Dal sandwich al big mac

Gli anni settanta sono stati caratterizzati dal rito del sandwich. Prosciutto cotto, insalata russa, una fettina sottile di fontina e due fettine di pan carrè. Dopo è arrivata l’era dei paninari, subito soppiantati dai mega store del fast food d’importazione americana. Il big mac è diventato il top dei panini spazzatura. A dire il vero negli anni settanta  ne avevamo uno ancora  più trash.  In città imperversa il culto per un panino economicamente condiviso da ampi strati. Era stato ereditato dagli stradini che al mattino, prima di cominciare il lavoro nella ricostruzione delle strade, passavano in salsamenteria e facevano confezionare un panino con gli avanzi delle affettature del giorno prima. Perciò dentro ci stava di tutto, dal prosciutto al tonno in scatola (che veniva venduto sfuso). Noi studentelli squattrinati facevamo confezionare la sua imitazione, fatta di pezzetti di tutto un po’, che il salumiere aveva già pronto in una scodella.

Ma il centro del post non sono i panini o i sandwich, bensì il telegiornale di RAI1 di questa sera, con la partecipazione straordinaria del Prof. Mario Monti.

(Cliccare sul link per vedere il tg1ContentSet-9b6e0cba-4bef-4aef-8cf0-9f7f665b7dfb-tg1.html

Sino a qualche tempo fa il TG1 era un sandwich. Una notizia veniva presentata in mezzo a due fette di pancarrè. Prima l’annuncio di qualcosa che aveva operato il Governo, in mezzo l’opnione dei partner governativi prima, poi dell’opposizione, poi ancora a chiudere il preparato, l’opinione di un membro del governo.

Nel periodo dell’ultimo imperatore, le notizie venivano confezione in stile paninazzo. Prima un video del nano, alcuni propositi da bar sport, in mezzo prima l’intervista a questo o quel partner  di governo o a uno dei presidenti di camera e senato, al posto del ketchup una diapositiva con un membro dell’opposizione a cui il minzollino di turno faceva da doppiatore, poi ancora a chiudere il panino un cicchetto dal portavoce del premier e un paio di notizie rosa.

Stasera, 27 gennaio 2010 il big mac l’ha fatta da padrona. Il tg1 s’è aperto con un’intervista al premier che stava sardonicamente seduto su una poltrona alta e rossa. Separato dall’interlocutore che sedeva su una poltroncina gialla dalla spalliera lunga, da un tavolo. Su quella poltroncina l’intervistatore sembrare ancora più minuto, mentre Monti sembrava il Cervino svettante. Scelte scenografiche del regista, nulla da dire. Il Presidente ha sciorinato quelle che sono le linee del decreto sulle semplificazioni. Subito dopo c’è stata una presentazione delle diverse opinioni delle maggiopporanze (non è un errore, nasce dall’unione dell’ex maggioranza e dall’ex opposizione), poi ancora intervista al Prof. Monti. Infine una spruzzatina di granelli di sesamo: il parere della Santa Sede sull’opera del governo. Ecco come si prepara un big mac.

La notula più carina però è stata quella sulla scadenza della carta d’identità, che coinciderà con la data di nascita. Pare l’abbia suggerita un cittadino qualunque. Bella idea, mi precipiterò in comune il prossimo 25 aprile a per conoscere quelli che festeggiano insieme a me al rinnovo della c.i. Ah è festa? Il giorno dopo è sabato e la domenica non si lavora? Dovrò confondermi con quelli del 26, del 27 e del 28? Come farò a riconoscere i liberati senza violare la privacy?

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Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
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8 risposte a Dal sandwich al big mac

  1. semplice1 ha detto:

    Odio i big mac e i sandwich d’importazione americana e anche il nostro Monti lo è…sarà che io preferisco il mio panino originario: pane e panelle.. mi sa parlare, mi racconta la mia storia, è semplice, lo capisco, mi da piacere.
    Ciaoooooo

  2. Mery ha detto:

    Io sono cresciuta a pane fresco e mortadella profumata al pistacchio. I big mac e i sandwich non me li faranno mai digerire, piuttosto vado a succo di frutta! 🙂

  3. Emilio ha detto:

    Non mi piacciono gli hamburger, preferisco il caro vecchio sandwich 🙂
    Buon pomeriggio 😉

  4. luciabaciocchi ha detto:

    Sei un vero maestro nell’arte di unire il cibo alla realtà politica e economica, questi hamburger farciti di tutto e di più sono simili alle tante scelte fatte dalla nostra classe politica.
    Per ora preferisco mangiare due belle fette di pane e prosciutto, possibilmente quello di casa, il mio consuocero è un bravo norcino….
    Un saluto carissimo 🙂

  5. anch’io come semplice non amo le importazioni americane…..un bel pezzo di pagnotta con mortadella fresca lo preferisco alla lunga 😉 buon week end

  6. mariella ha detto:

    Non so che dire.. è un miglioramento o un’altra complicazione della nostra vita?
    Io comunque quando c’è il signor Monti cambio canale.. non credo e non confido in questo uomo. Non mi serve sentirlo. Chiacchiere e solo chiacchiere..

    A parte la metafora, mi hai fatto venire voglia di sandwich 😀
    Ciao!

  7. ili6 ha detto:

    voto per il panino con il salame, possibilmente quello preparato dal macellaio di fiducia, ma va benissimo anche quello di Brolo.
    In quanto a Monti e al suo big mac al profumo (o puzza) d’Italia…che debba essere costretto a metterci dentro tante cose lo sapevamo e poichè ha iniziato a sfiorare certe caste prima intoccabili, la cosa comincia ad interessarmi; se poi dentro metterà anche gli stipendi dei politici allora farò volentieri il sacrificio di riconsiderare il suo big mac; se ,infine, dovesse farcire con le banche, con un bellissimo annullamento, anche parziale, degli enormi poteri che hanno e che tengono sotto scacco la nazione intera, allora potrei anche assaggiare quel suo big mac. Una decisa spolverata di seria lotta alla criminalità organizzata, me lo farebbe amare a vita.
    nell’attesa continuo col mio panino e salame, e mi sa che…

  8. ross ha detto:

    Molto carino questo articolo. Evviva il panino con il salame ed un buon bicchiere di vino! Oggi di genuino non c’è più nulla, forse solo i nostri ricordi. Tutto è sofisticato,truccato,viziato, come dice ili6 ci vorrebbe una bella spolverata!
    Buona settimana
    Ross 😀

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