Dialogo tra consuoceri ottuagenari.

Dice lui: viditi cummari, nun’è cà nun mi piaci chinnu chi priparastu, è chi sugnu abituatu enostri sapuri.

Prima di tradurre occorre una specificazione dei rapporti parentali oltre il secondo grado, precisati bene dal sito dell’INPS, a cui rimando, in quanto l’INPS ha una buona conoscenza in materia, dovendo trattare anche di pensioni di reversibilità, tipo gli orfani della guerra d’Abissinia (1935/1936).

Ma a chi come me è orfano del 68, a cui eravamo troppo piccoli per partecipare, non c’è possibilità che ci venga corrisposta una qualche indennità?

Mi scuso per la fuga. Dicevo che rimando al sito dell’INPS per i legami parentali legalmente riconosciuti.  Oltre un certo grado di parentela è stato il popolo a disciplinare la materia, più a sud che a nord, inventando il comparato. Tutto quello che non è padre, madre, zio, cugino, nonno, prozio o bisnonno è un rapporto di “parentela comune”, il passaggio al come-parente è naturale, quindi spuntano il compare e la comare (n.d.r. dizionario di etimologia popofiana).

Adesso posso tradurre la prima frase del dialogo che ha bisogno di una ulteriore precisazione. Mia suocera ha preparato un piatto a base di pesce che mio padre non trova di proprio gusto, e allora dice “vedete comare, non è che quello che avete preparato non mi piace, è che io sono abituato ai nostri sapori tradizionali” (uno è classe 1932 e l’altra 1927).

Risposta “cumu aviti raggiuni, a nuiautri ni piaci a pasta e faciola, e’ tempi i guerra custava nenti e era megghiu da canni”

Traslator: “come avete ragione, a noi piace sempre la pasta e fagioli, durante la guerra costava poco ed era sostanziosa come la carne”.

In queste due righe di dialogo sta tutto il dramma dello spread (e delle accise sui carburanti). Conviviamo con una generazione che ha vissuto il dramma della guerra, anzi delle guerre, che hanno irrobustito il loro istinto di sopravvivenza e dopo, grazie al progresso della medicina, l’aspettativa di vita si è incrementata. Si aggiunga a questo il fatto che, per pura redistribuzione del reddito, sono state erogate pensioni anzitempo che in parte noi figli abbiamo pagato come generazione attigua (dico in parte perché molti miei coetanei, e coetanee, sono in pensione da almeno tre lustri). Nel contempo, complice una cucina da boom economico a base di panna e prosciutto, noi figli dobbiamo far uso di costosi farmaci anticolesterolo, che intaccano il bilancio del Sistema Sanitario Regionale.

Mi viene in mente il dipinto di Vincenti Van Gogh (I mangiatoti di patate), se lo confronto con il menù di qualsiasi ristorante o pizzeria, non posso ignorare quanti grassi, sali e carboidrati in eccesso assumiamo normalmente. Senza considerare tutta la fase ipervitaminica della nostra infanzia. Tutto materiale che per essere eliminato dalla discarica ambulante che è il nostro corpo, ha un costo. Guardate come sono asciutti i cinque membri del gruppo di famiglia, noi invece portiamo a spasso gli airbag anche a piedi.

 

Autore: popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.

26 thoughts on “Dialogo tra consuoceri ottuagenari.”

  1. ….caro Paolo non può essere una scusante il fatto che adesso ci siano molti più condimenti a portata di tutti (anche se proprio a me farebbe comodo questa versione ;))….siamo sempre noi a decidere cosa e come mangiare…..il problema è che le cose più gustose al 99% sono quelle che fanno più male!!! che ci cuoi fare?🙂

    1. Sai Silvia dopo le abbuffate degli anni 80 e 90 ho scoperto le minestre toscane con i misti di legumi farro, solo che davanti a un’offerta alimentare base di carne e pesce, confezionati come fossero torte, è difficile resistere.

    1. Ho notato che tra i 25 e i 40 anni si usa il corpo come un contenitore, a quell’età l’appetito è tanto, basta saperlo indirizzare e il gioco è fatto. Detto così, col senno di poi, sembra facile, ma dall’altra parte ci sono le catene alimentari, e anche loro lo sanno bene questo principio, non importa se il conto finale non è quello dello scontrino.

  2. Ciao Paolo. Gustosissimo il tuo post e molto realistico.

    Una sola annotazione: guarda che il “comparaggio” non è stato affatto inventato al sud. Mi risulta sia stato inventato quando ancora l’INPS non c’era. L’avrebbero addirittura inventato i politici dell’epoca ancora prima che Garibaldi sbarcasse in Sicilia ed è facile immaginare perchè!

    Buon ferragosto, comunque sia.

    1. Sai Osvaldo nel caso dei consuoceri io preferisco il compare al “signore/a”, è più legante. Relativamente al periodo che citi ha anche una connotazione negativa di affiliazione, ma in alcune zone della Sicilia ad esempio è molto usato ancora oggi per designare tutto un’insieme di persone con cui non ci sono legami di consanguineità ma con cui ci si ritrova imparentati, dal testimone di nozze al padrino di battesimo, o i cognati e suoceri del fratello/sorella e qui dico ecc. perchè non ho mai capito dove finisce il comparato🙂

      1. Paolo, non solo in Sicilia, ha codesto significato, anche in Calabria. Ma anche l’altro. Quello che non si usa solo nella vita quotidiana. Diciamo quello che usano tra loro i politici della “casta”, quello che ha usato Nicola Mancino con lo “staff” del Quirinale e personalmente con “l’amico” presidente della Repubblica da cui il tentativo di evitare che certe intercettazioni tra “compari” non vengano diffuse ma distrutte in segreto.! Oggi questo è il significato deteriore che ha assunto il termine “comparaggio e compare”. Per questo quello familiare in Sicilia e Calabria è da considerare sicuramente più nobile.

      2. in calabria bastava anche solo scambiarsi il ” san giovanni ” – un mazzolino di fiori di campo – tra bambine per diventare cummarelle!😀 ziu cumpa’, uh! il ” grido di battaglia ” tra imparentati nobili!!😀

    1. Quattro santi in padella, suona meglio🙂
      Sai mia suocera ogni tanto tira fuori delle ricette da tempo di guerra che sono favolose, piatti poveri e che richiedono tempo nella preparazione, proprio quello che a noi manca😛

  3. il problema è che hanno studiato il nostro comportamento e hanno capito come “raggirarci”.. Ci presentano il prosciutto sotto la luce rossastra dei banconi dei supermercati, in modo che diventi così invitante che noi non riusciamo a rinunciarci.. Hanno posizionato vicino alle casse dei supermercati le schifezze più assurde, in modo che i nostri figli le vedessero meglio e mentre siamo in attesa di pagare alla fine non ne possiamo più e gliele compriamo. Dall’epoca del Re Sole, mangiare carne significa benessere e agiatezza..e che dire dei Mc Donald? Il tizio che li inventò si mise a sorvolare la cittadina per studiare la strategia di dove posizionarli in modo che uno non dovesse camminare più di 20 minuti per approvvigionarsi. Mah.. io intanto continuo a far la mia dieta e a correre sul tapis roulant..così abbasso il colesterolo e la pressione…ma è dura. Come vedi sono anch’io caduta in tentazione.. e ora che ben vengano le zuppe toscane,, ma quelle fatte da noi, non quelle comprate surgelate o liofilizzate ..🙂 Buona giornata a te Paolo

    1. Se Mc Donald posizionò i suoi fast food dopo una visione aerea, Ford ebbe l’idea della catena di montaggio osservando dalla finestra il cortile della fabbrica brulicante di operai in cerca di pezzi e attrezzi (con l’aggiunta di parlare lingue diverse).
      Ho poi notato che parecchi supermercati hanno gli scaffali delle birre e dei vini vicino a quelli dei pannolini. Sembra che le giovani madri comprino vino e birra per i coniugi, se hanno bambini piccoli. E’ una sorta di difesa del territorio, rende il proprio compagno meno appetibile alla concorrenza. Se invece a far la spesa è lui, dopo i pannolini compra sempre una buona bottiglia di vino o di birra. Se proprio deve restare a casa tanto vale fare un brindisi in più (senza saperlo risponde alla regola di prima ;)).

  4. p.s. presto metterò sul mio blog la ricetta della nostra famosa “zuppa di cavolo” ( o ribollita, che dir si voglia..)..è una delle cose più buone che io abbia mai sentito🙂

    1. Vuoi mettere a confronto le zuppe di farro, lenticchie, fagioli e/o piselli e ceci con crostini di pane :)?
      Quella con gli elementi freschi o la si fa in “condominio” o ci si affida alla composizione dell’ortolano di fiducia😛

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