FIGLI DI CAINO O FRATELLI DI ABELE?

Quando apro il giornale o ascolto un tg, ci sono notizie che aggrediscono i sensi mettendo a tacere anche il sesto, il buon senso.

Oggi non è diverso da ieri, c’è la notizia di un pirata della strada che lascia vittime sull’asfalto.

Ma perchè pirata? Perchè nascondersi dietro un dito e non dire che un assassino vigliacco è fuggito dopo aver ammazzato una persona? Paura di chiamare le cose con il loro nome? Paura delle recriminazioni del colpevole?

Ma pirata signica anche “colui che depreda…”, che prende furtivamente. In questo caso la vita.

Nessuna pena ridà la vita ad una vittima, ma non per questo ci si può nascondere dietro il paravento delle parole per non turbare l’animo, per accusare mollemente. Chissà cosa pensa un bambino che sente la notizia di un pirata della strada che ha ammazzato una persona? Lo immagina magari con la bandana in testa, il coltello tra i denti, un occhio bendato e un uncino al posto di un braccio. Conseguenza immediata: come faceva a schivare l’incidente così conciato?

In un mondo dotato di automibili e velocipedi vari, tutti, o quasi tutti, corredati di assicurazione obbligatoria, gli introiti vanno a finire in un unico calderone, un assassinio senza colpevole, viene soddisfatto economicamente dalla massa. Se l’assassino fugge c’è il fondo per le vittime della strada. Intanto i massimali, giustamente, vengono elevati, non perchè aumenta la colpa o il valore della vita, ho l’impressione che aumenti il numero, sia delle vittime che dei pirati.

“…liberaci o Signore da tutti i mali…” e non penso quando lo ripeto, al mio male, ma al male che ne potrebbe derivare recando dolore ad altri.

Ma tant’è poi uno trova sempre una motivazione di vita con una bella autossoluzione, e se non la trova, uno psicologo pietoso disponibile a risollevare il morale, lo trova sempre.

E qui la mia domanda iniziale, di chi siamo figli o fratelli?

Dio, secondo la Bibbia, impartì l’ordine affinchè nessuno mettesse fine alla vita di Caino, ma certamente non perchè pensava che fosse senza colpa. Per Caino stabilì la condanna di una vita errabonda, il disconoscimento dalla primitiva società di cui faceva parte.

Poi con il diluvio universale la stirpe di Caino fu cancellata.

Però l’acqua che beviamo è sempre la stessa, da milioni di anni.

Ahimè, ci siamo bevuti Caino oltre che Abele.

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Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
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9 risposte a FIGLI DI CAINO O FRATELLI DI ABELE?

  1. in fondo al cuore ha detto:

    Ci siamo bevuti di tutto ormai……nessuna ridà la vita a una vittima…ma se ci fosse davvero la paura della pena, se ci fossero pene certe e dure, forse ci penserebbero una volta in più….. Ma che cosa si può sperare…..basta vedere la cronaca degli ultimi giorni…..soggetti(per me non sono persone) che hanno fatto un duplice omicidio dopo 10 anni sono fuori…..e dobbiamo lasciarli stare, perchè si vogliono rifare una vita!……..meglio che non dica altro, buona serata Paolo.

  2. Shunrei ha detto:

    Una mia ex collega la diceva come battuta: “Se 20 anni fa, quando ho conosciuto mio marito, invece di fidanzarmici lo avessi ammazzato, a quest’ora sarei libera da un pezzo… ora invece, che l’ho pure sposato, ne ho finchè campo peggio dell’ergastolo!”.
    Resta il fatto che, spogliata dell’ironia, è sacrosanta verità… rischia più rogne chi raccatta un cellulare da terra e lo accende, di chi raccatta un coltello dal ceppo e ci fa fuori il parentado.

  3. Patrizia M. ha detto:

    E c’è da aggiungere anche un’altra cosa. Che moltissime persone, sentendo queste notizie continuamente, ormai non ci fanno più caso; sembra quasi diventata un’abitudine alla quale voltare le spalle. Inoltre spesso mi soffermo a pensare: con pene così lievi, con assoluzioni così veloci, non è che altri pensano poi di compiere atti simili tanto se la cavano con poco e niente??
    Io credo che ci sia chi li fa questi pensieri….

  4. luciabaciocchi ha detto:

    Ci siamo ormai assuefatti a tutte le notizie negative che continuamente i media ci propongono, non diamo più importanza al valore delle parole, sia nel loinguaggio scritto, sia in quello parlato, restiamo indifferenti di fronte alle atrocità più assurde. Nella comunicazione vengono trovati termini alternativi che addolciscono gli eventi, perchè parlare in modo schietto turba la coscienza dei lettori e degli utenti, quindi tutto addolcito da termini che assumono significati dubbi e contrari…
    Un saluto 🙂

  5. mizaar ha detto:

    caspita, sento lo stomaco un po’ pesante! 😀
    le parole del telegiornale son fatte per essere ipocritamente dette in forma edulcorata perchè non vengano disturbati i nostri pranzi e le nostre cene. ciò non assolve però gli assassini e la nostra ipocrisia. siamo figli e fratelli di quelli che sono nati prima di noi. probabilmente con le stesse ipocrisie, sicuramente con la stessa umana sorte.

  6. ili6 ha detto:

    orrende certe notizie e davvero c’è da chiedersi cosa pensa un bambino quando, seppur distrattamente, ascolta un tg. I miei alunni sono rimasti sconvolti dalla morte di quel bimbo di pochi mesi massacrato dalle botte dei genitori e anche drogato. Sono riuscita solo a dire che quell’esserino era nato nel posto sbagliato e come lui, tantissimi altri bambini.

  7. ross ha detto:

    Mi sa che il seme di Caino si è diffuso nonostante il Diluvio, e il povero Abele continua e continua a subire.
    Purtroppo sui TG ormai fanno vedere di tutto e di più, ed a volto giri improvvisamente su uno di essi e ti appaiono immagini che non avresti mai voluto vedere e cho comunque potrebbero evitare di mostrare, la notizia verrebbe assimilata ugualmente. D’altra parte sono i media che comandano e che gestiscono la nostra vita tramite il subconscio.
    Buona settimana
    Ross 😀

  8. Pingback: Vigliacco/a assassino non fuggire, fai solo pena | libera...mente

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