Gardaland: Senti quante campane suonano

Il 26 di gennaio di quest’anno, lo spettacolo/denuncia di Paolini, nella giornata della memoria, mi scosse non poco, un pezzo di storia che i libri di scuola ci raccontano male, perchè non scendono nella realtà del tempo. Allora come oggi, dal racconto al vissuto dei piccoli fatti quotidiani, tornano i brividi. Perchè sento un razzismo strisciante, rivolto verso  l’uomo diverso, perchè più debole e indifeso. E’ una battaglia che mi sento di appoggiare in pieno,   attraverso quest’iniziativa in cui ogni blogger inserisce la parola Gardaland nel titolo dell’articolo in modo da essere sempre più visibili nei motori di ricerca in questa lotta impari tra dignità e potere, che no sempre è quello delle poltrone o delle mostrine di una divisa, ma anche quello di decidere se su una giostra ci puoi salire o no se hai gli occhi a mandorla.

E’ al via l’iniziativa di discriminazione al contrario: se Gardaland non accetta le persone con sindrome di Down, noi blogger non accettiamo Gardaland. E spero lo facciano più persone; in particolare penso a tutti coloro che sono la fonte primaria dell’esistenza di un parco di divertimenti, i genitori e i bambini, inconsapevoli alimentatori di una ” mostruosità “! Agli amici frequentatori di questo blog la preghiera di diffondere il messaggio con l’accortezza, se fosse possibile, di utilizzare lo stesso titolo, per i post che verranno scritti dopo di questo. Il motivo è semplice: bisogna fare in modo che l’iniziativa compaia sulle prime pagine dei motori di ricerca. Essere sulla quindicesima, significa non avere visibilità. Buona scrittura e aggiungete man mano i link di coloro che aderiscono!

Blogger che hanno aderito all’iniziativa:

Autore: Paolo Popof

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

40 pensieri riguardo “Gardaland: Senti quante campane suonano”

    1. Ciao Lucia, se vuoi puoi copiare il post e pubblicarlo anche sul tuo blog aggiungendo il tuo link in calce e personalizzando il cappello. L’obiettivo è quello spiegato nel post, avere visibilità sui motori di ricerca per non combattere ad armi impari.

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    1. Grazie di cosa? Anzi sull’argomento occorrerebbe scrivere di più per sensibilizzare l’opinione pubblica a un disagio reale che va crescendo, perchè si comincia sempre con l’impedire qualcosa ai più deboli e facilmente individuabili.

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  1. Grazie da parte di tutti noi. Facendo parte del CoorDown ed avendo deciso di votare in assemblea per dar via libera alla procedura legale, sono limitata nell’esprimere cosa realmente penso, ma decisi di pubblicare sul mio blog la notizia proprio per i motivi sopra esposti. Come scrivo nell’ultimo post:
    Non è possibile permettere che queste vicende perseverino fino alla conclusione della procedura legale, tra l’altro non ancora avviata. Crediamo sia intollerabile e insostenibile una continua umiliazione che lede la dignità dei nostri figli, senza poi considerare la mortificazione di genitori che devono sopportare e motivare tali discriminazioni.

    Una voce sussurra, un coro unanime può divenire assordante…

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