DallAddio

Arriva sempre il momento in cui il treno si ferma in stazione e bisogna scendere. A volte è un momento triste. Accade quando lascia la carrozza qualcuno con  cui hai condiviso parole e pensieri. In treno non è come in confessionale, dove sai chi troverai.  Non scegli il passeggero che compirà con te chilometri e chilometri di viaggio. Il treno corre, rallenta e accelera, sfiorando stazioni senza fermate. I discorsi assumono il ritmo delle congiunzioni dei binari su cui rotolano le ruote d’acciaio, tum, tututump, tum tump. La musica di Lucio Dalla secondo me è nata di notte, nella cuccetta di un treno.

Accendere la radio e ascoltare una sua canzone in macchina, riportava a quella sensazione. Qualcosa di vissuto da raccontarsi, ben sapendo che non ci sarebbe stato un dopo.

Non ho mai amato la musica di Dalla, forse perché troppo soluzionata, studiata ed arrangiata ad arte. Degli oltre 500 dischi che possiedo nemmeno uno è suo. Eppure come tutti i contemporanei,  di canzoni sue ne conosco. Quel 4 marzo 1943 ad esempio era stato il primo tentativo di strimpello di chitarra, troppo semplice il giro armonico in do/sol7, eppure c’era ricercatezza nelle soluzioni presentate, vuoi nel fischio, vuoi nei toni del basso. Soluzioni che la rendevano aromiosamente accativante, anzi accatturante, come quasi tutte le sue canzoni. Un piccolo pifferaio magico, un simpatico vecchietto, come il S.Giuseppe delle immaginette, che non ho mai pensato sbarbatello.

Addio Dalla. Hai attraversato i pentagrammi del secolo scorso, con piglio beffardo ti affacciavi nel ventunesimo secolo, come a dirci “ciao, siete ancora li?”.

Mi piacerà pensarti dentro una delle tante nuvole che ogni giorno solcano il cielo prendendo forme diverse, a seconda dei venti e degli ostacoli che si presentano dinnanzi, pronte a riversarsi in terra per formare nebbie voraci di luce.

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Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
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8 risposte a DallAddio

  1. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    “L’uomo è solo veramente morto, se nessuno più pensa a lui.”… Bertolt Brecht
    “Non esiste la morte. Soltanto un cambiamento di mondi” … Capo Seattle
    “Il corpo muore. Il corpo è semplicemente ciò che l’anima materialmente possiede. E’ il suo involucro. L’anima prosegue la sua vita” … Susie Billie
    Lui rimane sempre nei nostri cuori.. Pif

  2. mizaar ha detto:

    era un bolognese ironico e molto scafato – specie negli ultimi anni di vita. addio…

  3. ross ha detto:

    Impossibile o forse imperdonabile che tu non abbia un SUO disco. Certo “degustibus” però ritengo che alcuni testi delle sue canzoni siano una vera poesia che riflette il “mondo” interiore degli anni ’70 e ’80 mentre la musica è D’Autore.
    Addio Lucio, io ti immagino insieme ad un altro grandissimo Lucio, a “strimpellare” per il piacere di chi, ora, vi stas accanto.

  4. ili6 ha detto:

    uno dei miei pochi cantautori preferiti. Posseggo alcuni suoi dischi ma ho cantato tante sue canzoni. Mi piaceva quel suo modo di essere sì sopra le parti, ma senza il distacco aristocratico di altri cantautori. E mi piaceva il suo raccontarsi nei testi e nella vita, senza falsità.

  5. luciabaciocchi ha detto:

    Popof il tuo ricordo a lucio è commeovente, hai scritto delle righe di grande prosa.
    Anche a me piace pensarlo tra le nuvole, sicuramente con la sua musica starà allietando l’Aldilà e di lassù ci sta guardando con il suo sguardo dolce e profondo.
    Un saluto

  6. Patrizia M. ha detto:

    Un addio inaspettato che lascia un grande vuoto, io ho sempre amato le sue canzoni e anche il suo modo di fare, il suo essere persona semplice nonostante tutto anche tra quelli che molti considerano “rifiuti della società”
    Per me non è un addio ma un CIAO LUCIO….

  7. Emilio ha detto:

    E’ stato e resterà un grande artista, questi personaggi non moriranno mai!
    Al contrario tuo ho diversi cd di Lucio 🙂

  8. strangethelost ha detto:

    Neppure io ero una sua sfegatata ammiratrice,ma la sua repentina scomparsa
    mi ha molto addolorata!!Forse perchè ci vediamo messi di fronte alla morte all’improvviso
    e pensiamo che potrebbe toccare ad ognuno di noi da un momento all’altro!
    E’ come se la morte si beffasse di noi e ci buttasse in faccia la nostra mortalità.
    Buon pomeriggio Paolo.Liù

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