Dubbi da Eramus

(immagine dal web)

In un momento di relax, tra una lezione e l’altra all’università, girava per internet. Ad un certo punto un banner “Invia il tuo curricula, abbiamo un lavoro per te”.  Perplessa ci cliccò sopra, tanto che male c’è. Si presentava come un’agenzia di lavoro, c’era da compilare una scheda con i propri dati anagrafici e un recapito e-mail. Chiuse la scheda sorridendo tra se e tornò ai suoi libri. Berlino la ospitava per l’Erasmus, una borsa di studio che l’avrebbe condotta alla laurea. Pochi mesi ancora, uu esame, la tesi, il titolo e il ritorno in Italia. 

Il giorno dopo il banner era ancora lì, il banner non dorme mai e lei un pensierino ce lo ha fatto. Che male c’è a rispondere ad un’inserzione. Detto fatto compila ogni campo.

Tre giorni dopo un’e-mail la invita a prendere contatto con un’azienda. Telefona e le viene fissato un appuntamento per un colloquio di lavoro. E’ mercoledì, il venerdì si presenta all’appuntamento, le vengono poste tante domande in particolare se si trova bene in Germania e se ha intenzione di fermarsi dopo la laurea e per quanto, le viene proposta un’assunzione a tempo indeterminato, di quelle che in Italia te le sogni di notte e anche di giorno. Soffoca in gola il “non lo so” che vorrebbe uscire e dice “mi ci lasci pensare qualche giorno, ho ricevuto un’altra proposta proprio ieri.” Si congeda che i piedi vanno autonomamente verso la porta e poi le scale che la riportano in strada mentre lei è al settimo cielo ed ha paura di atterrare. Chiama la mamma in skype e le racconta il tutto. Roba da non crederci, le sue amiche in Italia, quelle che lavorano da qualche anno, hanno contratti precari, intermittenti, a termine, in itinere, a part time con tempo determinato, a somministrazione, le più “sfigate” sono in nero, di rabbia e di fatto senza lavoro.

La mamma la lascia libera di decidere. Ora si chiede che fare?

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Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
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31 risposte a Dubbi da Eramus

  1. fab ha detto:

    Accetti…senza perdere troppo tempo..Forse un giorno anche in Italia le cose riprenderanno a girare come devono, fino ad allora…resti dove la accolgono per quel che vale, colga l’opportunità di lavoro che le consentirà anche di vivere con “dignità e libertà”. Se e quando in Italia avrà possibilità analoghe si ponga la domanda su che fare.

    • popof1955 ha detto:

      Certo un passo con l’Erasmus l’ha fatto, ha lasciato il nido, ma è quando arrivano i compleanni, le feste comandate in cui ci si ritrova intorno al focolare. Che sia la nostra italianità a renderci vulnerabili al potere esercitato dal lavoro?

      • fab ha detto:

        non l’italianità, ma la carenza di lavoro e il malaffare che ci circonda ci rendono molto vulnerabili a questo strumento che consente di vivere (il lavoro)

  2. gabriarte ha detto:

    volare dove c’è lavoro si sentirà sicuramente libera e guadagnerà autostima, esperienza. Un gran in bocca al lupo a questa giovane donna

    • popof1955 ha detto:

      Io direi che non il lavoro ma la libertà di lavorare rende liberi, il poter scegliere cosa fare nella vita, senza la costrizione del pane. Le passerò senz’altro il tuo augurio 🙂

  3. gabriarte ha detto:

    Mi sono dimenticata il punto dopo il lavoro. Sono daccordo con te ciao

  4. mariella1953 ha detto:

    Ciao
    Non e’ una scelta facile….
    In ogni caso auguri!

    • popof1955 ha detto:

      Anche perchè sembrava cominciata per gioco e invece il confronto con la realta fa mettere i piedi per terra e cominciare a chiedersi se le opportunità si ripresentano a cadenza o casualmente, e a quel punto bisogna prenderle al volo 🙂

  5. io accetterei di corsa 🙂
    ho un figlio solo e vive a Parigi…..piano piano ci si abitua anche alle distanze….poi ora i voli sono all’ordine del giorno, quelli economici pure e c’è sempre skype 🙂
    un domani potrebbe rimpiangerlo….e poi se va in crisi può sempre tornare,

    • popof1955 ha detto:

      Perchè alla fin fine il gran pregio di essere in Europa è proprio questo di potersi muovere liberamente per il continente e con il riconoscimento dei propri titoli di studio, e non è poco 🙂

  6. Patrizia M. ha detto:

    Se c’è la certezza che è un lavoro serio e non nasconde tranelli (però non saprei come si potrebbe verificare, lo ammetto) , accettare subito. All’inizio sarà dura, lasciare tutto e soprattutto la famiglia non è certamente facile, ma poco alla volta avrò modo di conoscere nuove persone, farsi amicizie e soprattutto se il lavoro la soddisfa, diventerà tutto più facile.

    • popof1955 ha detto:

      Ed è questa la cosa che l’ha stupita di più, che dietro un banner anonimo spuntasse un’azienda seria. Io trovo anche un vantaggio nella situazione che ha uno studente che partecipa all’Erasmus, ed è quella di conoscere altre persone di nazionalità diversa e con gli stessi sogni nel cassetto. Già questo da un calcio all’isolamento di chi si trova lontano da casa. 🙂

  7. Insenseofyou ha detto:

    Splendida occasione da non perdere, accertatane la validità. Lavorare oggi, poter scegliere almeno di provare, ed un lavoro remunerativo sotto tutti gli aspetti, è quasi un miracolo. Il sacrificio del distacco penso si possa affrontare soprattutto in vista di un miglioramento e/o realizzazione di vita. Buon fine settimana. Lorena

    • popof1955 ha detto:

      Qui da noi i giovani fanno molta fatica a trovare un lavoro anche per il cambio generazionale che non c’è. D’accordo che per ogni persona che va in pensione non corrisponde l’entrata in produzione di un giovane, ma se almeno si rimpiazzassero 5 giovani per ogni 10 pensionati, qualche possibilità in più avrebbero e le cose potrebbero funzionare meglio che non con il ricorso al welfare familiare. Buon fine settimana anche a te 🙂

  8. serpillo1 ha detto:

    Questa e’ un’ottima opportunita’ ed una bellissima e formativa esperienza!
    Lo so che la famiglia e gli amici mancano ma i voli low-cost e skype aiutano.
    E poi mica e’ una condanna a vita, si puo’ sempre cambiare se non soddisfatti.

    • popof1955 ha detto:

      Quel che dici è vero, però succede anche che poi si fa fatica a tornare. Per un verso i metodi di lavoro diversi, poi la sicurezza che cresce con la conoscenza e infine chi rimane nel luogo natio comincia a considerare un estraneo chi è andato via per un certo tempo. Lo dico per esperienza, pur essendomi mosso dentro i confini nazionali, il divario tra mondo del lavoro del nord e del sud è notevole, e lo vedo quando durante le ferie ho dovuto sbrigare qualche pratica per i genitori. In più i legami amicali scemano con il tempo e il luogo in cui si vive e lavora, fidelizza l’individuo.

      • serpillo1 ha detto:

        E gia’. E’ un prezzo che si deve pagare… comunque è meglio provare che avere dei rimorsi…

  9. ili6 ha detto:

    I vostri figli non sono i vostri figli.

    Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé.

    Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro,

    E benché stiano con voi non vi appartengono.

    Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,

    Perché essi hanno i propri pensieri.

    Potete alloggiare i loro corpi ma non le loro anime,

    Perché le loro anime abitano nella casa del domani, che voi non potete visitare, neppure in sogno.

    Potete sforzarvi d’essere simili a loro, ma non cercate di renderli simili a voi.

    Perché la vita non procede a ritroso e non perde tempo con ieri.

    Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi.

    L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,

    e con la Sua forza vi tende affinché le Sue frecce vadano rapide e lontane.

    Fatevi tendere con gioia dalla mano dell’Arciere;

    Perché se Egli ama la freccia che vola, ama ugualmente l’arco che sta saldo.
    (Kalil Gibran)

    Un plauso alla mamma che ha lasciato libera la figlia di decidere e un augurio grande alla giovane Erasmina
    🙂

  10. liù's blog ha detto:

    Se fosse mia figlia le consiglierei di accettare a razzo anche se la lontananza mi farebbe soffrire il benessere dei miei figli viene prima di tutto!! E come ha scritto Marirò i nostri figli non sono solo figli ma persone con una loro vita da vivere!!
    I genitori che tengono i loro figli vincolati a loro non amano veramente sono solo dei grandi egoisti!

    • popof1955 ha detto:

      Difatti la mamma la lascia libera di decidere. Sono io che ho insinuato il dubbio del ritorno in “patria”. Perché quando gusti la libertà economica che ti deriva dal lavoro, difficilmente torni nella palude dei “favori”, delle “conoscenze”, delle “raccomandazioni”. Scriveva Fromm che un un uomo è libero veramente se può esprimere le proprie idee e se è libero economicamente. I suoi opposti sono la forma di schiavitù da cui devono fuggire i giovani. 🙂

  11. popof1955 ha detto:

    Marco sei peggio di me, ma è anche normale. Ci stanno abituando ad un mondo in cui non bisogna fidarsi mai di nessuno, certo occorre andare con i piedi di piombo, ma non si deve uscire di casa con l’ombrello solo perchè le previsioni meteo annunciano pioggia in serata, affidarsi al proprio intuito fa anche bene, e un po’ d’acqua non fa male 🙂

  12. ross ha detto:

    La mia cuginetta 24enne, è partita a Febbraio con il suo compagno per l’Australia, scelta coraggiosa,che ho ammirato,anche se ovviamente i suoi genitori un pochino soffrono.Nella vita ci vuole il coraggio di osare, e quindi credo che la tua amica facia bene ad accettare,anche se non è una scelta facile.
    ————————————————————————————————————————————
    abbiamo aperto dentro wp un forum per discutere,tra di noi,di vari argomenti.Se ti va,dagli un’occhiatina e se hai richieste o proposte o qualsiasi domanda in “attesa di risposta” usalo : http:\\messagesinbottle.wordpress.com
    insomma, è un esperimento , un botta e risposta per noi “amiche/amici” dimmi cosa ne pensi. (la pagina è stata creata da roberta.p.64 , io ho solo proposto il forum)
    Grazie , un abbraccio
    e buona domenica
    Ross@ :D)

    • popof1955 ha detto:

      L’Australia si che è lontana, l’unico modo per tenersi in contatto è skype. Proprio qualche mese fa ho conosciuto uno che ci si è stabilito una trentina d’anni fa. Ha rivisto amici e parenti solo una volta ogni cinque anni e ogni volta erano sempre di meno.

    • mariella1953 ha detto:

      Ciao
      A questo proposito da “mamma” ho vissuto abbastanza male il fatto che mio figlio dopo la laurea e 4 anni a Barcellona dove aveva avuto un posto proprio perché ci aveva fatto l’erasmus sia andato con la sua ragazza a Sydney .
      Ci doveva stare stare 2anni ma poi…..solo quest’anno torna e sono stati 5 anni
      Indubbiamente la ha potuto fare ciò per cui ha studiato,e’ biologo,ma la distanza e’tanta e skipe ,mail,mms,foto aiutano ma manca qualcosa questo e’……
      Pur condividendo “a freddo” le idee sul fatto che i figli non sono una proprietà ,”a caldo”ci sono sempre stata male…..
      Ogni anno quando arrivava era una gioia immensa andare all’aeroporto a prenderlo,ma altrettanto triste erano i giorni che precedevano la partenza….
      Mi sono dilungata perché ho vissuto questa esperienza….
      ross/sono andata nel forum e mi piace!

      • popof1955 ha detto:

        E’ la stessa pena che affliggeva mia madre, anche se la media dei ritorni a casa era tra i 6 mesi e l’anno. E’ dura per le mamme, però la Germania è molto vicina e i costi del trasporto accettabili.
        Chissà come sarai contenta di riveder tra poco tuo figlio, pensa alle gradi esperienze accumulate, sia lui professionalmente che tu in questi anni di distacco. Ciao Mariella e buona domenica 🙂

      • ross ha detto:

        è questo quello che mi preoccupa, anche la mia cuginetta ha detto per 2 anni, ma se poi si trova bene..Certo che i suoi genitori soffrono in silenzio,hanno voglia a dire che bisogna lasciarli andare per la loro strada, però potevano anche andare più vicino… Sono contenta che ti piaccia il forum, se hai qualche argomento da proporre, o domande, serviti pure :D)

      • mariella1953 ha detto:

        La Germania non e’ Sidney e la distanza relativa con i mezzi attuali…..mio figlio certamente non rimarrà in Italia ma mi sta bene così ,che resti in Europa e’ un conto ma l’Australia l’ho sempre vissuta male…..aggiungo che mio figlio e’ del 75 e la scelta di tornare penso sia stata anche dovuta al fatto che se vuole creare una famiglia e’ ora di decidere dove sistemarsi….fortunatamente la scelta e’stata europea!

  13. mizaar ha detto:

    dio buono, cos’è, una favola? che accetti la piccola, di meglio non potrebbe!

    • popof1955 ha detto:

      Se leggi i commenti non è una favola, parecchi giovani riescono a trovare lavoro durante l’Erasmus e l’unico impegno che viene loro chiesto è di prestare la loro opera per periodi non brevi, almeno due o tre anni.

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