Le piramidi degli esclusi

L’esclusione sociale, passa attraverso le maglie del mondo del lavoro e condiziona la vita dei cittadini che si sentono dimenticati e isolati. Cittadini che vivono il loro stato con sempre maggiore frustrazione, che non sanno da dove deriva, e che se anche gli sembra chiaro, percepiscono una ragnatela di cause in cui risulta difficile districarsi. Fino a percepire che anche l’analisi diventa inutile.

Viceversa chi induce la frustrazione sa bene qual è la sua provenienza e lo scopo. Mantenere nell’isolamento che annulla la volontà del singolo è l’arma vincente di chi vuole che le cose seguano un corso preordinato su delle piramidi in cui i posti in cima sono limitati.  A quei posti tutti ambiscono e chi sta al culmine guarda con distacco i vari gradini in cui si arrabattano quelli che stanno ai livelli inferiori, mentre chi sta in quei livelli, in cui viene somministrata una giusta dose d’insicurezza e di paura, tende al mantenimento del posto conquistato. Ogni individuo sa o percepisce, che l’esclusione da un gradino lo può rimandare ad un livello più basso, vive con paura il suo stato. Tanto è maggiore la paura tanto più è isolato. E’ il caso di chi sta nel ciclo produttivo, o di chi dopo esserci stato percepisce una rendita o pensione, per l’opera svolta.

Quelli che del mondo produttivo ne han fatto parte e che ora vivono del sussidio pensionistico,vedono sventolarsi davanti lo spauracchio della perdita dell’erogazione o della sua riduzione per mancanza di fondi. Al tempo stesso chi è ancora attivo, da un lato deve percepire lo stimolo della paura del baratro della disoccupazione e al contempo percepire come realizzabile il mantenimento post lavorativo, della posizione sul gradino sociale a cui ha avuto accesso. Uno scuotimento della base della piramide ha sempre effetti sul vertice. Ma un uomo solo non può provocare un grande sisma, una massa coordinata si. L’obiettivo principe è la divisione, provocata anche dal disgusto che genera sfiducia. Così facendo si veicolano le non scelte politiche.

L’aumento delle denunce di malaffare porta alla diffidenza, alla sfiducia reciproca, si finisce per passare dalla paura dell’esclusione all’auto esclusione. L’aver consentito sperperi, ruberie e intrallazzi in larga scala, stento a pensare che non sia stata preordinata.

Siamo a poche settimane da una votazione, diversi indicatori statistici dicono che la platea composita di potenziali elettori, che si autoescludono o autoescluderanno dall’esercizio del diritto di voto, sarà in aumento. Se così sarà, la platea elettorale sarà composta da due categorie minoritarie e predominanti, gli elettori ideologizzati, vale a dire quelli che sono fermamente ancorati a degli ideali, e quelli costretti al voto. Quelli costretti dalla paura di essere esclusi, quelli costretti per clientela, quelli costretti per compiacimento. La rinuncia all’esercizio di un diritto, l’auto esclusione dal voto sarà l’arma vincente del silenzio assenso.

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Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
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26 risposte a Le piramidi degli esclusi

  1. Non votare è sbagliato: nonostante tutto, la partecipazione è la nostra unica arma di difesa.

    • popof1955 ha detto:

      Eh si, è un’arma di difesa ma anche di offesa, infatti i professionisti della politica ne hanno necessità, non solo contro gli avversari esterni ma anche quelli interni. Peccato no ci siano al momento le preferenze, un’atto democratico per la tutela del segreto di voto.

  2. strangethelost ha detto:

    Ero propesa a non voler votare ,ma poi ho capito che avrei fatto il loro gioco!!
    Andrò ,solo che non ho la più pallida idea su chi dare il mio voto !!
    Buona domenica Paolo !

  3. in fondo al cuore ha detto:

    non so cosa sia giusto…..ma un segnale bisogna darlo se si continua come sempre tutto continuerà così, è auqesto che vogliamo?????????

    • popof1955 ha detto:

      Se a una diminuzione dei voti di X non corrisponde un aumento di Y il cambiamento non c’è di sicuro. Tutto al momento sembra indicare che l’astensione sarà alta, i conti si fanno anche su quella, ma astenersi per dire mi fate talmente schifo che rinuncio a un mio diritto, mi sembra fare il gioco del croupier, ma se tutti i giocatori puntano su un numero diverso una cosa è altrettanto certa, che il croupier perde 🙂

    • ross ha detto:

      forse il segnale migliore sarebbe quello di non pagare l’IMU, tutta Italia.

  4. cordialdo ha detto:

    Quello da aggiungere, Paolo, che chi annullasse la scheda o la lasciasse bianca, non farebbe altro che dare più potere a chi voterà perchè entrambe le schede saranno conteggiate tra i voti validi per il rimborso elettorale ai partiti.

    Solo chi non va al seggio, di fatto, è l’unico che non vota! Bisognerebbe ribadire questo concetto e diffonderlo. Da me non si vota.

    • popof1955 ha detto:

      Quello riguarda il rimborso elettorale. Le percentuali per l’assegnazione dei seggi si fanno sui voti validi, perciò se ad esempio c’è un’astensione che sommata a una percentuale di voti non validi, schede nulle e bianche, raggiunge il 50% , chi esprime il voto è come se votasse per due.

  5. mariella ha detto:

    C’ è una frase che mi piace: mai dire mai.. Io credo che non tutti si asterranno e so anche della forte influenza di Grillo che sta trainando un sacco di gente e sempre più gente.. Mai dire mai.. ce la possono fare, sempre se non c’è qualche inganno nelle votazioni da parte dei poteri forti che appoggia l’attuale premier..

    Con Putin in Russia abbiamo uno spiacevole esempio a tal proposito..

    • popof1955 ha detto:

      Prima cosa le prossime elezioni sono elezioni locali, un banco di prova certo, ma non per questo governo che di sicuro non ha latro compito che raccogliere fondi da far spendere al successore (magari nel frattempo Monti prende il posto di Napolitano) e al tempo stesso cerca di mettere qualche argine alle speculazioni di borsa. E bada dico argine e non che combatte contro, il che vorrebbe dire togliere ossigeno alle banche speculative, cosa che non sta facendo ne lui ne altri, e gli stessi politici di professione mi rammarica che non denuncino la cosa. Certo hanno paura, il potere che hanno in mano metterebbe in ginocchio qualsiasi governo. Basterebbe il grido “riappropriamoci del debito”, riportare il tutto dentro i confini degli stati (l’unica cosa a cui servono i confini in fondo è questa). Conosci qualcuno che lo propone?
      Tornando alle percentuali post elezioni, a meno che tutti i disillusi della politica non tornassero al voto concentrandolo su due o tre liste, non ci saranno grossi cambiamenti. Se Grillo è espressione del dissenso ben venga, ma dovrà anche lui farsi i conti in casa, non a queste elezioni ma alle prossime. Queste sono di rodaggio, alle prossime in tanti salteranno sul carro dei vincitori, e a meno che non facciano firmare delle dimissioni in bianco da utilizzare quando uno sgarra, avranno anche loro delle mele marce.
      Scusa la lunga replica ma la tua, anche se breve, contiene molti stimoli. Ciao 🙂

      • mariella ha detto:

        “Riportare il tutto dentro i confini degli stati”, non vi è “l’intenzione” di nessuno!

        Che l’attuale premier prenda il posto di Napolitano, lo penso anche io.. deve continuare l’anomalo lavoro che sta facendo; ed essere il capo dello Stato chi gli può dire no a ciò che vuole fare.. A Napolitano qualcuno gli ha impedito di mettere questi inquietanti tecnici al governo? All’attuale premier divenuto IL CAPO nessuno gli può impedire di fare le cose come da programma. Paolo qui non se ne esce. Ci vuole un super eroe che vada a caccia di questi inquietanti mostri senza umanità! A proposito non è che ti troveresti un lanciafiamme?

        Ciao! 🙂

  6. gabriarte ha detto:

    già….. ci vorrebbe un’urto così violento da sconvolgere tutti i politici. una rivoluzione di voti ciao

    • popof1955 ha detto:

      Mi pare fosse Roosevelt che diceva una cosa del tipo che con il sistema maggioritario non si vota a favore ma si vota contro. Da quando votiamo con il maggioritario è stato l’unico motivo che mi ha portato al seggio ed è quello che consiglio sempre a chi questi politici non li sopporta più. 😉

  7. mizaar ha detto:

    ( alla fine sono arrivata! ieri sono stata richiamata ” all’ordine ” dai figli… )
    la questione del voto, stavolta, è proprio una ” bella ” questione! la volta scorsa ci sono andata perchè era un mio diritto e perchè non era possibile che vincesse, come poi ha vinto, berlusconi. ma questa volta il piacere a chi lo faccio? poichè qui si vota per le amministrative assistiamo a stranissime ” toccata e fuga “. grillo è apparso come la madonna di lourdes il giorno di pasquetta e neppure lo sapevo – ma lo trovo intollerabile e non sarei andata a vederlo neppure pagata! ha fatto la sua esibizione per venti minuti ed è sparito. pare che debba calare renzi come i lanzichenecchi a fare carne da macello del candidato sindaco – anziato e avvocato penalista – voluto dal pd nazionale a discapito di quello voluto da se stesso come dissociato candidato pd – più giovane ma con niente appoggi dai papaveri al vertice piramidale. sicchè il renzi, che non ha dimenticato le premesse rottamatorie, farà anche lui la sua parte. da una parte e dall’altra una lieta schiera di : paninari, lavapiatti, camerieri, benzinai – quelli che ho sotto gli occhi in manifesto, mentre vado a scuola. mi autoescludo e lascio libero il campo agli amici del benzinaio? pur concedendogli il beneficio del dubbio – magari, il benzianaio, ha studiato in un
    corso di funzionari di partito on line! – non credo che il benzinaio sia il mio candidato del cuore, non può essere perchè è evidente che le premesse da cui partono tutti è quella della politica di coloro che si arricchiscono. entri in politica? fai bene, hai un avvenire di lauti guadagni assicurato! e dunque che si fa? la frustrazione passa anche, paolo, dall’impossibilità non solo di perdere il proprio lavoro, ma anche di non avere più la possibilità di fare sane scelte politiche
    ( scusami la lungaggine! )

    • popof1955 ha detto:

      Lo dicevo prima in un altro commento, queste elezioni sono locali, pesa molto il grado di isolamento che si vive a causa del disgusto di alcuni eventi. Poi fare politica a livello locale, se proprio non si ha lo spirito del regista, è spesso frustante. Ma son convinto che in ogni città e cittadina ci sia sempre della gente in gamba, e anche tanta gente che verrebbe voglia di prendere a pedate, ma rinunciare al voto per questo, no. Il voto è stato una conquista, se ci togliessero il diritto ci incazzeremmo, allora il sistema punta sul disgusto sull’auto esclusione.

  8. unpodimondo ha detto:

    Da me non si vota, però confido molto negli altri italiani che andranno a votare e visto che sono più o meno 10.000.000 e non son pochi, si tratta di amministrative ma sono in un certo senso anche “politiche”.
    Forse ci farò anche un post ma, in breve, le mie idee sono le seguenti… Sono elezioni locali ed è probabile che ci siano liste civiche di persone fuori dalla politica magari che vengono da anni di impegno civile, nel volontariato, in associazioni ambientaliste e simili… Insomma una persona mediamente informata conosce chi nella sua città è da anni impegnato in battaglie civili da chi invece, pur di fare carriera, è pronto a saltare su qualsiasi carro (preferibilmente quello del vincitore).
    Scegliete di votare per queste persone che vengono dalla società civile e se contemporaneamente riuscite a non votare per uno dei partiti che sostengono il governo dei banchieri… avete fatto Bingo! In tal caso io vi ringrazio in anticipo!

    • popof1955 ha detto:

      Dici proprio una gran bella cosa. Ho visto in una città qui vicino a me accadere una cosa simile, il nuovo è venuto fuori dai gruppi di volontariato, dagli oratori, da tutte quelle piccole realtà che non trovavano voce nei grandi partiti. Forse è proprio questo il più grande gesto di rivolta costruttiva. 🙂

  9. ventefioca ha detto:

    La miglior perorazione sulla necessità di andare a votare. Grazie
    Gp aka ventefioca

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