Caccia grossa al centro commerciale

Un mio amico  parlando dell’Uganda,  mi disse che la foresta è un brulicar di gente e che i sentieri tracciati dal continuo camminare, sono in numero incredibile. Anche qui da noi, pianura della bassa bergamasca, le campagne selvagge intorno all’Adda (incredibile ma vero) sono ricamate di sentieri. Senza tralasciare le montagne, almeno sino ai 1800 m.  il ricamo dei passi sul terreno è sempre marcato, poi più su si perde tra i sassi. Un via vai di gente che si sposta da un punto all’altro. C’è chi lo fa per respirare un po’ d’aria buona o per sentire il cielo più vicino,  e chi va per cercar funghi, erbe oppure caccia. Al centro commerciale non è diverso, anche se i sentieri non rimangono marcati per terra, la gente sembra sappia dove andare. Le gerle sono state sostituite dai carrelli, e i canestri dai cestini. Sono rimasto un po’ ad osservare il comportamento umano al supermercato in tempo di crisi.

“Lascia stare quelle brioche, fanno ingrassare”, dice una mamma alla bimba che in risposta mette le mani dietro la schiena e sbuffa. Intanto un marito che spinge un carrello, indica alla moglie un detersivo per la lavatrice a prezzo scontato e ci si avventa sopra  manco fosse l’ultimo fustino. Accanto allo scaffale della birra un carrello trabocca di cartoni, 90 su 100 che quello le compra per rivenderle nel proprio bar. Al reparto ortofrutta lo spettacolo lo offre uno che odora un ananas per capire se è maturo. L’avrà scambiato per un melone o magari pensa che il metodo di selezione di un prodotto si estenda a tutti. Osservando il contenitore delle noci noto parecchie bucce vuote. In fondo basta una sola mano per schiacciare due noci e mangiarne il contenuto. Un supermercato ha pensato bene di aggiungere un distributore d’acqua, così le bottiglie non vengono toccate. Gli assaggi offerti dalle hostess sono sempre ben accetti, ma vedo che i più assaggiano, sorridono o fanno una smorfia e poi prendono un altro prodotto in basso nello scaffale accanto (in basso ci sono i prodotti senza pubblicità e a prezzo contenuto).

Appena fuori dal supermarket ci sono le vetrine dei negozi e i bar, affollati i banchi del caffè e i tabaccai con rivendita di gratta e vinci, superenalotto e lotterie. A ben pensarci noto una certa affinità con la parola lotta, ma non è un problema di sopravvivenza.

Abbigliamento e scarpe sono oggetto di sguardi furtivi, del tipo ci penso a gennaio, con i saldi. Vedo le facce riflesse nelle vetrine,  il movimento delle spalle parla da solo quando le braccia tornano a spingere il carrello. Chi entra in negozio lo fa con passo deciso, senza carrello e a spalle dritte: ha già adocchiato la preda da portar via, deve solo prelevare la carcassa dopo aver digitato il pin.

Anche la caccia al posto auto non è da meno, ogni tanto si sente qualcuno che scalda le gomme e i freni, come se fosse nel tunnel di Montecarlo.

Con l’ausilio del navigatore ho voluto provare a cercare quanti centri commerciali ci sono nei paraggi, il numero è incredibile, 8 nel raggio di 5 km, 20 nel raggio di 10 e 40 in 25 km, adesso capisco perchè ad Orio al Serio venivano dall’Inghilterra con i voli low cost, per l’alto concentrato di territori di caccia.

Intanto anche  i Frati Cappuccini si danno da fare, scoprendo un nuovo territorio di redenzione.

Frati Cappuccini a Oriocenter (immagine dal sito dell'Eco di Bergamo)

 

 

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28 risposte a Caccia grossa al centro commerciale

  1. Patrizia M. ha detto:

    Al centro commerciale molti ci vanno per passare il tempo, li vedi passeggiare e basta e spesso li vedi guardare con occhi luccicanti le vetrine e poi seriamente se ne allontanano. C’è caos, ma non tutti vanno per fare compere… questo è verissimo e tu hai descritto molto bene il comportamento di molte persone. Io quando ci vado prendo quello che mi occorre e scappo via, non sopporto il caos, le spinte che mi danno con i carrelli e via dicendo, anzi cerco di andarci in orari nei quali solitamente c’è poca gente, es. orario pasti 🙂
    Ciao, Pat

    • popof1955 ha detto:

      Nel post non ho voluto specificare la differenza tra raccoglitori e cacciatori, tu appartieni a quella dei raccoglitori, che si alzano all’alba per trovare prima degli altri quello di cui necessitano. Io amo la spesa a cielo aperto (mercato) mi da modo di parlare con la gente e attraverso il pagamento e fornitura dei prodotti c’è uno scambio relazionale, al super solo per la roba che pesante o con forti sconti.
      Ciao 😛

  2. in fondo al cuore ha detto:

    Ho sentito ora di quel vecchietto di 75 anni che ha rubato una confezione di carne al supermercato, e quando l’hanno fermato ha detto che con la pensione minima non arriva a fine mese e non si può permettere di comprarla………che magone!

    • popof1955 ha detto:

      Di anziani che non arrivano a fine mese ce ne son tanti ormai, a Milano ricordo che il giovedì in zona Niguarda, dopo il mercato, gruppetti di anziani rovistavano tra le cassette per recuperare gli scarti, e appena un quindici giorni fa, in un paese qui vicino, una donna ringraziava il pollivendolo che le dava una cassetta con le ossa di tacchino che avevano un po di polpa ancora attaccata.
      E’ triste, ma è un crescendo di nuovi poveri.

  3. mizaar ha detto:

    che occhio, ragazzi! dovrebbero assumerti per le indagini di mercato! glib, il frate giocoliere non l’avevo mai visto! 😀

  4. pierperrone ha detto:

    Ieri pomeriggio sono passato da uno di questi mostri panciuti ed ingordi.
    Lì dentro siamo tutti come Geppetti nel ventre della balena.
    Finquando uno spruzzo del bancomat ci soffia fuori.

    Intanto, ti saluto
    Piero

    • popof1955 ha detto:

      Dei centri commerciali io detesto in particolare il sottofondo musicale costante, che quasi non consente alla gente di parlarsi, e le casse con il tappeto mobile che imprime un ritmo alla raccolta delle cose comprate, una volta o l’altra Geppetto pianta un chiodo alla cassa. 🙂

  5. pierperrone ha detto:

    Ieri pomeriggio sono passato da uno di questi mostri panciuti ed ingordi.
    Lì dentro siamo tutti come Geppetti nel ventre della balena.
    Finquando uno spruzzo del bancomat ci soffia fuori.

    Intanto, ti saluto
    Piero

    PS. Certo, il francescano con i birilli ancora mi mancava. Ma c’ho qualcos’altro. L’altro giorno c’era un signore, per strada, sui sessanta, grassoccio, che, ad un incrocio faceva rimbalzare una palla a colpi di testa: un vero spettacolo, un mago, come Maradona, Pelè, Messi, Cristiano Ronaldo…

    • popof1955 ha detto:

      Il frate l’ho preso da “L’eco di Bergamo”, ho messo il collegamento con l’articolo, anche perchè è quello che mi ha ispirato il post (volevo mettere raccoglitore d’anime, ma mi sembrava troppo). 🙂

  6. mariella ha detto:

    Io non commento oltre, perché porto avanti la mia ribellione del “non spendere”.. e soprattutto in questo periodo dove i “mercati” dello spread facile si stanno sfregando le mani per venienti rendite.. Come li aspettano queste feste! Io faccio come il salmone invece, ho imparato a nuotare controcorrente! Loro sperano nello spendere della gente, io faccio il contrario. HO FERMATO LA MIA SPESA DA QUESTO ANNO IN POI! E sai una cosa? Come famiglia siamo “felici” e “sereni” lo stesso. 😀 (è una questione di mentalità e come si è abituati)

    • popof1955 ha detto:

      Allora ne cacciatrice ne raccoglitrice 🙂
      A me i centri commerciali in questo periodo ricordano quello che descrivevano i cronisti nell’89 dopo la caduta del muro, con la gente dell’est che affollava le strade di Berlino, guardava le vetrine e poi tornava alle Trabant delusa e scontenta.

  7. Pingback: Caccia grossa al centro commerciale | BgUnder

  8. mariella1953 ha detto:

    Ciao
    Vado poco ai centri commerciali perché qui da me di grossi non ce ne sono ,se ne trovano di immensi in francia a mentone e nizza e per le feste ci si va per l’acquisto di frutti di mare e simili….presi una tantum sono pure piacevoli ma andarci sempre sarebbe uno stresssssssssssss!
    Buona giornata

    • popof1955 ha detto:

      I centri commerciali necessitano di un’alta densità di abitanti, non a caso qui ce ne sono così tanti, difatti nel raggio di 25 km si toccano cinque provincie Milano, Bergamo, Lecco, Lodi e Cremona e l’elenco delle città te lo lascio immaginare. C’è anche chi ci passa l’intera giornata, non per lavoro, passando dal parrucchiere alla lavanderia senza dimenticare la spesa.

  9. mariella54 ha detto:

    cIAO pOPOf ,mi è piaciuto questo nome e cosi’ ho voluto farti visita ed ho trovato un argomento molto interessante .Che dire? Purtroppo benchè se ne parla male ,ai centri commerciali prima o poi ci andiamo tutti ,sono li come le sirene di Ulisse che con i loro canti ci vogliono attirare ,si vestono di mille luci di sconti e super sconti ,sembra di essere nel paese dei balocchi ,entriamo per comprare un prodotto ed usciamo avendone comprati 10 ,sinceramente non mi piacciono,hanno tutti lo stesso odore che sà di mille odori messi insieme,sanno di chiuso ,sembra di essre dentro ad una scatola dove ci stà di tutto ,persone che corrono per accalappiare il prodotto in offerta come se si trattasse di un cimelio,bambini chesenza ritegno si buttano a terra piangendo perchè vogliono un certo giocattolo che la mamma pur di farla finita prima o poi finirà per comprarglielo,ma quello che mi fà ridere è sentire tanti di quei mariti che dicono tutti le stesse frasi alla moglie :Allora hai finito?,Ma non l’avevi già visto ?Dai che è tardi.Li noto questi mariti che sbuffano e non vedono l’ora di andare fuori.(mio marito idem)Sinceramente preferirei dirigere i miei passi su un sentiero di montagna ma non vorrei un domani imbattermi su un piccolo centro comerciale sul cucuzzolo del mio amato Resegone. Ciao

    • popof1955 ha detto:

      Benvenuta Mariella.
      Mi piace il riferimento al Resegone, anche li, all’inizio della ferrata, in primavera ci vorrebbe un semaforo. 😀
      Quando andavo a comprare tutto al centro commerciale, vale a dire prima di riscoprire il fascino dei mercati, o spesa a cielo aperto, ci sono state delle volte che ho mollato carrello e famiglia e me ne sono andato fuori a respirare per non scoppiare. Indubbiamente voi donne ubbidite al bisogno di raccogliere, come fosse una foresta, un bosco o un campo, e magari noi maschi a quello di cacciatori, non vediamo le minuzie e ci tuffiamo su quelli che ci sembrano bisonti.

      • mariella54 ha detto:

        sE CONOSCI IL RESEGONE VUOL DIRE CHE SEI DELLE MIE PARTI ?LECCO .MAGARI ANCHE TU SEI DI QUELLI CHE ALLA DOMENICA FREQUENTANO LE NOSTRE BELLE MONTAGNE E RIFUGI VARI? oPPURE SEI DELLA BERGAMASCA DOVE ANCHE LI’ CI SONO BELLISSIME VALLATE .CIAO

      • popof1955 ha detto:

        Si, siamo bagnati dalla stessa acqua, quella dell’Adda. Mi raccomando mantenetela pulita, io sono a valle 🙂

  10. luciabaciocchi ha detto:

    Ho la fobia dei centri commerciali, difficilmente ci vado, mi sento disorientata, mi manca l’aria, non riesco ad acquistare nulla. Guardo con stupore le giovani coppie fare incetta di cose inutili scelte senza fare nessuna considerazione, hanno un approccio verso l’acquisto opposto al mio. Ancora ricordo cosa mi raccomdava mia madre prima di comprare un oggetto poniti molte domande; è veramente necessario?, il prezzo è conveniente?, puoi rimandare l’acquisto ?, si può trovare di meglio?. Ecco ora direte che sono la solita signora attempata che fa la romanzina….
    Un saluto affettuoso 🙂

    • popof1955 ha detto:

      Lo sai che a volte si finisce per ricomprare la stessa cosa senza rendersene conto? Serve come anestetico per perpetuare uno stato positivo precedente. Dicevo a mia moglie che per rilanciare l’economia ci vorrebbe un decreto legge che obbligasse a buttar via tutte le cose non utilizzate normalmente, alla fine scopriremmo che se è pur vero che quelle veramente indispensabili sono poche, correremmo a ricompraci quello che abbiamo buttato via.
      Ciao 🙂

  11. ili6 ha detto:

    ma che bella l’idea dei Frati cappuccini! Mi sarei fermata volentieri a parlare con loro, seppur nel caos (ex caos)dei centri commerciali.
    Non li amo, lo scrissi in un post tempo fa, ma capita di andarci per comodità. Ci sono stata sabato scorso: una tristezza infinita. Lo scorso anno in questo periodo c’era moltissima gente, ora eravamo 4 gatti e ho notato in un corridoio parecchi negozi chiusi.
    Non so da te, ma nella mia città dal 1 dicembre i negozi sono tutti in forte sconto e nonostante ciò il mercato è fermo. Stiamo tutti aspettando i saldi grossi di gennaio? Forse. almeno lo spero per i tanti commercianti e per i moltissimi impiegati. Nel mio piccolo cercherò di spendere qualcosa anche per sostenerli.
    Ciao
    Marirò

    • popof1955 ha detto:

      I frati han capito dove stanno i giovani durante il giorno. D’altronde se vuoi stare al caldo d’inverno e al fresco d’estate, mantenendo i costi del tempo libero bassi, i centri commerciali sono un’ottima soluzione (anche per gli anziani). I frati han pensato bene di andarci anche loro, armati di computer e altro materiale informatico, per avere un approccio con i ragazzi. Della serie quando la montagna non va da Maometto…

  12. Godot ha detto:

    Quando vado in un centro commerciale mi sento assalire da un senso di panico e abbandono che… mah…

  13. popof1955 ha detto:

    Forse è proprio per questo che i ragazzi ci vanno a gruppi, per colmare quel piccolo stato d’ansia che da dispersione tra la folla.

  14. Shunrei ha detto:

    Vado contro corrente: a me i centri commerciali piacciono… più che altro perchè in certe giornatacce invernali almeno si riesce a fare un giretto senza pigliarsi un accidente. Poi, però, tralasciamo il fatto che tento di andarci negli orari più balenghi possibile (tipo all’una del pomeriggio, appena finito di mangiare) per evitare la calca (che odio) e che l’unico posto dove rischio qualche acquisto compulsivo è il reparto alimentari del supermercato (perchè, finchè si può, qualche sfizietto almeno per la roba da mangiare ce lo togliamo…)…

    • popof1955 ha detto:

      Per i libri son d’accordo, costano dal 15 al 30% in meno… Quello che facciamo nei CC è un residuo del ruolo di cacciatori/raccoglitori degli albori dell’umanità, o anche di qualche luogo ancora non invaso da elettricità e motori. L’unica differenza è che tutti si va di fretta, non sono luogo d’incontro come in una foresta o più vicino, in un mercato. Con la spesa fai da te (una catena li chiama salvatempo, intanto il tasso di disoccupazione cresce), non riesco più a parlare nemmeno con le cassiere, il nastro trasportatore alle casse imprime un ritmo di lavoro anche ai clienti, tanto che spesso mi capita di dire “signora fermi il tapirulan, a me il supermercato non mi paga e non ho fretta”.
      😀

  15. Shunrei ha detto:

    PS. Ah, e dimenticavo la libreria (quando c’è)… l’unico modo per uscirne a mani vuote, per me, è non entrarci proprio! ;P

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