Via le coppole! Su i forconi?

Il blog, a differenza di altre forme di comunicazione, ha la prerogativa di dare la possibilità di commentare a caldo i fatti, più o meno grandi, che attraversano il nostro vivere.

In questi giorni sto assistendo, a distanza di sicurezza, come la maggior parte dei circa 64.000.000 di connazionali, alla protesta di gruppi professionali e in particolare degli autotrasporatori, pescatori e coltivatori siciliani, altrimenti chiamate corporazioni.  Sino all’altro ieri si accontentavano di spostare i maggiori costi dell’attività lavorativa, sul cliente finale. Il combustibile da autotrazione aumentava del 3%? Il prezzo finale del prodotto finito, veniva aumentato del 10%. 

Ho diffidato di questa protesta, i miei commenti nei blog lo testimoniano. Poiché conosco la terra in cui ho vissuto gli anni giovanili e da cui fuggo ogni volta che ci torno, in età adulta. Ora ritengo che qualcosa si dev’essere inceppato tra le mani dei cocchieri del palazzo. I trasportatori e i pescatori siciliani, han dato vita a  una protesta che lascerà traccia non solo per i disagi arrecati alla gente. Comincia ad assumere caratteristiche particolari.

Oggi è trascorso un mese da quando il solstizio d’inverno ha preso il sopravvento. Anche la rivolta dei gelsomini della cortina nordafricana, cominciò nello stesso periodo, l’anno scorso. Ero fossilizzato dietro alla primavera di Praga o al nostro 25 aprile, si vede che nei paesi del nord si preferisce la primavera per le rivoluzioni.

Giunge notizia dai telegiornali, che la rivolta, protesta, spero rivoluzione, in Sicilia prosegue. Spero in cuor mio che sia rivoluzione, che abbia un progetto e un fine realizzabile, che i sentimenti di liberazione dallo status quo, perpetuato dal connubio mafia potere, possano diventare realtà. La decisione di chi sta gestendo la protesta, di continuare ancora per qualche giorno (sino a mercoledì), può significare che il movimento messo in atto, la sua condivisione, è superiore alle aspettative, volevano forse sperimentare sul campo il consenso che ottenevano, per decidere come andare avanti senza diventare dei Masaniello del XXI secolo. Questo corrisponderebbe ad una reazione spontanea del malessere sociale. Perché è vero che l’uomo è l’unico essere che riesce a sopravvivere in qualsiasi condizione, al caldo e al freddo, affamato e pasciuto, ricco e povero, ma alla fine ha sempre una reazione. Una è l’apatia, l’altra è la rivolta, purtroppo quasi sempre violenta, più per la reazione di chi ha il monopolio della violenza. La Sicilia ha vissuto per un secolo e mezzo apaticamente, accompagnando i suoi morti per la giustizia, all’oblio della memoria. Ma forse ora si scuote. Se riusciranno a tener lontani i vecchi fascisti, o sfascisti mafiosi che siano, potrebbe ottenere dei risultati. Una rivolta che prosegue, forse ad oltranza, a costo di pentirmi di quello che dirò, è qualcosa che può far emergere quelli che sono i bisogni reali.

Il castello di kafkiana memoria va demolito. Il potere non ha il diritto di arroccarsi dietro un paravento addossando la colpa ad un potere centrale di più alto rango. Vanno abbattuti i muri e seppelliti gli orpelli di chi si siede su comode poltrone riccamente retribuite. Il cretino lombardo siculo, che sta sullo scranno supremo, forse sarebbe bene che alzasse le chiappe dalla poltrona di regia, senza addossare colpe a fantomatici governi centrali e realizzasse che il tempo dei venditori di aria fritta sta per finire, prendendo in considerazione il fatto che non solo i soliti noti vanno tutelati. La disperazione di non arrivare a fine mese non può continuare in eterno. D’altronde, ripercorrendo MalcomX, non posso che dire una cosa, non si può morir di fame senza rischiare la vita per aver da mangiare. Se i siciliani si renderanno conto che non possono continuare a versare gocce di sangue dissanguanti per una democrazia che non c’è, molto meglio affrontare il nemico di petto, il rischio è identico, al massimo si muore, ma non senza aver fatto nulla per riavere la dignità.

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25 risposte a Via le coppole! Su i forconi?

  1. in fondo al cuore ha detto:

    I siciliani come tanti altri cittadini del sud non hanno vissuto in completa apatia….di proteste e manifestazioni, soprattutto contro la mafia, ne sono state fatte tante….solo in maniera meno compatta e non così eclatante. Dovremmo prendere esempio e iniziare a ribellarci davvero ovunque in Italia….perchè lo schifo è generale! Comunque non credo che dipenda dal colore politico….abbiamo ben visto (per chi vuole vedere) che sono tutti uguali dal primo all’ultimo…..uniti dalla poltrone e dal potere che, proprio il popolo, gli ha dato! Credo che la ribellione sia l’unico mezzo chiaro che riescono (forse) a comprendere)….tutta la mia solidarietà ai siciliani e alla loro lotta!

    • ili6 ha detto:

      grazie, Silvia

    • popof1955 ha detto:

      Dici bene Silvia, manifestazioni. Ma queste nascono sull’onda emotiva, buttano il seme che poi va coltivato, iniziando con dire l’opposto, anche a costo di essere retorici, vale a dire che non tutti i politici sono uguali. Ce ne sono anche di onesti, ma un onesto non fa notizia e quindi non è mai sotto gli occhi di tutti. Io sarò anche un sognatore, ma all’onestà ci credo anche se poi la realtà tende a dimostrare il contrario.

      • in fondo al cuore ha detto:

        direi piuttosto che degli onesti non se ne parla perchè non fanno carriera….anch’io ci credo nell’onestà Paolo….ma non nella politica. Ti auguro un buon inizio settimana!

  2. cordialdo ha detto:

    Ciao, Paolo. Nessun dubbio che possano essere le “Coppole” a muovere i “pupi”?

    • popof1955 ha detto:

      Ma è anche vero che se ci si tira fuori da una protesta che coinvolge un’intera regione, si consegna a priori la mobilitazione ai pupari, perchè il dubbio che la cosa sia organizzata anche all’insaputa degli organizzatori stessi è forte. Certo a Palermo non ci son stati cortei cittadini e comizi, come al G8 di Genova o il 15 ottobre a Roma, la protesta finora da quel punto di vista è stata ordinata. Io e te abbiamo in mente il ’72, sappiano di Ciccio Franco e delle violenze di quel periodo e chi alla fine ha salvato la situazione. Le canzoni mantengono la memoria,

  3. mariella ha detto:

    Il nemico adesso andrebbe affrontato a Roma! Dando fastidio e intralcio alla viabilità della città.. perché se si continua a paralizzare le varie città siciliane come in questo momento senza viveri, senza benzina per andare a lavorare, questo mette la Sicilia in ginocchio di più. Adesso bisogna paralizzare Roma! Perché questa rivolta distante da “loro” non è così incisiva come averla nella loro frenetica città; se avverrebbe una paralisi a Roma allora si che il governo si smuove per mettere fine a tale rivolta, perché controproducente per la città di Roma. Capisci?
    Bisogna avere adesso buon senso.. troppi disagi in Sicilia. Troppe speculazioni con la benzina, addirittura oggi a Palermo hanno venduto a 3 euro litro il carburante.. no, così è conttroproducente per il popolo siciliano.. Un benzianio palermitano era contento di quello che stava avvenendo dicendo: “Abbiamo avuto una settimana senza lavorare, oggi in un solo giorno, abbiamo guadagnato quanto si guadagna in una settimana!”. Ma così facciamo il gioco del governo che ricordiamoci prende il 60% dei profitti dalla vendita del carburante! IO NON HO FATTO BENZINA! NON HO CORSO A FARE BENZINA! Oggi ho sbrigato un mondo di faccende in groppa alla mia bicicletta e a tragitto GRATIS!!!!!!! (e mi sono pure divertita 🙂 andando in bici, mi sento bene).
    Ciao Paolo 🙂

    • ili6 ha detto:

      da tre giorni mangio solo prodotti freschi locali, quelli dal produttore al consumatore, gli unici che si trovano nelle ortofrutta ed ho scoperto che produciamo dei cavolfiori di una dolcezza unica! 🙂

      • mariella ha detto:

        Il sano prodotto della terra è il migliore cibo che ci sia! Sai che i cavolfiori sono antireomatismo e antitumorali? Fanno molto bene alla salute! La terra a suo modo ci cura e ci sfama, quindi niente timore se i negozi di alimentari si svuotano.. abbiamo altre risorse, giusto? 😉
        Anche io ho il privilegio di un ortofrutta locale, quindi niente impedimenti di importazione, Tir bloccati.. dal produttore al consumatore 🙂 Poi non parliamo delle galline di mia zia, uova fresche spesso. Si, ce la si fa!

    • popof1955 ha detto:

      Il potere delle regioni non è una barzelletta. Per di più la Sicilia è anche a statuto speciale, ha un’ampia autonomia decisionale. Spiace sapere che il problema viene spostato a Roma senza che possa avere soluzione. Ecco se io fossi in Sicilia comincerei a chiedermi perchè non costringere il Governatore a fare dei passi. E’ lui che è stato eletto, è lui che viene retribuito per far funzionare al meglio le cose. Non ha il popolo il diritto di chiedere conto o il Governatore è un burattino in mano al potere di Roma dove siedono anche una caterva di deputati e senatori in rappresentanza della Regione?
      Insomma sembra proprio l’ennesimo fuoco di paglia, per un attimo ho pensato che potesse andare diversamente.

      • mariella ha detto:

        Il governatore è amicone di Mr B. Anche lui è pilotato dai poteri “esterni”. La politica siciliana è uno schifo! Il parlamento regionale è uno schifo! Come si può ottenere giustizia da politici pilotati dalla mafia?
        Anche se hanno intenzione di farsi sentire a Roma, qui, hanno detto, non demordono e continueranno.
        Tu hai ragione a provare indignazione, ma tu pensa quanto più chi vive in Sicilia!
        Bisognerebbe fare una “pulizia generale” e togliere il cancro della mafia in modo definitivo!
        Ma come si fa?

  4. ili6 ha detto:

    vedo che, caro Paolo, dal tuo grande, ricco, opulento nord,pian pianino stai iniziando a capire perchè io, sicula, che mai sarò una fascista nè una comunista, nè mai voterò berlusca, lega e pd, che mai ho avuto a che fare con coppole, pupi e coppoline, io ho esultato per il mio popolo che, sull’orlo del baratro, comincia a far sentire la sua voce. Perchè il mio popolo, expopolo tuo, una voce ce l’ha e, mi spiace per qualcuno, ma ha voce anche limpida, pulita, colta, solidale, pronta al sacrificio.
    Ho esultato preoccupandomi, ho esultato temendo, ho esultato pronta ai sacrifici e senza lamenti. E sono pronta a continuare.
    Così come ho detto in altro blog, in questo momento non me ne può fregar di meno di sapere chi sta dietro ai forconi, in questo momento mi interessa vedere come la mia gente sa svegliarsi dal torpore e dal vittimismo che non ha mai portato a nulla. Poi verrà il momento di saper riparare agli errori fatti e di iniziare a costruire un futuro migliore. Perchè ce lo meritiamo tutti un futuro migliore: tutti gli italiani e tra questi quelli che soffrono di più e quelli che hanno deciso di restare in questo Meridione d’Italia che tanto ha dato all’altra Italia e di amarlo nonostante tutto.

    • popof1955 ha detto:

      Dalle notizie che arrivano stamani sembra che il sopore torni a galla. Io spero per domani, quando, sempre che non tornino indietro, la protesta vedrà gli studenti in prima fila. Spero che in questa settimana i giovani abbiano avuto modo di pensare e organizzarsi, perchè non è in ballo solo lo status quo, c’è di mezzo il loro futuro. Non penso che l’illuminata Palermo studentesca cada nella trappola di spostare il bersaglio su un fantasma. Il Palazzo è lì, a km 0 come per la verdura.

    • luciabaciocchi ha detto:

      Carissima Maria Rosaria, leggo con ammirazione i tuoi pensieri, sento nelle tue parole quanto hai a cuore i problemi della tua terra e dell’intero Paese, credere e sperare che da questa protesta si avvii un nuovo periodo di rinnovamento è importantissimo. Chiedo venia se abbiamo detto qualche parola in più chi ti ha turbata, ma qui sappiamo solo quello che riferiscono i media, ti ringraziamo per aver segnalato i link dei blog che riportano notizie più precise.
      Un saluto affettuoso
      Lucia

      • ili6 ha detto:

        cara Lucia, è stata una settimana pesante e che si è resa ancora più pesante per tutto quello che ho letto nel web sui e contro i siciliani. Non mi ero mai soffermata a pensare quanto amassi la mia Terra e quanto fossi legata ad Essa, pur riconoscendone tutti i difetti e tutti i lati oscuri. C’è voluto il web e quindi il pensiero di una larga fetta di italiani, per aggiungere pesantezza e dispiacere, ma anche per farmi riflettere ancor più di quanto io sia innamorata del sud e fiera di essere una siciliana perbene. Tu, Paolo e molti altri siete stati sinceri, ma sempre garbati e partecipi e vi ringrazio per l’affettuosa amicizia e sapete anche che io sono così e che difficilmente eccedo nei commenti e mai mi inalbero o arrivo ad usare linguaggi pungenti od offensivi.
        Non avete la più pallida idea di ciò che ho letto in giro…di quanto razzismo e cattiveria gratuita ci sia, di quanti assiomi mediatici si siano conficcati nel cervello della gente.
        Ieri sera ad es, quando ho scritto il commento sopra, avevo appena finito di leggere un post di gd (giovane europa) dove noi siciliani veniamo definiti “Una massa informe e senza coscienza, se non quella della propria miseria” e tanto altro. Il razzismo si taglia a fette, cara Lucia, e stavolta non sono stata tanto forte da scrollarmi di dosso tanta cattiveria letta. Pertanto chiedo scusa anche a Paolo se ho usato nel messaggio qualche tono più acceso. So che lui soffre per le tante cose che non vanno in quest’Isola e che comunque ha nel cuore e so che, come me, spera si realizzi davvero un sano cambiamento.
        Maria Rosaria

  5. pierperrone ha detto:

    Caro Popof,
    mi sono fatto un’idea (per me) precisa su quella protesta.
    I soggetti che la animano sono pessimi, uomini delle destre fasciste, e dalle loro parole pare proprio di trovarsi di fronte ad una contro-rivoluzione, una restaurazione, un moto borbonico, qualcosa che assomiglia a quel “che cambi tutto affinchè nulla cambi” ben noto.
    Mi mette paura anche, perchè quella regione ha votato compatta, con un enplain a favore delle forse berlusconiane: vuoi vedere che oggi quella protesta vuole rimettere in piedi quel cavallo morto?

    Piero

    PS. Io parlo dei fini politici, per come li ho capiti.
    Non parlo dei siciliani, nè delle rafgioni più profonde del malessere, che può anche sfociare in protesta e ribellione.
    Ma mi pare difficile che ciò che è accaduto con i Forconi abbia molto di popolare.

    • popof1955 ha detto:

      Il malessere, il malcontento tra la gente c’è ed è reale. Però quel che manca è anche un’organizzazione di sinistra che riesca a far coagulare il malcontento intorno a cinque o sei temi caldi. In fondo bastano pochi obiettivi condivisi intorno a cui muoversi. La destra populista ha le porte spalancate. Tutta la sinistra dovrebbe investire di più per far crescere le coscienze, far capire che le cose si possono ottenere, a cominciare da quelle realizzabili.
      Non hanno circondato il palazzo della regione ad esempio, polizia e carabinieri si son tenuti lontani e con tolleranza. I cittadini comuni han sopportato tutti i disagi per nulla, affinchè una delegazione magari parta per Roma, a far che non si sa. Domani però dovrebbero entrare in sciopero gli studenti. Chissà che qualche cosa di più serio non venga fuori, hanno avuto una settimana per pensarci e organizzarsi, ma magari rientrando la spinta dei forconi anche gli studenti si autosciolgono, prima ancora di cominciare.

  6. pierperrone ha detto:

    PP.SS.
    Ecco un esempio:

  7. semplice1 ha detto:

    Siamo sempre italiani!!
    Lo dico da italiana con il cuore ferito…viviamo tutti, dalle alpi alle piramidi, da un bel pò di tempo in situazioni fatiscenti sia economicamente, che politicamente che moralmente. Sappiamo scrivere fiumi di parole, ci lamentiamo raccontando guai e fatti incresciosi, qualche volta ci indignamo pure…sempre a parole per lo più…e tutto finisce qui.
    La viviamo tutti la crisi? I nostri figli un lavoro non ce l’hanno e nemmeno un futuro?
    Funzionano:sanità, servizi, giustizia e legalità??????
    Facciamo o no fatica ad arrivare alla quarta/terza settimana???
    Da molto tempo ci saremmo dovuti muovere, invece abbiamo subito una realtà politica inverosimile e inaccettabile agli occhi del mondo intero, con il risultato che ci ha tracollato e noi ancora a perderci dietro i se i ma, i potrebbe, gli invece…
    Quando in Sicilia, indipendentemente da chi l’aveva organizzata o la voleva condurre, abbiamo visto la gente comune, gli studenti, gli operai, i contadini..era lì che dovevamo essere!!!!!
    TUTTI, tutto il popolo italiano, …se qualcuno vuole scippare o strumentalizzare una rivolta che ha come presupposto il riscatto, la riconquista della dignità come persona e come lavoratore, che facciamo glielo lasciamo fare???
    Ma gli italiani non siamo popolo di rivoluzioni…raccontiamo e studiamo quelle altrui.
    Adesso la rivolta sta paralizzando il tratto d’autostrada Napoli-Roma…vedremo Bossi a capitanarla?

    • in fondo al cuore ha detto:

      si sta allargando oramai, la Sicilia ha dato l’esempio ma ora si sta allargando in tutta Italia finalmente….ne devono parlare per forza ora….e devono iniziare a fare i conti col popolo!

  8. mizaar ha detto:

    hai scritto un’analisi lucida e precisa di quello che è successo, però ho ancora il dubbio che la questione sia troppo caratterizzata da interessi specifici per poter riguardare tutti. certo se aumentano i costi dell’autotrazione aumentano i costi delle merci. e finora come è andata? e non dimenticare che siamo a ridosso dell’ennesima campagna elettorale

    • popof1955 ha detto:

      e pensi che io ne abbia di meno? Forse le uniche volte che il popolo intero è stato unito scendendo nelle strade è stato per l’attentato a Togliatti nel 48 (non ero ancora nato) e la seconda nel 72 a Reggio e la democrazia, e poi nel 78 per l’assassinio di Moro.
      In questo frangente mi spiace che non ci sia stato un appoggio politico ad una protesta che poteva assumere toni diversi, perchè non basta bloccare le strade, occorre far capire bene il perchè e coinvolgere le altre forze sociali nella protesta.
      A faticare come muli si finisce per pensare come i muli.

  9. ioviracconto ha detto:

    Ci andrei piano a dire che la democrazia non c’è. Certo siamo in Italia, abbiamo l’arte (anche negativa ed egoistica) di arrangiarci.Però sappiamo bene, dai precedenti eventi storici, che le proteste non disciplinate e non organizzate nelle strutture politiche sono spesso permeate di qualunquismo ed esposte alle infiltrazioni criminali.
    Quanto alla democrazia, hai presente certamente l’Argentina di Videla o il Cile di Pinochet.
    ::-)

    • popof1955 ha detto:

      Forse stiamo dicendo la stesa cosa, o perlomeno credo che partiamo dallo stesso punto.
      Per quanto riguarda la protesta dei forconi, è un malessere che affiora dalla gente, e c’è un fallimento della politica che non sa interpretare questo malessere, proporre una soluzione, organizzare una strategia. Per gestire al meglio una protesta basta poco, come offrire una base logistica, ad esempio una sede di partito, ma a quanto pare la politica è lontana, troppo presa a coltivare l’orto, perchè tanto alla fine il dissenso si trasforma in astensionismo. E chi vince a quel punto?

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