Mi volevo mettere in proprio, che illusione!

Non dovevo toccare l’argomento tasse.   Come dicevo poco fa ad un’amica, l’argomento delle imposte sul reddito da lavoro è come l’accoppiata del pane con il companatico, tutti vorremmo un panino gigante, anche a rischio di far salire il colesterolo.

Alle 17,00 quando esco da lavoro la mia radio è sintonizzata sui 104,80 di Radio 24, la trasmissione è “Focus Economia” di Sebastiano Barisoni. Negli ultimi giorni buona parte delle trasmissioni è stata dedicata a quanto accaduto a Cortina d’Ampezzo, e anche lì gli interventi dei radio ascoltatori non sono stati molto diversi da quelli dei commenti nei due post precedenti.

Visto che come dicevo ieri, per questioni di tempo non riesco a rispondere a ogni singolo commento, lo faccio con un post, o meglio voglio portare il mio contributo alla discussione avviata,

Come dico nel titolo, da giovane mi volevo mettere in proprio. Le discussioni in famiglia erano che ero uno sconsiderato. Logico che ogni consiglio che arriva da genitori e nonni non è mai preso con il giusto peso. Però, visto che volevo cominciare bene, la prima cosa che feci fu riuscire a capire quanto avrei dovuto guadagnare per mantenere il reddito che avevo da lavoratore dipendente.

Considerando che per avere un reddito netto, rapportato a oggi, di 1.350,00 €  occorre un lordo di 2.100,00 €, la prima cosa che ho considerato è il riuscire a capire a quanto sia effettivamente corrispondente. Un po di calcoli rapidi:

. reddito lordo 2.100,00 €

. tredicesima (8,33%) = 174,00 €

. ferie (12%) = 252,00 €

. 7 gg. di malattia (2100/253 x 7) = 58,10 €

. contributo mensa del datore di lavoro (5 € x 22) = 110 €

. contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (26%) =  606,00 €

. totale lordo mensile effettivo 3.048,10 €.

Certo che iniziare un’attività che possa rendere una cifra simile, lasciando poco spazio al caso, non è da poco.  Senza contare che a quella cifra l’IRPEF sale e i 3048 sono corrispondenti ad almeno 3.700 €. A quest’ importo ci sono poi da sommare le spese vive, come l’affitto e  le bollette.

Ovvio che a quel punto, quando ti girano tanti soldi, accontentarsi di 1.350 € è difficile, ci si sente defraudati. Ma è il calcolo corretto che ogni autonomo dovrebbe fare, giusto per avere il reddito di un impiegato o un operaio specializzato. 

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29 risposte a Mi volevo mettere in proprio, che illusione!

  1. in fondo al cuore ha detto:

    Giustissimo Paolo, buona giornata! 😉

  2. Mery ha detto:

    I conti saranno anche giusti, ma fortunato chi li vede i 3.700 € lordi. Io non li ho mai visti! Mio marito è artigiano non per scelta ma per costrizione da parte delle imprese che non assumono più operai perchè costano troppo. Lavora ad ore e per riuscire a prendere 3.700 € dovrebbe lavorare 24 giorni al mese(magari si riuscissero a fare 24 giorni in un mese) per 8 ore al giorno, ( 19,27€ all’ora???? chi li ha mai visti???? che poi non sarebbero manco 6 giorni lavorativi ma 5, quindi dovrei vederne addirittura 23€. ma chi ve li da tutti sti soldi? presentateli pure a me queste imprese.) . Lui lavora già fuori, lo vedo una volta a settimana, 12 ore al giorno e questa cifra sul mio conto corrente non c’è mai stata. Dite a Monti di controllarmi il conto. Allora si potrebbe chiedere che i cantieri rimangano aperti anche la notte… Va bene, lavoreremo la notte, sotto la pioggia e per le festività! Scusate se ho sempre pagato le tasse con i debiti sulle spalle!

  3. roberta ha detto:

    posso dire la mia da commerciante?
    come ho detto ieri, sono tabaccaia da 22 anni… esattamente Bar, Tabacchi e ricevitoria…aperto 16 ore al giorno per 6 giorni alla settimana, sabato e domenica compresi, feste quasi tutte a lavorare… d’estate 2 mesi senza turno di riposo e nel tabacchi devi stare quasi sempre in 2 perché ormai abbiamo tanti servizi che portano via tanto tempo, intoppano il lavoro, ma che non hanno nessuno un compenso che valga il tempo che ci hai perso…. ok…. mettiamoci anche che se sei da solo e ti capita di dover andare in bagno è un problema grossissimo… insomma, quando anni fa Bertinotti andava in tutti i programmi TV a battersi per le 35 ore, a me faceva sbellicare dalle risate, perché io feci il conto delle mie ed erano 65 di media a settimana… chiusa la parentesi sul mio caso specifico.
    Tu nelle spese fisse che hai conteggiato hai messo affitto e bollette, ma devi mettere anche il commercialista, l’Inps, balzelli vari legati alla tua attività, fidejussioni obbligatorie e di tutto di più…. un esempio? la TV di un Bar normalissimo come il mio, senza SKY o altro… per la TV noi paghiamo Canone speciale alla RAI, SIAE e una tassa nuova che c’è da 2 o 3 anni alla Società dei Fonografici… insomma solo per tenere la TV anche spenta, paghiamo oltre 1000 euro l’anno…
    e poi, molti aprono l’attività perché vedono che con l’attività in proprio i soldi entrano in fretta, ma non considerano che i soldi nel cassetto non sono i loro…
    con l’attività autonoma non c’è stipendio, c’è qualcosa ogni tanto quando hai pagato tutto e ti restano soldi in più, a volte capita anche di stare qualche mese senza poter prendere niente..

  4. Patrizia M. ha detto:

    Non è così facile mettersi in proprio se non hai base solide sulle quali fare affidamento soprattutto nei primi anni quando le spese sono sempre più delle entrate. Le piccole attività stanno agonizzando e tanti sono costretti a chiudere proprio per l’iniquità delle tasse che vengono buttate loro addosso, uguali a quelle di chi ha imprese grandissime. E chi apre una piccola attività non lo fa per arricchirsi, sa benissimo che non avrà entrate mensili elevate. Lo fa per essere indipendente o perché non ha altra scelta, come purtroppo è capitato a tanti dipendenti di ditte edili od artigiane che hanno dovuto aprire la loro partita Iva e via dicendo per continuare a poter lavorare perché non avevano più prospettiva di essere mantenuti assunti come dipendenti. E sa benissimo che può aspirare solamente ad un’entrata che equivale allo stipendio di tanti altri che hanno ancora la “fortuna” di essere dipendenti. E’ un discorso lunghissimo, si fa fatica a fare dei distinguo perché ognuno si basa sulle proprie esperienze. Ho letto quanto ha scritto Roberta e ha perfettamente ragione, con l’attività autonoma (parlo di piccole attività non di grandi imprese con tanti soci e via dicendo) non c’è stipendio, c’è quello che resta quando hai pagato tutto perché vuoi essere completamente in regola e spesso non resta niente e finisce il mese senza che nelle proprie tasche entri qualche cosa. Aggiungo solo una cosa, io non sono una dipendente, ho un lavoro autonomo e dormo sonni tranquillissimi per quanto riguarda il pagare le tasse, più che tranquilli, anche se ieri ho giustificato chi per mantenersi a galla a volte evade qualche cosa, aggiungendo subito dopo che però nessuna evasione è giusta. Non faccio la contorsionista per giustificare me stessa perché ho la coscienza più che pulita, non faccio la contorsionista per giustificare chi fa piccole evasioni, non faccio di tutta l’erba un fascio, non agisco in base al “così fan tutti” e via dicendo. Mi fermo qui e scusa lo sfogo caro Paolo, ma a volte quando leggo commenti di chi giudica subito a priori ingranando la 6° marcia, beh sinceramente girano un po’….. e spesso mi astengo da questi discorsi o scambi di opinioni proprio per questo motivo, perché non diventa uno scambio di opinioni ma uno scannarsi e a me non piace.

  5. in fondo al cuore ha detto:

    Come in tutte le cose non si può fare di tutta un’erba un fascio, ci sono le relatà di ognuno, euna è diversa dall’altra! E’ sotto gli occhi di tutti la chiusura quotidiana delle piccole attività perche non riescono più a far fronte alle spese,,,,è in dato di fatto! Come lo è che le tasse odierne sono inique per tutti, su questo non ci piove. Ma vicino ai piccoli commercianti e ai piccoli artigiani ci sono anche tante altre realtà di gente che ci ha marciato fino ad ora….non per necessità, ma solo per arricchirsi a scapito di tutti gli altri. Il discorso sollevato era generico…..non era mirato alle piccole attività ma tutt’altro…. I maggiori evasori, sia a livello di introiti che a livello di mancata fatturazione, sono stati e sempre saranno i liberi professionisti (quelli disonesti)….a me capita di rado di comprare qualcosa e non ricevere lo scontrino in un normale negozio…..mentre imvece è molto comune da un dentista o un medico sentirsi chiedere” vuole la fattura?” e se non la vuoi il prezzo ha uno sconto sostanzioso, ed è quindi comprensibile che, di questi tempi, si preferisca sborsare di meno ed accettare il compromesso. In tempi come questi, dove già avere un lavoro è davvero un lusso, tutti si lamentano! Ma quando si và a vedere poi c’è chi d’estate fa viaggi all’estero verso le mete di lusso…..d’inverno non manca alla settimana bianca….quasi tutte le sere è fuori a cena…..quindi qualcosa che non và ci dev’essere perforza, perchè chi ha davvero problemi queste cose non se le può permettere! Il punto che credo Paolo volesse evidenziare, è che, se soprattutto dal passato, la gente fosse stata più onesta e fosse stata alle regole pagando quello che doveva per legge…….(vedi ad esempio Valentino e company…..che se la sono cavata pagando il 30% di quello che dovevano)…..probabilmente non si sarebbe arrivati a questo punto.
    E non sono i piccoli escamotage quotidiani che ognuno può trovare per andare avanti, ma si parla di quelli che i soldi li hanno sempre avuti a “bizzeffe”…..e sempre li avranno, sono i “grossi” che producono le grandi evasioni e che hanno rovinato l’italia, perchè se ne sono sempre sbattuti delle leggi e delle tasse a discapito di tutti gli altri…..non certo un mancato scontrino del caffè!

    • Patrizia M. ha detto:

      Condivido quanto hai scritto, basta poco a volte per capirsi e non fare come capita spesso che si balza subito a conclusioni che poi portano a discussioni che non sono per niente piacevoli. Grazie

      • in fondo al cuore ha detto:

        infatti basta poter parlare civilmente con calma….quando è possibile, credo che in ogni cisrcostanza, l’importante sia il tono con cui si dicono le cose, e io per prima spesso sbaglio e ne sono consaopevole…..perchè certi toni proprio non li sopporto! Buona giornata!

    • roberta ha detto:

      posso aggiungere anche che c’è gente che compra gratta&vinci a pacchi interi ed anche più di uno al giorno?
      sui medici sono d’accordissimo…io non ho mai fatture dai medici e raramente mi pongono la scelta sull’opzione “senza fattura paghi meno” non me la fanno, punto.
      per quanto riguarda noi piccole attività, da quando ci sono gli studi di settore, è difficile compiere delle grandi evasioni, non vale più nemmeno la pena, perché poi quando il commercialista va a stilarti la dichiarazione dei redditti alla fine il programma gli dice “LA DICHIARAZIONE NON è CONGRUA!” e se tu non la fai diventare congrua in qualche modo la visita della guardia di finanza è assicurata…. noi un anno abbiamo scelto di pagare di più anche se quell’anno s’era lavorato poco, per stare tranquilli

      ahhhh poi in tutti questi commenti nessuno ha mai parlato dei furti e delle rapine…. parliamone…. e sentiamo cos’hanno da dire al riguardo quelli che ci bollano per uno scontrino mancato…

  6. Shunrei ha detto:

    Mi riservo di commentare meglio più tardi (avrei da dirne… ma purtroppo, la “Padrona” stamattina non me lo consente), intanto volevo solo dirti che se ti capita di passare da me c’è una cosina da “ritirare” (scusa l’O.T.)!

  7. Mery ha detto:

    Quello che vedo io è che la gente tende a ragionare per partito preso o per simpatia/antipatia. Quello che è stato scritto ieri, non mi pare sia un ragionamento tanto lontano da quello di oggi, ma siccome lo ha scritto quell “arrogante” di Marco non andava bene. il blog non è un ring da competizione su cui si battono “pensiero critico” contro ” odio/rabbia”. Ma siamo noi, siamo l’Italia, quelli che godono più sul sangue degli altri ( devi pagare, devi morire) piuttosto che lottare per il bene comune.

    • roberta ha detto:

      ma mi pare che sia anche stato parecchio apprezzato, Mery…..
      Marco è una di quelle persone che, o si amano infinitamente o si odiano… lo dice anche lui…
      è che poi quando si fa prendere troppo dalle discussioni, poi va poco per il sottile, e qualcuno ci rimane male… a me è piaciuto moltissimo, a parte il “fanculo” che ha detto ad una persona che considero serissima e sincera e che è anche mia amica… perciò lì il pollice non gliel’ho dato, ma in quasi tutti gli altri commenti sì (e sai che io per principio non volevo più usare i pollici)
      inoltre ho fatto notare una cosa riguardo la mia categoria…. ma tutto il resto del discorso l’ho apprezzato!

  8. Mery ha detto:

    Comunque, se a dicembre davvero ci fosse la fine del mondo, pensando che non ci sarebbero piu’ problemi di benzina alle stelle, di pagare queste fottute tasse, di arrivare a fine mese etc…………… mi mancherebbe la musica e la birra!!! A voi? 😛

  9. Insenseofyou ha detto:

    Solo le persone oneste che hanno coscienza di tante cose e vivono del loro lavoro, contano o meglio NON CONTANO soldi. Gli altri pensano a come procurarsene. Con un certo tipo di mentalità credo ci si nasca, il retaggio culturale è importante ma non determinante. E comunque è la quantità di sofferenza che può alzare il livello morale della vita. Io dico che tutti coloro che pensano prioritariamente ai fatti propri, primi tra tutti gli uomini di potere ed al governo, dovrebbero avere attacchi continui di nausea fino ad arrivare a capire che “mangiare troppo” non allunga la vita. Fammi passare lo sproloquio, Paolo. Credo che tutti ne abbiamo ben donde! 🙂 . Con amicizia.

  10. Shunrei ha detto:

    Il sistema è ormai bacato nelle fondamenta, perchè una delle “giustificazioni” di una pressione fiscale così alta (e per i dipendenti, e per gli autonomi) è che “è colpa dell’evasione”.
    E qui il cane si morde la coda: chi può – a volte – evade perchè se pagasse per intero le tasse finirebbe col lavorare per beneficienza. Chi potrebbe assumere dipendenti non lo fa, perchè appunto pagherebbe troppe tasse.
    Pensiamo di poter risolvere la crisi continuando in questo modo? Divertente…

    Il punto è che per combattere l’evasione dove servirebbe a qualcosa (e non facendo accertamenti fiscali sul verduraio o – è successo! – tre volte in un anno su un insegnante di scuola pubblica) e per tirar su davvero i soldi che servono per alleggerire la pressione fiscale (anche se mi sembra utopia, qua si fa presto ad aggiunger tasse e balzelli, ma tornare indietro invece è difficilissimo) si dovrebbe andare in tasca proprio a chi dovrebbe fare queste riforme… e sappiamo tutti che col cavolo che lo faranno mai.

    • roberta ha detto:

      da noi un mese di Maggio di qualche anno fa, son venuti 4 volte per il controllo degli scontrini… (nessuna multa per fortuna ma loro devono comunque compilare un verbale…) al 5° passaggio gli abbiamo fatto vedere i 4 verbali precedenti e loro: arrivederci!!! 😀

      • Shunrei ha detto:

        Ecco, ennesima conferma che pure quando fanno i controlli, li fanno ad minchiam…
        Te pensa: 2 persone pagate (perchè immagino fossero almeno in due) per 5 giorni in un solo mese per fare 5 volte lo stesso controllo… chissà cosa pensavano di trovare (dovevano esser convinti che, ogni volta che passavano, dopo 30 secondi eravate lì a stappar champagne “EvvaiiiiI! Da domani basta scontrini!!!)! 😀

  11. luciabaciocchi ha detto:

    Entro nel blog, trovo un nuovo post, ancora di economia, tasse, percentuali, bilanci che non quadrano e tanti commenti negativi intorno a questo argomento.
    Vorrei fare una riflessione sul lavoro autonomo, in particolar modo su gli artigiani, che a volte definirei artisti, ricordo molto bene le famose botteghe artigiane, quella del falegname, del barbiere, del calzolaio, del vasaio, della magliaia e tante altre ancora. Luoghi dove non si svolgeva soltanto l’attività lavorativa, ma d’incontri dove ci si fermava per parlare di politica, economia, fatti del giorno e si dispensavano consigli. Un lavoro dai ritmi lenti, confortevole, dove si decideva insieme al cliente cosa fare di quello oggetto, ogni lavoro era diverso dall’altro, quasi unico. Oggi, in tempo di crisi, ammiro i ragazzi che hanno il coraggio di aprire qualche piccolo laboratorio e rischiare in prima persona, ne conosco alcuni e tutti hanno avuto successo, perché demonizzare tutto?
    Mi sento un voce fuori dal coro! 😛
    Lucia

  12. ili6 ha detto:

    Ho letto post 1-2 e commenti e mi pare sia stato detto tanto, tutto e tutto e di più su statali dipendenti ed autonomi, specie artigiani e piccli commercianti. Sono stati sfiorati anche i professionisti autonomi nell’unica ottica dei grandi evasori …non si salva nessuno, eh!!…quindi aggiungere opinioni (peraltro coincidenti con alcuni commentatori) mi pare ripetitivo.
    Mi limito solo a qualche esempio …
    alcuni anni fa due giovani fratelli, figli di un infermiere ospedaliero e di una casalinga, decisero di avviare una piccola attività commerciale di frutta e verdura in un buco di garage di loro proprietà : l’alternativa sarebbe stata la disoccupazione più nera e disperata. (Nonchè pericolosa, aggiungo)
    I nonni lavoravano in campagna e i nipoti iniziarono a vendere i prodotti dell’orto. Prodotti ottimi, genuini e sempre freschi, venduti anche a buon prezzo perchè diretti. I due fratelli lavoravano con impegno e con entusiasmo, dalle 7 del mattino alle 8 della sera e pian piano la clientela aumentava. Le cose andavano benino tanto che uno dei due acquistò persino una piccola utilitaria usata e iniziò a fare progetti di matrimonio. Mi recavo spesso in quell’ortofrutta e capitava di ricevere lo scontrino, di riceverlo ridotto, di non riceverlo. Percepivo i loro sacrifici, percepivo la loro scommessa per la vita, e non ribattevo, anzi a volte ero io a dire che non importava.
    Una mattina l’ortofrutta chiuse senza nessun preavviso: era arrivata la finanza.
    Oggi uno dei due fratelli fa lo sfasciacarrozze (in nero), l’altro si “è perso” (al sud gli squali sono sempre in agguato…) ed ora ha qualche problema con la giustizia, il padre sta pagando ancora la supermulta, la madre va a lavare scale di condomini per aiutare il marito a pagare la multa e arrivare a fine mese.
    A me manca la buona verdura di campagna e devo accontentarmi del sapore insipido di certa verdura incellophanata dei supermercati. L’altra settimana, passando con l’auto, ho notato una cesta di verdura mista di campagna davanti la loro casa. Mi sono fermata e l’ho acquistata con tanto piacere. La signora, quasi a volersi giustificare, mi ha detto :-Ne abbiamo raccolta tanta stamattina e invece di buttarla abbiamo pensato che se qualcuno la desidera….

    Storie, storie di vita, di vita del sud se volete, ma storie.

    Non so quanto i due fratelli, nei tre anni di attività commerciale,avrebbero dovuto pagare di tasse ma sono certa che se queste fossero state sopportabili, oggi uno avrebbe una famiglia, l’altro un onesto lavoro, due genitori dormirebbero sonni tranquilli ed io continuerei a tovare la buona e saporita verdura di campagna.

  13. mizaar ha detto:

    dovrebbero, gerundio! 😀
    quelli sono calcoli che solo noi, dipendenti mortali, abbiamo mensilmente sotto il naso, quando guardiamo le ” fascette “. gli altri fanno come gli pare!

    • roberta ha detto:

      O_O mizaar forse non hai letto tutti i commenti precedenti… gli autonomi non hanno uno stipendio fisso ed una busta paga… hanno quello che resta dopo tutti i pagamenti e non a cadenza regolare… poi che sia poco o troppo è un’altro discorso… ma non esiste stipendio…
      boh…

  14. gabriarte ha detto:

    non voglio toccare questo interessante argomento ti lascierei a bocca aperta e non basterebbe l’intero blog per soddisfare il mio sfogo so solo dirti che i piccoli sia operai che artigiani come me sono destinati a sparire Voglio dirti una cosa un’artigiano che lavora da 45 anni se continua a lavorare deve obligatoriamente versare i contributi all’Inps sapendo che la sua pensione che già percepisce avendo raggiunto i 40 di lavoro rimarrà di 780 euro al mese. . rischia di suo tutta la vita per sopravvivere e pagare gli altri. sentirsi oggi dare del ladro e del parassita da chi per sua fortuna è riuscito a sistemarsi e gode di quei vantaggi grazie anche ai loro contributi è uccidere una professione e la loro dignità Ciao

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