Il naufragio della concordia

Quella nave da crociera incagliata sugli scogli dell’isola di Giglio, la piccola, tragica, stupida storia che si sta consumando addosso al suo comandante, a me sembra una metafora del nostro vivere quotidiano, degli ultimi vent’anni. Roba nostra.

Durante gli anni del craxismo, l’Italia era come Milano, tutta da bere in un sol sorso, con questuanti  proni e mazzette che scappavano fuori dalle tasche. Un paio di arresti, due confessioni in Chiesa, il capitano che scappa ad Hammamet, mentre in patria sembra di vedere solo gente che sputa schifata di qua e di la. Mani pulite, acqua sporca e discese in campo da novantesimo minuto. Finita la partita ci sono sempre i tempi supplementari, si continua sino a quando l’orologio non è soddisfatto o il pubblico sbuffa sugli spalti. Tempi supplementari durati sino all’altro ieri, avvocati e soubrette che dopo tre lustri, insieme al capo esonerato, finalmente tacciono dopo aver tentano di dire che la causa del disfacimento arriva da fuori, come se il grattare sul fondo abbia fatto un gran bene alle casse statali. La nave che rimane col culo appoggiato al fondale e il fianco inclinato sul mare, mostrando a chi non crede, quel che rimane  dopo il naufragio sugli scogli. Passeggeri in abito da sera incorniciato dai giubbini di salvataggio, ex turisti che tremanti di freddo e paura ringraziano di essere stati salvati, poi si rendono conto che il loro malessere ha una causa.  Una manovra avventata, uno struscio fatale, che ha fatto confondere il sale delle lacrime con quello del mare.

Il loro capitano li ha curati tutti, con gli occhi. Dagli scogli li ha visti scivolare sull’acqua a bordo delle scialuppe che il suo equipaggio non sapeva utilizzare. Miracolo della tecnica, le scialuppe son quasi inaffondabili, anche il cuoco può pilotarle, altra cosa è metterle in acqua, non è come versare gli spaghetti nella pentola. Il capitano pare ci sia caduto dentro vestito, ha auto  anche il tempo di fare alcune telefonate, una alla mamma e le altre per coordinare il salvataggio. A distanza di sicurezza per non intralciare le operazioni.Per telefono dicono i giornali.

Fortuna che ci sono i telefonini e i ripetitori sono sparsi dappertutto. In caso contrario il capitano, in alta uniforme  naturalmente, sarebbe dovuto andare a cercare una cabina della Telecom, tra gli scogli bui. Poteva accadere che, con i suoi colori bianco rossi l’avrebbe scambiata  per un pacchetto di Marlboro o una bottiglia di Coca Cola giganti. Una vita da bere andata in fumo.

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14 risposte a Il naufragio della concordia

  1. roberta ha detto:

    quando succedono queste tragedie, il ricordo resta nella memoria di tutti, o per come è accaduta la tragedia, o per i luoghi, o per qualche storia che tocca il cuore… questa tragedia credo che la ricorderemo soprattutto per la figura barbina di quel cretino…..

  2. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    .. ci ricordiamo finche non succede un altra cosa devastante.. e questo il nostro destino ricordiamo ma non impariamo dai nostri sbagli.. Pif

  3. in fondo al cuore ha detto:

    Credo che di errori ne siano stati fatti tanti….se quella manovra (pericolosa) era una prassi….qualcuno l’ha sicuramente autorizzata, anche se, magari non su carta….quindi ora è molto facile rinnegare tutto. A parte questo, è sempre difficile da fuori giudicare e sapere esattamente come sono andate le cose…..una cosa è certa però: quando si ha la responsabilità di vite umane….(in qualsiasi campo), di deve essere in grado di far fronte a situazioni di emergenza…..e se questo non è successo la colpa non è solo del comandante e degli ufficiali che non sono stati in grado…..ma anche e soprattutto, di chi doveva assicurarsi che lo fossero.
    Ciao Paolo, buona giornata!

    • in fondo al cuore ha detto:

      Comunque….al di là di tutto, l’errore maggiore del comandante è stato quello di non voler dare l’allarme…..ha aspettato ore prima di chiedere aiuto….e solo dopo che la capitaneria ha chiesto notizie perchè si è accorta che qualcosa non andava.

  4. mariella1953 ha detto:

    ciao
    il comportamento del capitano è stato davvero assurdo e quasi incredibile se non ci fossero le telefonate a testimoniarlo.
    un uomo,definirirlo capitano ora è un contro senso,che amava forse più le luci della ribalta e il prestigio che da quel ruolo gli veniva che non pensare a svolgere il suo ruolo tecnico
    La sua arroganza e stupidità ha portato alla tragedia:questo è
    Non sono mai stata in crociera nonostante gli amici abbiano cercato più volte di farmici andare,ma questo solo perchè amo un altro tipo di vacanza,quella che parti e poi ti fermi dove ti piace,ma questo riguarda solo i miei gusti……..!l’ho scritto per dire che ,pur non avendo avuto esperienza diretta,ho sempre ritenuto che questi capitani che se la tirano con le loro divise bianche dovessero stare ai loro posti di comando anzichè posare per i turisti!…….
    buona giornata

  5. un bel disastro…..e non saprei davvero come definire quel Capitano….per fortuna esistono i telefonini che sia in audio che in video, possono aver dato luci a tante ombre….
    serena giornata

  6. mariella ha detto:

    Notizia di questa mattina, sembra che il codardo comandante in quel tragico frangente si stava intrattenendo distraendo in dolce compagnia, una ragazza di 25 anni straniera.. e che la stanno cercando per saperne di più di quella sera del 13 gennaio scorso..
    Vediamo l’elvolversi delle cose e cosa salteranno fuori.. se non insabbiano..

    • mariella ha detto:

      Però, non vorrei che questa storia della ragazza fosse un depistaggio da una verità dei veri fatti che si vuole nascondere..
      Anche questo della ragazza straniera comincia a non convincermi..

  7. pierperrone ha detto:

    Caro Popof,
    non si riesce a staccare gli occhi da questa tragica storia.
    E troppo potente l’immagine di quel mostro spiaggiato, sfigurato, morto.
    Non si riesce a sfuggire neanche a quel senso di mesta immedesimazione tra la storia della Concordia e quella dell’Italia.
    Mi ha tenuto a lungo in sospeso, anche a me, anche io me la sentivo di dire… ecco, vediamo dche fine farà l’Italia. Naufragio e fuga vigliacca.
    E me lo sentivo già da tempo, da qualche anno fa, quando a mio figlio indicavo la via degli studi all’estero come una possibile via di fuga.
    E ti confesso che anche la “repubblica indiendente” è una via di fuga, o lo era nelle intenzioni iniziali.
    Ma mi accorgo che tutto questo non è ben rappresentato dalla tragedia della Concordia.
    Lì, in crociera, si sceglie di andare, pagando. La cittadinanza no, non l’ho scelta.
    La nave affonda inesorabilmente, quando si squarcia lo scafo. Una nazione no, anche se come la Germania ha dato vita ai lager o come gli Stati Ubniti alla bomba atomica. Hanno … morali differenti.
    Il mare è sincero, anche quando inganna, sai che ti annega se gli fai divorare le tue stive o se gli apri la strada con una ferita che non si può rimarginare. Il mare in cui nuotiamo noi, invece, ti inganna anche quando è sincero. Ti dichiara tutta la sua fedeltà, tutta la sua apparente evidenza, tutta la sua stabile rappresentazione e poi, invece, ti nasconde il suo continuo e irrefrenabile moto, il suo continuo inabissarsi nella trragedia ed il riemergere all’apice della gloria e del progresso.

    No, caro Paolo, è troppo facile mettere insieme le due tragedie.
    Vedi, chiamo tragedia anche quella dell’Italia, ma parliamo di due cose mlto diverse a cui la parola stessa, tragedia, per alcuni versi si lega male.
    Non metto in discussione la tragica immagine del mostro, l’ho già detto, nè l’ancora più impagabile prezzo di vite umane sacrificate sull’altare della stupidità umana, ma in quella che chiamiamo la tragedia della Concordia si inabissa solo un frammento più o meno insignificante di storia della coglineria (cosa del tutto diversa dalla Tragedia di cui parlo nel post sulla “repubblica indipendente”; lì mi riferisco ad aspetti legati all’umanità di alcuni personaggi coinvolti nella storia, non alla storia in sè).
    In quella dell’Italia, seppure non mancano aspetti piuttiosto tragici, non possiamo negare la netta presenza, forse la prevalenza, degli aspetti grotteschi. Non sarà un caso che l’Italia sia stata la terra che ha dato inatali agli inventori della commedia dell’arte e del melodramma.
    L’Italia ha questa … leggerezza, in cui sperde il senso tragico della storia.
    Non ho mai capito se si tratta di insopportabile superficialità o profondissima sagezza.

    Un abbraccio, Pop!
    Piero

  8. luciabaciocchi ha detto:

    Sono d’accordo con Piero, avere accostato e paragonato la Nazione Italia a questa tragedia non mi sembra giusto. La stampa estera ci addita come codardi e vili, uguali al capitano Scettino. Vorrei replicare che reputo gli italiani coraggiosi, come tanti sommozzatori e vigili del fuoco che senza tregua cercano di recuperare eisuperstiti e allontanare il disastro ambientale.
    Saluto affettuoso
    Lucia

  9. strangethelost ha detto:

    E’ stato detto tutto e di tutto sul suddetto ex capitano!! Mi piacerebbe solo sapere con quali criteri è stato promosso a capitano di un simile colosso del mare, dato che fino a un paio di anni fa si dice che facesse sempre nella stessa nave “”L’addetto alle operazioni di salvataggio “”
    Un bel salto di carriera vero ??
    Un caro saluto .Liù

  10. Insenseofyou ha detto:

    Ma possiamo poi escludere che non si sia voluto effettuare un attacco massivo scopo insabbiamento diretto, per coprire altre responsabilità di altre “alte scemenze”?! I lunghi processi e le lunghe diatribe, purtroppo, italiane, insegnano o perlomeno potrebbero esserne indicatori. Buona serata.

  11. ili6 ha detto:

    Reputo sensato l’accostamento del tragico naufragio della Concordia con la nostra situazione italiana.In fondo in questo momento siamo tutti consapevoli di essere sul Concordia con al comando capitani a dir poco impreparati.
    Fermo restando il dispiacere per le vittime,ingenua come sono, continuo a stupirmi della reazione della gente e dei media su questa vicenda: tutti incollati agli schermi a dire : -ma guarda un pò questo cretino di comandante.
    Ma stiamo scoprendo adesso che esiste anche l’impreparazione e la codardia?
    mah…sarà che in questo momento ho altro a cui pensare…

  12. popof1955 ha detto:

    Nel titolo ho usato volutamente “concordia”, con la “c” minuscola, volutamente.
    La Treccani così definisce il sostantivo:
    concòrdia s. f. [dal lat. concordia, der. di concors -ordis «concorde»]. – 1. Conformità di sentimenti, di voleri, di opinioni fra due o più persone, per lo più non disgiunta da reciproco affetto; armonia spirituale: fratelli vissuti sempre nella c. più perfetta; regnava grande c. fra i cittadini; esortare a c.;….
    Ironia della sorte, quella nave porta quel nome.

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