I PESCI NON CHIUDONO GLI OCCHI

L’onirico pastello napoletano di Erri De Luca, si è arricchito di un nuovo tassello, quasi fosse un puzzler in cui ci racconta scampoli di vita  vissuta. Dai diamanti non nasce niente, dai semi che si perdono nel sottobosco, spuntano sequoie.

L’ho lasciato dormire per giorni questo libro, per paura che una volta letto, un lenzuolo si stendesse con su scritta la parola fine. Erri, ancora una volta, ti porta per mano su spiagge che pian piano lasciano all’ombra autunnale il ricamo delle reti stese al sole in attesa di essere rammendate. Così com’è  un rammendo continuo la vita, con il suo intrecciar fili che compongono maglie in cui restano incastrati i pensieri, come fossero pesci che non vogliono chiudere gli occhi e dal di dentro ti scrutano e a volte sorridono.

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16 risposte a I PESCI NON CHIUDONO GLI OCCHI

  1. luciabaciocchi ha detto:

    Non ho ancora letto questo libro, ma ho visto per l’intero il corto “Al di la del vetro”, interpretato dallo stesso Erri ed una bravissima Isa Danieli, il cd viene venduto insieme al libro ad prezzo di €2. Per una maggiore comprensione ecco la storia:

    “Una notte in una casa di campagna un uomo si risveglia al suono di una sirena di allarme aereo.
    L’ha già sentita a Belgrado nella primavera del ’99, quando la città era bombardata dagli aerei partiti dall’Italia.
    Anche sua madre conosce la stessa sirena, che precedeva i bombardamenti su Napoli.
    Quella notte intorno al tavolo della cucina loro due si ritrovano a parlare di uova al tegamino e di guerre, di un cuore malandato e di un diario di viaggio con la copertina rossa.
    E’ una notte d’insonnia e d’intesa.
    Nell’alba seguente un vetro è sufficiente a separarli”.
    Erri De Luca

  2. in fondo al cuore ha detto:

    Deve essere interessante, lo terrò a mente, buona domenica!

  3. ili6 ha detto:

    poche, ma efficaci parole per una recensione che mi porterà subito ad acquistare il libro di un autore che già mi piace.

    • popof1955 ha detto:

      Insieme a “Monte di Dio” e a “Il giorno prima della felicità” questo libro, per me, rappresenta una trilogia a se stante, una poesia che solo la nebbia del tempo può risvegliare,

  4. lucianaele ha detto:

    Grande Erri…….
    L’ho già comprato ma non ancora letto.
    Buon inizio di settimana,
    Luciana

    • popof1955 ha detto:

      Ecco stai facendo proprio come me (ed ho notato anche tanti altri), che per paura che le pagine girino troppo in fretta, danno una sbirciatina gustando il sapore della torta mentre cuoce nel forno, come per prolungarne il sapore. 🙂

  5. mizaar ha detto:

    anche l’amico maumozio ha lasciato sedimentare il libro – ma a quest’ora spero l’abbia letto! 😀
    non l’ho ancora acquistato, sarà il mio regalo di natale. ho conosciuto erri de luca. è una persona molto misurata, nei gesti e nelle parole. ha occhi che sanno…

  6. mariella1953 ha detto:

    ciao
    di erri de luca ho letto “il momento prima della felicità” e mi era piaciuto.proverò pure questo allora!

  7. paolo ha detto:

    E se vuoi completare il quadro metti in conto anche “Montedidio”, hanno una linea comune. 🙂

  8. pierperrone ha detto:

    Ho letto – e ascoltato, in un librosonoro, come si chiama, un ebook – alcune cose di Erri De Luca.
    Lui ha la parola magica, la poesia nella penna. Ma anche una vita straordnaria.
    Ho sentito “in nome della madre” recitata dalla sua voce.
    La storia della nascita del Cristo vissuta da Giuseppe e da Maria.
    Senza uscire dal campo evangelico, ma standone ai bordi, da uomo, o da donna.
    L’ho fatto ascoltare ad una mia amica, per chiederle se da donna sentiva le stesse emozioni. O meglio, per sapere se le emozioni, le sensazioni che provava lei da madre erano state le stesse che aveva raccontato Erri attraverso la bocca di Maria.
    Lei ha condiviso la commozione di quel testo, lasciandomi il profondo senso di poesia/verità che viene da quella storia, da quei versi, da quella voce. Che avevo ascoltato in un pomeriggio meraviglioso, in uno dei posti più intimamente belli di Roma, l’Aventino, che sa darti solitudine e dolcezza e l’abbraccio immenso di questa città materna e mondana (matrona e puttana, per essere preciso).

    Qualcos’altro ho letto di De Luca.
    Ma non quest’ultimo.
    Non sono moltissimi i grandi autori. E vanno un pò centellinati, per non farsi … un’abbuffata.

    Ve ne posso consigliare anche un altro?
    Magari ne parli, Popof.
    Jose Saramago.

    A presto.
    Piero

    • popof1955 ha detto:

      Stasera avevo acceso il pc per scrivere di “Le intermittenze della morte” e di Lucio Magri, ora questo tuo commento, quando avevo deciso di lasciar perdere e fare una partita a herts.

    • luciabaciocchi ha detto:

      “In nome della madre”, Piero un racconto bellissimo, al di fuori di ogni religone, due giovani esemplari, controcorrente, moderni che vivono la loro condizione sfidando le rigide regole di quel tempo. Grazie per averlo proposto 😛

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