Scala dei valori etici ed economici

Potessimo misurare i valori, oltre che economici anche morali, con una scala, mi chiedo che grafico ne tireremmo fuori. E’ indubbio che negli ultimi 50 anni, quelli che conosco meglio in quanto li ho percorsi tutti a piedi, un miglioramento economico ci sia stato. Sul grafico si potrebbe disegnare una doppia curva. Se sull’asse delle ordinate si pongono gli anni, e sull’asse delle ascisse i valori economici ed i valori morali (comportamentali innanzitutto), avremmo due curve che si intersecano, in quanto all’aumentare del benessere negli anni, corrisponde una diminuzione dei valori morali.

Fatto il nostro grafico vedremmo si che le due curve si incontrano almeno in un punto, ma in un punto soltanto in un dato momento. Se avessimo tenuto nota di tutto quel che accade, forse scopriremmo che i punti di intersezione sono molti di più, ma sempre in momenti diversi.

Se  poi tracciamo un vettore che unisce almeno due punti d’intersezione, scopriremo fisicamente a che livello ponderale dei due livelli, saremo nel 2013 o nel 2059 (oltre non penso di andare, 94 anni mi sembrano già troppi). Fermo restando che il rapporto tra crescita economica e crescita etica sia inversamente proporzionale.   D’altronde non mi pare che la lezione recente del nostro paese dica il contrario. Tutto sta nell’invertire la rotta.

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10 risposte a Scala dei valori etici ed economici

  1. in fondo al cuore ha detto:

    purtroppo hai ragione…..è così, è indispensabile invertire la rotta….speriamo succeda, penso che sarebbe il momento più giusto, buona serata!

    • popof1955 ha detto:

      Sta anche a noi fare in modo che cambi. 🙂

      • in fondo al cuore ha detto:

        bè questo era sottinteso…..ma visto che personalmente i valori penso di averli il discorso era generico 🙂

      • cordialdo ha detto:

        Difficile raffrontare con un grafico i valori economici e quelli etici e morali. Non sono comparabili perchè mentre quelli economici sono ponderabili quelli etici e morali non lo sono e spesso variano da città a città, da ceto sociale a gruppo sociale, ecc.
        Possiamo, quindi, solo fare una stima che sicuramente aslla verifica sostanziale si dimostrerebbe fallace.
        I valori etici e morali, ad esempio, per ricco epulone dei nostri tempi, sono diversi da quelli del cittadino comune anche se abitassero entrambi in Brianza!
        Ciao, P. non dimenticare che Mons. Fisichella, in casi del genere ha detto che bisogna contestuare!!!

  2. pierperrone ha detto:

    Ma, sai Popof, io sono sempre preoccupato quando si parla di etica o di morale.
    Non mi riferisco a te, ma al fatto che, in generale, c’è sempre il problema di stabilire come deve essere la scala dei valori in questione e chi decide l’ordine… degli scalini.
    In genere chi si arroga questo compito, poi …
    Insomma, capisco ed è vero quello che dici.
    Ma lasciami il mio punto interrogativo aperto.
    Piero

  3. popof1955 ha detto:

    in questi ultimi cinquant’anni l’etica, la morale ecc. han subito notevoli mutamenti. Essenzialmente legati all’uso della cosa pubblica. Un primo periodo, che arriva sino agli anni 60 era caratterizzato dal forte clientelismo, che è rimasto ancora in auge, ma trovo che lentamente è diminuito, o meglio minori sono le risorse economiche mggiore è il clientelismo e viceversa. Gli anni 70/80 invece sono strati caratterizzati dall’affarismo che è sfociato nelle mazette a tappeto e in mani pulite, Con gli anni 90 e 00 abbiam conosciuto l’azindalizzazione manegeriale delle strutture pubbliche (asl, ospedali, ferrovie, poste) e qualche guasto lo han prodotto, per finire poi negli scambi di favori legati al sesso, tanto da investire anche ambiti istituziuonali. Certo sono eventi non gewneralizzabili, ma la sensazione e anche quella che ci si abitua a tutto e che diventa normale qiuello che non è, inendo per giustificare “il così fn tutti”, mentre è piu’ vero il contrario.
    aFa molto piu’ rumore uno che scappa non al cassa che non mille che lavorano in silenzio.

    • pierperrone ha detto:

      Sono d’accordo con le tue conclusioni, leggermente meno con l’analisi. Nel senso che il “tasso civico” nazionale (quello che tu, e non solo tu, chiami etica, forse etica pubblica) è sempre stato molto basso, in Italia. Però è vero che con il tempo si sono modificate le “controprestazioni” richieste/pagate e si sono modificate, forse, come dici tu.

      Ma le conclusioni sono quelle: anche io penso che per diventare notizia, un fatto, un caso, deve volgere al male. E per ogni caso che diventa notizia che ne sono migliaia che non lo diventano, perchè volgono al bene.
      Lo stesso vale per le persone: un assassino efferato conquista la prima pagina.
      Un santo, per conquistare la prima pagina deve farsi almeno crocifiggere, altrimenti non fa notizia. Non ti dico, poi, di tutti quelli come noi, quelli che chiamo gli eroi normali, quelli che lavorano, insegnano ai figli che non si rube e non si allargano le gambe per fare carriera, eccetera.
      Noi non facciamo rumore e quindi non facciamo notizia.
      Però siamo davvero tanti, la stragrande maggioranza.
      Potremmo fare un partito.
      Il P.E.N.
      Partito degli Eroi Normali.

      Diverso è quello che dicevo per l’Etica e la Morale.
      Quello che voglio evidenziare, caro Popof, è… lo dico con una domanda.
      Chi deve stabilire cosa è tico, o cosa è morale?
      In quel “chi”, c’è il mio problema.
      I preti?
      Le leggi?
      I governi?
      L’uso, la consuetudine, i “mores”?

      Conservo forti perplessità su ognuna delle eventuali risposte.

      Ciò non toglie che siano temi sui quali ci si deve accalorare, perchè senza etica o morale la società diventa una giungla e l’uomo una belva feroce!

      A presto,
      Piero

  4. mariella ha detto:

    Hai ragione.. Ineffetti se ci troviamo anche in questo stato di legislazione degradata è appunto per la mancanza di quei sani “valori morali” che per l’uomo sono una guida comportamentale da rendendolo gradevole e ben accetto agli occhi degli altri. Da qui capiamo anche perché i politici non ci sono tanto simpatici.

  5. ili6 ha detto:

    ti riferisci al discorso politico…io farei un passo più all’indietro e mi sposterei nell’ambito sociale e ancor più familiare (perchè, alla fine anche il politico proviene da una famiglia che in qualche modo e maniera lo ha educato). parti dagli anni 60…bene, partiamo da lì? Ricordi cosa avvenne negli anni 60-70? Cosa scosse il mondo? Provo ad andare a memoria…Ricordi i figli dei fiori, le minigonne, il femminismo, il 18 politico all’università? Poi cosa avvenne di eclatante? Legge sul divorzio e sull’aborto, brigate rosse, terrorismo e mafia, allontanamento dalla chiesa, corruzione giuridica, ecclesiale e via dicendo. E per finire…bunga bunga e indignados. Nel mezzo ci mettiamo il progresso tecnologico, quello economico, ci mettiamo le logge, le p1,p2, p3, ci mettiamo che i figli dei figli dei fiori divennero impiegati di banca o insegnanti universitari andando a costituire la borghesia, ci mettiamo le veline, i compensi stratosferici dei calciatori, le scalate delle industrie di potere (armi, farmaci, petrolio). E ancora cosa? ah, si….ci mettiamo anche i politici, figli di tutto questo. Ed il bello è che ci sorprendiamo.

  6. ili6 ha detto:

    detto questo, c’è stata e c’è ancora una larga parte di gente semplice, sana , normale che sa vivere nell’onestà e nel valore, nell’esempio di insegnamenti forti e nel silenzio della concretezza, senza andare ad incrementare statistiche o testate di giornali. Non fa testo questa gente, ma c’è e può divenire da esempio solo se lo vogliamo.

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