Pasqua autunnale

Legna che scoppietta nel camino e ticchettio di pioggia. Marzo pazzerello e Pasqua autunnale. Il vino aspetta nelle damigiane d’essere imbottigliato, perché la luna d’adesso è quella buona, quella che conserva il frizzo che fa saltare i tappi tra luglio e agosto. Ho imparato a legarli, i tappi, così l’allegria del frizzo resta in bottiglia a lungo.

Intanto piove, sembra che questo sia un anno in cui le cose stentano a partire. Un mese fa si è votato, almeno un buon 75% degli elettori ha espresso un voto. Ne sono usciti tre vincitori, perdenti. Nessuno ha superato il 32% dei suffragi. 11milioni di voti si son spostati, con i due partiti maggiori che in termini di voti reali raccolti, ne han smarrito per strada 9 (6milioni di voti in meno il PDL e 3 il PD), con un partito legato come i tappi delle mie bottiglie che ha perso il 60% del proprio elettorato (Lega) ma conquista una Regione importane come la Lombardia, con spartizione di poltrone e chiari conflitti d’interessi nel comparto della sanità.

Tornando al livello nazionale, il M5S con un’inutile 26% di voti, si gongola come se le 5 stelle gliele avesse date la Guida Michelin o la Pirelli. Insomma una situazione in cui dopo un mandato esplorativo, al povero Bersani, non rimane che tornare a casa per le vacanze pasquali, e piove.

Piove, governo ladro. Manco quello riusciamo più a dire, piove si ma c’è un governo di transito, troppo lungo da pronunciare, meglio aprire l’ombrello.

Intanto in fase di non governo, o con un governo in carica temporanea, e due gruppi di negoziatori per trovar la quadra, le aziende agonizzano aspettando il pagamento dei crediti vantati con lo Stato, le speranze dei giovani si allontanano e il prezzo del gas diminuisce dal 1 aprile dell’1% e anche l’energia elettrica. Ora che l’inverno è finito  sai che risparmio.

Intanto piove, Buona Pasqua.

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Artisti di strada

Non ci si ferma spesso davanti a loro, alcuni li vivono con fastidio, i bambini ci si incantano davanti, come questo bimbo accanto a un suonatore di mandolino a Lecco sul finire degli anni ’70. E magari chissà il suonatore esegue una serenata al seno esposto nella vetrina della farmacia.

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In quest’altra foto, scattata due anni fa all’adunata nazionale degli alpini, i musicisti hanno altre piume sul copricapo. Noi umani amiamo adornarci di piume, nell’attesa magari che ci spuntino le ali

Adunata ANA 2010 a Bergamo 029

Poi c’è anche qualcuno che per suonare mette su un negozio di musica che si affaccia sulla strada e dove s’improvvisano piccoli direttori d’orchestra come la bimba di cui s’intravede la testa (il negozio di musica è a Castelbuono – Sicilia)?????????????????

Eh si i bambini s’incantano davanti agli artisti di strada, come questo bimbo che si chiede dov’è il trucco per levitare nelle ramblas di Barcellona.

spagna agosto 2010 044E poi ci sono quelli che chiamo i grandi artisti di strada, quelli come Mauro Ferrarese, blues man dal sound accattivante, nato in strada e che conquista i palcoscenici.

Preparandomi al peggio.

Oggi sono andato a comprare il vino sotto il castello di Cigognola a Pietra  dei Giorgi (quello qui sott0).

CSC_0075Direte: “E a noi che ce ne importa?”. Eppure qualcosa mi dice che un suggerimento di vino può venir buono. Da dove comincio? Dalla crisi di Cipro o dal fatto che non so far niente? Eh si cominciamo da qui, dal fatto che ho scoperto di non saper far niente. Non so costruire una lampadina e nemmeno un vetro, non parliamo poi di una scheda di computer o di tornire un pezzo di ferro o tanto meno di legno. E’ un fatto comune? Si so fare un sacco di altre cose, mettere insieme parole, analizzare, tirare le somme.

Ma se come a Cipro sparisce il denaro che faccio? Il terziario in una crisi sparisce per primo. Come prevenzione riempio un materasso di denaro? A parte la scomodità del dormire, faccio due considerazioni. Il denaro serve per comprare dei beni, nel momento in cui non circola denaro anche i beni cessano di circolare e quei pochi che restano subiscono un incremento di prezzo che il denaro finisce per esaurirsi in fretta. E’ di carta e non lo si può nemmeno mangiare. Insomma il denaro non serve, servono i beni di prima, ma anche di seconda, necessità. Quando il denaro comincia a sparire dalla circolazione non rimane che il baratto.

Ecco sono andato a comprare il vino per il prossimo inverno. Dopo toccherà alla legna da ardere ed alle conserve, pensando ovviamente a qualche animale da cortile. Insomma mi preparo al baratto della convivialità, nei momenti di crisi si può solidarizzare anche cominciando dalla tavola.DSC_0071

ACQUA, SOLO DELLA SEMPLICE ACQUA

E’ un po’ di tempo che non ho voglia di scrivere, ma nei blog si respira un’aria migliore di quella che si respira in giro. Ad esempio un post di Osvaldo mi richiama al rispetto dell’acqua e ad un’immagine, una foto fatta anni fa a Murcia spagna agosto 2010 284uno striscione sulla facciata del Municipio che recita “acqua per tutti”, un bisogno primario da soddisfare per il mantenimento del genere unano. Il post di Osvaldo, di cui ho messo il link merita di essere letto, è una sana riflessione che merita una visita.

Pavia, con il naso in sù

E’ un puro caso, non mi segno le date e tranne qualcuna non me ne ricordo tante. In questi giorni però riguardando le foto scattate a Pavia un anno fa di questi tempi,  non ho potuto non notare di averle fatte quasi tutte con il naso all’insù.  Come se i vari architetti succedutesi nel tempo avessero voluto arricchire la città, nei punti dove normalmente non si posa lo sguardo, come ad indicargli una direzione ascetica o semplicemente spezzare la monotonia della pianura con torri, campanili, balconi, pinnacoli e rosoni.

Guardando meglio noto quella foto con i fasciami di metallo e ricordo d’improvviso qualcosa, la vecchia torre civica che si sbriciolò strappando alla vita quattro persone. Era il l 17 marzo del 1989.

Laura Boldrini: intelligenza emotiva

Sotto sotto sento di dovere un grazie al M5S, se non fosse stato per la sua pressione, il nome della nuova presidente della camera non sarebbe venuto fuori. Il passaggio dall’alto Commissario ONU per i Rifugiati alla presidenza della Camera dei Deputati dimostra che si il cambiamento è possibile e auspicabile all’interno delle nostre istituzioni, ma non solo, dimostra che chi alle ultime elezioni ha espresso un certo voto non lo ha fatto per conservatorismo ma per il fatto che all’interno di quella coalizione ci sono molti elementi che meritano di essere portati a galla.

Le sue parole all’atto dell’insediamento hanno un fascino e una forza incredibile. Accidenti, una volta tanto il parlamento ha saputo meritarsi lo stipendio, speriamo continui. 

Il Parco del Castello di Nymphenburg a Monaco di Baviera

In Germania non sai mai con certezza quante sono le cose originali che vedi e quante quelle ricostruite con precisione certosina dopo i bombardamenti dell’ultima guerra.

Anche il Parco del Castello di Nymphenburg a Monaco di Baviera ha subito trasformazioni. In origine un giardino all’italiana (1671), ampliato e risistemato in stile francese, di cui rimane la caratteristica parte iniziale, dove aiuole e siepi seguono precise linee geometriche,  addentrandovisi lo stile  ripercorre la maniera inglese in cui viene imitata la forma irregolare dei paesaggi naturali.

Il parco è diviso in due da un lungo canale che segna un asse tra il palazzo e la “cascata di marmo”, decorata con figure di divinità greche. Su entrambi i lati del canale ci sono due laghi.

 

Il brusio della piazza

Piazza della Vittoria a Lodi, tra le tante viste, è quella in cui il brusio è di casa. Un crescendo dell’intrecciarsi di parole, rumori e cinguettii che ne caratterizza l’essenza, quasi come se vi fosse un costante mercanteggiare sottovoce, che  sale dalle pietre che ne compongono il selciato e i muri che intorno affacciano i loro balconi come le logge di un teatro.

(al solito cliccare sulla foto per vedere, peccato che il brusio non si senta, poi c’era poca gente al momento)

Fragili emozioni di creta

????????????????????????????????????(le isole Eolie viste dalle colline di Barcellona (ME))

Tornando a casa e riguardando le immagini inscatolate nella macchina fotografica non posso non confrontarle con delle ceramiche acquistate quasi 40 anni fa, queste

(cliccando sulle immagini si ingrandiscono in slide)

i colori ci son tutti. Gli artisti/artigiani erano Cianciolo e Giardina (almeno credo dalle firme, internet non viene in aiuto cercando loro notizie), negli anni si son succeduti in tanti alla loro Scuola, e imitazioni dello stile oggi se ne trovano in ogni angolo della Sicilia, nessuno però li ha eguagliati.

Vuoi fare il parlamentare? Guadagnati la pagnotta!

????????????????????????????????????Di emozioni questa settimana me ne ha date tante. Non  tanto la fuga in montagna di mercoledì, servita a dare ossigeno alle membra e alle idee, come nemmeno le dimissioni papali con la clausura iniziata ieri sera. L’emozione forte me l’ha  data l’esito elettorale. Non c’è che dire, l’elettorato italiano quando si muove si muove davvero. Peccato che si muova come un elefante in una cristalleria. Le rivoluzioni si fanno per costruire, non per raccogliere i cocci.

A me, come a tanti altri, Grillo piace perché sembra viscerale. Ma non l’ho votato. A un suo spettacolo, o meglio kermesse ci andrei volentieri, son sicuro che si respira quell’aria tipica delle feste di piazza in cui lo show men più le spara grosse più raccoglie applausi. Io mi sono fermato alla battuta sui socialisti del 198ttantaequalcosa, quando chiese a voce alta “se i cinesi son tutti socialisti a chi rubano?”. Il pubblico rise poco, io mi sganasciai dalle risate, e predissi per Grillo la fine di Dario Fo. Leggevo Cuore ed ero reduce dal Tango del lunedì (ma Serra, Altan, Ellekappa non han pensato a fondare un movimento, Grillo si). A quella battuta l’Italia bacchettona, ladrona e chi più ne ha ne metta, lo mise fuori dalla RAI. Io spensi la TV per un quarto di secolo, tranne riaccenderla a fine anno, per il discorso alternativo a quello del Presidente della Repubblica. Forse Grillo fu allora che ci prese gusto. Parlava con veemenza, divertiva. Lo spettacolo si vede che si è perfezionato con il tempo, l’esito delle urne lo dimostra.

Non posso non pensare a Reagan o a  Schwarzenegger, anche loro erano attori, non mi sembra fossero comici, al massimo mastini d’attacco, ma in qualche modo, condivisibile o meno, han governato, uno una confederazione, l’altro uno stato. Potenza della legge elettorale americana, chi vince prende tutto. Da noi regna il porcellum Calderoli  & Company, che punta allo sfascio.  Con l’aria di sprechi e ruberie che si respira il risultato del M5S non è del tutto una sorpresa.

Narra una leggenda che durante la guerra di liberazione dal nazifascismo, un gruppo di partigiani riuscì a conquistare una prefettura. Il capo telefonò a Togliatti per annunciargli la conquista. “Bravi” disse Togliatti, e subito aggiunse “e ora che ve ne fate?”

Ecco ora che M5S ha ottenuto un buon risultato, cosa farà per meritarsi dopo il voto degli italiani, anche lo stipendio parlamentare? Eh si, non dimentichiamo che al pari degli altri son nostri dipendenti, la sovranità appartiene al popolo che la esercita attraverso il parlamento, ovvero non avendo tempo e modo per potercene occupare noi personalmente abbiamo delegato deputati e senatori, son pagati per questo non per ridurci in braghe di tela peggio di come ha fatto Berlusconi prima e Monti poi. Se la speranza è di incrementare i voti attraverso l’ingovernabilità qualcosa non quadra. Il M5S ha cinque punti cardine su cui puntare, tante quante le stelle, faccia in modo di realizzarli, forse non sono solo di loro interesse, e se non sanno gestire i numeri, il computer può dargli una mano, oltre ai fogli di scrittura ci sono quelli di calcolo.  ????????????????????????????????????