Il giorno dopo, per non restare inermi

Stamattina il sole si è alzato come sempre, il primo pensiero è corso a Melissa ai suoi genitori. La notte non ha cancellato il dramma di ieri. Mentre il caffè gorgogliava nella caffettiera e due passeri s’inseguivano fuori dalla finestra ho ripensato a ieri, mettendo a fuoco il pensiero che oggi è il suo proseguo. I ragazzi feriti porteranno per tutta la vita la trasformazione nei loro corpi, nella loro mente. Noi pian piano ce ne dimenticheremo.

Sui giornali qualcuno dice che la mafia non ha mai fatto stragi di bambini. Non m’importa se dietro quel gesto di viltà ci sia un’organizzazione mafiosa o un uomo soltanto, è importante il segno doloroso che rimane. Potessi stringermi a quei genitori a quei familiari che stanno soffrendo, partecipare al loro dolore, alla fatica di continuare.

E a quei ragazzi, a quei giovani che ieri si sono ritrovati nella piazza di Brindisi possano essere da sprone le parole che lasciò Don Carlo Gnocchi, “Bisogna che il giovane in certe ore della vita, senta il dovere, anzi il piacere, se è necessario, di mettersi anche contro tutti quelli che lo circondano per agire secondo coscienza, altrimenti sarà inesorabilmente succhiato dalla forza dell’ambiente e finirà per vivere e pensare secondo la morale anonima e facile della massa.” (Da: Educazione del cuore, 1937)

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11 risposte a Il giorno dopo, per non restare inermi

  1. accantoalcamino ha detto:

    Ciao, sono qua anch’io e sto cercando parlole semplici da scrivere. Ieri mattina sky ha dato la falsa notizia di 2 ragazze morte, e la notizia ha fatto il suo giretto anche nel web e mi sono domandata, come faccio sempre, ma le Persone, noi Esseri Umani siamo soltanto numeri per “qualcuno”, sono così importanti i numeri? In questi casi la tragedia assume contorni diversi se i morti sono 1 o 100 o 1000? La mafia ha ucciso bambini, si, lo ha fatto, ma a me non importa se sia stata la mafia o chi altri, qui io sono preoccupata perchè la sete di vendetta sta spegnendo oltrechè tante vite anche tante speranze, tanti sogni, e la voglia di “ricominciare”, temo la rassegnazione, la temo fortemente. Dovevamo ribellarci prima, molto tempo fa, ma noi italiani, si sa, siamo gente accomodante, ci siamo lasciati fare e rubare di tutto ed ora l’unica soluzione sembra sia diventata la vendetta, la violenza, una violenza che sembra ormai entrata nel sangue a gente che trova in qualsiasi cosa il pretesto per scaricarla. Hanno parlato di pista passionale, di vendetta familiare, ma qualsiasi sia la “pista” non giustifica un gesto così sporco e vile. Per troppo tempo abbiamo covato rancore e, si sa, il rancore prima o poi esplode, come quella bombola e non importa se lì vicino ci sono bambini, donne in attesa, anziani o disabili con la carrozzella o semplicemente Persone, che hano voglia di vivere, che sperano ancora che sognano ancora.

  2. lastufaeconomica ha detto:

    Non posso che condividere quello che dici, non ci sono parole e tremo se penso che ho delle nipoti come quelle ragazzine.
    Vanno a scuola tranquille, magari pensano di non essere interrogate o pensano al ragazzino, compagno di scuola che rivedranno e poi…non rientrano a casa, non lo faranno mai più.
    Quanti anni passeranno prima di avere giustizia? Domanda senza risposta e non mi resta che piangere con quelle famiglie così profondamente toccate.

  3. leggo che in molti non credono sia stata la mafia, ma chi è stato si comunque macchiato di un gesto orribile…..e quello che mi fa più male è pensare che come sempre non ci sarà giustizia

  4. spinanelcactus ha detto:

    Condivido pienamente e spero che proprio per la sua assurdità e atrocità ci s contnui a mobilitare. Ieri il nido alla gola era terribile e continua anche oggi ad essere strettissimo, sono un pò più grande di queste ragazze e ripensando a quell’età, a quel periodo mi rendo conto di tutto quello che è stato spezzato e non è giusto.

  5. ili6 ha detto:

    e infatti, caro Paolo, quello che più urge, dopo il dolore e la costernazione, è proprio il disprezzo che i giovani devono sviluppare verso crimini del genere, verso la malavita organizzata di qualunque fonte e origine, verso l’illegalità. Ieri sono stati colpiti al cuore, in casa loro perchè la scuola è la loro casa.
    Come già sai, ora tocca a tutti noi, giovani e meno giovani, parlare, dire ed agire affinchè i ragazzi capiscano sempre più quanto sia bella e giusta una vita legale e democratica.
    I nuovi sviluppi investigativi parlano di un identikit di un uomo che, ripreso dalle telecamere di zona, sistemava la morte. E’ importante per tutti noi che questa bestia abbia un volto e un nome: lo dobbiamo a Melissa, a Veronica, alle compagne ferite e ancora in ospedale e a tutti i ragazzi che frequentano una scuola. Troppe atrocità sono rimaste impunite ed è ora che torni la fiducia anche nella giustizia perchè ai bambini iniziamo da subito ad insegnare che chi sbaglia deve pagare.

  6. pierperrone ha detto:

    Per noi, qello che è più duro, oggi, è doversi domandare ancora il “perchè”.
    Si è in balìa delle ipotesi come nella tempesta un veliero che abbia perso la sua alberatura.
    Si susseguono, nei notiziari, mezze notizie, voci e smentite.
    Resta la vergogna.
    Resta la pena.
    E noi, caro Popof, siamo i fortunati.
    Non posso dare altro che solidarietà umana a qei poveretti ai quali resta anche il dolore diretto e le ferite del corpo e dell’anima.
    Un abbbraccio,
    Piero

  7. luciabaciocchi ha detto:

    Hai ragione Paolo, domani si torna a scuola e così deve accadere. Come sempre le migliaia di studenti si sveglieranno e ripeteranno gli stessi gesti, corri che è tardi, prendi i soldi per la merenda, controlla che sia tutto in ordine… Appena chiusa la porta di casa si avvieranno verso un luogo che abbiamo sempre considerato sicuro, protetto, ma da ieri nulla è più come prima, per mano omicida sono venute meno queste certezze. Anche nella mia città i giovani si sono riuniti per denunciare il loro sdegno, per tentare di capire la ragione di un gesto così assurdo e criminale, per dire che sentono il disagio di una società che non riesce ad assicurargli il futuro; ammiro, comprendo, sostengo, le loro proteste, sintomo di voglia di crescita e riscatto!

  8. in fondo al cuore ha detto:

    Io spero solo che i giovani siano più lungimiranti…..e sappiano vedere oltre….senza farsi incantare come noi da quattro parole di cordoglio e di richiamo all’unità! Adesso il nostro Stato ha fatto una legge per cui non darà più alcun rimborso ne per i terremoti ne per qualsiasi calamità naturale….perchè non ha più soldi, e i cittadini dovranno provvedere in via autonoma con apposite assicurazioni. Chiaro….visto che invece la gente di soldi ne ha talmente tanti!!!!!!
    Non ci sono più parole…..non ne vale più nemmeno la pena di parlare…..

  9. ross ha detto:

    Non vedo un bel futuro per i giovani d’oggi, sono vittime di questa società del nuovo millennio che gli sta tarpando le ali,ancora prima che gli spuntino. siamo proprio messi male!
    Buona settimana
    ciao Ross :D)

  10. saretta ha detto:

    Quele parole di Don Gnocchi sono meravigliose, come tanti ragazzi che non devono smettere di sperare e che si meritano un mondo migliore.
    Sara

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