Neve di primavera

Che meraviglia, in questi giorni ho poche frequentazioni nel blog. Fascio male a dirlo? Riduco i frequentatori? Invece dico, buon segno, si vede che la gente esce di casa e non passa ore a spasso per internet.

In questi giorni in cui la primavera spinge a piccoli passi via l’inverno, ci si risveglia anche noi al mondo. Ieri il servizio fisioterapico mi ha chiamato per iniziare un ciclo di terapie. Naturalmente ho rinviato, non mi va di stiracchiarmi tra quattro pareti. Preferisco il massaggio naturale della moto, nelle giornate lavorative. Del camminare sconnesso su terreni accidentati, nei giorni di festa, o, come nella splendida giornata di domenica, che spargeva sole caldo sugli ultimi rimasugli di neve,  una pista di fondo tranquilla,  nella Valle di Rhémes (Val d’Aosta),  dove malgrado mesi di inattività ho potuto percorrere una decina di km divertendomi pure. Un toccasana  per sgranchire braccia, gambe e cervello.

Tra una cosa e l’altra ho scambiato qualche chiacchiera con dei valligiani, di quelli che ci vivono tutto l’anno, che devono trarre dalla terra i frutti per il sostentamento a colpi di piccone.

Cercavo un quotidiano nell’unico negozio del paese. Non arrivano, troppa poca gente stabilmente residente. In effetti 121 abitanti son troppo pochi per un giornale che al tramontar del sole è vecchio. Chi lo vuole si abbona, glielo porterà il postino. Nei paesini di montagna, il tempo scorre lento, non c’è la frenesia delle città, ci si ferma anche a parlare. La nascita di un vitello è notizia, non ha bisogno di essere scritta, viene detta, raccontata. Così non ho avuto problemi a conoscere il perché di quel tetto che sfiora il terreno,  e che si vede in una foto,

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Mi è stato spiegato che in passato da quel lato della montagna venivan giù le slavine. Nel turbinio di aria e neve, il tetto della casa volava via. Han pensato di allungare la falda fin quasi a toccar terra. La casa così resisteva alle valanghe. Oggi non è più necessario costruire i tetti in quel modo, ci sono le barriere di sostegno per la neve, e prima che diventi tanta, si provocano piccole valanghe con i botti.

Ecco una cosa che ho imparato, niente è un caso. Delle finestrelle piccole sapevo l’utilità, la luce entra lo stesso e il caldo non scappa. Dei tetti che sfiorano il suolo non sapevo il perchè, in certi punti della casa sei costretto a tenere la testa bassa, a guardare il terreno.

Ecco questa è una lezione economica che viene dalla natura e di cui tener conto “se le montagne sono alte di fronte a te, prima di andare a vedere cosa c’è dall’altro lato, tieni basso il profilo, ti proteggerà dalle valanghe”.

Cosa c’entra l’economia? Chi, a meno che non sia un puffo, costruirebbe mai una casa con il tetto così basso? Una volta che hai costruito una casa a cui la valanga (speculazione) porta via il tetto (default), che senso ha spendere soldi ed energie per mettere tegole e mattoni per fare un muro? Ma se quel suolo è quello in cui hai investito il futuro, ha un  senso, ti garantirà la vita.

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Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
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22 risposte a Neve di primavera

  1. in fondo al cuore ha detto:

    giustissima considerazione…..lontana dai pensieri di chi vive lontano e non entra nella logica delle montagne, ma nulla viene fatto a caso……. Certo che vivi in luoghi stupendi….. Buona serata Paolo!

  2. ili6 ha detto:

    Posti incantevoli (e lo afferma Ili che ama più il mare 🙂 )
    Perfettamente d’accordo con la tua conclusione: tenere basso il profilo se necessario, rispettando le situazioni che ti circondano, serve a garantirti la vita e ad andare avanti.
    Un pò è come decidere di vivere nel parco dell’Etna: conoscere il suolo, rispettare gli obblighi di costruzione legati alle aree del parco, ti consente di vivere con maggiore serenità e di costruire un futuro. A parecchi piacerebbe costruire case e paesi ad alta quota, ma è meglio restare bassi e rispettare le “inquietudini” del vulcano che sbuffa e respira. Certo, dovesse incavolarsi sul serio…non ci sarebbe quota bassa che tenga, ma di sicuro siamo messi meglio dell’area vesuviana.

    Perchè m’è venuto in mente di scrivere questo? Bohhh…forse perchè sempre di montagna si tratta 🙂

    • popof1955 ha detto:

      Secondo me hai paragonato la valanga di neve alle colate laviche, nel primo caso è sufficiente abbassare le falde dei tetti, nel secondo stando lontani dalle falde del vulcano. Guarda caso si chiamano allo stesso modo 🙂

  3. alba morsilli ha detto:

    la sapienza contadina ecco che cosa è quella che tanti ingegneri ignorano, perché le carte non
    vivono giorno per giorno la montagna.
    da loro gente di montagna che noi colti di città dobbiamo prendere lezione di vita vissuta,
    rispettare la natura, amarla , e lei stai tranquillo non ti deluderà mai.
    Essa è come un scrigno racchiude un valore inestimabile

    • popof1955 ha detto:

      Benvenuta Alba. So del tuo amore per la montagna, ne parli anche tu spesso nel tuo blog. Si la montagna è uno scrigno in cui rovistare per riscoprirsi dentro e fuori. Ciao 🙂

  4. Paolino ha detto:

    un paese senza giornali… rischierei la crisi d’astinenza per almeno un paio di giorni prima di abituarmi… poi forse vorrei trasferirmi lì 🙂
    comunque splendide foto Paolo! 😉

    • popof1955 ha detto:

      Si penso che in un paio di giorni uno supera la crisi, in ogni caso c’è internet. Ma in effetti quanti dei fatti che vengono raccontati nelle 60 pagine (20 al netto della pubblicità) di un quotidiano, ci toccano veramente?

  5. Patrizia M. ha detto:

    121 abitanti, praticamente una famiglia molto allargata 🙂
    Chissà come deve essere viverci, abituati come siamo alla frenesia delle nostre giornate, sicuramente però un luogo che diventa toccasana per ritemprarsi quando si vuole veramente staccare la spina, dalle foto direi che è veramente bellissimo.
    Notte, Pat

    • popof1955 ha detto:

      I ritmi sono molto più umani te lo assicuro, la gente è disponibile a parlare, a noi delle città (e zone limitrofe) ci può sembrare anche strano, ma nei negozi trovi sempre una sedia disponibile per chi si ferma a spender due parole. Pensa che al momento del pranzo abbiamo atteso un pezzo prima che passasse la ragazza per l’ordinazione, la brocca d’acqua e il pane erano già in tavola, i piatti del giorno erano tre o quattro e li stavano preparando. In tutti i posti tendono a riempire il tempo dell’attesa con vino e antipasti, li invece erano tranquilli, inoltre ho notato che la quantità di cibo destinata a un tavolo e stabilita da una loro stima, non veniva riportata in cucina ma offerta ancora agli stessi commensali. Son quelle piccole cose che fanno apprezzare un posto.

  6. lucianaele ha detto:

    Buon venerdì e buon fine settimana.
    Un sorriso,
    Luciana

  7. mariella ha detto:

    Che maestosa la montagna! (Belle foto).
    Bei posti che visiti, si vede che la montagna ti appassiona..

    Ps: Una cosa certa è che io non costruirei una casa ai piedi di una montagna..

    Ciao! 🙂

  8. mariella1953 ha detto:

    Ciao
    Bellissime foto,la montagna mi piace anche se,dopo un po’,mi manca il mare!
    Sono stata anni fa in Val d’Aosta e ne ho un bel ricordo
    Buona giornata

  9. ross ha detto:

    Hai ragione c’è meno “traffico” sul web in questi giorni, questo bel sole ci invita a fare passeggiate, a me piace girare in bicicletta per sentire il caldo del sole sul viso e l’aria fresca sul corpo, fortunatamente abito in una cittadina in prov.di Milano ancora vivibile e con spazi che ti permettono di “biciclettare”. Bello l’articolo: l’uomo sta speculando su tutto e la natura a volte si ribella, mi sa che prima o poi arriverà il giorno in cui si incazzerà di brutto e , per noi, saranno grossi guai.
    Felice notte
    Ross 😀

    • popof1955 ha detto:

      La natura fa sempre i suoi capricci, occorre essere previdenti sin dove possibile, per il resto la vita non è una linea dritta, altrimenti sarebbe una noia 🙂

  10. luciabaciocchi ha detto:

    Paolo! Sapessi come t’invidio, il contatto con la natura mi manca da morire. Il tuo è un paessaggio che non ho il piacere di vedere nei miei luoghi, ma dalle tue fotografie è bellissimo, la maestà di queste montagne mi lascia stupita…prima o poi verrò dalle tue parti. Importante la nota finale di economia, che non manca mai nei tuoi post.
    Un saluto 🙂

    • popof1955 ha detto:

      Eppure la Val Nerina è a pochi passi. Lo sai che vicino casa tua, lungo la strada che porta all’Adriatico ci sono dei canyon mozzafiato?
      Io aspetto che prima o poi tu e Angelo un giretto lo facciate 🙂

  11. popof1955 ha detto:

    Son stato tentato di cambiare il finale accettando il suggerimento, ma poi ho deciso di lasciar perdere, penso che in fondo le tasse occorra comunque pagarle, e se si hanno appigli legali si ha la possibilità di far valere i proprio diritti.
    Appena un anno fa con dei sotterfugi o scappatoie avrei potuto risparmiare 6.000 € di iva, ma quanti chiarimenti avrei dovuto dare in seguito ad una verifica? L’importante è che chi incassa l’iva poi la versi, è un costo finale.
    So che non sarai d’accordo, ma in caso di sisma proprio in ragione delle imposte pagate il cittadino ha diritto di essere aiutato nella ricostruzione.

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