Cavolfiori di primo e secondo piatto

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Ogni promessa è un debito, specie nei confronti di chi ha a cura le cose che ti vende, e se queste cose poi le mangi il debito è ancora più grande, non sono sufficienti i soldi con cui ripaghi il prodotto del raccolto. Anche perché il banco del verziere è forse l’unico che effettivamente è a km zero tutto l’anno. Poi di questi tempi riuscire a trovare qualcosa di buono e di fresco è un’avventura. Lo ricordava Marirò in un commento al post precedente, uso l’argomento per sfiorare lo sciopero dei tir che rischia di riportarci ad una dimensione più umana.

E’ bene che comunque faccia  un flash back di circa due anni, quando tra una pesata di patate e una di broccoli, al banco degli ortaggi, si finì per parlare di come cucinare i cavolfiori.

E’ bastato che una giovane donna chiedesse  suggerimento su come cucinare i cavolfiori, che non fosse il solito bollito da usare come contorno. Figurarsi se perdo l’occasione per suggerire la mia ricetta preferita, quella della crema di cavolfiori, anche detti ruvinati (rovinati) o rimuniati (rimescolati). La signora che lavora al banco delle verdure ascolta e pensando al sapore mi chiede di scrivere la ricetta. Ho promesso di portargliela la settimana successiva. Di tempo ne è passato ma mai che mi sia preso la briga di scriverla. Oggi son tornati i cavoli sul banco, insieme alle coste e tutto il resto che non deve fare molta strada, entrambi ce ne siamo ricordati.Così come ho detto all’inizio voglio cercare di mantenere la promessa fatta.

Perché farlo sul blog? Per ottimizzare il tempo e mantenere sia l’impegno reale che quello virtuale. Ci aggiungo qualche foto e butto fuori un nuovo post, anche perché sto facendo le prove di quello che lavora dentro e fuori casa.

Allora sta ricetta la scrivi o no? E va bene la scrivo.

Per prima cosa occorre comprare il cavolfiore ovvio, a meno che non abbiate l’orto e l’abbiate piantato in primavera. Uno sui sette etti è sufficiente per quattro persone. Si lo so è piccolino,  difatti Guido, contadino del ravennate, si lamentava anni fa perché i suoi cavoli, di quasi 3 chili, finivano in pasto ai maiali. Troppo grossi per essere collocati nei mercati, fossero stati maiali anziché  cavoli le piazze li avrebbero accolti a braccia aperte. Eh si, la natura ci fornisce cavoli giganti, adatti a nutrire famiglie di 7 o 8 persone, ma oggi con la famiglia nucleare che c’è, quelli grandi vengono scartati.  Bando alle considerazioni sull’evoluzione familiare e i suoi consumi, se ne occupi l’ISTAT, son cavoli loro,  torniamo ai miei rovinati.

Il cavolfiore che si acquista deve essere fresco, contiene più sapore. Ma dai compratelo grosso, che Guido è più contento, vi do non una ma due ricette, con cui fare un primo e un secondo piatto.

Dopo l’acquisto  il cavolfiore va lavato. Le foglie che partendo dalla base tendono ad avvolgerlo, come fossero le dita della madre Terra che accarezzano il suo bambino, vanno tolte ed eliminate.

Ma no dopo il bel paragone non mi va di far fare quella fine alle foglie, per favore inventate qualcosa per il loro utilizzo, io butto li una proposta, farne delle barchette in cui versare dei fegatini di pollo fatti saltare con  cipolla ,  rosmarino e patate, e poi lasciar stufare il tutto per qualche minuto.

Salvate le dita di Gaia torniamo al cavolfiore che va tagliato a piccoli tocchetti. Fatto? A questo punto fate soffriggere in dell’olio e.v. e burro (facoltativo),  della cipolla tagliuzzata con aggiunta di un pezzetto di carota sminuzzata e prima che imbiondisca versate i tocchetti di cavolfiori- Usate un tegame con bordi alti, e aggiungete sale e pepe q.b.. Rimestate velocemente e regolate la fiamma visto che dovrete grattugiare  sul tutto della nove moscata, tornate a rimestare alzando la fiamma e innaffiando il contenuto del tegame, con mezzo bicchiere di vino rosso (o dosando la mano, va bene anche il marsala o il brandy), lasciate evaporare mescolando ancora e poi coprite il tutto con dell’acqua e mettete il coperchio alla pentola. Di tanto in tanto rimescolate con un cucchiaio di legno e man mano che cuoce e l’acqua evapora  aiutate il formarsi della crema pressando sulle parti che ancora non si sono disfatte. A cottura quasi ultimata aggiungere abbondante parmigiano o grana padano. La pasta, che va cotta a parte, va fatta mantecare nel composto, magari aggiungendo ancora formaggio grattuggiato.

Se avete letto sin qui siete pronti per la ricetta del secondo  piatto (i fegatini in barchetta sono un extra). Fate bollire i cavolfiori sino a un punto di cottura che ne faciliti l’impasto con del pangrattato e formaggio grattugiato. Fuori la fantasia: si può aggiungere di tutto come no, sale, pepe, prezzemolo, pezzettini di acciughe, capperi  o anche spinaci lessati. Formare delle polpette che, dopo un passaggio di vestizione nel pangrattato vanno fatte friggere prima del consumo finale.

Ecco, mi pare di non aver buttato via niente, e Guido dovrebbe essere contento.

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28 risposte a Cavolfiori di primo e secondo piatto

  1. in fondo al cuore ha detto:

    Interessanti ricette, quella delle polpette già la conoscevo, l’altra no, la proverò…..ma a parte il problema degli scioperi e dei blocchi…..quella di andare direttamente dai contadini per rifornirsi è una gran bella abitudine che noi abbiamo sempre avuto 😉

    • popof1955 ha detto:

      Da noi al mercato del sabato c’è una zona riservata ai coltivatori e produttori diretti, mentre il mercoledì il mercato è interamente riservato a loro. Acquistare senza passaggi intermedi è una gran cosa.

      • in fondo al cuore ha detto:

        noi non andiamo al mercato Paolo…..andiamo proprio a casa loro quando abbiamo bisogno, abbiamo la fortuna di conoscerne parecchi sia per frutta e verdura che per la carne…..e credimi, è tutta un’altra cosa!

  2. 😉 oltre alle ricette non avrei mai pensato ad un simpatico post parlando di cavolfiore, che tra l’altro è uno degli ortaggi invernali che adoro 🙂 notte

  3. luciabaciocchi ha detto:

    Interessante questa ricetta, ho possibilità di cucinare quelli che provongono direttamente dal contadino, non hai specificato che l’olio deve essere extra vergine e possibilmente quello Umbro.
    Ti lodo per il tocco di poesia che riesci a mettere, paragonare il cavolo al mondo è il massimo che si può leggere 🙂
    Buon appettito!!

    • popof1955 ha detto:

      E si che ho specificato olio e.v. Non sono andato troppo per il sottile con la provenienza, quello umbro è favoloso, il tuo lo sto centellinando, ha un sottofondo di tartufo, eccezionale! 🙂

  4. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    La cucina e la mia passione, senz’altro me copio questa ricetta serna giornata da Pif

  5. mariella1953 ha detto:

    ciao
    qui da me c’è il mercato coperto tutti i giorni e si trovano i banchi dei contadini cha hanno verdura buonissima,in questo periodo i carciofi che sono una delizia.la verdura del billa sempre di plastica.
    provero la prima ricetta che mi pare piu facile!
    hai sentito il terremoto?
    buon pomeriggio

    • popof1955 ha detto:

      Si il terremoto l’ho sentito, è stato un poco diverso da come me lo ricordavo, solo un’onda sotterranea che è passata, fortuna che non ha fatto danni. Avrei dovuto far scattare l’evacuazione , ma visto che gli allarmi tacevano e tutto era intero non mi son preoccupato più di tanto. Tutto è bene quel che finisce bene 🙂

  6. mizaar ha detto:

    bravo davvero il cuoco paolo! 😀
    provo tutto e poi ti dico. il mio cavolfiore, invece, va tagliato e messo nell’acqua di cottura della pasta, lasciato bollire per qualche minuto, deve essere raggiunto, subito dopo, dalla quantità di pasta che si cucina abitualmente. il formato della pasta deve essere corto, possibilmente chiocciole che ” raccolgono ” il cavolfiore. a parte si prepara, sbriciolandola, della mollica di pane casareccio possibilmente raffermo, si mette in un tegamino e si fa soffriggere con una buona quantità d’olio in modo da far diventare la mollica dorata e croccante. la mollica fritta si versa sulla pasta e cavolo quando è terminata la loro cottura e s’è scolato il tutto. questo è il tipico piatto invernale delle mie parti

    • popof1955 ha detto:

      Io detestavo la pasta e cavolfiori, che veniva preparata senza l’aggiunta della mollica soffritta, voglio provare però aggiungendo un paio di alici nel soffritto.
      Ma lo sai che queste sono ricette da periodo di guerra? Mollica di pane fritto e pangrattato per sostituire il formaggio, polpette di verdure per sostituire la carne, si vede che i nostri genitori ce le han passate coi geni. 😛

      • mizaar ha detto:

        pasta col cavolo, anche con la variante delle alici…ci stanno!, è una ricetta “basic” pugliese – della provincia di bari – che non appartiene al periodo bellico ma alla cucina contadina alla base del nostro mangiare quotidiano!
        e comunque, come hai detto tu, ce l’hanno passata coi geni! 😀

  7. strangethelost ha detto:

    Conoscevo già da molto tempo la seconda ricetta,e l’ho preparata parecchie volte!!
    Non ho mai preparato però la prima con la pasta e dato che domani è giorno di mercato comprerò un cavolfiore e farò la pasta!!
    La ricetta con la mollica abbrustolita noi qui la usiamo per fare la pasta con alici e finocchietti selvatici e poi sul tutto un’abboddante spolverata di mollica macinata abbrustolita!
    Complimenti !Sei molto esperto come cuoco!
    Ciaoooo,buon pomeriggio.Liù

    • popof1955 ha detto:

      La variante di Messina per la pasta con pangrattato abbrustolito è con alici dissalate scaldate in olio e.v. a cui a me piace aggiungere nel soffritto uno spicchio d’aglio intero, capperi e olive verdi in salamoia, tagliuzzate.
      Magari esperto, sapessi le discussioni su quantità di olio e tempi di cottura. 😀

  8. semplice1 ha detto:

    Non buttate le dita della Madre Terra!!!!(quant’è bella questa immagine!) Ridotti a cubetti sono ottimi per dare corposità e carattere al minestrone.
    Bravissimo, mi è piaciuto molto questo post del cavolo! 😉
    ciaoooooooooooooooo

  9. ili6 ha detto:

    Gradevolissimo questo tuo post ed anche appetitoso 🙂
    Il cavolfiore lo cucino in molti modi e, oltre che fritto con la pastella o semplicemente la farina (versione sprint), la mia ricetta preferita è il cavolfiore “affocato”: cime di cavolfiore in pentola con aggiunta di cipolletta, acciughe salate, olive nere (poche), olio, sale, vino rosso (senza esagerare) pecorino stagionato a pezzetti piccolini. Niente aggiunta di acqua. Si mette a cuocere tutto insieme a fuoco basso e con coperchio, evitando di mescolare.

  10. Shunrei ha detto:

    Sai che ho finito di cenare tipo 10 minuti fa, ma sei riuscito a farmi venire l’acquolina lo stesso? 🙂
    Vedo di girare il post al cuoco di casa… 😉

  11. mariella ha detto:

    EVVIVA IL BUON CAVOLFIORE!!! A me piace con lo spaghetto in bianco, facendolo rosolare nella padella con olio di oliva extra vergine, uno spicchio d’aglio, peperoncino e poi versati sul piatto con una spruzzata di parmigiano! Buon appetito!
    (il cavolfiore viene sottovalutato da alcuni.. come sbagliano!)

  12. luciabaciocchi ha detto:

    Paolo buona domenica, ora mi sono messa in cucina, ho lessato il calvolfiore e sto leggendo le varie ricette, sempre indecisa ,non so quale scegliere. Ti confesso che mentre toglievo le foglie esterne ho pensato alla tua similitudine, un mondo tutto bianco abbracciato da tenere foglie verdi…
    Buon pranzo!
    Lucia

  13. ross ha detto:

    Caspita!dispensi anche ricette! vuoi dire che a casa sei tu il cuoco?
    Proverò a fare la pasta, il cavolfiore mi piace molto!
    Complimenti dunque per il tuo blog sempre più interessante.
    Felice settimana
    Ross 😀

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