La bottega del barbiere

Il mio look è essenziale, nel senso che deve essere utile almeno sotto tre aspetti. Mi deve proteggere, mi deve piacere, deve essere comodo. Parimenti i luoghi che frequento devono possedere delle loro essenzialità, delle caratteristiche che me li facciano preferire ad altri luoghi simili. La biblioteca deve essere silenziosa, il cinema affollato e la bottega del barbiere deve essere un salotto caldo, possibilmente con le pareti di legno scuro. Perché dal barbiere non ci vado solo per eliminare i peli superflui (a rieccolo), ci vado anche per scambiare due chiacchiere, a sentire che fine ha fatto Tizio o Caio, è il luogo anche del chiacchiericcio. Il barbiere alla fine è quello che mi conosce meglio di qualsiasi altro commerciante o artigiano.

All’inizio mi dava sempre ragione, per tenersi buono il cliente dico io, poi pian pianino ha cominciato anche a cantarmele, quando occorre. Come quando le discussioni toccano la politica, anche se ha le forbici in mano, gli animi si accalorano. Accade che mi fermo anche se non devo tagliar niente, però un colpettino di forbice riesco sempre a rimediarlo. Non potendo tagliarmi la lingua, il mio amico barbiere qualche pelo lo taglia comunque.

Entro sfoglio il giornale, scambio due parole con  lui e con gli altri convenuti. Insomma un salotto di strada, caldo d’inverno e fresco d’estate, dove gli specchi sembrano stanchi di riflettere immagini con facce che scompaiono sotto uno strato di insaponatura cremosa, per poi ricomparire glabre. Capelli che cadono a terra come foglie autunnali o pensieri di troppo.

Le divergenze son più delle convergenze, altrimenti non ci sarebbe dialogo, ma sempre improntate al domani, ovvero a quando io ripasserò e troverò la porta ancora aperta, consapevoli che per quanto ci si arrovelli, il mondo comunque andrà per la sua strada e in ogni caso un giorno se la caverà benissimo anche senza di noi che, nel nostro piccolo quotidiano arrancare, altro non possiamo fare che rendere piacevole la compagnia lungo questo tragitto di provvisoria contemporaneità.

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Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
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32 risposte a La bottega del barbiere

  1. luciabaciocchi ha detto:

    Bravissimo, vedi il mio commento ti ha suggerito questo post, ora devo fare la cena, poi torno e dico la mia, l’argomento mi stuzzica!
    Ciaooooo 😛

  2. strangethelost ha detto:

    Questo tuo racconto delle tue visite al barbiere oltre che piacevole è anche divertente 😆
    Piacerebbe anche a me raccontare delle volte che vado dalla parrucchiera ,ma c’è il piccolo ostacolo!!Tenendo i capelli lunghi ,io ci vado ogni 6/8 mesi :mrgreen:
    per cui non sono mai aggiornata e non mi faccio nessuna chiacchierata 😀
    Ciao,buona serata 🙂

  3. in fondo al cuore ha detto:

    Che posso dire….hai ragione, buona serata Paolo! 🙂

  4. Harielle ha detto:

    Capelli che cadono a terra come foglie autunnali o pensieri di troppo.
    Una bella immagine per un momento di assoluto relax, quasi zen.
    Ciao e…mi raccomando, controlla il barbiere, che presumo ami tagliare i capelli molto corti, come fanno i parrucchieri da donna 🙂

  5. ci sono quei luoghi confortevoli, come la bottega di un barbiere, dove ci si ritrova volentieri anche giusto per far quattro chiacchiere 😉 buona serata

  6. Patrizia M. ha detto:

    a me il cinema troppo affollato non piace però, la biblioteca silenziosa assolutamente si, la parrucchiera beh è un luogo di chiacchiere e risate, molto intimo perché piccolino il negozio e poi si è tra persone che si conoscono anche da parecchio tempo 🙂

    Quanto resisteranno però questi piccoli negozi?? Mah…

  7. Alidada ha detto:

    anche tu devi vivere un un piccolo paese, come me… Certe cose penso che non avvengano più nelle grandi città.. Qui ancora gli uomini si trovano a sedere dal barbiere o in qualche bar e discutono tra loro.. la politica e lo sport sono gli argomenti più gettonati 🙂

  8. accantoalcamino ha detto:

    “il mondo comunque andrà per la sua strada e in ogni caso un giorno se la caverà benissimo anche senza di noi che, nel nostro piccolo quotidiano arrancare, altro non possiamo fare che rendere piacevole la compagnia lungo questo tragitto di provvisoria contemporaneità.”
    Questo è da sempre il mio pensiero, la vta..una sala d’attesa…

  9. Giulio Salvatori ha detto:

    Una volta, si dice sempre così.Il parrucchiere, il farmacista e il prete, erano i “quotidiani” del quartiere. La cronaca spicciola, vera , immediata.La vera -gola profonda- Tutto e di più. Fermati spesso a tagliare qualche pelo , raccoglierai sempre notizie . Il bagaglio della semplicità.

  10. roberta ha detto:

    ma che bel post! ieri non avevo potuto leggerlo e adesso era finito nella seconda pagina delle mail… felice di conoscerti meglio!
    quello che dici qui è giustissimo….

  11. Mery ha detto:

    eheh..ci voleva un pò di romanticismo 😉
    Ma ormai abbiamo superato il limite di degrado dei valori…non ci riprenderemo mai più!
    Svalutare una professione non significa solo svalutarne il valore economico.Vuol dire soprattutto svalutare il valore etico-sociale-morale delle persone. Il lavoro non è solo guadagno, c’è differenza tra chi dice: “faccio il barbiere” e chi dice :”SONO un barbiere”.
    Ed è sbagliatissima l’idea diffusa degli italiani che non vogliono più fare certi lavori. Gli italiani non vogliono accettare condizioni lavorative degradanti, è diverso.

    • roberta ha detto:

      giusto! Solo in questi ultimi tempi in cui molti hanno perso il lavoro e quello che vorrebbero non lo ritrovano, pur di guadagnarsi da vivere, si adatterebbero coi lavori più umili, ma ormai son presi anche quelli….

  12. ili6 ha detto:

    Possiamo accostare la sala da barba con il blog (tuo, mio o altrui)?
    anche questo è un luogo di chiacchiericcio, non di paese, ma di Paese, Un luogo che racchiude vite, esperienze ed opinioni diverse, convergenze e divergenze, discussioni e parole di convenienza, di informazione, di utilità, di amenità. Un luogo come quello del tuo barbiere, accogliente, gradevole, caldo d’inverno e fresco d’estate dove piacevolmente si fa un salto e si butta un’occhiata, lasciando traccia.
    Ma capita a volte di cambiare barbiere. Vero? capita perchè quel barbiere non ti soddisfa più nel suo fare-dire o perchè quel salone non è come pensavi o credevi: freddo, indifferente, addirittura scostante, del tipo -un veloce taglio di capelli e anche se non torni, non c’è problema. Tanto io non ci penso nemmeno a venirti a cercare. Ho già tanta clientela da servire e mi basta ed avanza. e se non la pensi come me, perchè io ho sempre ragione, per me sei trasparente-
    Proprio come in certi altri blog…
    Sai cosa mi piace del tuo barbiere? Il rispetto delle diverse opinioni che non scalfisce minimamente la reciproca e costruttiva frequentazione. Tanto tutto andrà come dovrà andare e non saranno le vostre discussioni su economia, politica o società a cambiare le cose: appunto. Sarete invece voi due ad arricchirvi di opinioni diverse, riflettendo su sfaccettature che prima non consideravate.

    ciao

  13. luciabaciocchi ha detto:

    Il termine Bottega mi è tanto caro, mi riporta indietro nel tempo, ricordo quella del Fornaio, dei “Generi Alimentari”, piccoli spacci dove si vendeva di tutto, ma indimenticabili erano quelle degli Artigiani, veri maestri di lavoro e non solo. Nella bottega di mio suocero, Falegname restauratore, ogni pomeriggio si radunavano i conoscenti e i si parlava dei problemi del giorno, dei prezzi sempre più elevati, delle difficoltà della vita quotidiana, dei figli, degli acciacchi, del Sindaco che non faceva il suo dovere, insomma un vero salotto, spesso si gustava qualche dolcetto e si beveva una bibita tenuta a fresco nella cisterna sottostante. Potrei dire la stessa cosa per la bottega del “Vasaio”, il pomeriggio mi recavo a prendere la creta e mi fermavo incantata a vedere nascere, dalle mani esperte del “ Cocciaro”, vasellame di ogni tipo, piatti, scodelle, anfore per prendere acqua alla fonte, grandi vasi per conservare l’olio, tutti oggetti unici, di un colore bellissimo dato dalla creta raccolta nella pianura del mio paese. Potrei dire tante altre cose, ma termino qui… 😛
    Con amicizia
    Lucia

  14. mariella ha detto:

    Very nice! 😀
    Hai scritto un post molto bello. Hai ben descritto il tuo “mondo” maschile, che somiglia un po’ a quello femminile in una parrucchieria per signora.. stesso “cicaleggio”..
    Ciao!

  15. mizaar ha detto:

    non posso che sorridere per il ” superfluo ” e constatare che i luoghi dove liberarsi la testa in fondo si assomigliano un po’ tutti!
    per una strana combinazione questo è il secondo post che leggo, oggi, dove si parla di tagli di capelli. vorrà dire qualcosa? ci leggi un segno del destino? 😀

  16. unpodimondo ha detto:

    Quando abitavo in campagna avevo il mio barbiere di paese, proprio in centro, nella via dello “struscio” dove quando ti facevi i capelli osservavi chi passava. Il mio barbiere era il centro dello sport: non si discuteva d’altro… Un barbiere quasi neutrale (raro milanista in un centro diviso tra viola e juventini) ma soprattutto un covo di ciclisti! Da Maggio a Luglio il salone apriva rigorosamente dopo la tappa del Giro e/o Tour che il barbiere seguiva nel Bar Sport accanto alla Bottega… Non potevi presentarti a farti i capelli senza aver visto la tappa perchè altrimenti perdevi tutta la discussione…

    Quando sono arrivato in città non ho più trovato saloni di barbiere… tutti unisex, tutti hair stylist, tutti fashion, tutti effemminati e poco avvezzi al Colle del Tourmalet… I pochissimi barbieri, tutti anziani, piano piano han chiuso le botteghe ed io, visto che la materia prima da tagliare è diventata veramente poca… ho tristemente optato per la macchinetta in casa!

  17. Insenseofyou ha detto:

    Ho adorato l’ultima parte di questa tua analisi, consuntivo che abbraccia sapendo di non poter utilmente imbrigliare, il divenire, Che non ci appartiene se non nella misura in cui lo possiamo vivere. Le tue parole spessorano benissimo le verità , anche le più quotidiane. Un saluto, con amicizia.

  18. Emilio ha detto:

    Anch’io faccio chiacchiere quando vado dal barbiere, ma al contrario tuo non c’è molta gente, forse nel fine settimana si.
    Non ci vado spesso perchè non ho tantissimi capelli da tagliare 😀
    Comuque è bello confrontarsi, che sia al barbiere, al bar o in un’altro luogo, serve a farci capire meglio le cose e magari cambiare la nostra opinione.
    Buona giornata, ciao ciao 🙂

  19. semplice1 ha detto:

    Sei spettacolare quando scrivi Popof, d’altronde l’ho sempre sostenuto!!
    Tra capelli, forbici, pettini, schiuma e pennello ci infilzi perle di filosofia e racconti pezzi di storia, di costume, attraverso la nostra vita spicciola.
    Il tuo rapporto con il barbiere è un rapporto privilegiato come lo sono tutti i rapporti di piccoli centri, nelle grandi città sia che vai dal barbiere o dal parrucchiere o a comprare il pane, sì nuddu miscatu cu nenti…cu ti canusci? Cu ti vidi na vota, po esseri ca non l’incontri cchiù.
    Un abbraccione grande

  20. luciabaciocchi ha detto:

    Cara Vera, per me il barbiere è sempre stato un punto di riferimento della mia vita, con il ragazzo di bottega in cui io mi servivo nel mio pasese, per i miei tagli di capelli ,ci siamo poi ritrovati, con il passare del tempo in un’alta città. il ragazzo di bottega ormai aduto aveva aperto una barbieria autonoma. Da quel giorno ad oggi continuo ad andare da lui, trovando quella atmosfera famigliare, raccontando vecchie storie insieme. Il barbiere è la raccolta del pettegolezzo, si legge il giornale si commentano le partite, a volte si parla anche dei propri fatti, delle proprie sofferenze, di cose futili e scherzose. Quell’ ora da barbiere ti rilassa.

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