Tajine

La portaerei italiana, che negli ultimi 20 anni si è arricchita di uomini e donne di altri paesi, ci sta regalando anche la possibilità di gustare preparazioni di cibi e accostamenti di sapori, impensabili per le nostre abitudini alimentari. Oltre ai nuovi sapori arrivano anche  arnesi da cucina di cui non sapevamo l’esistenza. Uno di questi è il tajine,  di origine berbera e importato dal nord Africa.

Qualche mese fa l’ho visto esposto nella vetrina di un negozio di alimentari etnico o esotico, o più semplicemente marocchino. Mi chiedevo che cosa fossero quegli ammennicoli che a me sembravano dei vasi, viste le decorazioni che li adornano. Incuriosito sono entrato nel negozio dove ho chiesto informazioni. Il proprietario mi ha spiegato che serviva per cucinare.

Il Tajine funziona un po come i nostri forni, un po come le nostre pentole a vapore, un po come quelle a pressione, in compenso lascia che i cibi cuociano a temperature non elevate, con aggiunte di dosi minime di grasso e sale. Insomma un metodo di cottura ottimale. Teme il fuoco diretto essendo in terracotta vetrificata, e viene utilizzato appoggiato sulla cenere calda sotto cui cova la brace (tra me e me ho anche pensato a piastre arroventate dal sole o alla sabbia che scotta). Nelle nostre cucine a gas basta isolare il fondo con una piastra o una rete che spezzi la fiamma. 

I risultati della cottura sono eccellenti,  il matrimonio tra la cottura tajine e i  nostri piatti tipici si può fare. Dagli arrosti agli spezzatini, dal pesce alle verdure, al riso e persino la pasta, tutto acquista un morbido sapore. Arrosti, stufati, brasati e stracotti, che siano di manzo, vitello, maiale, agnello o coniglio meritano questo metodo di cottura. Le verdure, singole o meglio ancora unite ad altre o anche ripiene, sono di casa. Il pesce sembra che non attendesse altro che il tajine, per farsi pescare. I tempi di cottura non sono rapidi, ma anche un brasato o uno stracotto necessitano del loro tempo. Il pollo se lo si fa rosolare prima in una pentola, cuoce in poco più di mezz’ora, l’importante è non bucarlo,  perciò meglio usare arnesi di legno. 

Una pecca devo segnalarla, non va messo in lavastoviglie. Due i motivi, è troppo grande e pesante per essere contenuto nel cestello. Il secondo, è che la terracotta smaltata è meglio lavarla a mano.

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Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
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15 risposte a Tajine

  1. Patrizia M. ha detto:

    Forteeeeeeeeeeeeeee
    Beh dai, alla fine ne vale la pena lavarla a mano 🙂
    Ciao, Pat

  2. in fondo al cuore ha detto:

    Molto interessante, ho già visto questo tipo di cottura in un’altra occasione ma non riesco a ricordare quale…..sicuramente più sana e gustosa della normale padella. Buona serata!

  3. interessante….
    serena notte 🙂

  4. Insenseofyou ha detto:

    La cucina etnica in generale riserva sorprese di gusto ed anche di qualità delle pietanze cucinate. Buonissimo il Tajine di pollo fatto con questa carne, cipolle, piselli, carote e con l’aggiunta dei profumatissimi coriandolo, zenzero e pepe bianco. Ciao e se già lo hai, buon Tajine 🙂

  5. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    Ho una amica che è sposata con un tunesino, e lei usa anche questo contenitore per preparare il cuoscuos.. io ho un libro di cucina turca, e vorrei una volta usare questo continetore per provare alcune ricette.. ti auguro una serena giornata Pif

  6. ili6 ha detto:

    Ha un altro vantaggio che per noi donne non è per nulla da poco: quell’alto coperchio a cono evita spruzzi durante la cottura e la piastra dei fornelli rimane pulita. L’apertura, inoltre, permette l’aggiunta di spezie senza sollevare il coperchio, e garantisce ai cibi la giusta umidità.
    Ne ho uno simile, non in coccio, denominato “vulcano” e ne scopro sempre più le qualità, tanto da usarlo ormai quotidianamente.
    Sempre positiva l’apertura alle altre culture e… alle altre cucine 🙂

  7. mariella1953 ha detto:

    Ciao
    Io ci vedrei una bella ratatuia!
    Buona giornata di sole!

  8. luciabaciocchi ha detto:

    Quando ho visto l’immagine ho pensato che l’oggetto raffigurato fosse una trottola, a me la ricorda molto. In cucina uso molto le pentole di coccio, fatte a mano in una località vicino a Deruta, non smaltate e quindi non tossiche, per determinate cotture sono formidabili, soprattutto per i legumi. Confesso che ci vuole tempo e pazienza, i cibi devono sobbollire a fuoco molto basso e la cottura impiega qualche ora, mi piacerebbe sperimentare questo Tajine, anche se non amo molto la cucina etnica.
    Con amicizia 🙂

  9. mariella ha detto:

    Ma questo è un ritorno alle origini!!!
    Si, il cibo viene più sano e anche conserva di più le proteine altre sostanze nutritizie.. non li disperde
    Ciao 🙂

  10. pierperrone ha detto:

    Popof, la conoscenza culinaria che dimostri e’ ammirevole davvero. Questo articolo mi ricorda la mia scoperta del work, se si scrive così’, grossa casseruola padella cinese per cuocere il riso fuggendo stufando gli ingredienti.
    Un caro saluto.
    Piero

  11. strangethelost ha detto:

    A prima vista lo avevo scambiato per un vaso etnico perchè oltre che utile è anche bello esteticamente.
    Qui in paese non so se lo troverò però se scendo in città lo cercherò mi piace molto!!
    Per me lavarlo a mano non sarebbe affatto un problema dato che l’unico elettrodomestico che non ho mai desiderato è la lavastoviglie !!
    Ciao,buon fine settimana.Liù

  12. semplice1 ha detto:

    E io amo la Terra e l’Umanità tutta per la sua varietà e creatività 😉

  13. accantoalcamino ha detto:

    Io lo conosco ma non lo possiedo, se un giorno dovessi avere la fortuna di trovarlo lo laverei volentieri a mano..in fondo l’ho sempre fatto con le pentole di coccio 😉 Buon San Valentino a voi 🙂

  14. mizaar ha detto:

    lo stesso principio dei ” forni a campana ” http://cortinifirenze.it/componente.php?n=02037 ma in terracotta. davvero bello! per adesso ho solo tegamini di coccio…

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