Il numero 1

200px-PCI_symbolIn questi giorni si è aperta la caccia ai 945 posti di lavoro a tempo determinato, più ambiti. Si spreca tempo a dire che il lavoro a tempo determinato non viene preso in considerazione. Tra i 315 posti che offre il Senato della Repubblica e i 630 della Camera dei Deputati, alzi la mano chi non vorrebbe entrarci. Non occorre saper fare niente di particolare, non ci sono limiti di età, si raccomanda la decenza ma visti alcuni trascorsi l’ambiente è molto tollerante. La formazione professionale è gratuita e in molti credono anche di imparare in fretta. Ciascuno di noi ha potenzialmente ancora qualche giorno di tempo per trovare ospitalità in qualche lista. Il tempo invece è scaduto per la presentazione dei simboli di ogni compagine politica,  in TV abbiamo visto la coda di quelli messi in fila per la registrazione, allo scopo di avere il copyright prima che un concorrente piazzi il proprio simbolo clonato  a scapito di chi ne può vantare il  legittimo diritto.

Quello che accade per le elezioni Parlamentari avviene anche per le elezioni locali. Per le comunali, sino a qualche anno fa chi arrivava per primo a presentare il simbolo conquistava anche il diritto a far stampare sulle schede elettorali il proprio simbolo in alto a sinistra. Inutile dire che oltre al primo posto, per visibilità, era ambito anche l’ultimo posto, in basso a destra. Quelle due posizioni sembra valessero almeno un 10% di voti, quelle che i meno alfabetizzati individuavano meglio e su cui gli indecisi sino all’ultimo, tracciavano un segno. Quei due posti erano quasi sempre del PCI e della DC.

Spesso accadeva che, su una scheda all’apparenza bianca, sul simbolo in basso a sinistra ci fosse un segno, magari uno striscio involontario ed erano lotte verbali sull’intenzione di voto e validità, o sulla nullità della scheda. Anche sul primo accadeva la stessa cosa, per il fatto che l’elettore tenendo la matita e la scheda con la mano sinistra, involontariamente faceva un segno proprio sull’angolo sinistro. Cose marginali, erano le cosiddette schede contestate, quelle che venivano discusse animatamente alla fine dello spoglio. Però l’angolo in basso a destra consentiva anche di poter essere segnato, con una scheggia di grafite infilata sotto l’unghia di un dito, da uno scrutatore poco onesto. I rappresentanti di lista, ancora oggi presenti ai seggi, hanno proprio il compito di vigilare e segnalare al presidente ogni anomalia.

Ma come si faceva ad essere sicuri di arrivare primi o ultimi all’atto della presentazione? Per arrivare primi bisognava agire in maniera segreta, solo alcuni fedelissimi di una sezione sapevano quando iniziava il blitz. Fu così che un mattino passando davanti al comune della cittadina dove abitavo, ho notato un banchetto con bandiera tricolore e bandiera rossa del PCI, sostenute da due portabandiera di metallo, mentre sul tavolo c’era un grande n. 1. Nel breve tratto per avvicinarmi al tavolo e soddisfare la curiosità le risposte più ridicole mi si sono affacciate in testa. Poi vedo Giovanni e Manuela. “Che fate?” – dico. “Teniamo la postazione per il n. 1” – mi rispondono. “Che c’è una gara di qualcosa? Biciclette, moto, pattini a rotelle?”, “No, è per essere i primi a presentare simbolo e lista per le prossime elezioni”. Soddisfatto di non aver capito nulla ho proseguito per la mia strada.  Nel tardo pomeriggio ripassando vedo ancora il tavolo, le bandiere e delle persone intorno. Non ci sono più Giovanni e Manuela, ma ci sono Matteo, Carmine e qualche d’un altro. “Ma state ancora li? Non avete consegnato la lista?” – chiedo. “La presentazione è lunedì” – mi viene risposto. “Ma oggi è giovedì che fate state li per 5 giorni?” – “Ci diamo il cambio, ogni quattro ore sino alle 23,00 e poi alle 7,00. Anzi visto che sei qui ti va di far la notte con me domani?” mi chiede Matteo. Tra me e me mi chiedo se è questa la rivoluzione che sognano di fare i comunisti, fare la guardia al n 1 per cinque giorni e cinque notti. Va bhe, visto che non ho impegni dico che va bene “Posso portare il sacco a pelo?”, “Certo, ma mica dormiamo all’addiaccio, alle 23,00 si entra in comune e alle 7,00 si esce, così per chi passa siamo sempre in coda per il primo posto”. Difatti alle 21,00 ora in cui ero arrivato, il n. 1 aveva lasciato il posto a 2 piatti di spaghetti e un fiasco di vino, un modo molto conviviale di prepararsi alle elezioni.

Finalmente arriva il lunedì mattina, l’ufficio elettorale apriva alle nove. Gli incaricati della consegna però siDemocrazia_Cristiana_attuale avvedono che, mentre loro superano trionfanti la porta a vetri, un gruppo di radicali è entrato da una porta secondaria vanificando la gioiosa fatica di cinque giorni e quattro notti. Ma gli operai hanno le mani pesanti, non si riesce a prenderli per i fondelli. Con qualche urlo e qualche spintone (qualcuno racconta anche di calci e pugni) la strada venne liberata dall’intoppo, ma per anni rimase un cupo alone di sfiducia, su chi voleva fregare il primo posto in lista agli operai.

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Informazioni su popof1955

Se fai un giro nel mio blog puoi apprendere qualcosa in più di quel che so io di me.
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35 risposte a Il numero 1

  1. accantoalcamino ha detto:

    Ho letto tutto con attenzione…♥

    • popof1955 ha detto:

      Sei stata tu l’ispiratrice, spero d’averti dato qualche informazione in maniera divertente. 🙂

      • accantoalcamino ha detto:

        Si, ed ho “visto” tutto come in una “fiction” 😀 Spero tu non abbia preso freddo 😉

      • popof1955 ha detto:

        Tranquilla l’ambiente è riscaldato. O forse ti riferisci all’episodio del n. 1? Quello è successo agli inizi degli anni ’80, e allora non c’erano ancora cavalieri che facevano in modo che si votasse in pieno inverno con la speranza di evitare dei processi. 🙂

      • accantoalcamino ha detto:

        Sei troppo arguto e piano piano lo sto diventando anch’io (per quel che riguarda le “sp…faccende Italiane 😉 )

      • popof1955 ha detto:

        Conosci Papacella?

      • accantoalcamino ha detto:

        Io che cucino conosco la papacella peperone piccantino ma non credo intendessi quello vero? 😛

      • popof1955 ha detto:

        poi cancello i commenti chat
        ho provato a ricercare la tua email su skype e mi ha restituito Papacella12

      • accantoalcamino ha detto:

        ah, può essere un vecchi account però non saprei più neanche come arrivarci, non me lo ricordavo pù, che vergogna 😦

      • popof1955 ha detto:

        puoi sempre riattivarlo indicando che non ricordi la pw e poi ti arriva la nuova o la possibilitò di cambiarla in posta elettronica (io ne dimentico una la giorno, anche perchè i fogli su cui le segno spariscono)
        poi con la faccenda del blog sei riuscita a sistemare?

      • accantoalcamino ha detto:

        Marco ha interpellato un ae mi ha inoltrato la mail.
        Stasera mi dedico a lui e gli spiego cosa voglio fare, io non voglio spostarmi da WP. Ho anche scritto al forum in italiano ma non mi hanno “ca…ta” neanche di striscio, a cosa serve, mi chiedo, avere un forum di supporto se, quando hai bisogno, non ti rispondono nemmeno 😦
        Per la pubblicità mi ha detto di scegliere NO ADS, pagando un tot.

      • popof1955 ha detto:

        Ma tu già così paghi. Io quando si tratterà di pagare chiudo tutto e stop.

      • accantoalcamino ha detto:

        Io non pago nulla, per il momento…

      • popof1955 ha detto:

        avevo capito che avevi comprato il dominio

      • accantoalcamino ha detto:

        si ma su aruba e da quel che ho capito non serve a nulla se non esporto il blog lì. Sai che ti dico? Che rimango così, troppo complicato pe me 😦

  2. in fondo al cuore ha detto:

    chiamalo tempo determinato….dopo hai la pensione assicurata!!!!! comunque a me personalmente viene il voltastomaco solo a parlarne……

    • popof1955 ha detto:

      E dire che uno dei punti del programma, oltre alla riduzione delle provincie (caspita altro bell’argomento) era la riduzione del numero dei parlamentari e dei costi della politica.

  3. unpodimondo ha detto:

    Anche nel mio paese succedeva così… roba da Guareschi,,, mi ricorda tanto Peppone e Don Camillo!!!!

  4. Verissimo! Anche qui, nonostante il comune sia piccolo, ci si presentava assai in anticipo.

  5. ilgiullaredicorte ha detto:

    dici che ce la faccio a ficcarmi in qualche lista?? beh che mi frega del numero basta entrare ihihhiihihih
    buona serata paolo

    • popof1955 ha detto:

      Secondo me si, considera che c’è anche un numero minimo di candidati da presentare in ogni circoscrizione e visto che le liste ammesse sono 165 circa, magari qualche posto vacante in giro c’è 🙂

  6. liù ha detto:

    Questo tuo racconto/ricordo,mi ha riportata indietro negli anni ’70 ,quando anche mio marito era un sostenitore del vecchio PCI .

  7. ross ha detto:

    ma mi domando ” queste cose succedono solo in Italia o anche in altri paesi civilizzati?” mah!

  8. quanti privilegi in questi simboli! tanti ne son cambiati, ma nulla è cambiato nei loro privilegi…..

    • popof1955 ha detto:

      Che uno abbia dei benefit potrebbe anche starci, in un rapporto aziendale almeno, ma i benefit in genere sono legati all’ottenimento di risultati positivi misurabili. Qui mancano i risultati positivi.

  9. Patrizia M. ha detto:

    Una corsa che porta ad una pensione assicurata, ad uno stipendio più che alto e che alla fine paghiamo noi….

    • popof1955 ha detto:

      E poi sentire quel poveretto che si lamentava che con 6.000 € al mese non avrebbe saputo come tirare a campare, mentre noi da una vita ci si alza alle 6 (e in tanti anche prima) per garantirgli il tutto …

  10. ili6 ha detto:

    ah, cosa non si fa per una grossa pagnotta d’oro!
    se ‘ste pagnotte divenissero meno pesanti, se la finissero con tutti ‘sti privilegi forsennati forse, e dico forse, si potrebbe riparlare di Politica , quella al servizio dello Stato e dei Cittadini. Ma siamo lontani, lontanissimi….è solo una corsa verso loro stessi e noi allocchi o impotenti ci facciamo coinvolgere per un ideale che ancora non vogliamo credere che da tempo loro stessi, i moderni capi, hanno calpestato.
    E allora? e allora andremo comunque e FORSE andremo a cercare nella scheda elettorale quel “simbolo”, in qualsiasi posizione si trovi, pur sapendo già che simboleggia molto poco dell’ideale che nel tempo avevamo condiviso (per me la DC di Don Sturzo, di Moro o di Tina Anselmi e per te il PC di Gramsci, Togliatti, di Berlinguer o di Nilde Jotti ) e che magari un tempo ci stimolava a far notte per ascoltare i “comizi” e a far notti bianche per dare un piccolo contributo al nostro ideale. Ma oggi non è più così e allora ecco che PROBABILMENTE ci presenteremo al voto guardando un simbolo che ci è estraneo e non ci comunica nessuna emozione, ma di quel simbolo ci ritroveremo a scrivere un nome con calligrafia sempre più incerta.

    • popof1955 ha detto:

      Vedi siamo passati dal periodo delle conquiste a quello delle riforme. Le conquiste avevano la necessità di un ideale, le riforme invece sembra abbiano bisogno di razionalità. Quello che da fastidio è che questa razionalità calpesta i bisogni delle persone, non mette il lavoro e la famiglia al centro di tutto. Abbiamo consegnato il paese ad un branco di pescecani, ognuno di noi desidera un cambiamento che dia prospettive di sviluppo, non solo per se, ma anche per il mondo in cui si vive.
      Tutte le volte che entro dal tabaccaio o in un bar o alle poste, vedo sempre gente comprare biglietti da grattare, sembra che l’unica speranza sia riposta li, che quello sia l’unico mezzo per un cambiamento, un illusorio ed effimero mezzo individuale.

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