La lepre dei Nebrodi (alias Antonino Lollo)

Quando ho visto l’articolo quasi non ci credevo, il ragazzo si fa strada, si sente che l’amore che gli ha sconvolto la vita, è sempre più profondo, lo tiene agganciato a un esile sellino e a due pedali che girano al ritmo delle sue gambe con una forza grande come l’amore “che strappa i capelli”.

Quello nella foto è un mio nipote.  Qualche anno fa, quand’era ancora imberbe, mi chiese se gli inviavo la bici da corsa che ormai tenevo in garage per evitar la ruggine. C’ero affezionato, non valeva un gran che, e sapevo come sarebbe finita. “Dai zio, spediscimela”. Da quando s’era reso conto che l’avevo appesa al chiodo, quasi m’implorava. Son passati sette anni da quando smontate le ruote, il manubrio e quanto potevo concentrare in un pacco di un metro cubo, gliela spedii tra le imprecazioni di un addetto dell’ufficio spedizioni, che in un modo o nell’altro riuscì a far passare quel pacco eccentrico dalla porta di sicurezza dell’Ufficio Postale.

Seguirono due o tre telefonate. “Si l’ho spedita, ma guarda che non va bene per correre, anche se non dovesse arrivare non è una gran perdita, è vecchia e non è a tua misura”. Niente da fare, ogni giorno telefonava per sapere se avevo notizie. Neanche fossi stato l’angelo custode della due ruote. Poi arrivò a destinazione e fu tragedia. Non era come la ricordava, il ricordo deforma e il tempo fa il resto, l’unica cosa buona erano i cerchioni in alluminio. Il sogno sembrava infrangersi contro la cruda realtà. A quel punto capisce che deve metter mano al salvadanaio, raccogliere il resto dei soldi necessari per compare una bici degna del nome. Pervicace com’è ci riesce,  realizza il suo desiderio di maritare la fatica del ciclismo con la voglia di ottenere dei risultati.

I suoi cassetti a quel tempo erano pieni di ritagli di giornali, e chissà se nella sua giovane fantasia i pensieri segnati dalle pedalate sognavano il Tour, la Vuelta o il Giro. Tanta fatica, macinata in centinaia di km giornalieri su e giù per le gole irte dei Nebrodi. Poi la decisione di partire e realizzare il sogno che dovrebbe sfociare nel professionismo. Ma è gavetta. Chi corre a 17 anni nelle squadre ciclistiche, nei luoghi dove lo sport gode di sponsorizzazioni, ha alle spalle quasi 10 anni di corse e le società conoscono i propri pupilli. Lui è un perfetto sconosciuto, ha percorso i Nebrodi in salita e senza una squadra, è più dura della pedalata in pianura. S’impegna, riesce ad inserirsi in un gruppo prestando la sua opera alla squadra per cui corre.

Ora comincia a impiumare le ali. Il resto della storia è  sotto questo link, so che non è finita,  è solo l’inizio, a vent’anni si ha la vita davanti e anche se c’è la pausa invernale,  la primavera si fa sentire per la lepre che correrà davanti ai cani. E’ risaputo, le passioni vanno coltivate e conquistate, ogni arrivo alla fine resta dietro le spalle. Davanti c’è sempre un nuovo traguardo.

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18 risposte a La lepre dei Nebrodi (alias Antonino Lollo)

  1. ili6 ha detto:

    e restiamo tutti in attesa di tifare per la lepre dei Nebrodi.
    Ho seguito il link e dentro ho letto tanta passione e determinazione: strade in salita, ma strade che potranno portare lontano. Forza Antonio! Galeotta fu la bici dello zio.
    🙂

  2. in fondo al cuore ha detto:

    Ci vuole tanta passione e tanti sacrifici, ma la passione per uno sport è un vero toccasana per un ragazzo, sia per il fisico ma soprattutto per la mente. Un grosso in bocca al lupo a tuo nipote, aspettiamo di avere gli aggionamenti!

    • antonino lollo ha detto:

      ok vi aggiornero’ per adesso sono in sicilia e tra non molto iniziero’ la preparazione invernale grazie di tutto per arrivare fin qui ce ne voluta e ho sputato sangue scusa la frase un po volgare ma secondo me le fatiche e i sacrifici nn si nascondono e bisogna sempre vedere gli errori che si fanno e nn sbagliare piu specie in questo sport

  3. Patrizia M. ha detto:

    Bellissimo leggere quanta passione e costanza ha avuto tuo nipote per questo sport, come non si sia demoralizzato per la fatica e per i primi passi fatti nel mondo delle squadre. Ho letto anche l’articolo a cui porta il link, molto bello ed entusiasmante.
    In bocca al lupo Antonino, vai così, sei forte
    Ciao, Pat

    • antonino lollo ha detto:

      grazie mille…….. per arrivarci ho passato tante strade e tanti sacrifici e deciso di usare il bivio lungo anche s ci mettevo un po ma qualke risultato arrivera’ ……….grazie a presto ciaoo…

  4. antonino lollo ha detto:

    grazie di cuore a tutti e in particolare al mio caro zio che anche se ci si sente poco mi da una grinta bestiale per andare avanti insieme naturalmente alla mi mamma e al mi babbo grazie anche se non ci si vede da almeno tre anni mi dai sempre consigli per seguire la giusta strada caioo

  5. mizaar ha detto:

    tifiamo per il nipotino, naturalmente! 😀

  6. antonino ha detto:

    grazie mille un bacione…………..

  7. luciabaciocchi ha detto:

    Antonio ha sicuramente ereditato dallo zio queste qualità di sportivo e di deidzione alle cose semplici e spartane. La bicicletta grande passione dei raggazzi di qualche tempo fa, ora ci si dedica a sport più altisonanti, voglio complimentarmi con Antonio per i successi riportati e per la scelta fatto, continua così!!!
    Un saluto affettuoso a te e allo zio 🙂 🙂

    • antonino ha detto:

      grazie mille e si qualcosa ho ereditato dallo zio vero ma devo dire grazie ai numerosi sacrifici che fa la mia famiglia senza togliere il mio impegno da ogni discussione kmq grazie e mi farebbe piacere ke mi kiami antonino e non antonio ci tengo molto e il nome del mio nonno che non ho mai konosciuto ma credo che come la mia cara nonna pina madre dello zio e contenta sempre da lassu lo sara anche il babbo del mio babbo kiss bye anto

  8. Tanti auguri alla lepre!!! 😀

  9. antonino ha detto:

    ragazzi anche io adesso cho un mio sito o blog salve vi aspetto numerosi la lepre dei nebrodi antonino lollo

  10. semplice1 ha detto:

    Piccoli Popof crescono!!!!!!
    Antonio, io scherzo e con lo zio ho un rapporto di fratellanza…ma noi ci siamo conosciuti 3 estati fa a casa di tuo nonno in Sicilia o era tuo fratello?
    Ti faccio tantissimi in bocca al lupo..e corri lepre non farti acchiappare!!!
    Un abbraccio 😉

  11. antonino ha detto:

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    grazie mille ma io non sto in siiclia piu in estate da almeno 5 anni ormai sikuro era mio nonno ciaoo e grazie un saluto

  12. Pingback: Squalo Nibali, ci fai fare un sogno? | libera...mente

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