Quale futuro?

don_gallo

Ci sono editoriali di giornale che lasciano il segno, che fanno riflettere per giorni, che strappano il manto dell’assuefazione al quotidiano e lanciano uno sguardo sul futuro. Uno di questi, che non passerà alla storia perché incomodo ai media, è quello pubblicato da il Manifesto a firma di Don Andrea Gallo  sette giorni fa, il 2 gennaio. Parole, riflessioni, considerazioni che, rieleggendole sento anche mie. Alcune domande che si pone sono forse anche le domande di tutti noi, comuni mortali senza microfoni a portata di mano.

“Non è scandalosa la “teoria” di chi si ostina a vedere nel profitto l’unica molla creativa, innovativa del progresso, quale sia la destinazione degli investimenti? Perché si è permesso la concentrazione del potere economico nelle mani bramose di pochi grandi colossi mondiali? Lasciamo le storielle dei complotti. Semplicemente siamo giunti al momento più vittorioso dell’economia vecchia di ottanta anni. Siamo al passaggio dal capitalismo di un tipo ad un capitalismo d’altro tipo, che non da speranza all’uomo di vivere una vita dignitosa .” 

La serie di domande che si pone sono una frustata sulle nostre schiene curve, e al tempo stesso una stampella con cui poter superare l’ostacolo. L’essere coscienti che il profitto sia considerata l’unica molla vitale, senza alcuna considerazione che gli investimenti finali, diversi dai bisogni dell’uomo, sono la sconfitta dell’umanità, è il riconoscere il mostro che ci aggredisce. Nella nostra vita abbiamo avuto un crescendo di autonomia, di indipendenza economica, di dignità, di libertà. Ora siamo di fronte al passaggio di un capitalismo di altro tipo, che annichilisce il presente mostrando i denti aguzzi del futuro.

Ieri venivano rese note le statistiche e le considerazioni della Commissione Europea, statistiche e considerazioni in cui l’italia è annoverata tra gli stati in cui sia più facile entrare in uno stato di povertà e al tempo stesso più difficoltoso, se non impossibile, uscirne.  

“La crisi attuale è la vittoria degli ultraliberisti con l’assenza di un’alternativa ritenuta valida, la debolezza della politica occidentale, la scomparsa dei valori di civiltà, hanno fatto il resto. I ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri… C’è una evoluzione in atto, non una generica crisi.” Qualcosa che tende a cambiare il nostro modo di vedere la vita, di gestire il quotidiano sempre sull’orlo di un precipizio. “Irrompe un cambiamento della stessa portata della nascita delle banche nel XVII° secolo. Gli economisti e gli statisti attuali ne sono imbevuti e, rivestendo posti di responsabilità, la applicano senza scrupoli”. Ci ritroviamo succubi di un mondo che ci chiede di essere sostenuto per mantenere la nostra precarietà, regolata da mostri potenti cone la Goldman Sachs americana, al cui confronto “gli economisti italiani (Draghi, Monti e soci) sono composti chierichetti di questo neoliberalismo, in una blindata cattedrale del Dio Denaro”.

“Una persona onesta non può più accettare un sistema di apartheid mondiale, dove il 20 per cento della popolazione mondiale consuma l’80 per cento delle risorse, dove si spendono 3 milioni di dollari in armamenti e in un minuto muoiono di fame dieci bambini”.

Tutti noi conosciamo, conviviamo con i nostri giovani che  hanno perso la fiducia nel futuro.  Scoraggiati, inattivi, mentre i vecchi sono costretti ad aggrapparsi a posti di lavoro che, se non ci sono, mostrano un burrone senza fine, un precipizio verso uno stato miserevole, succubi di questa colossale truffa delle banche addossata al debito pubblico per imporre austerità. 

Quando “il 2 marzo 2012, 25 dei 27 capi di stato della Ue hanno firmato il fiscal compact, sono diventati permanenti i piani di austerità,  resi operativi da una serie di tagli a stipendi e pensioni, che hanno ridotto il loro potere d’acquisto  e il diritto alla dignità del lavoro. La privatizzazione dei beni comuni sta facendo il resto. “Il potere economico ha imposto Draghi a governatore della Bce, già vicepresidente della Goldman Sachs, e un sorprendente senatore a vita, Monti, già  consulente della stessa banca americana, capo di un governo”tecnico” con ministri prelevati dalle banche. Passera, Amministratore delegato di Intesa San Paolo; Fornero : vicepresidente Intesa San Paolo; Gnudi, amministratore Unicredit Group; Giarda, vicedirettore della Banca Popolare e amministratore Pirelli. È forse un governo tecnico per il bene dell’Italia o una dittature delle banche, salvate da parecchi miliardi in America e in Europa? In una crisi nata nelle banche.”

Intanto il paese a pezzi, va alle urne in una confusione generale,  sballottato tra chi ha sprofondato la nazione e chi ne ha preso le redini per far finta di risanarla ma pronto a riconsegnarla al solito 10% che detiene l’80% della ricchezza.

L’ultimo dato di oggi, le azioni delle banche da luglio a oggi han reso mediamente circa il 70%, il potere d’acquisto delle famiglie si è ridotto del 4%, i consumi son diminuiti del 4,6%, il consumo di pasta, uova e farina è aumentato dell’1,5%. 

* i virgolettati sono  stralci del citato articolo di Don Andrea Gallo.

http://zebachetti.wordpress.com/2011/04/23/io-cammino-sempre-con-gli-ultimi/

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Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
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26 risposte a Quale futuro?

  1. cordialdo ha detto:

    Ho ascoltato da Augias Don Gallo la settimana scorsa dove è stato presentato il suo ultimo libro appena pubblicato. Ce ne vorrebbero di preti così!

  2. Patrizia M. ha detto:

    Un futuro sicuramente molto difficile, servirebbero molte più persone come Don Gallo, allora forse le speranze potrebbero diventare realtà per tanti.
    Ciao, pat

  3. serpillo1 ha detto:

    Mi hanno regalato un suo libro “Cosi’ in terra come in cielo” e mi e’ subito risultato simpatico a partire dalla foto con un sigaro. Grande Uomo.

  4. Beppeley ha detto:

    Premetto che stimo molto Don Gallo, ma starei attento a cercare i colpevoli, di quanto stiamo vivendo, al di là delle nostre mura domestiche.

    Per capire problemi così complessi, comincerei soprattutto a guardarci in faccia, con i nostri egoisimi, i nostri desideri di ricchezza, con le nostre abitudini pessime che – ahimé – i mercati non fanno altro che seguire per raggiungere i loro obiettivi di profitto.

    Il debito pubblico (ma ci metterei anche quello ambientale) è stato generato da cittadini che hanno voluto vivere al di sopra delle proprie possibilità.

    Questo ovviamente vale anche negli USA.

    Se vogliamo credere ciecamente che “ogni cosa ha un prezzo”, allora dobbiamo convincerci che noi oggi stiamo pagando il prezzo di chi ha voluto vivere al di sopra delle proprie possibilità.

    Popof, domani dovrei postare su di un tema che attiene strettamente a questi problemi enormi, partendo dal rubinetto di casa nostra.

    A Torino e dintorni, c’è un qualcosa che può raccontarci semplicemente e drammaticamente (negli ultiimi 50 anni circa) cosa ha significato e cosa ha prodotto, in termini molto concreti, “aver vissuto al di sopra delle proprie possibilità”.

  5. Beppeley ha detto:

    Scusa, dimenticavo una cosa improtante…

    “aver vissuto al di sopra delle proprie possibilità” … senza aver soprattutto considerato il problema dei limiti del nostro Pianeta perché questa nostra profonda crisi deriva soprattutto da quel problema e non ne usciremo se non sapremo ripensare profondamente il nostro modello di sviluppo.

    • popof1955 ha detto:

      Ieri a radio24 sentivo dei rendimenti delle azioni bancarie da luglio a oggi, un dato incredibile, 70% d’aumento in meno di sei mesi, ovvero da quando Draghi ha pronunciato le famose parole “… e vedrete che basterà”. Si è bastato, noi di banche fallite non ne abbiamo avute, la paura di perdere i risparmi però si è diffusa.
      Quanto al vivere al di sopra delle proprie possibilità, nella società attuale è anche una spinta data dai mercati e dalle banche. Tutti i giorni ancora oggi passo davanti ad un grosso striscione con su scritto “possibilità di mutuo 100%”. Ora dico possibile che ci sia gente che accenderebbe un mutuo da 300.000 € con un rimborso mensile di 2.400 € per un appartamento di 100 mq? Ecco questo sarebbe un al di sopra delle possibilità comuni. Ma dimezziamo l’importo e le metrature, quanti cascano nel tranello di illudersi di poter pagare costantemente 1000/1200 € per 15 o 20 anni? Ecco non è solo ingordigia è lo stimolo che viene proposto e che a molti non fa fare delle buone valutazioni. Se solo dovessi fare un calcolo percentuale della casa in cui vivo, su sette condomini, sai in quanti han venduto perchè non potevano più gestire il mutuo? La bellezza di 4. D’altronde anche un mutuo di poca entità è un vivere al di sopra delle proprie possibilità, le banche non sono enti di beneficenza, ma quando la finanza condiziona i mercati è colpa di chi investe in un bene come la casa o di chi costruisce un tranello pescando a maglie larghe?

      • Beppeley ha detto:

        Problema morale…

        Ormai, scusa se torno lì, non c’è più limite a niente.

        Mi fai tornare in mente l’epoca in cui si vendevano le azioni Parmalat poveri pensionati. O le obbligazioni argentine…

        Soldi, soldi, soldi… non importa come si fanno, l’importante è farli.

        I soldi sono tutto, o quasi. No?

        Peccato che abbiamo dimenticato che i soldi non arrivano dal cielo, come una manna.

        Da dove arrivano gli euri? Come si fanno?

        L’economia reale è una cosa ben diversa dalla finanza.

      • popof1955 ha detto:

        Difatti se ripercorriamo questa crisi a ritroso vediamo che è nata come crisi finanziaria investendo le banche e infine l’economia reale e il lavoro. Guadagni facili. Sai mi chiedo come mai i menager delle banche USA fallite siano stati premiati con liquidazioni stratosferiche, e mi rispondo che han fatto un bel lavoro.
        Una domanda che mi facevo guardando alla ex Jugoslavia era “ma questa guerra chi la paga?”, poi soggiornando in Croazia ho capito che anche nella Jugoslavia di Tito esisteva la proprietà della casa, i mutui e tutto il resto. Ecco chi ha perso la casa in quegli anni ha pagato alle banche il suo tributo, e le banche sotto sotto han pagato le armi per la guerra.

      • gabriarte ha detto:

        Don Gallo è un giovane con l’esperienza di un saggio sono stata contenta di parlare con lui e avergli donato il mio disegno per i suoi ottanta anni ciao

      • popof1955 ha detto:

        Hai un link al tuo disegno?

      • gabriarte ha detto:

        lo cerco sul blog

      • Beppeley ha detto:

        Però metterei sotto accusa soprattutto la nostra avidità.

        Prima di cercare il capro espiatorio, è giusto farci un esame di coscienza.

        Ragioniamo per assurdo.

        Se oggi in Italia ci fosse un’inflazione tendenziale del 2% e la banca ti proponesse BOT al 12% netto annuo, cosa faresti?

        Li accetteresti?

  6. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  7. Diemme ha detto:

    E’ vergognoso ma, ancora più che essere vergognoso, è drammatico.

    • popof1955 ha detto:

      E sai perchè è drammatico? Perchè si ha la sensazione di non poterne uscire, o di uscirne con le ossa rotte. E’ la paura di perdere il lavoro, sapendo che nel caso dovesse accadere, significa sprofondare in uno stato di povertà senza possibilità di risalita se hai più di 50 anni, e se hai trentanni tiri avanti con il capo chino aspettando che ti paghino o che ti confermino il contratto.

  8. luciabaciocchi ha detto:

    Ho condiviso in fb questo articolo, condivido in pieno quello che hai scritto.
    Un saluto
    Lucia

  9. ili6 ha detto:

    davvero quale futuro…è un momento drammatico ma voglio essere fiduciosa e sperare che presto le nubi potranno diradarsi, specie per i giovani, anche se non so come. Se solo riuscissimo e riuscissero a staccarsi un pò dal Dio Denaro…
    Ho letto anche io articoli sparsi di don Gallo e mi piace: dovrebbero essercene tanti come lui.

    • popof1955 ha detto:

      Il denaro non è un dio, è solo un mezzo di scambio, forse quello più idoneo a concentrare il valore delle opere che si compiono. Si fa fatica a metterlo insieme e sappiamo bene che tutte le fatiche di un solo uomo non bastano a concentrate il valore venale e a determinare certi accumuli di ricchezze. Occorre che all’accumulo concorrano anche le forze degli altri, a volte la stupidità degli altri, e come tale mi riferisco a tutto quel concentrato di forze che consentono ad una cosa obsoleta di incrementare il suo valore tanto da non potersi considerare un obiettivo raggiungibile da un giovane che ha davanti a se la vita. Giusto per non far confusione, spiego (anche per chi passa e legge). Un castello non lo costruisce un re, non lo mantiene un re, come non lo pulisce la regina e le scuderie non vengono lustrate dai principi. Ma stallieri, maniscalchi, contadini e fattori, tutti, ognuno appoggiandosi ad un potere (in grado di incutere paura) consentono al re di vivere beatamente nel castello.
      Noi ai giovani stiamo mettendo un freno per consentire che la nostra passeggiata in carrozza sia piacevole. Ma quando i giovani cominceranno a scalciare e poi a correre riusciremo a mantenerne il basto? Non varrebbe la pena ci costruire insieme carrozze più ampie?

  10. zebachetti ha detto:

    Don Gallo un grande tempo fa gli dedicai un post. una semplice considerazione, per risanare lo stato delle cose c’è solo un modo far ripartire il lavoro come? creare nuove fonti di lavoro una potrebbe essere l’ agricoltura dando prestiti a interessi bassissimi a chi vuol costituire una azienda agricola soprattutto se a carattere famigliare, terra demaniale incolta ce nè in abbondanza, non far pagare le tasse per tre anni a chi vuole costituire una nuova impresa, a chi assume i giovani e ultrà cinquantenni per tre anni niente contributi. togliere molte tasse togliere le accise sulla benzina Es . se a me la benzina costasse 1, 40 la domenica andrei a farmi un giro ad 1, 90 no. alllora se io pago di più consumo meno pago meno consumo di più non sto a casa esco magari mi bevo una birra e miangio un panino, l’ economia gira. :non per ultimo basta con il finaziamento pubblico ai partitti solo rimborsi limitati e su pezze d’ appoggio serie e documentabili, taglio di oltre il 30 x cento dei parlamentri, riduzione del 40 x cento dei loro stipendi, meno commissioni meno incarichi inutili, nessun consulente esterno. via le regioni che costano un pozzo di soldi, le comunità di qualsiasi genere ( montane , fluviali marine ect…) selezionare i maneger pubblici e pagarli il giusto. queste sono poche cose e soprattutto far ripartire le erogazione del denaro da parte delle banche non proteggerle più, bensi proteggere l’ imprese da chi non paga .Quello che ho scritto è arrufato ma se qualcuno lo mettesse in ordine si potrebbe realizzare un nuovo processo di crescita. rispetto ci vuole rispetto. basta con le mafie e i ladri vari, serietà e tutto sarà possibile a partire da noi chi ci governa è il nostro specchio. Scusa Paolo per questo mio dilungarmi ti auguro un buon fine settimana.Sembra un messaggio elettorale questo, io non salgo e non scendo, vado solo a lavorare e per fortuna ho ancora questo privilegio.

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