Neve, da Ausmerzen a Kars

Sarà questo tempo con il mondo che si veste di bianco. Sarà che  ogni giorno salta fuori una nuova truffa ai danni dello Stato, sarà che anche il silenzio della neve fa rumore, ma mi è tornato in mente un romanzo di Orhan Pamuk, “Neve” appunto, come quella che scendendo dal cielo come fosse formaggio grattugiato, cade su di noi, esili chicchi di risoni in un brodo caldo di carne.

Il libro di Pamuk l’ho letto nell’estate di tre anni fa. Le vicissitudini del giovane Ka nella cittadina di Kars dilaniata da una guerra nascosta, che nel giro di una notte diventa  colpo di stato, porta per mano in un viaggio  in cui, la cosiddetta gente normale, finisce per accettare un ordinamento militare in cambio di una parvenza di tranquillità o normalità.

Quando il malaffare pervade una società, quando la povertà umana viene coperta da una coltre di soldi non si sa bene come guadagnati,  si diventa diffidenti di tutto e di tutti  cercando un capro espiatorio nel diverso.

Eh si perchè le dittaure non è che vengono solo imposte, vengono anche desiderate, amate, auspicate. E’ la cecità di noi che ci consideriamo liberi pensatori che ci illude che la maggior parte della gente non voglia, non desideri che una dittatura possa arrivare a salvaguardate il giaciglio di sicurezza acquisito.

Anni fa, quando scoprii il pensiero di Erich Fromm in “Fuga dalla Libertà” mi risultò indigesto accettare l’idea che il fascismo era qualcosa che gli italiani volevano, ma era la realtà del tempo. Un anno fa Paolini  nel suo spettacolo denuncia “Ausmerzen”, ha illustrato al grande pubblico come la Germania non fosse isolata nell’idea razziale del nazismo. Ogni paese d’Europa, dopo la crisi del ’29, aveva la sua bella dote di nazionalismo xenofobo che individuava nei più deboli e nei diversi la causa di tutti i mali.

Oggi la sentenza della Corte dell’Aja che non riconosce l’indennizzo delle vittime del nazismo in Italia riempie le pagine dei giornali. Ancora una volta vorremmo stravolgere i fatti e chiedere un indennizzo per un danno di cui i nostri connazionali di allora, sono stati partecipi. Come se l’Italia in quegli anni non fosse alleata della Germania nazista.

Se davvero c’era o c’è da chiedere un indennizzo, dovrebbe essere nei confronti di quegli stessi italiani che usando le braccia della gestapo trucidarono altri italiani. Certo il 25 aprile le pecore smarrite si son scoperte antifasciste, il pannolone puzzava, ma per vent’anni il silenzio delle pecore aveva consentito al duce e ai suoi sgherri di farla da padroni. Se proprio fosse necessario un indennizzo sarebbe bene cercarlo più tra noi che non in Germania, le colpe degli alleati sono pari in quanto complici accondiscendenti delle atrocità di cui si macchia l’alleato che nel frattempo si trasforma in occupante. Certo in quegli anni l’Italia era divisa in due, ma ben presto i fascisti si sarebbero riciclati e rivestiti, e sino allo scorso anno, qualcuno con l’incarico di presidente del consiglio, in occasione della giornata consacrata alla Liberazione, accusava malesseri che gli consentivano di disertare le commemorazioni. Non era una gran perdita. Peggio lo scorso aprile quando ha tentato di diffamare quella giornata chiamandola riconciliazione. Forse i giudici dell’Aja han capito che del fascismo non ce ne siamo ancora liberati.

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11 risposte a Neve, da Ausmerzen a Kars

  1. mariella ha detto:

    Le ingiustizie non hanno mai fine..

  2. tutto questo non mi piace….fermate il mondo…voglio scendere!!!!!!
    buon fine settimana

  3. mariella1953 ha detto:

    Ciao
    In questi giorni sto leggendo un libro molto bello “la chiave di Sara”(hanno fatto pure il film),il romanzo fa conoscere un episodio successo a Parigi durante l’occupazione nazista quando la polizia francese per compiacere gli occupanti arresto’ milioni di ebrei stipandoli in un velodromo e da qui poi nei campi di concentramento dove quasi nessuno si salvo’.
    Se e’ vero che in tempo di guerra la realtà e’ diversa,non si vive ma si cerca di sopravvivere e’anche vero che le delazioni erano tante …..
    Buona giornata e buona neve! Qui c’è il sole anche se freddo e non ci spero più di vedere un po’ di neve!

  4. gabriarte ha detto:

    le atrocità a cui noi abbiamo assistito ci hanno convinti che non dobbiamo più fidarci dell’essere umano Sarà sempre pronto a trasformarsi in belva Questo mi raccontava mio zio e mio padre che hanno vissuto in prima persona il fascismo e i campi di concentramento. Pensavo allora che fosse solo una loro paura ora è anche la mia ciaooooooo

  5. luciabaciocchi ha detto:

    Da ieri scende una neve bianca, soffice, come una grattatina di formaggio, come sapientemente hai descritto. Ha coperto tutte le brutture che quotidianamente accadono, ma durerà poco domani tornerà tutto come prima!
    Un saluto 😉

  6. strangethelost ha detto:

    Non mi piace per niente la piega che stanno prendendo le cose!! Anche io voglio scendere da questa epoca di pazzi !!
    Hai sentito l’ultima novità che forse in un futuro non molto lontano l’Arma dei Carabinieri verrà sciolta perchè deve nascere la Nuova Gendarmeria Europea e che guarda caso si dice sempre che verrà comandata dai soliti americani ,mentre i nostri carabinieri avrebbero più un ruolo di guardie giurate che di forze dell’ordine!! Tutto questo me lo ha detto mio figlio che lo ha letto sul web,tu ne sai qualcosa ??
    Un caro abbraccio e una buona domenica.Liù

    • popof1955 ha detto:

      Di una polizia europea se ne parla da tempo, in effetti esiste anche l’Interpol. Prima di arrivare ad una polizia europea sarà necessario il passaggio attraverso l’unità politica, che ne stabilisca i fini e gli scopi. Discorso diverso su una forza militare dell’Europa. Pensa all’intervento in Libia, sembravano in ordine sparso e poco ci mancava che si sparassero l’un l’altro.
      Tieni anche conto che iI Parlamento Europeo, che non è espressione ne di un’unione o almeno di una confederazione, sino ad ora ha avuto più un ruolo di guida, e noi nel nostro piccolo abbiamo visto solo interventi sulla dimensione che devono avere le pizze che non sulla trasparenza amministrativa ad esempio. L’unione purtroppo è lontana ad arrivare, basta ricordare che il Progettto di Costituzione Europea sembra abbandonato dal 2009.

  7. ili6 ha detto:

    Ho letto Neve di Pamuk questa estate ed è stato il più bel libro letto nel 2011.
    Eccome se era alleata l’Italia ai nazisti. Ma non tutti gli italiani lo furono e se io oggi ci sono, lo devo ad una famiglia di piemontesi che nascosero e curarono per mesi mio padre che si gettò dal treno che era diretto in un campo di concentramento tedesco.
    Non dimentico, non posso dimenticare e finchè avrò fiato in corpo griderò contro ogni tipo di dittatura, offesa e vilipendio di vita libera e sacra.

  8. semplice1 ha detto:

    Io non voglio scendere..voglio continuare a lottare, a crederci..lo devo a me, a mio figlio e a tutti quelli che verranno. Voglio poter lasciare loro un mondo in cui la libertà non sia solo un sostantivo femminile ma un valore in cui vivere. Ci credo perchè? Perchè oggi non è come ieri, nel passato si ignorava quello che succedeva all’altro capo del mondo e se ne veniva a conoscenza per quello che ci veniva dato, per come volevano ci venisse dato, oggi è tutto in tempo reale, le notizie corrono come saette, siamo o dovremmo essere più svegli..c’è solo da scrollarci di dosso quella coperta sintetica di tranquillità, di benessere e avere il coraggio di metterci in discussione. Finchè continueremo a lamentarci nulla cambierà, ingrosseremo solo quel gregge belante il cui scopo di vita è solo brucare erba a testa china per riempire il sacco.

  9. mizaar ha detto:

    perdinci quanti pensieri per una nevicata! bel post, paolo!!

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