Sconsiderazioni spicciole.

Questo post parte da alcune spicciole considerazioni. Anticipo che alcuni concetti li ho espressi già in alcuni commenti, ma alcune impressioni ne sono una conseguenza o un completamento, quindi devo corro il rischio di ripetermi o annoiare.
In questi giorni sta per essere varata la manovra finanziaria, quella che ora è stata ribattezzata spending revue, che tradotto vuol dire revisione di spesa, sarebbe brutto chiamarla in italiano, fa più chic ma significa che si apportano delle modifiche ai conti fatti in precedenza, ovvero che per quello che si era presupposto di fare, per mantenere il tenore di spreco, occorrono nuove modalità di recupero finanziario.
Non sto ad elencare quanto vanno anticipando giornali e telegiornali, ogni corporazione tira la coperta dal suo lato e ormai le sappiamo a memoria, le leggiamo tutti i santi giorni. Comunque sia noto una cosa, la diminuzione proposta o promessa (seppur modica) dell’IRPEF,  l’aumento dell’Iva e la limatura delle detrazioni e deduzioni fiscali. A parte il fatto che le detrazioni fiscali per figli e familiari a carico son ferme da anni, la sensazione è che diminuiscano per la mancanza di adeguamento inflattivo, mentre desidererei che venissero adeguate al costo della vita reale.
In ogni caso, la diminuzione dell’IRPEF e l’aumento dell’IVA, significano solo una cosa, che si va spostando la tassazione, dal reddito alla produzione. Una ragione c’è.
Se trent’anni fa occorrevano mille operai per produrre 10.000 automobili, oggi occorrono 100 lavoratori e 100 robot per produrne altrettante. Ma se 1000 lavoratori producevano altrettanti redditi, oggi il reddito è prodotto da 100 individui e cento robot esentasse. Le entrate per lo stato sono notevolmente diminuite. Per contro i costi per il mantenimento della macchina statale sono aumentati. La tassazione del reddito quindi perde di efficacia. Occorre spostare la tassazione, che deve incidere non sul reddito prodotto dalle persone fisiche ma su quello delle cose che vengono prodotte e cedute. Ecco che il topolino dell’incremento di un punto dell’IVA consente il recupero di quelle fonti di capitale necessarie a far funzionare la macchina burocratica.
Burocratica ho detto, e difatti in seno ad essa ci stanno gli innumerevoli sprechi che i giornali e le TV ci sventolano sotto gli occhi ad ogni piè sospinto. Non a caso il governo vien fuori con il decreto anticorruzione, che beninteso sta anche bene. Ma non è forse vero che le modalità di abuso vengono permesse attraverso quello che non è scritto e si legge tra le righe? Noi pensiamo davvero che i vari onorevoli e senatori abbiano mai scritto una riga circa le regole (i famosi decreti attuativi che accompagnano ogni legge) per la tenuta dei conti? Non le hanno per caso scritte gli stessi burocrati e professori che piangenti e rammaricati annunciano scelte dolorose e spiacevoli?
Non basta una linea di somma algebrica per dire i conti sono in ordine. Servono anche delle scelte politiche che consentano alle persone di vivere.

Nei secoli scorsi ufficialmente c’erano gli schiavi. Oltre agli schiavi c’erano i padroni, qualcuno forse anche buono. Qual era la caratteristica di un buon padrone di schiavi? Non era certo il frustarli e il farli deperire, questo era anti economico, sarebbe come se noi prendessimo la nostra automobile a martellate ogni volta che il semaforo diventa rosso. No la macchina va curata e preventivamente sottoposta a manutenzione. Così il buon padrone di schiavi si prendeva cura della salute dei propri uomini, della quantità e qualità di cibo che assegnava. Alla fine migliaia di schiavi decidevano di restare schiavi e di non ribellarsi ad un padrone, perché sapevano che in fondo la vita gli veniva garantita. 
Oggi nel nostro mondo, almeno ufficialmente, non esistono padroni e schiavi, ma siamo obbligati a versare delle decime (anzi cinquantesime) per mantenere la nostra libertà.
Ecco il paradosso, siamo liberi di mantenere al loro posto dei padroni che non sono neanche tali, cioè non si prendono cura dei loro sudditi/schiavi, ma godono di tutti i benefici del rango. Per di più rinunciamo schifati anche alla nostra unica prerogativa di scelta, confluendo nel popolo silenzioso e astenuto, o alla meno peggio, scodinzolando dietro al primo che inventa un nuovo modo di politica/spettacolo.

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Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
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25 risposte a Sconsiderazioni spicciole.

  1. Beppeley ha detto:

    Alla fine del post hai scritto:

    “[…] siamo obbligati a versare delle decime (anzi cinquantesime) per mantenere la nostra libertà.”

    Scusa, ma non ho capito il collegamento con il versamento delle imposte/tasse e la libertà.

    Libertà da cosa?

  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. luceinombra ha detto:

    wow Popof… chiarissimo… complimenti, anche se l’amaro in bocca rimane. Cosa fare quindi? Cosa posso fare io, singola(r) mente?

    • Maria ha detto:

      Concordo! Cosa possiamo fare? Non votare, no! Votare Grillo, no! Scendere in piazza, no! Non pagare le tasse, no! Andare a piedi, mangiare pasta e pomodoro, risparmiare luce e gas, lo stiamo già facendo (almeno chi la crisi la paga)… Che piffero dobbiamo fare?

      • popof1955 ha detto:

        Maria le piazze fanno in fretta a riempirsi e a svuotarsi, ma quando si riempiono è un costo aggiuntivo. Noi viviamo la politica molto come fatto emozionale e non come elemento pratico. Ondate inutili di spostamenti emozionali ne ho viste a decine. Bisogna prendere atto del fatto che qualcosa nella nostra vita sta cambiando sotto i nostri occhi. La mia paura maggiore non è l’aumento di spesa ma la perdita di alcuni diritti conquistati lentamente, che possono cambiare le nostre prospettive future.

      • popof1955 ha detto:

        E dici bene Marco quando constati che preferiamo la lotta virtuale a distanza di sicurezza a quella reale. Malcom X arringava i neri americani con la constatazione che se lo stato li mandava a morire in guerra ci andavano, se si trattava di conquistare i propri diritti avevano paura. Ecco è un po’ quello che succede a noi. Ognuno ha una propria sicurezza in cui si rifugia, catene invisibili, e lo sanno anche i governi, sempre pronti a togliere quello che è stato dato il giorno prima. Le piazze non è che si riempiono e si svuotano a comando, è un dato di fatto che quando le tensioni sono alte alcune cose spiacevoli avvengono, e lo sanno bene anche nelle Prefetture, nei Municipi e nei Ministeri. Vedi in Spagna o in Grecia quel che accade, noi non siamo immuni, oltre un certo livello di rinunce la gente non va, e i giovani, quelli che hanno meno da perdere, si lasciano andare. Certo oggi i poteri nazionali e non, si rendono conto di avere il coltello dalla parte del manico, chi oserebbe una rivoluzione all’arma bianca contro i carri blindati? Ricordo le immagini della manifestazione di Roma di un anno fa in cui c’erano le autoblindo usate come arieti mobili per allontanare la gente, un atto di forza che la dice lunga, un voler dimostrare che bastava una sterzata più larga per schiacciare qualcuno. E allora visto che questo bene che è la vita non lo si vuole sprecare su un selciato, occorre trovare una via per riprendere il terreno perso, operazione molto difficile quando siamo a verificare le piccole differenze e ci si sparpaglia in rivoli di protesta senza costrutto.
        Negli anni 70 le forze politiche potevano contare su maggioranze del 38/45%, oggi il partito più grosso arriva al 23/25% con una massa di astenuti che supera il 35. Secondo me è proprio su questi ultimi che si fonda la forza dei partiti che poi gestiscono la cosa pubblica a proprio piacimento, non hanno da rispondere ad un elettorato che si astiene. Il mantenere alto il livello di disgusto è per loro il miglior modo di sconfiggere il popolo piagnone.

    • popof1955 ha detto:

      Occorre cambiare abitudini di vita. Altri paesi se ci fai caso applicano già la maggior tassazione dei beni rispetto al reddito prodotto, ad esempio nella Svizzera a noi vicina, i beni costano di più ma il reddito disponibile è maggiore. Tutto sta, ad esempio, nell’onestà di chi incassa l’IVA per conto dello Stato, di versarla veramente, e allo Stato di saper svolgere il suo ruolo per ridistribuire il reddito.

  4. Rebecca Antolini Pif ha detto:

    Questo faccio leggre mio marito…qui in italia sono trope illusioni… ciap Paolo ti auguro un sereno weekend Pif

    • popof1955 ha detto:

      Grazie Rebecca, non pensavo di aver scritto una cosa così importante. Buon fine settimana.

    • Beppeley ha detto:

      Anche io penso la stessa cosa Pif… anni di berlusconismo hanno farcito la mente degli italiani di troppe illusioni…facendoci vivere in un mondo finto.

      Ora ci stiamo accorgendo, giorno dopo giorno, di qual è la realtà vera della vita in Italia, al di là delle scemenze propinate dalle televisioni (in Italia completamente in mano ai politici) negli ultimi decenni.

  5. liù ha detto:

    Ed io che abito in Sicilia cosa faccio? Non abbiamo scampo ed io ho perso ogni speranza che il nostro paese possa rinascere perchè è in coma da troppo tempo!

    • popof1955 ha detto:

      Il paese non deve rinascere, è vivo come noi siamo vivi. In fondo uno dei compiti dello Stato è quello di redistribuire la ricchezza in maniera equa, perciò deve entrare ed uscire dalle casse in maniera fluida e non concentrarsi in poche mani o sparire nei paradisi fiscali.

  6. in fondo al cuore ha detto:

    La vedo come te Paolo…..ma la differenza con i padroni di un tempo è che questi in fondo ci tenevano(anche per interesse personale) alla salute degli schiavi, oggi a questi(che sempre padroni sono) non gliene frega un c…..o!
    Buona giornata!

    • popof1955 ha detto:

      Giusto per parlare di salute. Ieri un farmacista mi ha detto che alcuni farmaci costosi e di cui non esiste un equivalente, cominciano a consegnarli con il contagocce, sembra che alcune case farmaceutiche preferiscano spedirle all’estero dove le pagano meglio. Poi abbiam letto tutti di quella storia di vaccini antinfluenzali ritirati e il perché vero non l’ho capito, fatto sta che alcune Regioni avranno una minore disponibilità di vaccini. Che non vogliano liberrasi di “schiavi inutili”?

  7. Patrizia M. ha detto:

    Con questa nuova manovra, ti danno uno e ti tolgono dieci…. è questo il loro gioco. Dicendo che non aumenteranno molto la tassazione vogliono far credere che il reddito delle persone non subirà variazioni drastiche, ma anche aumentando di un solo punto percentuale l’IVA tutti i beni di consumo aumenteranno nuovamente e quel poco, anzi pochissimo, che forse aumenterà alcuni stipendi, ovviamente non sarà sufficiente a coprire gli aumenti che nuovamente troveremo nei negozi. Aggiungici che molte delle detrazioni che prima si potevano effettuare con la dichiarazione dei redditi cambieranno, alla fine la batosta è completa….

    • popof1955 ha detto:

      E’ un po’ quel che dico nel post, ma anche un’altra considerazione, che moltri contratti, come quelli degli statali, sono fermi da tre anni e per altri 4 non verranno rinnovati. Aumentando l’IVA e di conseguenza il costo della vita, si innesca un meccanismo che fa diminuire il potere d’acquisto e penso sperino di far mantenere i prezzi costanti se non in dininuzione per effetto del calo di domanda. Stasera nel fare la spesa notavo che i pomodorini pachino costano meno adesso che non a giugno (€ 2,36 al kg contro i 3,50 estivi, per la cronaca). Le uniche cose che aumentano sono i prodotti energetici e i servizi. A mio parere non dicono una cosa, che stanno cercando i modi per contrastare una deflazione,

  8. Maria ha detto:

    Al di là dello sdegno, vi siete chiesti perché solo oggi viene fuori ciò che esiste da sempre?
    Come mai si consente ora ai media la diffusione di queste Vergogne prima taciute?
    E come mai non si stanno scannando tra di loro per le prossime Elezioni?
    Qui gatta ci cova…
    Secondo me dobbiamo stare molto ATTENTI al grosso potentato finanziario che distrugge per sostituirsi con il consenso dell’opinione pubblica.

    • Beppeley ha detto:

      La prima cosa che un popolo maturo dovrebbe chiedere ai suoi rappresentanti è di liberare le televisioni (i mass-media) dalle mani dei governanti.

      – RAI privatizzata (al max 1 solo canale veramente di servizio pubblico);
      – risolvere il conflitto di interessi che vede governanti ritrovarsi seduti sul ponte di comando di un Paese con ben 6 canali televisivi in mano (quelli + importanti) e così il lavaggio del cervello è inevitabile.

      Senza un serio intervento in questo senso, la politica in Italia non potrà mai essere credibile perché continua ad essere finalizzata a mantenere in vita una Casta.

    • popof1955 ha detto:

      Un certo livello di corruzione è un fatto endemico di ogni società, risponde al principio edonistico di raggiungere il massimo risultato con il minimo sforzo.In momenti di crisi la corruzione aumenta all’aumentare dei bisogni insoddisfatti. Questo lo Stato lo sa e cerca di correre ai ripari, anche in considerazione del fatto che i decreti attuativi delle leggi, come dico nel post, non li scrivono i politici ma i tecnici, poi limature varie lasciano spazi tra le pieghe. Non abbiamo forse un governo tecnico? E quello che dici tu alla fine è si un pericolo, come di un colpo di stato “morbido”. Hai letto “Neve” di Panuk? Ecco in quel libro, lungo il lento racconto, ci rende conto di come anche i colpi di stato abbiano bisogno del consenso.

  9. popof1955 ha detto:

    Per quel poco che è stato ministro almeno una legge utile Bersani ce l’ha lasciata, dall’autocertificazione all’acquisizione telematica dei dati in possesso delle p.a. benefici ne ho visti (evitare di dover andare da un ufficio all’altro, estensione della classe RCAuto al coniuge, cancellazione automatica – o quasi – delle ipoteche). Vendola venduto? Sarò buonista, ma non mi sembra uno con i peli sulla lingua. Di Pietro è un fatto a se, non scordi la sua partecipazione ad un precedente governo di mister B. Grillo? Non mi appare come uno con alti ideali libertari, mi sembra un talebano mediterraneo.
    Le prossime elezioni saranno una farsa, si potrebbe anche evitare di sprecare soldi perchè se non si mettono d’accordo per una legge elettorale seria, che consenta di governare, il dopo elezioni si prospetta come un guazzabuglio senza maggioranze reali, e alla fine le redini verranno riconsegnate a Monti. E questo purtroppo penso faccia comodo a molti che stanno in parlamento e sperano di tornarci.

  10. ili6 ha detto:

    hai letto dell’ultima “perla” dei cari politici italiani? la data delle prossime elezioni nazionali pare sarà il 13 aprile. Il 13 e non il 6 aprile. un giorno vale l’altro? nooooooo! Votando il 6 aprile i parlamentari alla prima legislatura non rieletti non maturerebbero la pensione. Spostando di una sola settimana, il 13 appunto,come indicato dal consiglio dei ministri, si garantiranno le pensioni. E che pensioni!!
    In tv e sui giornali intanto si parla di altro, ad es di election day per ridurre i costi della politica…

    Io dovrei, e sottolineo dovrei, dovrei andare a votare tra pochi giorni per le regionali…e nel frattempo Grillo sbarca a nuoto in Sicilia e ben provvisto di costosa tuta da sub perchè anche se siamo nell’isola del sole, il mare dello stretto inizia ad essere freddino…

    • popof1955 ha detto:

      Chiunque resterebbe al lavoro un giorno in più per garantirsi la pensione. Io ad esempio conto di stare sei anni in più per garantirmela :mrgreen:
      E vediamo anche il lato positivo della cosa. Pensa che scrutatori e presidenti di seggio avranno qualche euro in tasca finalmente, perché li pescheranno solo tra i giovani e tra i disoccupati, penso 😉

  11. mizaar ha detto:

    intanto firmiamo tutti il referendum della fiom per salvare l’art. 18 – referendumlavoro.it

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