, come nel 2002. Vale a dire che mentre tu, io e tutti quelli che hanno un reddito dichiarato, paghiamo il nostro 23-27% (oltre le previdenziali per chi lavora. e l’IVA su quello che si acquista), quelli del condono del 2002 han pagato solo il 5% e non su tutto il malloppo ma solo la prima rata, una possibilità data dal decreto del gran ciambellano. E ora si vorrebbe proporre un alto condono, dal 1900 a oggi sono stati 58, non sono forse troppi?

  2. pierperrone ha detto:

    Sei stato perfido, altro che contorto!
    La legge della disuguaglianza reale hai descritto, quella che si nasconde sotto la legge del libero mercato.
    Giusta legge, almeno fin quando non se ne studi una migliore, ma migliore nella pratica, perche quelle migliori nella teoria hanno fallito.
    Penso a quella del Cristo, che lo sai, no, come è finito, quel caspellone socialista! e quella del comunismo. Pure quella, lo sai, vero, come è finita?

    Resta Rouseau, con il suo: “la proprietà è un furto”. Ma ancora non è stata applicata davvero.
    ma lo sai, si, che con quella legge lì, quella di Rousseau, alla fine il tuo dilemma sarebbe stato risolto?
    Tutti sotto la ghigliottina! Ladri da punire, presi con le mani nel sacco dei loro rispettivi gruzzoletti!

    Con questo non voglio giustificare il libero mercato.
    Nella sua applicazione attuale, il mercatismo, di libero non c’è più niente.
    I principi di uguaglianza che sottintendono la legge del mercato (uguali informazioni, uguali possibilità di accesso) sono stati soppressi … a cominciare dalle frontiere e dai dazi doganali. Ed anche il libero scambio libero non lo è affatto, perchè lieri ed uguali non sono affatto … gli scambisti americani con quelli del Senegal, per esempio…

    Ma credo che un sistema, ad oggi, più concretamente migliore ancora non l’abbiano inventato.
    No?

    Piero

    • popof1955 ha detto:

      Giorni fa sentivo il ragionamento di uno che asseriva che un regime di libero mercato deve consentire di scegliere dove depositare i propri soldi approfittando della concorrenza fiscale degli stati, e che i condoni sono una cosa necessaria per far si che i soldi guadagnati illecitamente e portati all’estero possano rientrare e concorrere al gettito fiscale.

  3. ili6 ha detto:

    intanto speriamo che Camilla riesca comunque a cavarsela dai problemi di salute.
    Il condono è un premio per chi ha violato le leggi e i figli prodighi che tornano assicurano sì un gettito immediato ma quanti soldi ci vogliono per farli tornare? Mi pare di aver letto che le manovre di condono non costano per nulla poco. E inoltre…sti figli che tornano perchè in difficoltà (di salute, Camilla- di legalità, i condonati) diventano da esempio per futuri illegali che poi potranno tornare su un vassoio d’argento. E noi? Noi intanto paghiamo e poi serviamo chi deciderà di tornare.
    Ma 58 condoni in un secolo…visto che di dritto o di rovescio un pò tutti siamo stati condonati (io ho condonato una verandina nella casetta del bosco)..ci sarà ancora da condonare qualcuno che avrà coscienza di essere condonato? Perchè ci son figli che, anche se si dovessero ammalare, preferiranno sempre farsi curare nelle cliniche specializzate estere pur di non tornare in famiglia a farsi spennare.

    • popof1955 ha detto:

      Di soldi portati all’estero senza pagare il dovuto pare ce ne siano parecchi. Il 14 agosto 2009 il Sole 24 ore scriveva ” Attilio Befera (un direttore dell’Agenzia delle Entrate), ha anche spiegato, in un’intervista al «Tg1» che sono più di 170mila i soggetti a rischio di indagini fiscali perché al momento sospettati di avere omesso il quadro RW, relativo alle attività all’estero. E la lista dei 170mila non è l’unica: ci sono quelle relative ai residenti nei paradisi fiscali, di cui un primo elenco di 30mila soggetti ad alto rischio è stato inviato nel mese di luglio agli uffici.”
      Probabilmente il numero e le cifre sono talmente alti che non è possibile inseguirli tutti, ma se io o te sbagliamo qualcosa ecco che arriva la notifica di Equitalia.

  4. gabriarte ha detto:

    non sò molto di economia ma sò che in una famiglia un padre deve essere anche severo per poter dare un esempio da seguire agli altri a volte occorre separarsi da chi vuole fare il furbo in questo modo insegna ad entrambi che tutti devono assogettarsi a delle regole .Ma se il padre è debole o è il primo a fregare la famiglia tutti si comporteranno di conseguenza i più deboli saranno i primi a soccombere, la famiglia non sarà più tale e ci sarà sempre il più furbo che schiaccerà l’altro. In questo paese sono mancate delle regole e molti hanno fatto i furbi ed è giusto che nel momento della necessità questi furbi paghino ciao

  5. mizaar ha detto:

    be’ per il momento pare che si rimandi, ma bankitalia ha suggerito il ritorno dell’ici prodigo, si sono ricordati che 40.000 ragazzi han chiesto di partecipare alla preselezione per entrare nella benemerita, e svariati altri concorsi. e perchè non far pagare loro – e alle loro famiglie- il bollo d’antan? proprio ieri ho avuto un momento di ricordo della vecchia e ” cara ” carta bollata. ed ecco che quelli mi han letto nel pensiero. se tu calcoli in media a quanti concorsi una persona partecipa nella sua vita, il bottino è presto fatto. ma il signor b. non mette le mani nelle tasche degli italiani, no no, solo nel portafogli!

    • popof1955 ha detto:

      il guaio è che l’ICI è stata sostituita eliminando alcune detrazioni e deduzioni, i soldi anziè andare ai comuni direttamente passano dal tesoro, e verrà alla fine reintrodotta come imposta aggiuntiva. Non male.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...