Poveri si, ma con braccia forti.

Leggere la Rivoluzione Francese sui libri di storia aveva un che di affasciante. Avevo dodici anni e nella fantasia la storia si mescolava con le immagini viste in qualche film. Che bello vedere la diseguaglianza crollare sotto la forza unita della gente. Il popolo tirava su le barricate e buttava giù i portoni della Bastiglia. Le Coccarde bianche, rosse e blu, il grido libertà, legalità, fraternità. Semi mentali che si confondevano con Rin Tin Tin. Poi rincontrarla ancora sui libri di storia cinque anni dopo, approfondirne gli aspetti che l’avevano fatta scaturire. La filosofia illuminista che pervadeva il tempo. Un dato di fatto restava immutato tra la rilettura dei diciassette anni e quella di cinque anni prima: il terzo stato aveva detto basta, basta alle ingiustizie, alle sperequazioni, ai privilegi della casta nobiliare e clericale, basta con i pochi che detenevano la ricchezza dei tanti. Lo so che è andata diversamente, mi serve solo come elemento collante con quello che, un’analisi di Bankitalia focalizza sulla diseguaglianza che si è generata in Italia nella distribuzione della ricchezza nell’ultimo decennio. Ho appreso dello studio dal Sole 24 ore, titolo  “10 paperoni detengono la ricchezza di 3.000.000 di poveri (basta cliccare sul collegamento per leggere l’articolo).

Certo che se è la Banca d’Italia a mettere il dito nella piaga qualcosa di storto ci deve pur essere. Il fatto ancor più allarmante è che la ricchezza appartiene ai più anziani e non ai giovani. In parole povere è aumentata la ricchezza ma non la sua produzione, il che vuol dire che per il mantenimento di una condizione economica e sociale, è necessario mettere in conto un inevitabile indebitamento e, successivamente, la perdita della ricchezza stessa (svendita).  Si aggiunga al tutto il dato statistico che fissa la vita delle imprese familiari, e della sua ricchezza, a due generazioni. La prima generazione costituisce, fa crescere l’azienda, la seconda l’amministra, la terza la disperde. Ora visto che la percentuale di giovani inoccupati è molto alta, significa che questi ultimi vivono con quello che passano i genitori, rassegnati bancomat casalinghi. Con la dipartita di padri e madri il passaggio dalla cucina alla cantina sarà inevitabile.

Mi tornano in mente certi film con Totò in cui veniva raffigurata una generazione di passaggio che manteneva i titoli nobiliari senza alcun credito sociale, dove il palazzo diventava la gabbia dorata il cui valore era inferiore ai debiti accumulati con la servitù. Si rideva amaramente. Mi serve una ciambella di salvataggio, una speranza per non affogare nel pessimismo. Me la offre Devis Bonanni (alias Pecoranera) che a vent’anni ha scelto di coltivar la terra e di trarne i frutti che offre nelle sue stagioni, se è il caso fai i mercati per vendere i tuoi prodotti, non diventi succube del mercato che stabilisce quanto vale il tuo futuro. Usciti dal gregge, da pecora si diventa montone.

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13 risposte a Poveri si, ma con braccia forti.

  1. in fondo al cuore ha detto:

    In effetti ci sono tanti giovani che si industriano e hanno inventiva e voglia di autonomia…..ma non è facile e non sempre riescono purtroppo…..ma tantissimi in bocca al lupo a tutti questi ragazzi, l’importante è non cadere nella rassegnazione e subire passivamente l’andamento delle cose.
    Buona serata Paolo!

  2. luceinombra ha detto:

    Ho sempre amato la Rivoluzione francese… l’adoravo, e ancora ci credo, che insieme si possa cambiare… una massa di persone incazzate come iene che insieme procedono, avanzano e a gomitate conquistano…bisogna constatare quanti altri sono disposti a crederci!… e qui ci credo meno… i dati sono sconcertanti, urlati sulle prime pagine dei quotidiani come a scoprire l’acqua calda… uno su 4 non lavora… ma dai? davvero? e da cosa se sono accorti?… i ragazzi pensano ad andaresene, avessi la loro età (ma pure oggi ci ho pensato) me ne andrei anche io se non fosse che significherebbe mollare la spugna… e questo proprio non mi va… alternative? mi dico che fino a che ci penso non mi muovo… devo agire ma non so dove sbattere la testa… problema credo di molti.

  3. mariella ha detto:

    Metti anche lo spread usato come arma di ricatto per dettare quello che vogliono che si faccia in senso di austerity, cosa che sta accadendo oggi. Si parla di un documento segreto dove si chiede all’Italia di fare un altra manovra di austerity. Il governo ha smentito e ha confermato che non ci sarà, e lo spread è risalito. Lo vedi in che situazione corrotta e criminale ci troviamo? In che circolo vizioso marcio ci troviamo? Ignorano che noi l’abbiamo capita questa menzogna della crisi.. qui qualcuno o più di qualcuno uscirà fuori di testa e si fa giustizia da sé per questa macelleria sociale feroce..

    • mariella ha detto:

      in risposta al mio post della moneta di popolo, guarda cosa dice lo stesso presidente del parlamento europeo

      LE BANCHE CI TRUFFANO – ORA LO DICE ANCHE IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO!

      ALLA DOMANDA SE LE CONSORTERIE BANCARIE NON CI TRUFFINO CON IL MECCANISMO DEL PRESTITO DEI SOLDI ALL’1% ALLE BANCHE, CHE CON QUEI SOLDI POI CI INDEBITANO AL 5/7%, RISPONDE CON UN CHIARO, SECCO E INEQUIVOCABILE: “SONO D’ACCORDO!”.
      MARTIN SHULZ NON E’ UN COMPLOTTISTA QUALSIASI, MA IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTEO EUROPEO IN CARICA.

  4. strangethelost ha detto:

    Sai che è un periodo in cui penso spesso ai motivi che hanno portato il popolo francese alla Rivoluzione? Non vorrei fare la Cassandra della situazione ma ho l’impressione che ci stiamo pericolosamente avvicinando a qualcosa di simile!! Chi non l’ha ancora capito come successe ai Reali ed ai nobili francesi sono proprio quelli che stanno chiusi in parlamento, oppure chi va in Cina a lodarsi e imbrodarsi con il sangue ancora addosso dei due poveretti che si sono suicidati!

  5. popof1955 ha detto:

    Sono andato a vedere il sito da te indicato e poi l’andamento della borsa, i differenziali di Spagna e Italia che risalgono rispettivamente a 375 e 350. A parte la speculazione che è un fatto normale, quello che non è normale è che le si dia ossigeno. Ormai la crisi, che era iniziata come finanziaria, che si è evoluta in economica, ora tocca il mondo del lavoro, rischia di essere una spirale. Non penso che Monti o altri riuscirà ad invertire la marcia, occorrerebbero investimenti in grandi opere che impegnino uomini e investimenti, voglio essere positivo e pensare che non lo fanno perché prima va ristabilita un livello di legalità più alto. Purtroppo intanto la gente comincia ad ammazzarsi per disperazione.

    • Mery ha detto:

      Forse volevi dire : tasse E tagli

    • fab ha detto:

      Esattamente, occorrerebbero investimenti per rimuovere tutto il carrozzone lavorativo, ma, farli “a costo zero” come vorrebbero i tecnici , credo sia alquanto improbabile…forse, non ne hanno nè intenzione, nè capacità ( i cosiddetti tecnici)…La Rivoluzione? credi ne saremmo capaci? anche di questo, purtroppo dubito molto

  6. ili6 ha detto:

    Gli elementi perchè si arrivi ad una rivoluzione ci sono e crescono sempre più: c’è cinismo, noncuranza e disinteresse dei potenti verso le serie problematiche dei cittadini; c’è la stragrante maggioranza della classe politica, dirigenziale ed ecclesiastica che vive e gozzoviglia a spese della popolazione più povera e che mantiene i privilegi grazie alle tasse che ci stanno spremendo come limoni; ci sono privilegi di casta e lauti vitalizi, nonchè “ereditarietà”; c’è chiara e sfacciata volontà dei potenti di arricchirsi ancor di più e di mantenere saldo il proprio potere, politico e finanziario. C’è la rabbia della gente, tanta rabbia. a volte manifesta, altre drammatica, altre in sordina, ma presente. E c’è anche tanto scetticismo, quello scetticismo che alla lunga ti avvicina alla verità perchè inizia a mettere in discussione ciò che prima davi per acquisito e scontato. La rivoluzione francese (o americana) fu prima di tutto una rivoluzione di pensiero, di mentalità. ma anche quella russa e quella marxista lo furono e gli scotti la povera gente li paga ancora.
    Non riesco ad inneggiare ad una rivoluzione, anche se riconosco che le motivazioni ci sarebbero tutte, non ci riesco perchè questa avrebbe un risvolto così violento che mi fa paura. Pertanto spero che l’intelligenza, la saggezza e la ragione trionfino, anche se non so nè come, nè dove, nè da chi.
    Intanto oggi mi permetto un brindisi… con un buon vinello del sud…
    e brindo anche all’idea di Pecoranera, con mille auguri per la sua scommessa per una vita dignitosa e fiera.

  7. Alidada ha detto:

    forse l’unico modo per andare avanti è proprio fare quello che facevano prima, i nostri nonni… lavorare la terra e lasciar perdere il consumismo e la frenesia di questo mondo pazzo…
    Per stasera non dico altro.. solo un caro saluto a te 🙂
    Buonanotte

    • sofrony ha detto:

      Mi pare che le varie Rivoluzioni, a partire da quella francese di fine ‘700 e quella russa di inizio secolo scorso, siano state costruite e pilotate ad arte da cerchie ristrette di intellettuali per raggiungere fini ben diversi da quelli sperati dal popolo. Basta studiarne l’esito e l’evoluzione nei decenni che seguirono per rendersi conto di chi furono i veri beneficiari di quelle lotte immani e sanguinose.
      Dunque, esaminiamo freddamente la situazione attuale prima di buttarci in imprese che sfocerebbero in esiti contrari ai nostri veri interessi!

      • popof1955 ha detto:

        Esaminando la situazione attuale non resta che essere felici sudditi e incrementare il ruolo di clienti? Spero di no. Esaminando invece la situazione prima delle rivoluzioni (non rivolte come di recente in Libia) non è certamente auspicabile incrementare il ruolo di clienti, meglio tornare ad essere cittadini, con tanto di diritti che anche il signorotto deve rispettare.

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