Parco del Gran Paradiso

Per immergersi nel suggestivo mondo del Gran Paradiso, il disagio di qualche ora di viaggio val la pena di essere affronto. Una levataccia quella delle 4.30, specie se la sera prima si saltella con la musica della Gang (v. prossimo post, quello che ancora devo scrivere) e gli occhi non vogiono saperne di chiudersi mentre le pagine di un libro scorrono via. Sarà stata l’una passata quando ho deciso di lasciar scivolare il cuscino da dietro la schiena, per appoggiarci la testa. Certe emozioni non fanno chiudere gli occhi facilmente e il giorno dopo si pagano, anche se si viaggia in pullman. Ma alle 10,00 ti metti in marcia, una carrareccia ampia che si inoltra nel bosco. “Vietato l’accesso ai cani, anche al guizaglio”. E’ la prima volta che vedo il cartello, serve a preservare la fauna selvatica dalle malattie trasmissibili dai nostri amici a quattro zampe. Il Gran Paradiso è anche questo, una conservazione di confine, dove i camosci si avvicinano alle auto, ma non quando ci sono io. Ho solo visto una marmotta, la fotocamera era nello zaino. Pazienza, sarà per un’altra volta, mi accontento di dissetare gli occhi con l’immenso anfiteatro delle cime.

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La carrareccia in breve diventa una comoda mulattiera che penetra nel bosco e poi, percorsi alcuni tornanti, diventa un comodo sentiero. Il bosco è breve. Considerando che la strada asfaltata arriva a 1956 mt d’altezza (Pont d Valsavarenche), è già tanto avere l’ombra delle conifere, difatti dopo una mezz’ora di cammino i larici si vedono dall’alto e lo sfrigolio delle cascatelle diventa una fresca compagnia sotto il sole che inonda i sassi. A breve lo sfrigolio diventa rombo, avviene quando l’acqua della prima cascata diventa vicina. Intorno enormi sassi erranti che stanno come dei saggi accucciati tra i sassi più piccoli, il tutto sovrastato dalle lontane cime immense e dai ghiacciai. La glaciazione di 10.000 anni fa li ha spostati e corrosi pian piano. Oggi li vedi sparsi in giro, in equilibri stabilizzati dal tempo secondo le leggi ordinarie della fisica, dove la parte più ampia sta in basso, la punta in alto e la vegetazione stenta ad attecchire sul granito che si macchia di muschio.  Su questi monti veniva a caccia il re, da qualche parte mi dicono ci sia una grande sala con appese le teste dei suoi trofei, per me è già troppo che il rifugio a cui si arriva, a 2735 mt d’altitudine, si chiami Rifugio Vittorio Emanuele II, ma tant’è visto che il CAI nel 1884 quando lo fece costruire decise di titolarlo al primo presidente onorario (prezzo del pedaggio?). Per chi rimpiange quei tempi là c’è da riflettere,  titolare un rifugio ad un ammazza stambecchi è tutto dire. Ma facciamo finta di niente, i piccoletti son fatti così, anche V.E.II ha restituito la sua acqua al pianeta, anche se è sempre meno dei litri di lacrime che ha fatto versare (a bipedi e quadrupedi). Però l’idea che nel suo girone ci sia uno stambecco che lo insegue non mi dispiace. Io mi son consolato con un buon piatto di fonduta con polenta, affogando la rabbia e la fatica in un buon bicchiere di vino. Però stamattina, malgrado gli 800 metri di dislivello, pesavo mezzo chilo in più del giorno prima. Tutta colpa dell’attrazione lunare che non è più quella di ieri. 🙂

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27 risposte a Parco del Gran Paradiso

  1. barbatustirolese ha detto:

    Ciao, Paolo. Vale sempre la pena dormire un po’ di meno in cambio di questi panorami e di tanta bellissima natura. Osv

  2. Patrizia M. ha detto:

    Io pur di vedere luoghi così belli farei anche a meno di dormire una notte intera 🙂
    Li sto guastando grazie alle tue foto molto suggestive
    Ciaooooo

  3. ili6 ha detto:

    Se, se…ora tiriamo in ballo la luna, eh! Fonduta con polenta….mhmmm….per smaltirla avresti dovuto salire e ridiscendere almeno 3 volte il Paradiso (GRAN)
    E in effetti, a guardare quella meraviglia di foto che hai scattato, sembra davvero vicino il Paradiso. 🙂

    • popof1955 ha detto:

      Magari ce la facessi ad arrivare in vetta al Gran Paradiso, la cima che si vede è il Ciarforon e il relativo ghiaccio, dal rifugio al Gran Paradiso mancano ancora circa 1300 di salita, difatti è il punto di partenza di quelli che fanno arrampicata. Da quello che ho sentito in giro la cima è sovraffollata in quanto è il 4000 più facile, basta accontentarsi e anche i 2760 danno una certa soddisfazione. 😉

  4. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    Buongiorno Paolo, queste foto mi fanno stare bene, posso immaginarmi l’aria sana un fresco vento… essere con la natura tu per tu, e sentirsi libera come l’aquila.. la vita potrebbe essere cosi bella, peccato che il paradiso e sempre cosi difficile di averlo… abbi una serena giornata ti abbraccio Pif

  5. in fondo al cuore ha detto:

    Posti bellissimi, certe gite meritano un pò di sacrifici, buona giornata!

  6. serpillo1 ha detto:

    Mi piace la descrizione.
    Penso che hai patito anche un bel po’ di caldo umido…..domenica non si respirava neanche in montagna.
    Il Parco quest’anno compie 90 anni!

    • popof1955 ha detto:

      Sapessi come si sta in pianura 🙂 basta metter piede sui sassi e anche l’aria più pesante diventa leggera.
      Non sapevo dell’anniversario, in ogni caso molto ben portati. Negli anni scorsi son stato diverse volte a Cogne sull’altro versante, in inverno, per quanto bello questo del Ciarforon ha un suo fascino particolare poco intaccato dal turismo alberghiero, anche questo me lo fa preferire (peccato sia lontano) 😛

  7. Beppeley ha detto:

    E’ stato proprio il Re Vittorio Emanuele II a salvare lo stambecco creando una Riserva di Caccia nel Gran Paradiso. Poi Vittorio Emanuele III, completamente disinteressato alla caccia, ha donato la riserva al Stato italiano

    Tra l’altro ci ha lasciato numerose opere viarie, come le strade di caccia reali, davvero pregevoli.

    http://www.pngp.it/visita-il-parco/storia

    • popof1955 ha detto:

      Sai dalla versione che ho sentito io la riserva era concepita come un posto riservato alla caccia il cui divieto valeva per i valligiani ma non per il fe e i suoi ospiti e che si furono costruite 300 km di strade reali di caccia, ma tutto per rendere più agevole l’attività “sportiva”.

  8. luciabaciocchi ha detto:

    Sedentaria per scelta da sempre, quest’anno in particolar modo per necessità, sto facendo questo tour, seguendo il tuo itinerario. Quello delle Alpi è un mondo sconosciuto, le tue immagini me lo mostrano nella loro imponenza e maestà, il tuo racconto intriso di storia, di bellezze naturali, di gastronomia fa il resto. Mi fa piacere sapere che la sera ti diverti ascoltando musica fino alle ore piccole, divertiti! Passa tutto così velocemente.. 🙂

    • popof1955 ha detto:

      Le Alpi sono un mondo esotico, io faccio fatica a tornare a casa da qualsiasi montagna, in alcuni posti mi verrebbe voglia di fare come il “fu Mattia Pascal”, e a voglia a cercarmi a “chi l’ha visto?” 🙂

  9. ANGELO ha detto:

    Bellissime le tue foto, particolari di fiori e vegetazione dai colori e forme uniche. Montagne che infodono pace e serenità, sto ammirando, insieme a Lucia, la tua foto, ci sei sembrato un po’ sovrappeso, troppi piatti di polenta e bicchieri di vino, non dare colpa alla luna…
    Con simpatia 🙂
    Angelo

    • popof1955 ha detto:

      In effetti ho rimesso 4 degli otto kg che avevo perso, devo riprendere la sana abitudine di iniziare il pasto con frutta e verdura e ridare i fornelli a mia moglie che olio e sale lo centellina 🙂

  10. mariella ha detto:

    Complimenti Paolo! 🙂

    Tutto equipaggiato a dovere per le grandi escursioni: forte! Come ti indio! Piace anche a me questo tipo di cose all’aria libera. Grande Paolo! 🙂 Mi fa piacere.

    Ciao!!!

  11. la polenta è un po’ troppo prosaica per queste immagini piene di poesia……. però è buonissima!

  12. mariella54 ha detto:

    Ciao ,2 anni fa anch’io ho percorso questi sentieri ,abbiamo dormito al rifugio ,abbiamo visto quelli più preparati partire di notte per scalare il Gran Paradiso che noi poveri mortali vedavamo tutto innevato sotto un cielo pieno di stelle,davanti a certi spettacoli ti chiedi cosa puoi desiderare di più dalla vita !Ciao ,queste foto mi fanno venir voglia di ritornarci

    • popof1955 ha detto:

      Ciao Mariella, ben tornata.
      Dai che se ci sei stata una volta puoi tornarci ancora. Io sono anni che non pernotto in montagna, dove lo spettacolo notturno è incredibilmente bello. Mi sa che almeno una notte in quest’agosto da qualche parte la trascorro. Le voglie son come le ciliegie, una tira l’altra 🙂

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